Visualizzazione post con etichetta Disastri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Disastri. Mostra tutti i post

domenica 25 gennaio 2015

L'orologio dell'apocalisse

Siamo a un soffio dalla fine del mondo, ammoniscono gli scienziati regolando segnatempo simbolico creato all'Università di Chicago nel 1947 per monitare i rischi di una corsa agli armamenti nucleari. Ora si registrano anche i cambiamenti climatici. Serve azione immediata, altrimenti sarà catastrofe.

NEL 2015 il cambiamento climatico incontrollato, l'ammodernamento globale delle armi nucleari e gli arsenali atomici fuori misura pongono straordinarie e innegabili minacce per la sopravvivenza dell'umanità, e i leader mondiali hanno fallito nell'agire con la velocità o con la scala necessarie per proteggere i cittadini da una potenziale catastrofe. Questi fallimenti della leadership politica mettono in pericolo ogni persona sulla Terra": recita così il Bulletin of the Atomic scientists science con il suo board of sponsors che include 17 premi Nobel. E allora, l'orologio dell'apocalisse, un orologio simbolico creato dagli scienziati dell'università di Chicago nel 1947 nel quale la mezzanotte significa la fine del mondo, si sposta avanti di 2 minuti, arrivando a 3 minuti dalla mezzanotte "nel primo aggiustamento in tre anni".

L'orologio dell' apocalisse prevedeva, nel corso della guerra fredda, l'autodistruzione dell'umanità a causa di una guerra nucleare tra Usa, Urss e Cina. Quando venne creato, nel 1947, l'orologio fu impostato a sette minuti dalla mezzanotte: oggi, invece, ad accelerare verso la fine oltre agli armamenti nucleari ci sono anche i cambiamenti climatici, "a mano che non si prenda un'azione immediata".

"La probabilità di una catastrofe è molto alta", avvertono gli scienziati del Bulletin. "Nel 2015, con la lancetta dell'orologio spostata avanti fino a 3 minuti dalla mezzanotte, il board (dei 17 premi Nobel che aderiscono al gruppo, ndr) si sente costretto ad aggiungere - si legge nel documento diffuso - con un senso di grande urgenza, che "la probabilità di una catastrofe globale è molto alta, e le azioni necessarie a ridurre il rischio di un disastro vanno prese molto presto".

L'ultima volta che la lancetta dei minuti dell"orologio dell'apocalisse si è mossa è stato nel gennaio 2012, quando venne portata avanti di un minuto da sei a cinque minuti a mezzanotte. Dalla sua creazione, nel 1947, l'orologio è stato regolato solo 18 volte, passando dai 2 minuti a mezzanotte del 1953 ai 17 minuti a mezzanotte nel 1991.

L'ultima volta che la lancetta dei minuti si è trovata a 3 minuti dall'apocalisse fu nel 1983, quando "le relazioni tra Usa e Urss erano al massimo livello di freddezza", segnalano dal Bullettin. "Oggi, il cambiamento climatico incontrollato e una corsa agli armamenti nucleari derivante dalla modernizzazione degli enormi arsenali atomici rappresentano minacce straordinarie e innegabili per la sopravvivenza dell'umanità - dice Kennette Benedict, direttore esecutivo del Bulletin of the Atomic Scientists - i leader mondiali non sono riusciti ad agire con la velocità o sulla scala necessaria per proteggere i cittadini da potenziale catastrofe".  Queste "carenze nella leadership- aggiunge- mettono in pericolo ogni persona sulla Terra. sulla base delle loro osservazioni, i membri del Bulletin e i membri del suo consiglio trovano la condizione del mondo in uno stato così minaccioso che si stanno portando avanti le lancette due minuti più vicino alla mezzanotte. Ora siamo a 3 minuti dalla mezzanotte.

Fonte:www.republica.it

venerdì 19 settembre 2014

Terrorismo: jihadisti ISIS come dei moderni untori vogliono diffondere virus Ebola

I  jihadisti dello Stato Islamico, ISIS, progettano di diffondere il virus di Ebola. Si tratta di un virus che ha scatenato dallo scorso mese di febbraio un epidemia che ha messo in ginocchio metà dei Paesi dell’Africa Occidentale. Da circa un mese allarmi per il contagio sono scattati più volte in diversi Paesi occidentali. Per fortuna si è sempre trattato o di falsi allarmi o di focolai molto circoscritti, al massimo un solo contagiato. La situazione però potrebbe precipitare da un giorno all’altro se l’allarme che è stato lanciato dal sito che monitora l’integralismo islamico in Rete, ‘Site’, si concretizzasse con i fatti.  In pratica l’ISIS starebbe valutando l’ipotesi di diffondere il virus di Ebola, usandolo come se fosse un’arma con cui lanciare un attacco batteriologico, nei Paesi che partecipano alla Coalizione anti ISIS, USA in testa. Per chi è contagiato dal virus Ebola, al momento, non esiste ancora né un vaccino né una terapia. Di Ebola quindi si muore ed in maniera tremenda. Finora sono morte almeno 2100 persone nella sola Africa Occidentale e oltre 5mila risultano contagiate. All’epoca della peste, anche allora incurabile, gli untori erano considerate persone cattive , meschine che volevano il male della povera gente. Essi andavano in giro a diffondere la peste infettando tutto quello che poteva essere toccato dalla gente per contagiarla. Oggi. in base alle ultime novità emerse. i terroristi dell’ISIS potrebbero essere associati agli untori in quanto sembra abbino le stesse finalità ossia diffondere deliberatamente il virus Ebola.

