sabato 14 febbraio 2015

Classificazioni spettri e Ghost Hunter

PRIMA TIPOLOGIA: SPIRITI
Sono le anime delle persone morte che tornano nei loro luoghi di origine per mettersi in contatto con i viventi.
Per comunicare con gli spiriti si è soliti riunirsi in sedute medianiche. Famosa è la storia delle due sorelle Fox che affermarono in passato di poter comunicare con loro tramite “l’alfabeto dei colpi”.

venerdì 13 febbraio 2015

Ama il prossimo tuo come te stesso

"Agisci verso gli altri in modo che gli altri possano agire nello stesso modo verso chiunque".
Questa regola aurea, presente in quasi tutte le grandi religioni, implica in primo luogo e anzitutto di "non agire verso gli altri in modo tale che se gli altri agissero verso di noi nello stesso modo la vita sarebbe impossibile", perciò esige anzitutto che ciascuno di noi rinunci a esercitare la violenza verso altri.
Così, solo la nonviolenza può fondare l'universalità della legge morale alla quale devono conformarsi gli esseri ragionevoli. Ecco alcune declinazioni di questa regola rintracciate nelle religioni e nelle sapienze di tutta l'umanità.

Matteo 10,16-23

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».

Insegnanti Reiki

La meravigliosa medicina per ogni malanno
Solo per oggi:
Non ti arrabbiare
Non ti preoccupare
Sii riconoscente
Lavora duro (per migliorare te stesso)
Sii gentile con gli altri.


Alla scoperta del Reiki

Alla scoperta del Reiki
Il Reiki è una parola giapponese che significa " energia vitale universale".
L'universo è circondato da spazio pieno di energia infinita ed inesauribile.
Il Reiki è energia terapeutica naturale che fluisce in forma forte e
concentrata lungo le mani del canale reiki. Per attivarla bisogna ricevere
l'iniziazione durante un seminario da un Reiki Master autorizzato. Dato che
il Reiki è energia divina universale, appartiene a tutti coloro che sono
pronti ad accettare il "dono delle mani guaritrici". Nasciamo tutti con
questa energia vitale universale, ma nel corso della vita il "canale ", si
sporca e si ostruisce (per traumi, per condizionamenti, per pregiudizi, per
blocchi, per malattie, ecc.) creando così patologie avvolte non curative.

Archivio Mondiale avvistamenti Ufo

Un archivio mondiale nel quale raccogliere tutti gli avvistamenti UFO, correlati di video, fotografie, dati. È l’ obiettivo del MUFON, il MUtual UFO Network, l’organizzazione statunitense che da decenni studia il fenomeno e che adesso cerca di fare un salto di qualità, utilizzando un metodo scientifico.

Le vite parallele

Sono state rilevate analogie incredibili tra vicende umane totalmente estranee tra loro. Dalla storia delle due donne di nome Edna, come da quella dei due presidenti Lincoln e Kennedy, si ricava la certezza che vi sono coincidenze troppo precise per essere casuali. Forse ciascuno di noi ha un "sosia", un altro che vive la nostra stessa vita come la fotocopia di un disegno già tracciato nel grande libro del destino.

mercoledì 11 febbraio 2015

Apparizione della Madonna a Torretta



La Madonna appare anche in Sicilia, in provincia di Palermo, sulla collina tra Capaci e Torretta.
E' un effetto ottico? oppure la Madre di Gesù vuole mandarci qualche messaggio? come succede a Medjugorje.

L'immagine in effetti parla da se: l'immagine scura che sembra quasi stagliarsi sulla pietraia sovrastante contrada Cozzo di Sopra ricorda davvero quella della Madonna. Guardando la figura in prospettiva sembra quasi di poter distinguere con chiarezza alcuni particolari inconfondibili: la veste lunga, il manto a coprire le spalle, la corona sulla testa.

Nel giro di poche ore la notizia dell'apparizione montana si è diffusa in tutto il circondario, viaggiando da un telefonino all'altro e di computer in computer a una velocità record. Anche perché Torretta è un paese da sempre molto devoto all'Immacolata (sono molte le congregazioni dedicate alla Santa Vergine).

Anche stavolta, c'è da scommetterci, non mancheranno gli scettici, pronti a "smontare" la tesi dell'apparizione così come accadde per la monaca del Capo (di cui in effetti non si hanno più notizie da tempo). Un effetto ottico, certo, è possibile. Favorito dalla prospettiva dell'inquadratura, e persino dai rigori siberiani che hanno imbiancato anche quel tratto di collina sovrastante il centro abitato di Torretta. Per chiarire il mistero ci sarà tempo.

Intanto, però, in paese, e sul web, non si parla d'altro. E magari - chissà - c'è anche chi spera che quella neve sulla montagna si sciolga il più tardi possibile.

giovedì 5 febbraio 2015

Cosa sappiamo di noi stessi?

Cosa sappiamo di noi, cosa sentiamo di noi, come ci vediamo?
Fermiamoci un attimo e pensiamoci: sforziamoci di togliere di mezzo la consueta nebbia di pensieri e sensazioni e di guardare dentro di noi con calma e lucidità.
E allora ci renderemo conto abbastanza facilmente di quella che è la nostra routine quotidiana: riceviamo tanti stimoli dall’esterno, attraverso la vista, l’udito, il tatto e gli altri sensi; proviamo in noi delle sensazioni piacevoli o spiacevoli; stiamo bene, o stiamo male… E poi ci vengono dei pensieri, abbiamo dei sentimenti, abbiamo l’impulso di fare delle cose…

Il "Quando" della fine del Mondo

I messaggi di Medjugorje e Garabandal aggiungono molte informazioni, rispetto alla Profezia dei Papi e ai messaggi di Fatima, sul “quando” e sul “come” avverrà la fine del mondo.
L’informazione più interessante, in realtà, riguarda senza dubbio il “quando”, poiché, come abbiamo letto, ai ragazzi di Medjugorje la Madonna ha detto che “quando le apparizioni cesseranno a Medjugorje, termineranno pure in tutti gli altri siti nei quali si sono verificate apparizioni mariane. Quando questo accadrà, gli eventi descritti nei segreti inizieranno a compiersi”. Poiché gli eventi descritti nei segreti sono quelli che riguardano la fine del mondo e gli avvertimenti che la precedono, il giorno in cui le apparizioni di Medjugorje cesseranno è un “indicatore temporale” molto importante (e al tempo stesso molto semplice) da tenere d’occhio. A questo scopo, potete controllare che la Madonna sia apparsa a Medjugorje anche nell’ultimo mese (appare sempre il giorno 25) cliccando qui.
Altre informazioni utili che possiamo trarre dalle due apparizioni sono quelle relative al “come” avverrà la fine del mondo. Si noti che sia a Medjugorje che a Garabandal la Madonna parla, nel suo messaggio, di “Avvertimenti”, di un “Segno” e di un “Castigo”. Secondo entrambe le profezie, essi si verificheranno nell’ordine Avvertimenti-Segno-Castigo. Gli “Avvertimenti” sono, in pratica, avvertimenti estremi dati all’umanità come ultima possibilità di convertirsi: dopo il “Segno”, infatti, potranno ancora farlo soltanto i sopravvissuti.
Dunque la Profezia dei Papi e l’interruzione dei messaggi di Medjugorje ci danno informazioni preziose sul “quando” della fine del mondo, ma sarebbe interessante avere maggiori dettagli sul “come”. Poiché le apparizioni della SS. Vergine a Medjugorje ed a Garabandal si ricollegano a moltissime altre manifestazioni carismatiche (in Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Venezuela, Messico, Giappone, etc.), vale la pena vedere se si possono trarre nuove informazioni utili a riguardo proprio dalle altre apparizioni della Madonna.

Medjugorje e Garabandal

Quelle di Fatima non sono state le uniche apparizioni della Madonna avvenute nel Ventesimo secolo: la Vergine, infatti, è apparsa moltissime volte a Medjugorje (Bosnia-Erzegovina), a Garabandal (Spagna) e in tantissimi altri luoghi, specie in Europa.
Certo, i fatti di Fatima, che costituiscono una delle poche apparizioni mariane del secolo scorso ufficialmente approvate dalla Chiesa, complici anche alcune stranissime “coincidenze” illustrate in questo sito hanno indotto una devozione largamente diffusa nel mondo. Ma i messaggi affidati all’umanità dalla Madonna a Medjugorje ed a Garabandal sono altrettanto interessanti e, in un certo senso, complementari a quelli di Fatima (e alla Profezia dei Papi di San Malachia) per quanto riguarda l’argomento della fine del mondo, e specialmente il suo “quando”. Vediamo, dunque, cosa dicono questi messaggi.

La Maledizione del Bimbo che Piange




Si racconta che in Inghilterra, dagli anni '80 si incominciarono a vendere alcune stampe di un dipinto raffigurante un bel bimbo con le lacrime agli occhi. Ma si racconta anche che lo stesso quadro porti con sé una maledizione. Infatti, il povero bimbo sarebbe stato raffigurato piangente perché costretto a posare dall'artista. Negli anni subito successivi, ci furono gravi incendi che coinvolsero alcune abitazioni dell'Inghilterra e, ogni volta che i vigili del fuoco si recavano sul posto, trovavano tutto distrutto, tranne le stampe del bambino piangente, come se fosse immune alle fiamme. Anzi, si iniziò a spargere la voce che fosse proprio quel bambino a provocare gli incendi, agendo attraverso le stampe che lo raffiguravano.
Il "Sun", giornale a grande tiratura, insinuò che l'immagine portasse sfortuna. Nel 1985, proprio per via di questi enigmatici incendi, molte di queste stampe vennero bruciate in grandi falò. nel giorno di una ricorrenza popolare che si celebra il 5 novembre. Nel febbraio seguente, morì un pensionato in un incendio che distrusse interamente la sua casa. L'unico oggetto che si salvò fu proprio una di queste inquietanti stampe.

Il mistero della morte di Mozart

Il 5 dicembre 1791,dopo una breve malattia,Mozart morì a Vienna.
Aveva solo 35 anni,e la sua salute,da sempre cagionevole,lo aveva portato alla tomba in maniera repentina.
Il 17 dicembre venne celebrato con molta sobrietà il suo funerale,nella cattedrale di santo Stefano,e il suo corpo trasportato nel cimitero di San Marco.

Le streghe di Salem :la storia completa




La caccia alle streghe stava avendo un crescendo vertiginoso e seguiva un tracciato prestabilito. Le fanciulle gridavano il nome di una persona, asserendo che il suo spettro le aveva tormentate, e quella persona veniva arrestata. Ad un primo interrogatorio l'accusato negava di praticare la stregoneria, al che le fanciulle venivano colte dai soliti attacchi. Questo fatto costituiva l'inconfutabile colpa del prigioniero che veniva condotto in attesa del giudizio. Con tale sistema vennero imprigionate le sorelle di Rebecca Nurse. Il 4 aprile venne arrestata anche Elizabeth Proctor, presso cui lavorava come domestica Mary Warren, una delle tormentate. John e Elizabeth Proctor abitavano in una fattoria di loro proprietà che confinava con quelle di George Jacobs senior e di Giles Corey. Essi

Rose West, "La casa degli orrori



Era la casa degli orrori. La casa di Fred e Rosemary West, a Gloucester, fu teatro di mostruose efferatezze, di tali depravati omicidi, che a fatica la piu' morbosa fantasia può' immaginare e che, nella testimonianza della pubblica accusa, "sono piu' spaventosi di quanto le parole possano dire". Il processo di Winchester, ospitato nella deliziosa cittadina che fu capitale dei Sassoni, dovrà' raccontare delitti spaventosi, che neppure la letteratura gotica seppe immaginare. Sotto la statua di Alfredo il Grande, onore della storia inglese, si raccontera' l' assassinio, dopo torture sessuali, di dieci giovani donne. E l' inizio, ieri, e' stato sconvolgente. Perche' la casa di Gloucester, dove la polizia mise piede solo un anno fa, ospito' una catena ininterrotta di delitti sessuali, cominciata negli anni Settanta. Dei coniugi West, complici nella mostruosita' , solo Rosemary, 41 anni, che e' giunta in aula con un crocefisso d' oro al collo, sara' processata. Si dichiara, incredibilmente, innocente. Ma suo marito Fred, di dodici anni piu' anziano, ha gia' confessato: s' e' tolto la vita, in cella, nel primo giorno di quest' anno. Dopo alcune udienze preliminari ieri il processo e' entrato nel dettaglio. Brian Leveson, pubblico ministero, ha aperto l' elenco delle ragazze che "negli ultimi momenti di vita sulla Terra furono oggetto di depravazione sessuale". Queste giovani donne, queste bambine, venivano spogliate, legate, imbavagliate, e poi torturate con abusi sessuali "nel piu' spaventoso modo immaginabile". Rose West, che tenta di restare impassibile, dovra' spiegare come uccise la sua stessa figlia, la figlia di primo letto del marito, perfino la figliastra dell' uomo, che viveva con loro. Tutti gli esseri umani di sesso femminile che passavano nella loro casa, adescati in battute di caccia nella zona, subivano violenze. Poi, se giuravano di non parlare, le donne venivano rilasciate. Le altre venivano ammazzate, i loro corpi smembrati, decapitati, quasi sempre disossati, e sepolti nel giardino, oppure sotto la cucina. L' accusa ha distribuito ai giurati una piantina della casa di Gloucester, in Cromwell Road, perche' possano avere un' idea di quell' orrendo cimitero. La macabra lista comincia nel 1971, in un' altra casa, quando i coniugi West vivono con la figlioletta Heather, la figlia di lui Anna Marie, di 5 anni, avuta da una precedente moglie, e una figliastra, Charmaine, di 6. Mentre l' uomo e' in prigione, condannato per un' aggressione sessuale, Rose West racconta ai vicini che "non sopporta piu' " Charmaine. Un giorno, la bimba scompare. La compagna di scuola che la va a trovare si sente dire da Rose che "sua madre e' venuta a prenderla". E' la prima sparizione, il primo delitto, a cui nessuno fa caso. Charmaine e' sepolta in cucina, dove Rose prepara da mangiare. Poi Fred, scarcerato, torna a casa. I coniugi vanno a stare in Cromwell Road. E comincia la replica, in serie, degli orrori, di cui e' difficile perfino fare una cronologia, se ieri l' accusa ha aperto solo i primi capitoli. Ma anche Heather, la figlia dei due, d' un tratto scompare: aveva 16 anni, ed era incinta di suo padre Fred. Il suo scheletro, con i resti del figlio mai nato, e' stato ritrovato in giardino. Ha detto Leveson, sfidando il ribrezzo dei giurati: "La sua testa venne staccata dal busto. Le ossa furono fracassate per ridurre l' ingombro del corpo, per farlo stare nello spazio disponibile". Nessun testimone dira' chi dei coniugi ha ucciso ciascuna delle vittime, perche' nessuno ha visto i crimini. Ma la complicita' tra i due e' innegabile: "Erano ossessionati dal sesso e si conoscevano l' un l' altro in modo cosi' profondo da essere legati assieme in tutto cio' che fecero". Da quando la casa degli orrori e' stata scoperta, pero' , molte donne si sono fatte avanti. Hanno raccontato di come i West le adescassero in macchina, come lui le legasse con il nastro adesivo, mentre era spesso lei la prima a violentarle. Non si contano le baby sitter che uscivano da Cromwell Road come dall' inferno, ma tuttavia tacevano. E percio' il processo s' annuncia angoscioso, per questi silenzi a lungo covati. Cosi' , dopo 23 anni di mostruosita' e di omerta' , con Fred West che rimaneggiava di continuo il giardino per nascondere altre vittime, fu solo un poliziotto sospettoso, finalmente, a mettere piede in Cromwell Road, nel 1994. Le udienze, con strazio, saranno molte.


martedì 3 febbraio 2015

Baronessa di Carini

Baronessa di Carini


Quella stessa impronta che secondo una leggenda, in occasione dell’anniversario del delitto, 4 dicembre, comparirebbe sul muro della stanza dove la baronessa venne uccisa.
La giovane nobildonna con la testa reclinata sul cuscino, viene da pensare che davvero sia questa la tessera mancante del puzzle, il segreto nascosto per quasi 500 anni. Che la fanciulla scolpita nel marmo del sarcofago della chiesa di San Mamiliano - nel centro storico di Palermo - sia proprio lei, Laura Lanza, la baronessa di Carini uccisa nel 1563 in quello che è passato alla storia come il più clamoroso dei delitti d’onore. E che quindi questa sia la sua tomba, cercata per secoli e mai finora trovata, neanche dalla squadra di cercatori di fantasmi “Ghpa” che da tempo registra voci e apparizioni.

Il castello di Carini

A queste conclusioni è arrivato un gruppo di studiosi (criminologi, grafologi, psicologi), che ha indagato per 4 anni tra archivi e chiese da Carini a Madrid. «L’ho sempre immaginato - dice il parroco, padre Giuseppe Bucaro -. Questa è la cripta della sua famiglia, qui sono seppelliti il nonno Blasco Lanza, la seconda moglie del padre Castellana Centelles, e probabilmente anche il padre Cesare Lanza che la uccise o, meglio, che si autoaccusò del delitto».
La storia è nota, rilanciata poi da due fortunati sceneggiati televisivi: quello del 1975 con Ugo Pagliai e Janet Agren e il remake del 2007 con Luca Argentero e Vittoria Puccini. Teatro del delitto è Carini, paese a 30 chilometri da Palermo dove il 4 dicembre 1563 - secondo la ricostruzione ufficiale - la baronessa Laura Lanza, sposata con Vincenzo La Grua, venne trovata a letto con l’amante Ludovico Vernagallo e assassinata dal padre nella stanza del castello.