Elodia Policarpio
fonte:http://www.liberoreporter.it/2014/09/in-evidenza/terrorismo-jihadisti-isis-come-dei-moderni-untori-vogliono-diffondere-virus-ebola.html

lunedì 15 settembre 2014

Campi Flegrei ad alto rischio eruzione. Ma la Protezione Civile non lo dice

La storia geologica ce lo insegna, ma a provarlo scientificamente è pure un rapporto Ingv di due anni fa che la Protezione Civile ha finora tenuto sotto chiave perché non esiste un piano di fuga.
NAPOLI – Un’eruzione nei Campi Flegrei produrrebbe molti più danni del Vesuvio e il rischio che accada è il più alto d’Europa, più dell’Etna e di Stromboli. La storia geologica ce lo insegna, ma a provarlo scientificamente è pure un rapporto Ingv di due anni fa che la Protezione Civile ha finora tenuto sotto chiave perché non esiste un piano di fuga.
A rivelarlo è Franco Mancusi sul quotidiano Il Mattino. La ricerca parla di un livello stabile di probabilità di eruzione nei Campi Flegrei pari al 10 per cento: il più alto dell’Europa Continentale. Secondo gli esperti è inutile creale allarmismi, ma prevenire sarebbe quantomeno auspicabile. Eppure il piano di messa in sicurezza non è ancora pronto e non c’è mai stato l’allargamento della zona rossa alla periferia Ovest di Napoli.
Il rapporto, scrive Mancusi, si basa sul metodo chiamato “Operational Eruption Forecasting” che valuta i possibili scenari sui tempi di ristagno dei magmi e dunque l’evoluzione dell’attività vulcanica nei comprensori a più alto rischio.
“Per i Campi Flegrei la probabilità dell’eruzione ha superato la quota del 10 per cento. Tutto nasce dallo studio di quattro ricercatori dell’Istituto: Paolo Papale (responsabile della sezione Vulcanologia), Warner Marzocchi, Jacopo Selva, Laura Sandri. Il rapporto è stato pubblicato sul «Journal of Applied Volcanology» nel 2012. La Protezione Civile, però, non ha mai diffuso il testo del lavoro, perché ancora non è stato aggiornato il piano di sicurezza dei Campi Flegrei con l’allargamento della zona rossa”.
Il membro dell’esecutivo nazionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, denuncia:
“La cittadinanza ha il diritto di sapere la verità. Se la Protezione Civile non ha diffuso il testo pur non avendo realizzato da anni su richiesta di tanti amministratori locali e cittadini il piano di fuga ci troviamo dinnanzi ad una scelta ingiustificabile e a nostro avviso inqualificabile forse anche ai limiti dell’incoscienza.
Chiediamo che il parlamento ed il Ministro competente convochi subito il capo della Protezione Civile nazionale per avere chiarificazioni su tale comportamento, sul perchè non si riesce a realizzare il piano di emergenza pur avendolo annunciato in diverse occasioni. A Noi non risulta nessun piano sui Campi Flegrei e tantomeno su Ischia che pure è a rischio vulcanico.
Altro che aggiornamento qui bisogna partire da zero. Non si può scherzare con la vita di centinaia di migliaia di persone. Negli anni passati diversi esperti, scienziati e riviste di fama internazionale avevano lanciato allarmi sul mancato aggiornamento del piano di evacuazione del Vesuvio e sulla non esistenza dei piani di emergenza dei Campi Flegrei ed Ischia eppure sono stati spesso ridimensionati o tacciati di catastrofismo.
Non si scherza con i vulcani nella speranza che la fortuna eviti le tragedie. Bisogna preparare i piani di fuga, monitorare il territorio, educare la popolazione locale, interagire con le amministrazioni locali. Questo la Protezione Civile nazionale e anche quella regionale dovrebbero saperlo”

Fonte:http://www.blitzquotidiano.it

Due sospetti casi di Ebola a Rimini

Una famiglia appena rientrata dalla Nigeria posta in isolamento: i due bambini hanno i sintomi della malattia

10:48 - Torna la paura Ebola in Italia: due bambini sono stati ricoverati a Rimini con sintomi che fanno sospettare la letale febbre emorragica. Si tratta di due piccoli di 5 e 7 anni che avevan appena fatto ritorno dalla Nigeria assieme ai genitori. Arrivati in Italia hanno presentato febbre altissima e dolori. Per precauzione sono stati ricoverati nel reparto infettivi all'Infermi di Rimini.
Non è il primo caso sospetto di Ebola nel nostro Paese, in tutti i casi precedenti, va detto, si è sempre trattato di un falso allarme. I due bambini in questione sono nigeriani, Paese flagellato dalla terribile malattia, e il fatto che avessero fatto ritorno dal Paese africano ha fatto scattare la procedura di emergenza.

I medici hanno infatti disposto il trasferimento di tutta la famiglia, come prevede appunto il protocollo regionale. Tutti sono ricoverati nel reparto infettivi e in isolamento. Ai bambini è stato prelevato anche il sangue che è stato subito inviato a Roma per le analisi. Solo lunedì si potrà sapere se si tratta di Ebola.

Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/emilia-romagna/2014/notizia/due-sospetti-casi-di-ebola-a-rimini_2067786.shtml

Ebola fuori controllo non scartiamo ipotesi che arrivi in Europa



l virus ha ucciso 672 persone in Guinea, Sierra Leone e Liberia. Secondo uno studio americano, "se dovesse diffondersi, la prima città sarebbe Parigi". Ma la Commissione europea rassicura: il rischio che arrivi in Europa "è bassissimo". Per Medici senza frontiere: "Senza aiuti internazionali, il virus colpirà sicuramente anche altri paesi". Stanziati 3,9 milioni di euro per rispondere alla "più grande epidemia di sempre"
L’epidemia di Ebola in Africa occidentale “è la più grande di sempre”. Tanto da spingere la Commissione europea a stanziare altri 2 milioni di euro per combattere il virus che ha già ucciso centinaia persone. I nuovi fondi portano gli aiuti complessivi a 3,9 milioni. I fondi saranno destinati alle misure per contenere la diffusione dell’epidemia e a fornire assistenza sanitaria immediata alle popolazioni colpite. Il commissario Ue alla Cooperazione internazionale, Kristalina Georgieva, ha spiegato che “il livello di diffusione della malattia è estremamente preoccupante e dobbiamo aumentare i nostri sforzi per evitare nuove perdite di vite umane”. “Una situazione completamente fuori controllo”, conferma alla Cnn Bart Janssens, direttore delle operazioni di Medici senza frontiere a Bruxelles. “Nessuno sa come fermare la diffusione del virus”, continua Janssens, “Medici senza frontiere è al limite delle forze, mancano esperti sanitari”.

Contagiati due americani, la Liberia chiude i confini
È dall’inizio del 2014 che l’epidemia si sta diffondendo; il primo focolaio è stato registrato in Guinea, poi l’epidemia si è estesa in Liberia e in Sierra Leone. Ma la situazione è diventata sempre più preoccupante quando il virus ha raggiunto anche Monrovia, la capitale della Liberia. Misure di sicurezza prese nei tre stati Africani: chiusi gran parte dei confini in Liberia, dove sono stati istituiti centri di screening nei pochi ingressi rimasti aperti, come il maggior aeroporto del Paese. Inoltre la principale linea aerea nigeriana, Arik Air, ha sospeso tutti i voli per Liberia e Sierra Leone, dopo la morte di un uomo liberiano in Nigeria, la scorsa settimana.

Pubblicità

Morto il medico-eroe e contagiati due americani
In Guinea, Sierra Leone e Liberia, il virus ha ucciso finora 672 persone, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Morto martedì Sheik Umar Khan, il medico-eroe che era diventato famoso per la sua lotta contro il virus, direttore del centro clinico per le cure contro la devastante malattia a Kenema, nella Sierra Leone. Contagianti anche due cittadini americani: un medico e una volontaria che operano in Liberia con l’organizzazione umanitaria Samaritan’s Purse. Il medico, Kent Brantly, 33 anni, e l’operatrice Nancy Writebol, sono ricoverati in isolamento e “in condizioni stabili“. “Siamo di fronte a un’epidemia che continuerà a mietere un alto numero di vittime”, continua il numero uno di Medici senza frontiere, che la definisce senza mezzi termini come “la più pericolosa” di sempre. “Se non ci sarà un interesse internazionale”, conclude Janssens, “il virus colpirà sicuramente anche altri paesi“.

“Se dovesse arrivare in Europa, Parigi sarebbe in cima alla lista”
La Commissione europea rassicura che il rischio che il virus Ebola si diffonda in Europa “è al momento basso perché la maggior parte dei casi sono in aree remote dei paesi colpiti”. È d’accordo anche Kamran Khan, specialista di trasmissioni di epidemia intervistato da Npr. Il ricercatore della Columbia university è stato un esperto ai tempi della Sars, la polmonite atipica che colpì la Cina nel 2003 provocando la morte di centinaia di persone. Partendo dagli studi fatti in quell’occasione, la sua equipe sta studiando possibili scenari futuri che potrebbero interessare l’Europa e gli Stati Uniti in seguito alla diffusione dell’ebola in territorio africano. “Se dovesse diffondersi in Europa”, secondo Khan, la prima tappa “sarebbe la Francia“. Questo perché la città più infetta è Conakry, in Guinea. E il 10% del traffico aereo della città è diretto proprio alla capitale francese. “Il rischio resta molto basso”, continua il ricercatore, ma non si deve dimenticare che monitorare i voli e le tratte aeree resta uno dei principali strumenti di controllo, anche perché “dopo che una persona è infetta, i sintomi si possono tra i due e i 21 giorni“, conclude Khan, “arco di tempo che permetterebbe di prendere un aereo dall’Africa” e arrivare comodamente in Europa o in ogni altra parte del mondo”.

Ue: “Non si può scartare che un caso arrivi in Europa. Nel caso, sapremo contenere l’epidemia”
Sebbene i rischi che arrivi in Europa siano “bassissimi”, da Bruxelles fanno sapere che l’Ue è attrezzata per rispondere all’eventualità che il contagio si estenda. “Non si può scartare l’ipotesi che un caso giunga in Europa, ma l’Ue ha i mezzi per contenere rapidamente l’epidemia”, si legge su un comunicato di Bruxelles. Come ha dimostrato un caso sospetto a Valencia, in Spagna: immediatamente messo in quarantena, e poi smentito dalle autorità sanitarie.