Un delitto d’onore confessato dall’assassino in una lettera al re di Spagna conservata nella chiesa Madre. «Ma non torna niente di questa ricostruzione – dice Carmelo Dublo, grafologo e perito del tribunale che guida la ricerca – perché per raggiungere Carini da Palermo ci volevano a cavallo almeno 6 ore e quindi Cesare Lanza non avrebbe potuto sorprendere nessuno. Inoltre, Vernagallo era un amico di famiglia con cui Laura giocava già da bambina, e la sua presenza al castello era consueta. L’impressione è che Lanza, uomo straordinario, giureconsulto, si sia sacrificato per coprire il vero autore del delitto». Per la legge del tempo al padre dell’adultera era consentito uccidere la figlia e l’amante, se colti sul fatto. Al marito, invece, solo il diritto di uccidere il
rivale, ma non la moglie.

Primo obiettivo, trovare la tomba di lei. Le ricerche sono partite nel 2010, per mano degli investigatori dell’Icaa (International crime analysis association), nella chiesa madre di Carini, dove la tradizione vuole che esista la cripta della famiglia La Grua, poi chiusa e mai più individuata. «Le ricerche - dice Dublo - sono arrivate a risultati poco chiari, certo è che secondo la tradizione il sarcofago della baronessa fu collocato a lungo nella cappella accanto all’altare e poi portato nella cripta. Ma noi ci siamo convinti che sia una falsa pista». Una convinzione maturata alla luce delle “lettere di discolpa” inviate da Cesare Lanza al re di Spagna, ora custodite all’Archivio di Stato della Casa reale di Madrid. E ancora attraverso le carte custodite a Carini, «alcune certamente contraffatte». Poi l’indagine si è spostata nelle tante cappelle delle due famiglie, alla ricerca delle tombe. Tutto porta al sarcofago anonimo della fanciulla dormiente nella cripta della chiesa di San Mamiliano (cripta tornata alla luce alla fine degli Anni 90) posto proprio sotto a quello del nonno Blasco Lanza, «segno di una profonda familiarità tra i due defunti».

Per avere la certezza, bisogna ora passare ai prelievi nella tomba, più volte profanata e depredata tra l’Ottocento e il Novecento. «Sono sepolta in una tomba dove ci sono tanti cani, dov’è il malefico», avrebbe detto lo spirito della nobildonna ai ghostbuster. Che fossero i ladri quei cani malefici? 

Palermo il mistero dei Beati Paoli



Pianta di Palermo dell'epoca dei Beati Paoli

Di misteri Palermo ne nasconde parecchi, ma c’è ne uno che dura cinque secoli, il segreto di una setta che ha attraversato vicoli e sotterranei del centro storico, osannati o maledetti erano i Beati Paoli.

Chi erano veramente questi “scellerati” come li definì il Marchese di Villabianca che ne parlò in uno dei suoi diari palermitani, in uno degli ultimi “Opuscoli” scritti nel 1790.

La loro vicenda, inquadrata in un contesto settecentesco, si snoda lontano dal mare, dai colori e dalla luce dell’abbagliante sole palermitano, si dipana nel cuore segreto di Palermo, tra gli antri oscuri e le gallerie sotterranei di uno dei quartieri più popolare, “il Capo”.

Ancora oggi, in questi luoghi, quando si accenna alla loro esistenza, l’uomo di strada si cela dietro un alone di omertà, infatti, sembra impossibile, a distanza di tanti secoli dal loro presumibile scioglimento sono protetti dal popolo incredulo, ogni qualvolta a Palermo si scopre una cavità sotterranea tutti ricorrono mentalmente alla famosa setta d’incappucciati.

Misteriosa e temuta, questa setta, operò tra la fine del XV e, la prima metà del XVI secolo, nata dallo strapotere e dai soprusi dei nobili, che amministravano direttamente la giustizia, agiva nell’ombra e nella massima segretezza per proteggere i deboli e gli oppressi.

Di questa setta l’origine è oscura non esistendo fonti storiche e tanto meno documenti che possano attestare la loro esistenza, la sua storia fu tramandata esclusivamente dalla tradizione orale e tutti i letterati attingono nel famigerato “Opuscolo” dell’erudito palermitano che ne descrisse i luoghi e il suo famigerato tribunale, anche gli autori come il Linares ed il Natoli in seguito hanno attinto in esso, fino a quest’ultimo quando all’inizio del novecento pubblicò “I Beati Paoli”, lo scrisse tra il 1909 e il 10 come romanzo d’appendice che veniva regalato dal Giornale di Sicilia ai propri lettori, ebbe un successo enorme, è compi un miracolo retroattivo, diede concretezza ad una favola, quello che era stato un racconto un po’ confuso e con mille particolari diversi secondo il narratore, acquistò dignità, diventò realtà accettata da tutti, forse grazie alle diverse descrizioni di angoli della città, in cui si svolgevano gli avvenimenti, realmente esistenti ed all’inserimento di personaggi operanti nella vita quotidiana palermitana di quel periodo settecentesco, dame incipriate ed intricate, cavalieri ardimentosi che si battevano per difendere l’onore di queste donne insidiate, avvelenatrici che spacciavano veleno in una società sfarzosa, dove sbocciavano amori purissimi e passioni insane, circolavano “birri” che indagavano per loschi interessi, inseriti per impressionare la fantasia popolare.

Il Villabianca nel suo “opuscolo” (tomo XVI) fa capire, con qualche rivelazione incerta, l’esistenza della setta dei Beati Paoli che viene fatta risalire alla fine del XII secolo e noti con l’antica denominazione di “Vendicasi” e, allegando nientemeno che dei nomi di alcuni dei suoi adepti: il “razionale” Girolamo Ammirata impiccato al piano del Carmine nel 1723, il maestro scoppettiere Giuseppe Amatore passato per la forca nel 1704 nel piano della Cattedrale, ed il consapevole amico del Marchese e famoso cocchiere Vito Vituzza.

Nel romanzo natolitano, i Beati Paoli, si comportano a fin di bene, tolgono ai ricchi e danno ai poveri, le gesta di questi uomini che all’occasione risultavano essere incappucciati e, vestiti di un saio nero dei frati minimi di San Francesco di Paola, punivano i potenti responsabili di soprusi sfuggendo alla legge costituita.

Palazzi e chiese erano collegati da una fitta ragnatela di cunicoli che permettevano agli appartenenti alla setta di agire indisturbati e di trovarsi là dove nessuno se lo aspettava, infondo così racconta la leggenda.

Come è legato San Francesco di Paola ai Beati Paoli ? Solo ed esclusivamente all’abito che indossavano e, per la vicinanza del convento al quartiere in cui essa agiva e alcuni narratori vogliono dire alla presenza di un pozzo che comunicasse con la fitta rete sotterranea del “Capo”.

Gli adepti venivano prelevati di notte e condotti nel covo segreto della setta per essere affiliati con il rituale clandestino, la stessa procedura di prelevamento seguivano gli imputati e davanti ad un tribunale venivano interrogati e a volte sentenziati a morte.

Processavano chi abusava del proprio potere e della particolare posizione sociale, per commettere soprusi ai danni dei più deboli ed indifesi.

Chiunque avesse subito un’ingiustizia poteva contare su l’intervento di questa società segreta, che emetteva verdetti inappellabili e spietati, chi veniva condannato a morte, senza scampo, la sentenza veniva eseguita a colpi di pugnale.

“Era una specie di grotta, scavata nel tufo di forma circolare a cupola, in mezzo al locale vi era posizionata una tavola di pietra, l’uomo che aveva dato l’ordine stava seduto dietro quella tavola, il suo cappuccio nero era ampio e tutto chiuso come i confrati incappucciati e gli scendeva in mezzo al petto” così lo descriveva nel suo romanzo il Natoli il loro tribunale con il “Capo” che sentenziava.

Il misterioso antro, visitato nella seconda metà del settecento dal Marchese di Villabianca di cui lasciò un’ampia descrizione di quello che aveva visto nei suoi “opuscoli palermitani”...

E’proprio li, immersa nel trambusto di uno dei più vivaci mercati popolari di Palermo, quello del “Capo”, una targa marmorea, ben visibile sulla facciata di un vecchio palazzo, che non lascerebbe dubbi, nella quale sono incise queste parole: “Antica sede dei Beati Paoli”, voluta espressamente nei secoli passati da un altro versato che la visitò: Vincenzo Di Giovanni e, che da diversi anni rimane nell’oblio per intrecciare ancora una volta la realtà con la leggenda.

“La casa dell’avvocato Giovambattista Baldi si trova a San Cosimo nella vanella di Santa Maruzza, nel quartiere Capo.
Dal primo piano dell’ingresso di questa casa, passando per una porticina, si arriva in un piccolo baglio scoperto, in cui sorge un basso albero boschigno, e il piano su cui si cammina non è altro che lo strato di una volta ben larga, che copre la grotta sottostante.
Nel centro della volta vi è un occhio con grata di ferro che serve da spiraglio e lume alla sotterranea caverna.
In questa scendersi per cinque scoglioni di pietra rustica che in faccio presentarvi in una piccola oscura stanza con in mezzo un tavolo, da qui si entrava nella principale grotta ove trovasi una ben larga camera con sedili tutto all’intorno e col comodo di cava o sia nicchie e scansie nelle quali si posavan l’armi si di fuoco che di ferro”...

"…or qui adunavansi questi sectarij e vi tenevano le loro congreghe in luoghi oscuri e dopo il tocco della mezzanotte vi capitavano onde e tutte facevansi a lume di candela”.

Aggiunge il Villabianca che, oltre l’ingresso di casa Baldi, in vicolo degli Orfani esisteva un altro accesso alla grotta.

Oggi, dopo un accurato restauro della zona, la grotta con gli annessi ha riaperto una nuova ipotesi su quella che di tanto mistero avvolse la fatidica setta.

Essa, fa parte di un complesso di cavità di quello che era il letto naturale del fiume Papireto, ricavata nella sua sponda di sinistra in un grosso blocco di calcarenite.

Nei secoli, venne interessata , ora come luogo di riunione segrete (secondo quanto tramandatoci dalle tradizioni), ora come butto, cioè come immondezzaio privato, sfruttando la preesistenza dell’ipogeo, ora come rifugio durante le incursioni aeree della seconda guerra mondiale.

Ma la vera funzione per cui fu utilizzata sin dal XVIII secolo, per le sue caratteristiche si richiama a quelle che erano le “camere dello scirocco”.

Il baglio scoperto esiste ancora, sul retro della chiesa di Santa Maruzza di cui ne è la quinta, era fino a poco tempo fa un piccolo giardino, ma l’albero boschigno che copriva l’accesso alla grotta è stato tagliato tanto tempo fa, dopo il restauro del baglio si è ricavato un cortile lastricato che serve come accesso.

All’antro, accessibile da nove gradini, si perviene attraverso un piccolo ingresso che dà sul vicolo degli Orfani dove è presente una vasca seicentesca con un ninfeo in pietra lavica, alimentata da una vecchia torre d’acqua.

Al centro di Essa si vede ancora il buco o lucernaio, ostruito dal recente rinnovamento della palazzina soprastante (ex palazzo Baldi).

La cavità in un angolo, nella parete di sinistra, contiene un profondo pozzo seriale con piccoli incavi dette “pedarole” per raggiungere la sorgente alimentata da acqua limpidissima.

E’ attorniata da un sedile in pietra ricavato nella stessa roccia, nella parete di destra è ricavata una nicchia aperta che fa pensare ad un passaggio.

Accanto ad essa, alla profondità di tre metri e mezzo, c’è un cunicolo che porta ad altre grotte, che sicuramente custodiscono nuovi misteri.

Cunicoli che affondano la sua distesa rete in una presenza presso il più vasto dei complessi cimiteriali ipogei conosciuti a Palermo, le Catacombe paleocristiane dell’IV-V secolo d.c., e si dipartono oltre le antiche mura di Porta d’Ossuna, nella depressione naturale del trans-papireto che si distribuiscono all’interno del quartiere, il “Capo”, segreto di quell’imprendibilità che contribuì ad alimentare il loro mito e l’alone di mistero che li circondava.

I giustizieri erano in grado di apparire misteriosamente al cospetto della vittima designata, colpire e sparire rapidamente.

L’esistenza di altri ipogei nel sottosuolo palermitano come: cripte al di sotto delle chiese o quella della canalizzazione delle acque “qanat” o passaggi scavati sotto terra creati di proposito come quello delle monache di Santa Caterina per raggiungere un loggiato sul Cassaro ed assistere alle varie manifestazioni che vi si svolgevano senza essere viste.

O semplicemente per creare un accesso per scendere nella sepoltura sottostante come il curioso scanno di un mobile di sagrestia in legno intagliato che si trova all’interno della seicentesca chiesa di San Matteo.

Grazie a questo reticolo di cunicoli estremamente esteso che, l’autore del romanzo mette in evidenza, che attraversava tutta Palermo ed arrivava fino in aperta campagna permettendo ai fuggiaschi di scomparire.

Esplorati in tempi recenti, sia questi descritti, sia gli altri ipogei poco conosciuti non rivelano i loro segreti, conservano ancora i loro misteri.

Realtà o leggenda, a noi piace credere che i Beati Paoli siano realmente esistiti e perché no, un giorno forse ritorneranno all’azione, per adesso la loro storia rimane nascosta tra i mercati, le mura e le chiese di una delle più affascinanti città... Palermo.

Fonte:www.palermoweb.com

Ecco la prova che i fantasmi esistono

Un concorso online premia la foto a un castello di Edimburgo: a sorpresa spunta una sagoma misteriosa


LONDRA (Gran Bretagna) - Questa volta nemmeno lo zaino protonico dell’Acchiappafantasmi Dan Aykroyd avrebbe potuto fare qualcosa di fronte alla figura in abito di corte apparsa come per magia dietro alle sbarre di una finestra di un castello scozzese. Già, perché per migliaia di persone sparse in ogni parte del mondo, quell’immagine, catturata dalla macchina fotografica di un amatore nel maggio dell’anno scorso al Tantallon Castle, vicino Edimburgo, sarebbe la prova tangibile dell’esistenza dei fantasmi, tanto da vincere un concorso online lanciato quasi per gioco tre settimane fa dal professor Richard Wiseman dell’università dell’Hertfordshire nell’ambito dell’International Science Festival di Edimburgo. L’esimio psicologo avrebbe, infatti, invitato coloro che erano in possesso di foto di fantasmi a spedirgliele via mail e il risultato sarebbe andato ben oltre le sue stesse aspettative, visto che gli sono arrivate centinaia di immagini da ogni parte del mondo e le migliori 50 sono state poi votate da 250mila persone, chiamate a scegliere quella, a loro giudizio, più convincente.


Foto e misteri:



Una misteriosa figura in abito di corte apparsa come per magia dietro alle sbarre di una finestra di un castello scozzese. L’immagine è stata catturata dalla macchina fotografica di un amatore nel maggio dell’anno scorso al Tantallon Castle, vicino Edimburgo: la foto sarebbe la prova tangibile dell’esistenza dei fantasmi, tanto da vincere un concorso online lanciato quasi per gioco tre settimane fa dal professor Richard Wiseman dell’università dell’Hertfordshire nell’ambito dell’International Science Festival di Edimburgo (foto da www2.jpscotland.co.uk/slideshows/newsslideshows/spooky/index.html)



Una delle immagini che più hanno catturato l’attenzione dei partecipanti alla ricerca di Wiseman: ritrae un volto umano nello specchietto retrovisore di un’auto vuota. Al concorso è stata la quinta foto più votata (foto da www2.jpscotland.co.uk/slideshows/newsslideshows/spooky/index.html)





la sagoma misteriosa accanto alla coppietta (foto da www2.jpscotland.co.uk/slideshows/newsslideshows/spooky/index.html)



VINCE IL FANTASMA DEL CASTELLO SCOZZESE - E l’immagine catturata nel castello scozzese si è aggiudicata il 39% delle preferenze. «Molte foto erano spazzatura – ha raccontato Wiseman al Times– perché la manipolazione umana era evidente, ma l’elevato numero di scatti che ho ricevuto dimostra quanto la gente abbia bisogno di credere nell’esistenza dei fantasmi e questo riguarda persone di ogni cultura e nazionalità». Ciò, però, non significa che lo psicologo creda agli spettri. Anzi, a suo dire, potrebbe trattarsi solo di uno scherzo della luce, «sebbene l’immagine sia effettivamente molto curiosa», ha convenuto Wiseman. Ma a differenza dei falsi ectoplasmi che avrebbero fatto la felicità dei Ghostbusters cinematografici, la figura in abiti elisabettiani ha subito colpito per la sua autenticità, tanto che successive analisi condotte da tre esperti di Photoshop (il noto software specializzato nell’elaborazione di fotografie) hanno confermato la mancanza di qualsivoglia intervento umano. In altre parole, la foto sembra vera. E, quindi, il fantasma ci sarebbe davvero, anche se i più scettici insistono nel dire che si sia trattato di un insolito riflesso della luce sul muro e sulle grate della finestra. Per la verità, l’autore dello scatto, Christopher Aitchison, non si era minimamente accorto di quanto avesse immortalato sul momento, ma è stato solo al ritorno dall’escursione al castello di Tantallon, quando ha riesaminato le immagini, che ha scorto il fantasma fare capolino dalla finestra. «Ho scattato la foto alle 3 del pomeriggio – ha spiegato Aitchison al Daily Mail – e non mi sono accorto di nulla mentre scattavo. Solo una volta tornato a casa ho visto la presenza anomala».
GIACOMO V - Secondo gli studiosi della materia, lo spettro fotografato dall’escursionista apparterrebbe, in realtà, a Giacomo V, il re scozzese imprigionato nel castello di Tantallon attorno al 1520, quand’era poco più che un ragazzo, ma nessuno sa spiegarsi il motivo per il quale il fantasma sarebbe ora tornato. Oltre a quella risultata poi vincente, un’altra immagine ha catturato l’attenzione dei partecipanti alla ricerca di Wiseman: in questo caso, ritrae un volto umano nello specchietto retrovisore di un’auto vuota.