Aumenta il livello di allerta negli Stati Uniti e in Gran Bretagna
Il ministro degli Esteri britannico, Philip Hamond, ha presieduto il 30 luglio a una riunione d’emergenza sull’epidemia, avvertendo di una potenziale minaccia grave se il virus si diffonderà ulteriormente. Secondo il ministro, il rischio per i viaggiatori britannici e per i britannici che lavorano nei Paesi colpiti è “molto basso”, ma l’epidemia non è sotto controllo. Non risultano casi noti nel Regno Unito di contagio ma il governo ritiene l’epidemia “una minaccia molto seria“. Aumentato il livello di allerta anche negli Stati Uniti, dove i Centers for diseases Control hanno deciso un livello 2, che implica ancora una probabilità molto bassa di arrivo del virus ma che prevede più controlli medici sui viaggiatori.

Fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/04/ebola-scopritore-virus-epidemia-senza-precedenti-ma-leuropa-non-rischia/1048624/

Virus Ebola: i pazienti infetti scappano e si nascondono per sottrarsi alle cure

Giro di vite da parte della Liberia per cercare di arginare l’epidemia di ebola: la presidente del Paese, Ellen Johnson Sirleaf, ha infatti annunciato, anche tramite la radio di stato, che sara’ perseguito legalmente chiunque, sospettato di avere il virus ebola, sara’ trovato a nascondersi invece di farsi curare. A riportarlo e’ la Bbc. Una decisione arrivata dopo che alcuni pazienti sono stati tenuti in casa o in chiesa invece di ricevere cure mediche. Anche la Sierra Leone la settimana scorsa ha fatto un annuncio simile, dopo che alcuni malati avevano lasciato l’ospedale ed erano andati a nascondersi. Finora quest’epidemia di ebola, la piu’ letale finora mai registrata in Africa occidentale, ha registrato 635 casi e 367 morti. ”Chiunque, sospettato di avere l’ebola, sara’ trovato o segnalato essere a casa o in case di preghiera – ha detto Sirleaf – sara’ perseguito secondo la legge della Liberia. La malattia e’ reale, e’ nel nostro Paese e puo’ uccidere molte persone”. Il ministro dellaSalute liberiano ha fatto preparare dei centri di trattamento e lanciato una campagna pubblica di formazione degli operatori sanitari per usare vestiti protettivi e proibire agli ospedali di far andare via pazienti con sintomi di ebola.

 fonte:http://www.meteoweb.eu/2014/07/virus-ebola-i-pazienti-infetti-scappano-si-nascondono-per-sottrarsi-alle-cure/295525/

La crisi economica sta peggiorando”

“Lo scenario dell’economia mondiale sta peggiorando. Il fenomeno interessa non solo l’Europa, ma anche gli Usa fino ai mercati emergenti, come Brasile, Cina e India, che stanno rallentando in modo piu’ o meno marcato. Il nostro outlook sull’economia mondiale e’ aggiornato ogni tre mesi. Le ultime stime risalgono ad aprile e le prossime saranno diffuse a meta’ luglio. Non si tratta di un cambiamento enorme, ma di una variazione negativa”. Intervenendo in un convegno organizzato a Tokyo, il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, non usa mezzi termini e lancia un nuovo grido d’allarme sulla situazione economica mondiale.

“L’Europa ha fatto progressi venerdi’ scorso (durante il Consiglio Europeo, ndr), ma occorre fare di piu’ – ha proseguito la Lagarde – Moneta unica, unione bancaria e unione fiscale sono gli obiettivi. Sono passaggi forse lenti per i mercati, ma sufficentemente veloci per i principi democratici. La scorsa settimana, i leader europei si sono trovati d’accordo su importanti punti e hanno fatto passi nella giusta direzione, senza dimenticare la riduzione del debito e il taglio del deficit”. “La fine dell’euro porterebbe ad una catastrofe economica per la Germania, l’Europa e il mondo” gli fa quasi eco il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, durante un’intervista radiofonica.

Tags: economia mondiale, Europa, Fmi, Lagarde, paesi emergenti, peggioramento, Stati Uniti, Tokyo

Allarme per il Virus Ebola che sta mutando. Potrebbe diventare trasmissibile attraverso l’aria


L’epidemia di Ebola in Africa occidentale ha il potenziale di alterare la storia, più di quanto qualsiasi altra piaga abbia mai fatto.Inizia così, un terribile articolo del quotidiano New York Times.
Ed è un articolo che, dopo un mese, conferma la denuncia del sito web voxnews.info: Ebola si trasmette attraverso starnuti, e sta per mutare, e divenire trasmissibile anche per via aerea. (traduco ndr. si sta tentando di renderlo pandemico attraverso mutazioni. L’Ebola è stato prodotto in laboratorio per arricchire ancora di pù la Big Pharma e per adesso è stato sperimentato solo in Africa).
Scrive un importante virologo sul NYT:
I virologi sono riluttanti a discuterne apertamente, ma ne parlano tra loro, in privato: l’Ebola potrebbe mutare per diventare trasmissibile attraverso l’aria. Oggi è possibile prendere Ebola solo attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei (compresi starnuti).
Ebola però muta ad ogni contagio. Solitamente il virus non si diffondeva in modo troppo ampio. Ma l’attuale iper-accelerata evoluzione del virus Ebola è senza precedenti; c’è stata più trasmissione da uomo a uomo negli ultimi quattro mesi, di quante se ne siano verificate negli ultimi 500 / 1.000 anni. Ogni nuova infezione rappresenta trilioni di lanci di “dadi genetici”.
Se certe mutazioni avverranno (o sono già avvenute ma ancora non lo sappiamo), vorrebbe dire che solo respirare metterebbe a rischio di contrarre Ebola. A questo punto, l’infezione potrebbe diffondersi rapidamente in ogni parte del globo, come il virus dell’influenza H1N1 ha fatto nel 2009, dopo la sua comparsa in Messico.
Ebola sta mutandoPerché i funzionari pubblici hanno paura di discutere di questo in pubblico? Perché non vogliono essere accusati di urlare “al fuoco!”, come sono sicuro qualcuno accuserà me di fare. Ma il rischio è reale, e fino a quando non lo consideriamo, il mondo non sarà disposto a fare ciò che è necessario per porre fine all’epidemia.
In tutto questo, noi continuiamo a non porre alcun freno all’arrivo di migliaia di africani con aerei e barconi. Tutti possibili vettori del virus, che, come scrive il virologo: più muta, più è possibile che si diffonda come una normale influenza. Ma con la differenza, che Ebola uccide nel 90% dei casi.
Nel 2012, un team di ricercatori canadesi aveva dimostrato che Ebola Zaire, lo stesso virus dietro lo scoppio in Africa occidentale, potrebbe essere trasmesso per via respiratoria da suini a scimmie.
In entrambi i due animali, i polmoni sono molto simili a quelli degli esseri umani.
Ricorda poi la cronaca della diffusione e contagio nel 1989 di un ceppo diverso del virus, Ebola Reston, tra le scimmie in una stazione di quarantena nei pressi di Washington. Il virus veniva trasmesso attraverso la respirazione, e l’epidemia terminò solo quando vennero uccise tutte le scimmie. Dobbiamo considerare che tali trasmissioni possono accadere tra gli esseri umani, se il virus muta. Altri articoli sull’ebola
Articolo origlinale:http://voxnews.info/2014/09/12/nyt-ebola-presto-si-diffondera-come-uninfluenza/