Fonte:www.corriere.it

lunedì 2 febbraio 2015

I poteri paranormali

Sono molte le tecniche magiche usate per dominare il tempo e il destino; esistono molteplici poteri che riescono a determinare effetti fisici, per lo più inspiegabili.
Conoscere lo straordinario vantaggio della magia significa poter aprire in qualche modo le porte della distanza.
La supremazia della mente sulla materia è la capacità di far muovere gli oggetti senza toccarli. Questo avviene concentrandosi intensamente, volendo fortemente che si muovano. I ricercatori chiamano questo fenomeno PK, che significa psicocinesi. Poiché la PK è legata a molti aspetti di ESP (percezione extrasensoriale), PK e ESP sono conosciute con il nome di PSI.
La PK può assumere molte forme. Alcuni medium la manifestano durante le sedute spiritiche, affermando che si tratta di spiriti che agiscono attraverso di loro. In alcune occasioni i tavoli si muovono da soli, gli strumenti musicali suonano senza essere toccati, e gli oggetti volano per la stanza. Si pensa che la PK sia all'origine dell'attività dei Poltergeist.
Chi possiede la facoltà PK?

Non esistono tipi speciali che possiedono la facoltà PK, Un fattore pare essere importante, che il primo manifestarsi di questi poteri PK coincide spesso con un forte choc , come se la circostanza rivelasse i suoi poteri paranormali. Una donna che cercava di sviluppare poteri PK non riuscì fino al giorno in cui ricevette una telefonata che la informava della morte di un parente. Dopo di che, quando cercò di raccogliere una bottiglia di plastica, quella balzò lontano da lei come se fosse stata dotata di vita propria.
Ricerche sul paranormale sono condotte dai parapsicologi. La parapsicologia iniziò a utilizzare un approccio sperimentale già negli anni '30 con Joseph Rhine . Tra gli anni '50 e gli anni 70 nacquero diversi centri di ricerca anche in seno alle università. Dagli anni settanta in poi la considerazione per le ricerche sul paranormale è andata via via scemando. Le ricerche furono considerate inconcludenti e i parapsicologi si trovarono di fronte la forte opposizione dei loro colleghi accademici . Alcuni effetti che sembravano essere paranormali, ad esempio l'effetto Kirlian, scomparvero quando furono testati sotto stretti controllo. Molti laboratori di ricerca statunitensi furono chiusi. Dopo ventotto anni di ricerche il Princeton Engineering Anomalies Research Laboratory ha chiuso i propri laboratori nel 2000
Nella parapsicologia, la levitazione rappresenterebbe una forma di psicocinesi. Questo presunto fenomeno accompagnerebbe spesso casi di medianità, quali la trance sciamanica, le infestazioni di fantasmi, il rapimento mistico, la stregoneria e la possessione. Nella cultura cristiana, la levitazione può rappresentare un miracolo divino. Secondo le culture orientali è possibile fluttuare in aria attraverso una intensa concentrazione. La levitazione di oggetti viene anche imputata ai poltergeist.

In ogni caso, i summenzionati esperimenti di levitazione compiuti dai fisici non darebbero giustificazione di questi effetti paranormali, poiché i campi magnetici utilizzati, nell'ordine delle decine di migliaia di Tesla, non possono essere prodotti sul nostro pianeta da fenomeni naturali.
lLa telepatia
Il termine deriva dal greco: tele=lontano e patia=sentire.
La telepatia è una comunicazione che avviene oltre i sensi fisici,cioè tra una mente e l'altra. E' una facoltà che alcune persone riescono a sviluppare maggiormente di altre,anche se siamo tutti in grado di inviare messaggi telepatici. Lunghi studi hanno dimostrato che chiunque pensi intensamente ad una persona per circa 20 giorni consecutivi, trasmetterà a quest'ultima i propri pensieri: molto probabilmente verrà chiamata o la incontrerà.

Spesso si assiste a casi di telepatia tra soggetti la cui vicinanza o legame affettivo è particolarmente forte, ad esempio tra madre e figlio o tra gemelli. Lo studio della telepatia - come lo studio dei fenomeni paranormali - si è basato su un metodo di tipo quantitativo volto a determinare quante volte e con quali caratteristiche si manifesta il fenomeno.

Tra le ragioni scientifiche trovate per spiegare tale fenomeno, le teorie più interessanti affermano un particolare legame tra la manifestazione telepatica e le onde trasmesse attraverso il magnetismo animale (vedi: F. A. Mesmer). Tale comunicazione, secondo alcuni studiosi, si potrebbe innescare non solo tra essere umani, ma anche tra animali e vegetali.
E per dimostrare che è possibile intervenire esternamente nell’altrui coscienza il biologo ceco Lilan Ryzl, che come parapsicologo ha lavorato a lungo negli Stati Uniti ha trattato con l’ipnosi diversi soggetti, cercando di potenziare le loro facoltà Psi. "Erano persone assolutamente comuni - ha affermato - e sono state in grado di riconoscere paranormalmente oggetti nascosti o carte Zener. Riuscivano a vedere da lontano scene che si svolgevano in luoghi distanti e le descrivevano senza muoversi dal mio laboratorio". Simili esperimenti vennero effettuati anche dal professor Stanley Kripper, il quale poneva dei soggetti in una stanza isolata e collegava il loro cervello a degli elettrodi. "E così - ha dichiarato - ho scoperto che, nello stato alfa telepatico, i movimenti degli occhi diventano più rapidi. Questo momento del sonno è noto in medicina come fase di REM . In tale stato ho notato che il cervello sviluppa delle correnti di 10-12 hertz. Il dormiente sogna e, se svegliato, ricorda chiaramente il sogno. Ed è qui che noi interveniamo, chiedendo ad un sensitivo sveglio di indurre delle immagini al dormiente. Vogliamo dimostrare che è possibile influenzare telepaticamente i sogni. Non dimentichiamoci che, nelle fasi di rilassamento il nostro cervello è maggiormente disposto alla ricezione".

Anche voi sete telepatici?

•Ponetevi in una stanza e pregate un amico che fungerà da ricevente di recarsi in un’altra stanza e di mettersi comodo e rilassato su di una poltrona o su una sedia. Procuratevi un certo numero di sostanze dall’odore e dal sapore intensi, quali chiodi di garofano, noce moscata, pepe, zucchero o altro... Odorateli o assaporateli in un determinato ordine cercando di trasmettere al ricevente le sensazioni di gusto e di odorato che state sperimentando. Il ricevente dovrà annotare su un foglio gli eventuali stimoli sensoriali che riuscirà a percepire. Mano a mano, se l’esperimento riesce, aumentate la distanza tra voi e il ricevente.


Stessa procedura dell’esperimento precedente

•Questa volta però cercate di trasmettere sensazioni tattili. Datevi, a intervalli regolari, dei piccoli pizzicotti (senza esagerare!) in parti precise del corpo, cercando di trasmettere la sensazione di dolore che provate. Il ricevente dovrà annotare sul suo foglio e nella giusta sequenza in quali parti del corpo avete provato dolore. L’esperimento può essere condotto anche con un piccolo ago con il quale potrete punzecchiarvi leggermente. Più centri farà il ricevente più alta la possibilità che sia intervenuto un fattore Psi.

•Preparate dieci bigliettini di dimensione e colore uguali. Su cinque scriverete la scritta "Sì" e su cinque la scritta "No". Riponete in un contenitore i bigliettini piegati più volte e preparate due fogli su cui dovrete annotare i risultati dell’esperimento. Il mittente e il ricevente dovranno porsi nella stessa stanza ad almeno un paio di metri di distanza e dovrà essere stabilita una cadenza all’esperimento (l’ideale sarebbe una prova al minuto). A questo punto il mittente estrarrà un bigliettino osserverà il suo contenuto e cercherà di inviare la parola riprodotta al ricevente per via mentale, annotandola poi sul suo foglio nell’esatto ordine di estrazione. Il ricevente a sua volta annoterà sul suo foglio la parola che ritiene sia stata inviata dal mittente. Il tutto andrà avanti fino ad esaurimento dei bigliettini. Dopodiché si riporranno nuovamente i biglietti nel contenitore e, dopo averli mescolati si ripeterà l’esperimento fino a raggiungere almeno le 100 prove. Finita la serie di prove verranno controllati i risultati. Bisogna tenere conto che il calcolo probabilistico in questo caso consente una possibilità di successo di 50 a 100 (poiché la scelta tra Sì e No comporta una probabilità su due). La differenza tra il risultato ottenuto e il risultato probabile (in questocaso 50) dà uno scarto che sarà tanto più significativo e indice di un fattore Psi, quanto il suo valore sarà più grande. L’esperimento può poi essere condotto ponendo i due soggetti in due stanze diverse per evitare che si influenzino anche senza volerlo. In questo caso bisogna stabilire una cadenza precisa, magari un’estrazione ogni due minuti, basandosi su due orologi ben sincronizzati tra loro.

Le Profezie di Padre Pio




Le profezie di Padre Pio sono delle profezie che parlano della fine dei tempi ed hanno molte similitudini con altre profezie della Madonna e con dei passi biblici. Ampiamente diffuse in rete vengono però ritenute da alcune persone soltanto dei falsi. Personalmente non siamo in possesso delle informazioni necessarie per dare un parere sulla loro autenticità, ma senza ombra di dubbio lo stato di coscienza degli uomini è quello riportato in queste profezie. Vediamone il contenuto:
L’ora dei castighi è vicina, ma manifesterò la Mia Misericordia. La vostra epoca sarà testimone di un terribile castigo. I Miei Angeli prenderanno cura spirituale di annientare tutti coloro che si burlano di Me e che non crederanno alle Mie profezie. Uragani di fuoco saranno scagliati dalle nuvole, e si estenderanno su tutta la terra. Temporali, tempeste, tuoni e piogge ininterrotte, terremoti copriranno la terra durante tre giorni. Seguirà allora una pioggia di fuoco ininterrotta, per dimostrare che Dio è Signore della creazione.
Coloro che sperano e credono nella Mia Parola non dovranno temere, nè dovranno temere nulla coloro che divulgheranno il Mio messaggio, perchè non li abbandonerò. Nessun male sarà fatto a coloro che sono nelle Mie Grazie, e che cercheranno la protezione della Madre Mia.
Per prepararvi a questa prova, vi darò dei segni e delle istruzioni.
La notte sarà freddissima, il vento spunterà, il tuono si farà sentire.
Chiudete tutte le porte e tutte le finestre. Non parlate con nessuno di fuori. Inginocchiatevi davanti al vostro Crocifisso; pentitevi dei vostri peccati; pregate Mia Madre di ottenere la Sua protezione.
Non guardate fuori durante il terremoto, perchè l’ira del Padre Mio è santa, non sopportereste la vista della Sua ira…

Nella terza notte cesseranno i terremoti ed il fuoco, ed il giorno dopo il sole risplenderà di nuovo. Gli angeli scenderanno dal cielo e porteranno sulla terra lo spirito della pace. Un terzo dell’ umanità perirà…
Messaggi profetici di Padre Pio (Tratti dal libro “I grandi Profeti” di Renzo Baschera)


Il mondo sta andando verso la rovina. Gli uomini hanno abbandonato la giusta strada, per avventurarsi in viottoli che finiscono nel deserto della violenza… Se non ritorneranno subito ad abbeverarsi alla fonte dell’umiltà, della carità e dell’amore, sarà la catastrofe.


Verranno cose tremende. Io non riesco più a intercedere per gli uomini. La pietà divina sta per finire. L’uomo era stato creato per amare la vita, ed è finito per distruggere la vita…


Quando il mondo è stato affidato all’uomo era un giardino. L’uomo lo ha trasformato in un rovaio pieno di veleni. Nulla serve ormai per purificare la casa dell’uomo. È necessaria un’opera profonda, che può venire solo dal cielo.


Preparatevi a vivere tre giorni al buio totale. Questi tre giorni sono molto vicini… E in questi giorni rimarrete come morti, senza mangiare e senza bere. Poi tornerà la luce. Ma molti saranno gli uomini che non la vedranno più.


Molta gente scapperà sconvolta. Ma correrà senza avere una meta. Diranno che a oriente c’è la salvezza e la gente correrà verso oriente, ma cadrà in un dirupo. Diranno che a occidente c’è la salvezza e la gente correrà verso occidente, ma cadrà in una fornace.


La terra tremerà e il panico sarà grande… La terra è malata. Il terremoto sarà come un serpente: lo sentirete strisciare da tutte le parti. E molte pietre cadranno. E molti uomini periranno.


Siete come formiche, perchè verrà il tempo in cui gli uomini si toglieranno gli occhi per una briciola di pane. I negozi saranno saccheggiati, i magazzini saranno presi d’assalto e distrutti. Povero sarà colui che in quei giorni tenebrosi si troverà senza una candela, senza una brocca d’acqua e senza il necessario per tre mesi.


Scomparirà una terra… una grande terra. Un paese sarà cancellato per sempre dalle carte geografiche… E con lui verrà trascinata nel fango la storia, la ricchezza e gli uomini.


L’amore dell’uomo per l’uomo è diventato una vuota parola. Come potete pretendere che Gesù vi ami, se voi non sapete amare nemmeno quelli che mangiano alla stessa vostra tavola?… Dall’ira di Dio non saranno risparmiati gli uomini di scienza, ma gli uomini di cuore.

10°
Sono disperato… non so più che cosa fare perchè l’umanità si ravveda. Se continuerà su questa strada, l’ira tremenda di Dio si scatenerà come un fulmine tremendo.

11°
Una meteora cadrà sulla terra e tutto sussulterà. Sarà un disastro, molto peggiore di una guerra. Molte cose saranno cancellate. E questo sarà uno dei segni…