domenica 14 settembre 2014

ms: aumento esponenziale Ebola

 "Molte migliaia di nuovi casi di Ebola sono attesi in Liberia nelle prossime tre settimane". Lo afferma l'Organizzazione mondiale della Sanità nel suo ultimo report. "I Paesi partner - si legge - si preparino ad un aumento esponenziale dei contagi nei Paesi dove è attualmente intensa la trasmissione del virus".
New York, 5 settembre 2014  - "Il numero di casi di Ebola è in aumento in modo esponenziale, e la malattia si sta diffondendo molto più velocemente rispetto alla risposta": queste le parole del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, al termine dell'incontro con i leader dell'organizzazione internazionale, tra cui il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Margaret Chan, e il coordinatore delle Nazioni Unite David Nabarro. "Le prossime settimane saranno cruciali", ha aggiunto Ban precisando: "ci stiamo mobilitando in ogni modo possibile".

Il segretario generale ha poi sottolineato che "il popolo della Guinea, della Liberia e della Sierra Leone, in particolare, contano su di noi per ricevere assistenza: più medici, più infermieri, più posti letto, e più attrezzature". Il virus Ebola "può essere evitato e controllato - ha aggiunto - E' stato controllato altrove in passato, e possiamo farlo anche oggi". Ban ha poi lanciato un appello alla comunità internazionale a rispondere all'appello da 600 milioni di dollari dell'Oms, e alle compagnie a non interrompere i collegamenti aerei e marittimi con i Paesi colpiti. "Fermare voli e navi non fermerebbe la diffusione del virus, e invece impedirebbe alle equipe di medici di aiutare le persone bisognose", ha affermato.

"L'obiettivo è quello di fermare la diffusione di Ebola nei Paesi colpiti entro sei-nove mesi, e prevenire la diffusione internazionale del virus. Tale risultato può essere raggiunto solo se vi è una mobilitazione urgente e necessaria sia nei Paesi colpiti che in tutta la comunità internazionale", ha aggiunto Ban. 

140 MILIONI DALLA UE - La Commissione Ue ha annunciato uno stanziamento di 140 milioni di euro per i Paesi dell'Africa occidentale colpiti dall'ebola: Guinea, Sierra Leone, Liberia e Nigeria. Di questo nuovo pacchetto, 38 milioni di euro serviranno a sostenere i servizi sanitari dei paesi interessati (potenziando per esempio i centri di cura e il personale sanitario), e a migliorare la sicurezza alimentare, l'approvvigionamento idrico e le strutture igienico-sanitarie, essenziali per salvaguardare la salute pubblica. Altri 5 milioni andranno ai laboratori mobili e 97,5 per sostenere il bilancio in Liberia e Sierra Leone, e mirate a sviluppare la capacità dei governi di erogare servizi pubblici - soprattutto sanitari - e a garantire la stabilità macroeconomica. 

OMS: OK A USO SANGUE SOPRAVVISSUTI PER SIERO  - "Abbiamo raggiunto un consenso" sull'impiego di prodotti a base di sangue e del siero di pazienti sopravvissuti per trattare Ebola. Lo ha affermato stasera la direttrice generale aggiunta dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Marie Paule Kieny al termine di una riunione di oltre 200 esperti a Ginevra. 

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) su Ebola ha inoltre identificato "due promettenti" candidati vaccini. Se risulteranno sicuri potrebbero essere disponibili in novembre ed essere usati in modo prioritario presso il personale sanitario e medico. L'epidemia di ebola in Africa occidentale ha superato quota 2mila morti, giungendo a 2.097 vittime su 3.944 casi: è il bilancio aggiornato diffuso dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). 