12°
Gli uomini vivranno una tragica esperienza. Molti verranno travolti del fiume, molti verranno inceneriti dal fuoco, molti verranno sepolti dai veleni… M io rimarrò vicino ai puri di cuore.
Maggio sarà un mese tragico
L’arcangelo Michele e l’arcangelo Gabriele sono lieti di annunciarvi la venuta di vostro fratello in Cristo, Padre Pio.
Eccomi qui, care sorelle, in questa casa dove non ero mai venuto prima d’ora… Sono lieto di essere qui, fra voi. Vedete, per me il tempo non esiste. Tenete però presente che tutto quello che vi ho detto si realizzerà chiedo a tutti di pregare per il mondo intero… Avrete dei momenti tragici… State attenti al mese di maggio. Vedo ancora dei terremoti, delle alluvioni… Vedo del sangue. Povera Italia… sta andando verso una brutta violenza. Pregate, pregate, affinchè la pietà di Dio risparmi qualcosa. Pregate per i tre giorni di buio che vivrete… Ma non lasciatevi smarrire. Vi saluto e vi benedico… Che il Signore vi aiuti, perchè di aiuto ne avrete molto bisogno.
Tutto si fermerà per tre mesi
L’arcangelo Michele e l’arcangelo Gabriele sono lieti di annunciarvi la venuta di vostro fratello in Cristo, Padre Pio… Sono giunto tra voi per darvi un messaggio di speranza… ma è anche un messaggio tragico. Gli avvenimenti che ho annunciato da tempo stanno precipitando. Il mondo va ormai verso la rovina totale. Ci saranno enormi cataclismi. Vedo dall’alto la terra come una enorme palla avvolta da nubi infuocate… Sono disperato… Non so più come fare… Pregate, pregate, pregate e preparatevi. Vi ho già detto che verranno a mancare le cose più essenziali. Fate delle provviste, almeno per tre mesi… Tutto precipiterà in pochissimo tempo. Quando ve ne renderete conto, avrete già la valanga addosso. L’umanità è vicina al baratro… Cercate di stare vicini, di aiutarvi, perché avrete bisogno l’un l’altro di aiuto. Il ritorno di Cristo non è vicino… ma manca poco. Preparatevi… Sono angosciato. Molti uomini hanno davanti il precipizio e non lo vedono.
Parla Padre Pio
(Messaggio ricevuto dalla carismatica A.S)
Non ci sono mezzi termini per annunciare il Castigo che avverrà. Tu, piccola A., ascolta bene: non ti crucciare troppo per questo e per quello e redigi gli scritti importantissimi che Dio ti darà. Ogni colpa sarà lavata, ogni peccato purificato e presto, molto presto, arriverà l’Armata Rossa. Ma voi non giudicate, accoglieteli come fratelli, figli dell’unico Dio. Essi verranno armati di molte parole da spargere per spegnere il sentimento della fede nel cuore umano. Ma voi direte sempre questo ritornello:”Siamo figli di Dio, e tali vogliamo rimanere. Nessuno ci strapperà la fede dal nostro cuore, perché siamo stati rigenerati dal Sangue di Gesù Cristo Dio e con Lui, per Lui e in Lui riporteremo vittoria”. E queste frasi le dovrete ripetere anche migliaia di volte, fino a stancarli, fino a deluderli, fino a reprimerli, così che snervati, fidati, ritorneranno nelle loro case. Hanno paura di una sola cosa, questi uomini: della fede di Colui che guida il popolo italiano nella Chiesa, il Santo Padre. Vestito di bianco appare loro come una figura temibile e certamente inopportuna per il loro piano diabolico. Essi non sanno come eliminarlo. Perciò ricordatevi: fedeltà a tutta prova al Santo Padre, pietà profonda per coloro che sono inviati a strappare la fede, ma non ci riusciranno! Le porte dell’Inferno giammai prevarranno contro la Chiesa di Cristo Dio!
Risolviti, piccina cara A., a dire molte serie parole di preparazione, perchè il Castigo è pronto e principalmente sarà questo: che coloro che hanno fatto del Sacerdozio una comoda poltrona per i propri gusti e comodi, gli sarà tolta, e in malo modo. Non vi conturbate, però, voi anime semplici e pure che Dio vi farà agire in modo meraviglioso, opererete portenti, e stabilirete così un accordo con i vostri persecutori che, donandovi la loro attenzione, porterete indietro dalle loro posizioni sbagliate. Essi riprenderanno il cammino giusto della vita e diranno: “Abbiamo cercato di ottenebrarli, ma loro, con la loro luce, ci hanno umiliati”.
Ed ecco che così si riporterà una grande vittoria spirituale e gli animi esulcerati saranno curati. Essi ritorneranno nella loro Patria ma cambiati e, nello stesso tempo, molti, qui, si saranno purificati giacche la Gerarchia corrotta e insolente deve pur purgarsi, mentre i buoni sacerdoti diventeranno Angeli di luce che rischiarano le tenebre.
Pace a voi, figli del mio cuore, e un abbraccio da Padre Pio da Pietralcina.
Gesù purtroppo ha ragione di lamentarsi della nostra ingratitudine
Una dolorosa apparizione
Mio carissimo padre,
venerdi’ mattina ero ancora a letto, quando mi apparve Gesu’.
Era tutto malconcio e sfigurato. Egli mi mostro’ una grande moltitudine di sacerdoti regolari e secolari, fra i quali diversi dignitari ecclesiastici; di questi chi stava celebrando, chi si stava parando e chi si stava svestendo dele vesti sacre.
La vista di Gesu’ in angustie mi dava molta pena, percio’ volli domandargli perche’ soffrise tanto. Nessuna risposta n’ebbi. Pero’ il suo sguardo si riporto’ verso quei sacerdoti; ma poco dopo, quasi inorridito e come se fosse stanco di guardare, ritiro’ lo sguardo ed allorche’ lo rialzo’ verso di me, con grande mio orrore, osservai due lagrime che gli solcavano le gote.
Si allontano’ da quella turba di sacerdoti con una grande espressione di disgusto sul volto, gridando: “Macellai!”.
E rivolto a me disse: “Figlio mio, non credere che la mia agonia sia stata di tre ore, no; io saro’ per cagione delle anime da me piu’ beneficate, in agonia sino alla fine del mondo. Durante il tempo della mia agonia, figlio mio, non bisogna dormire. L’anima mia va in cerca di qualche goccia di pieta’ umana, ma ohime’
mi lasciano solo sotto il peso della indifferenza. L’ingratitudine ed il sonno dei miei ministri mi rendono piu’ gravosa l’agonia.
Ohime’ come corrispondono male al mio amore! Cio’ che piu’ mi affligge e’ che costoro, al loro indifferentismo, aggiungono il disprezzo, l’incredulita’.
Quante volte ero li’ li’ per fulminarli, se non fossi stato trattenuto dagli angioli e dalle anime di me innamorate…
Scrivi al tuo padre e narragli cio’ che hai visto ed hai sentito da me questa mattina. Digli che mostrasse la tua lettera al padre provinciale…”.
Gesu’ continuo’ ancora, ma quello che disse non potro’ giammai rivelarlo a creatura alcuna di questo mondo.
Questa apparizione mi cagiono’ tale dolore nel corpo, ma piu’ ancora nell’anima, che per tutta la giornata fui prostrato ed avrei creduto di morirne se il dolcissimo Gesu’ non mi avesse gia’ rivelato…
Gesu’ purtroppo ha ragione di lamentarsi della nostra ingratitudine! Quanti disgraziati nostri fratelli corrispondono all’amore di Gesu’ col buttarsi a braccia aperte nell’infame setta della massoneria!
Preghiamo per costoro acciocche’ il Signore illumini le loro menti e tocchi il loro cuore.
Fate coraggio al nostro padre provinciale, che copioso soccorso di celesti favori ne ricevera’ dal Signore.
Salutatemi il padre provinciale e ringraziatelo per me dell’applicazioni.
Fra Pio
Pietralcina, 7 aprile 1913 

Disastri aerei - In un anno tre aerei scomparsi dai radar

Ormai non c’è dubbio: il 2014 è l’anno nero dell’aviazione civile malese. Tra marzo e luglio la compagnia nazionale, la Malaysia Airlines, perde due Boeing (uno svanito nel nulla e un altro abbattuto), e a dicembre un Airbus 320/200 della compagnia di bandiera low cost Air Asia precipita mentre sorvola il mar di Giava, forse inghiottito da una tempesta.

Che cos’è successo al primo Boeing?
In realtà, nessuno lo sa. Il Boeing 777 della Malaysia Airlines, partito da Kuala Lumpur l’8 marzo alle 00.40 ora locale e diretto a Pechino con 239 persone a bordo, sparisce dai radar poco prima di entrare nello spazio aereo del Vietnam. Secondo la marina vietnamita, è precipitato nel Golfo della Thailandia, ma pochi giorni dopo l’esercito malese riferisce che «l’ultimo avvistamento è avvenuto sopra l’isola di Pulau Perak», nello Stretto di Malacca: l’aereo, quindi, volava in direzione opposta.

I resti sono stati ritrovati?
Ancora no. In un primo momento le ricerche si concentrano nel Mar Cinese orientale, poi, a fine marzo, i satelliti australiani rilevano oggetti sospetti nell’Oceano Indiano meridionale e tutte le energie vengono indirizzate in quell’area. Purtroppo, senza risultati.

Incidente o attentato?
Anche questo resta un mistero. A metà marzo il premier malese Najib Razar riferisce che «il dirottamento volontario del volo Mh370 è ormai accertato» (l’aereo, infatti, avrebbe volato per 7 ore in direzione opposta lontano dai radar) e i sospetti cadono su uno dei due piloti (in casa aveva un simulatore). Gli Stati Uniti sono d’accordo, e accusano Al Qaeda. «Il velivolo - sostiene l’intelligence Usa - potrebbe essere stato nascosto in Pakistan per essere usato come missile». Intanto, però, anche l’ipotesi dell’incendio a bordo prende piede e l’ultima teoria incolpa proprio gli Stati Uniti: «Il Boeing 777 - dicono alcuni esperti - sarebbe stato abbattuto dai caccia americani che temevano un’azione suicida contro Diego Garcia, l’isola dell’Oceano Indiano che ospita la base anglo-statunitense». Il Pentagono: «Tesi ridicola».

Quando cade il secondo?
A battere la notizia è l’agenzia di stampa russa Interfax alle 16.30 del 17 luglio: un altro Boeing 777 della Malaysia Airlines è caduto in Ucraina (lo schianto a circa 40 chilometri da Donetsk, la città del Donbass da mesi teatro di combattimenti tra filorussi e truppe di Kiev). Il volo Mh17 era partito alle 12.15 ora locale da Amsterdam e doveva atterrare a Kuala Lumpur. A bordo c’erano francesi, olandesi, americani, belgi, malesi (molti i bambini). In totale 298 persone, tutti morti.

Chi è stato ad abbatterlo?
Le cause del disastro sono ancora oggetto di un’accesa disputa diplomatica: Kiev e i governi occidentali accusano i separatisti filorussi di aver colpito il Boeing con un razzo. Diversa la versione di Mosca, secondo cui una foto satellitare dimostrerebbe che ad abbattere il Boeing è stato un aereo dell’aviazione ucraina.
Per il rapporto preliminare, reso noto all’Aja dall’Ufficio di sicurezza olandese, «il volo si è disintegrato in aria come risultato di un danno strutturale causato da un grande numero di oggetti che sono penetrati nella carlinga dall’esterno a grande velocità». Insomma, è stato abbattuto. Ma nessuno dice da chi. Ad accusare apertamente Mosca e i suoi seguaci di Donetsk ci pensa a ottobre il capo dei servizi segreti tedeschi, Gerhard Schindler: «L’aereo - scrive in un rapporto - è stato colpito da un missile lanciato dai separatisti filorussi che hanno messo le mani sul sistema di difesa anti-aerea russo Buk, appartenuto all’esercito ucraino». Ma il Cremlino non conferma.

E l’ultimo disastro?
Sono le 6 e 12 ora indonesiana di domenica 28 dicembre quando il pilota del volo Air Asia Qz8501 diretto da Surabaya a Singapore chiede di cambiare la rotta verso la costa di Giava. Il motivo? Una tempesta che potrebbe mettere a rischio le 162 persone a bordo. Da allora il silenzio. Le ricerche dell’Airbus si concentrano nel mare di Giava (dopo due giorni vengono trovati corpi e detriti), ma le cause del disastro restano oscure: l’ipotesi più accreditata è quella di una forte turbolenza. O, dicono gli esperti, un errore umano.

Per altre info visita
Fonte:www.lastampa.it

la storia celata nei miti egiziani



Albert Slosman era un ricercatore della NASA che si specializzò nei geroglifici traducendoli da se stesso, scrisse enormi trattati sulle origine antichissime d'Egitto riferendosi a scoperte archeologiche in Marocco e sui geroglifici trattando tutta la serie di libri con un tema di fondo: il monoteismo come primitiva religione non solo d'Egitt, il che è assodato in quanto Ptah il creatore dell'universo, veniva come culto prima di Ra, e al tempo di Ptah ra e gli altri dei erano manifestazioni sempre dell'unico Dio Ptah. Ptah significa l'apritore, perchè è il Primo fuori dal tempo e aprendo la sua bocca trasse in essere le cose.
Come dice nella genesi, la parola di Dio fondò il creato.
E Colui che è disse a Mosè, ma perchè dici che non sai parlare bene, non sono forse IO che ha dato la bocca per parlare all'uom

Parrebbe che Slosman svela la storia celata nei miti egiziani.
tutto è partito dal Marocco e dal Camerun:
In Camerun ebbe contatto con membri della tribu dei fako che gli narrarono su di un grande cataclisma con cui Dio aveva punito l'empietà degli uomini in cui sprofondò un immenso continente situato a nord ovest.
Ipotizzando che racconti ancestrali del genere abbiano una valenza di realtà, si cade in conto di nuovo su ciò che chiamiamo Atlantide dai greci o Aztlan dagli aztechi.

Stessa storia Slosman trovò scritta nei geroglifici del tempio di Dendera dove si parla di un grande cataclisma. se una linetta significa acqua, due cresciuta del nilo, 3 innondazione, 5 diluvio nel geroglifici di Dendera si raccontava del grande cataclisma, ben 7 linette d'acqua.

Ci vien da chiedere come un matematico informaticodella NASA si sia messo a studiare i geroglifici. La risposta trova il suo seme nella tesi su Pitagora di Slosman. Pitagora è stato forse l'unico greco ammesso a officiare come sacerdote egiziano, la sua vita ascetico religiosa oltre che di matematico e scienziato fu il primo passo verso la tesi del monoteismo primitivo di tutta l'umanità.

Slosman pose in dubbio che il linguaggio geroglifico fosse stato chiarito a sufficenza specialmente riferendosi alle divergenze fra eruditi della materia.
Lui stesso imparò a decifrare e a tradurre dal geroglifico.

Il libro dei morti per esempio sarebbe il libro di Aha Men Ptah.
Infatti initaliano si conosce anche come liro dell' amenta o amenti in spagnolo.

Per puro caso, in una convalescenza in Marocco, Slosman avvertì ch in Marocco i nomi di alcuni luoghi erano simili o uguali a nomi trovati nel libro dei morti come per esempio El Duat e Ta Mana di cui il libro dei morti è pieno.

I berberi con cui aveva fatto amicizia a Tauz lo condussero a un monticolo nel quale gli dissero che vi era sepolto un gigante, figlio del Dio Unico con tutti i soldati che lo avevano difeso contro un altro gigante fratello di sangue, ma che lo aveva assassinato a colpi di lancia tradendo il Padre.

In geroglifico Ta Mana significa luogo di ponente e per estensione luogo dei beati.
allora Ta Uz significa luogo di Uz che sarebbe Uzir cioè Osiride.
Tamanar è a sessanta chilometri a nord i Agadir.
E Tauz all'entrata del deserto Sahariano.
i berberi d'altronde si tramandano di generazione in generazione il racconto della loro origine che sarebbe la loro provenienza da un luogo idilliaco, e i berberi credono in un Dio buono e giusto, ma che li aveva castigati per la loro disobbedienza.

Poi Slosman fece una tappa in Egitto dove studiò i papiri chiamati Rhind dove riuscì a trovare le imperfezioni dei dizionari di geroglifico grazie alle sue conoscenze informatiche.
Si protrasse poi per tre anni dove studiò assiduamente nella biblioteca privata più importante d'Europa quella dei padri gesuiti di Chantilly contenente più di 800000 volumi di religione, filosofia scienze, e archeologia.

Dimostrò che l'Eterno era Yahveh ma anceh Ptah, era il Dio di Gesù, di Mosè e di Abramo, ma anche quello di Osiride. Questo Dio era il Creatore e aveva ispirato la legge nelle sue creature.
Come risultato del suo lavoro, concluse che ad ogni era celeste corrispondeva un figlio di Dio.

Slosman ha esplorato tutti i documenti relativi allo sprofondamento di un continente nell'atlantico non solo quelli di Platone. Si trattava anche della sopravvivenza di molti dei suoi abitanti e l'esodo di costoro attraverso il nord Africa fino a stabilirsi in Egitto.

Atlantide:
In linguaggio geroglifico questa terra scomparsa di cui molte culture e miti antichi ne parlano come già menzionati gli Aztechi che parlano di Aztlan e i berberi e i fako del Camerun tra gli altri.
In geroglifico questa terra si chiama Aha Men Ptah. significa: "primogenito dormiente di Dio"
Questa denominazione si evolse in una contrazzion: Amenta.
L'Amenta è il titolo in egiziano del libro dei morti che noi chiamiamo libro dei morti perchè amenta viene a significare sia paradiso, sia regno dei morti sia inferi o inframondo dei greci.
il nome Aha Men Ptah contratto amenta evoca "il paese dell'aldilà", "il paese dei morti" e "il paese dei beati".

I "Ptah Aha" non sono altro che i faraoni, Pharaor in inglese tanto per accomodarci un po'.
Ptah Aha significa in geroglifico: primogenito di Dio. e in effetti tutti i re d'Egitto discendevano per linea diretta dal primo figlio di Dio. Così era la monarchia faraonica.

Secondo Slosman Aha si pronuncia Ahan e Ptah si scrive anche Phtah. D cui la sua fonetizzazzione in lingua greca, ph era come una f.
Fonetizzandolo Faraon che veniva a significare non più primogenito ma "figlio di Dio".

Allo stesso modo Ath Ka Ptah o Het Ke Pta viene a fonetizzarsi in greco Aegypta. Ath Ka Ptah significherebbe: secondo cuore di Dio oppure anche: cuore amato.

Nella ricerca di prove, slosman arriva a Dendera, tempio la cui attuale costruzione è la sesta ricostruzione realizzata da Tolomeo II Evergete.

Per Slosman che investigò il tempio seguendo i piani originali del primo e più antico tempio costruito nello stesso posto a Dendera arrivarono e si stabilirono i bisnipoti di coloro che fecero l'esodo da Aha Men Ptah.

Slosman tradusse dai geroglifici dei muri di Dendera del primo tempio:
Nel principio queste parole insegnarono gli antenati, i beati della prima terra di Aha Men Ptah che convivevano con le creazioni del cuore amato primogenito:

Io sono il Molto Alto, il Primo, il Creatore del Cielo e della Terra; Io Sono il disegnatore delle involture (aggrovigliamenti) carnali e il provveditore delle Parcelle divine. Io ho collocato il sole sopra un nuovo orizzonte come segno di benevolenza e testimonio di Alleanza. ho fatto elevare l'astro del giorno sopra l'orizzonte del mio Cuore, ma perchè così sia ho istituito la legge della Creazione che attua sulle parcelle del mio Cuore per animarle nei cuori delle mie creature. E così fu.

Questo ed altri testi sono stati trovati in geroglifico nei muri del complesso dell'antico tempio di Dendera.
il testo continua non sto a citarlo tutto.

A meno di tre chilometri sotto la collina dei pontefici riposano "i saggi tra i saggi": i beati che possedevano la conoscenza della volontà divina.
Sono state scavatre varie tombe in cui ci sono elementi che confermano altre sucessive ipotesi di Slosman riguardo al testo decifrato a Denderah