TRASFERITO IN USA TERZO AMERICANO MALATO - È stato trasferito in Nebraska dalla Liberia, ed è stato ricoverato in quarantena, il terzo americano contagiato dal virus Ebola in Africa occidentale. "È arrivato. Si trova attualmente in isolamento dove i nostri medici lo tengono sotto controllo", ha dichiarato Jenny Nowatzke, portavoce dell'ospedale University of Nebraska Medical Center di Omaha. Il 51enne Rick Sacra, medico dell'organizzazione missionaria americana Sim Usa, è risultato positivo al test mentre lavorava all'ospedale ELWA di Monrovia, dove non si occupava di malati di Ebola ma del reparto di ostetricia. Le autorità della Liberia hanno aperto una inchiesta per capire come sia stato contagiato. Il direttore di Sim Usa, Bruce Johnson, aveva dato notizia ieri dell'imminente rimpatrio di Sacra. Prima di lui altri due americani erano stati contagiati in Liberia, il medico Kent Brantly e l'infermiera Nancy Writebol. Entrambi, riportati negli Stati Uniti e curati con il farmaco sperimentale ZMapp, sono guariti. 

RICERCATORI: UN CASO DI EBOLA NEGLI USA AL 18% - Le probabilità di vedere almeno un caso di Ebola negli Stati Uniti entro la fine di settembre sono del 18%: lo sostengono alcuni ricercatori in un rapporto pubblicato sulla rivista PLOS Currents. La previsione si basa sul flusso di persone in arrivo dall' Africa occidentale e sulla difficoltà di impedire ai passeggeri infetti di imbarcarsi sui voli diretti negli Usa. "Quello che sta accadendo in Africa occidentale sta per arrivare anche qui. Non si può sfuggire a questo punto", ha detto ai media americani il fisico Alessandro Vespignani, uno degli autori dello studio, che analizza la diffusione di malattie infettive presso la Northeastern University. Tuttavia, Vespignani ha precisato che se tale evento si verificherà, riguarderà un numero molto basso di casi, probabilmente da uno a tre. Altri Paesi sviluppati sono a rischio, come il Regno Unito, dove la percentuale di probabilità va dal 25% al 28%. Mentre minori sono i pericoli per Belgio, Francia e Germania.

EUROPA, REMOTA POSSIBILITA' VIRUS ARRIVI VIA MARE - La possibilità che il virus Ebola entri in Europa attraverso gli sbarchi nel Mediterraneo è 'remota', mentre il punto di ingresso più probabile, anche se il rischio rimane molto basso, sono gli aeroporti. Lo afferma l'European center for Disease Control (Ecdc) in un rapporto di 'rapid risk assessment'. ''Le persone infette possono arrivare in Ue attraverso voli diretti o indiretti - scrive l'agenzia -. Una remota possibilità è una catena di trasmissione lungo le rotte usate dai migranti clandestini che raggiungono la sponda sud del Mediterraneo e tentano di arrivare in Europa via mare''. Venti paesi europei, ricorda l'agenzia, hanno raccomandato ai propri cittadini di evitare i viaggi nei paesi dove è presente l'epidemia. La tensione in Europa, spiega il documento, rimarrà alta nei prossimi mesi: ''Il rischio che Ebola arrivi in Ue - ha ricordato il direttore dell'Ecdc Marc Sprenger - può essere eliminato solo fermando i contagi in Africa''.

UN CASO IN ISRAELE - Un sospetto caso di Ebola in Israele: è ciò che temono - secondo i media - le autorità sanitarie che oggi pomeriggio hanno ricoverato in un ospedale di Gerusalemme una donna nigeriana. La paziente - che ha lavorato nel sistema sanitario nigeriano - è stata posta in isolamento. Se la patologia fosse confermata, sarebbe il primo caso in Israele dalla diffusione della malattia nell'Africa occidentale che ha ucciso oltre 1500 persone. 

CHIUSA CASERMA IN MONROVIA - Una caserma della polizia nel centro di Monrovia, in Liberia, è stata chiusa in seguito alla morte per ebola della moglie di uno degli ufficiali che vi lavora. Lo rende noto il ministro dell'Informazione liberiano Lewis Brown, precisando che il personale della caserma ha deciso di mettersi in "auto-quarantena". Nella struttura, riferisce il vice direttore della polizia liberiana Abraham Kromah, vivono 35 poliziotti con le loro famiglie. 

L'EPIDEMIA HA 'SBRICIOLATO' LA SANITA' DELLA SIERRA LEONE - L'assistenza sanitaria nella capitale della Sierra Leone si sta sbriciolando a causa dell'epidemia di ebola. A lanciare l'allarme è stato oggi un medico, Kwame O'Neil che lavora nel Paese dell'Africa occidentale colpito dal virus. In occasione del lancio di un programma di educazione nella città di Freetown, O'Neil ha avvertito che i pazienti affetti da ogni tipo di patologia stanno morendo per la mancanza di cure. In alcuni casi i pazienti hanno troppa paura di contrarre l'ebola per cercare assistenza professionale, mentre alcuni medici si sono addirittura rifiutati di curare alcuni malati. 

Secondo i dati pubblicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità la Sierra Leone ha registrato 1.107 casi confermati della malattia, con 430 morti. Il ministero della salute della Sierra Leone ha riferito che 62 casi sono stati registrati nel distretto di Freetown.  

Fonte:http://www.quotidiano.net/ebola-epidemia-virus-1.183306

Terrore in Giappone: la forza di un tornado si unisce ad un violento terremoto. Il video

Il Giappone ha vissuto pochi giorni fa momenti di vero e proprio panico e spavento; si è verificato un terremoto di magnitudo 6.5 proprio nel bel mezzo di una tempesta con tanto di tornado; per alcuni istanti si è temuto l’Apocalisse. Vi mostriamo il filmato spaventoso di questo raro fenomeno.
Il video mette in risalto la forza distruttrice della natura, la violenza di due fenomeni che raramente si sono verificati contemporaneamente. Come si vede dal filmato alcuni testimoni stanno riprendendo l’uragano da dietro le finestre, quando inaspettatamente la terra inizia a tremare.  Le riprese sono avvenute dall’interno di una scuola e si possono udire le grida terrorizzate degli alunni presenti al momento.


Trovarsi in una situazione del genere deve essere veramente un incubo, anche perché in casi di questo tipo, fortunatamente molto rari, cosa si può fare?  Uscire fuori con il rischio di essere spazzati via dal tornado o rimanere all’interno con il rischio di vedersi crollare il soffitto addosso?
La natura ed il clima si stanno ribellando, questo purtroppo sembra fin troppo chiaro. Fenomeni di questo tipo e di questa violenza sono sempre maggiori e stanno spaventando la popolazione mondiale; ci troviamo di fronte ad un punto di non ritorno…e questo è già stato confermato dalla scienza ufficiale.
Di Stefano Sorce
Redazione Segnidalcielo

Usa: allarme per virus respiratorio, colpiti oltre 1.000 bimbi

Questa una notizia ANSA di 5 giorni fa di cui non si è più saputo nulla.
Washington, 8 settembre – Il virus ha già colpito oltre 1.000 bambini in 10 Stati Usa e gli ufficiali sanitari pubblici americani stanno mettendo in guardia la popolazione – in apertura del nuovo anno scolastico – della nuova minaccia alla salute dei più piccoli.
Conosciuto come entrovirus 68, il microrganismo è simile all’entrovirus che causa il raffreddore, ma a differenza di quest’ultimo può evolvere in manifestazioni molto più gravi, in particolare asma, e difficoltà respiratorie acute.
“Bisogno stare attenti a quando i pazienti ansimano, e hanno difficoltà di respiro“, hanno messo in guardia gli specialisti dell’ospedale di Denver in Colorado, dove da metà agosto sono arrivati ai Pronto soccorso circa 900 bambini con sintomi caratteristici dell’entrovirus. Di questi pazienti, 86 sono stati ricoverati e alcuni di loro sono finiti nei reparti di cure intensive attaccati all’ossigeno.
Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) – che peraltro non hanno ancora identificato con assoluta certezza il virus responsabile del focolaio epidemico – oltre al Colorado, gli Stati dove il temibile virus starebbe colpendo sono:Missouri, Kansas, Illinois, Kentucky, Iowa, Ohio, Oklahoma, North Carolina e Georgia.
Secondo alcuni esperti, la malattia potrà con buone probabilità diffondersi al territorio nazionale Usa. Per ora gli esperti invitano le famiglie a usare le misure sanitarie tipiche di prevenzione quali il lavarsi le mani di frequente.

Fonte :ansa

sabato 13 settembre 2014

Virologo Tedesco sull'Ebola dice che e troppo tardi fara' molte vittime

INTERVISTA SU GIORNALE NAZIONALE TEDESCO

Un prestigioso virologo tedesco ha affermato che è ormai troppo tardi per fermare la diffusione di Ebola in Sierra Leone e Liberia e che cinque milioni di persone moriranno, notando che gli sforzi dovrebbero ora concentrarsi sul bloccare la trasmissione del virus ad altri paesi, impedendo la diffusione.

Jonas Schmidt-Chanasit del Bernhard Nocht Institute  di medicina tropicale di Amburgo ha detto alla testata tedesca Deutsche Welle che la speranza è tutto ciò che resta, ma che, ormai, per gli abitanti della Sierra Leone e della Liberia, c’è poco da fare. Il contagio  si “esaurirà solo, quando avrà contagiato l’intera popolazione e ucciso cinque milioni di persone”.  Proprio come un incendio in una foresta si placa, solo dopo avere bruciato tutto quello che incontra.

“Il momento giusto per mettere questa epidemia sotto controllo in questi paesi è stato perso”, ha detto Schmidt-Chanasit. “Quel tempo era maggio e giugno. “Adesso è troppo tardi.”
E mentre il virologo invita ad un  ”aiuto massiccio” da parte della comunità internazionale per prevenire che altri paesi come la Nigeria e il Senegal vengano completamente invasi dal virus, Schmidt-Chanasit avverte che mettere sotto controllo l’epidemia in Liberia e Sierra Leone è fuori dalla realtà.

Dopo l’intervista, l’organizzazione umanitaria tedesca Welthungerhilfe è saltata alla gola di Schmidt-Chanasit per i suoi commenti, perché ormai non esistono realtà scientifiche, ma credenze religiose. E chi avvisa i cittadini del pericolo, è subito tacciato di ‘allarmismo’ o di un sedicente ‘razzismo’.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rifiutato di commentare le osservazioni di Schmidt-Chanasit.

Anche se Ebola continua a imperversare in cinque paesi africani, la copertura mediatica dell’epidemia è diminuita, nonostante la prova che il virus è mutato. I media di distrazione di massa hanno ricevuto l’ordine di ‘sminuire’ l’emergenza.


Fonte:articolo tedesco http://web.archive.org/web/20140911183045/http://www.dw.de/virologist-fight-against-ebola-in-sierra-leone-and-liberia-is-lost/a-17915090

Aumento dell’attività sismica sulla Terra –



Nei primi tre mesi le scosse sono state piuttosto nella norma, ma dall’inizio di aprile le cose sono cambiate.  Nello scorso mese di aprile in diverse aree del mondo è stata registrata una attività sismica con più terremoti del solito sopra magnitudo 6.5. Sulla Terra si verificano ogni giorno centinaia di scosse di piccola e media intensità, ma non capita spesso che in un mese se ne registrino cinque di magnitudo uguale o superiore a 7.8, a loro volta causa di allarme per la possibilità di tsunami lungo le coste.
In totale, spiega il Pacific Tsunami Warning Center (PTCW), ad aprile ci sono state 13 scosse di magnitudo uguale o superiore a 6.5.
Il video realizzato dal PTCW mostra le principali scosse di terremoto che sono state registrate nel mondo tra il primo gennaio e la fine di aprile. Dopo i primi minuti, le cose iniziano ad animarsi nella parte del video riferita ad aprile, quando viene rilevato il terremoto di magnitudo 8.2 nel nord del Cile e le conseguenti scosse dello sciame sismico. Oltre a quello cileno, in aprile c’è stato anche un forte terremoto nelle Isole Salomone, nel Pacifico meridionale e sono state rilevate scosse particolarmente intense in Nicaragua, Messico e Canada.
Una concentrazione fuori dalla media di terremoti con magnitudo alta in un mese non è comunque indice di particolari anomalie. È già accaduto in passato che si verificassero periodi con attività sismica più intensa.

venerdì 12 settembre 2014

Ebola, primo caso in Svezia. Le strane coincidenze e il complotto per la rete

Mentre in Svezia ci sono le prime verifiche su un caso sospetto di ebola, l’idea di un complotto su internet prende piede.
Un articolo del Sole 24ore del 31 agosto ben descrive il lavoro in atto per la sconfitta della malattia e parla di “lotti di vaccino secondo i criteri approvati dall’Aifa in laboratori allestiti a questo scopo a Pomezia”. In più riporta la presentazione all’Fda della domanda “per ottenere il permesso di iniziare gli studi sull’uomo. Non potevamo immaginare quello che nel frattempo è accaduto in Africa: la più grave epidemia di Ebola mai registrata…”.

Insomma la messa a punto di armi terapeutiche è in corso. O è già arrivata alla soluzione? Su internet in molti si interrogano sulla strana coincidenza della scoperta di possibili vaccini proprio mentre il virus ha scatenato un’epidemia mai vista prima.

La ‘trama’ che circola in rete è chiaramente riconducibile agli interessi economici delle case farmaceutiche in tutta questa faccenda.

Così, sarà un caso, il primo malato in Europa è in Svezia, nazione impegnata nella ricerca di una soluzione nell’Università di Padova in collaborazione con il Karolinska Institutet di Stoccolma.

Ma si sa che il complotto piace alla rete

giovedì 11 settembre 2014

Fracking, studio su Science rilancia i timori: "Causati decine di terremoti in Oklahoma"



Nuova ricerca conferma la correlazione statistica tra fratturazione idraulica e sismi, e simula al computer il meccanismo. Dati impressionati: da un terremoto l'anno si è passati a una media di 44. Ma servono altri studi, concludono gli studiosi

WASHINGTON - Un nuovo studio pubblicato oggi su Science rilancia le paure delle conseguenze dell'estrazione di gas e petrolio attraverso il meccanismo di fracking, ed è destinato a far discutere. Secondo la ricerca, guidata dalla sismologa Katie Keranen della Cornell University, in Oklahoma sono bastati quattro impianti di fracking per dare vita a una reazione a catena che ha causato oltre 100 terremoti piccoli e medi in 5 anni.

Il fracking, o fratturazione idraulica, è una tecnica sviluppata per liberare gas e petrolio conservato all'interno delle rocce nel sottosuolo, usando potenti getti di liquidi che spezzano le rocce e rilasciano questi prodotti, che possono essere convogliati in superficie per produrre energia. Quest'attività produce dell'acqua di scarto che viene poi immessa nel terreno, causando l'aumento dell'attività sismica.

I dati sull'aumento del terremoto sono impressionanti: dal 1976 al 2007, l'Oklahoma ogni anno aveva registrato un solo terremoto di magnitudo 3 o maggiore. Ma dal 2008 al 2013 i terremoti di quella magnitudo sono stati 44 ogni anno.

La novità di questo studio - rispetto ad altri studi che già avevano correlato statisticamente fracking e terremoti in Oklahoma, Texas, Arkansas e Kansas - è che utilizza simulazioni computerizzate del meccanismo di 'viaggio' dell'acqua nel sottosuolo.

Non solo sono aumentati i terremoti, dice lo studio: i sismi sono stati registrati molto più lontano dall'impianto di quanto ci si sarebbe aspettato. Il dibattito sulla pericolosità del fracking va avanti da anni, e questo studio sicuramente alimenterà le proteste di chi si oppone a questo tipo di attività.

I quattro impianti presi in considerazione in Oklahoma riversano nel terreno, a due o tre chilometri di profondità quasi 20 milioni di litri di liquido al giorno. Tutta questa pressione, spiegano gli autori, "creano una pressione che deve andare da qualche parte". La Keranen ha spiegato che l'acqua si sposta sottoterra con molta più velocità e molto più lontano, andando a toccare linee di faglia che - già attive - non possono fare altro che muoversi di più.

Lo studio quindi sembra confermare che in zone di faglia non attive, il fracking possa dare l'impulso al sisma e aumentare numero e intensità dei terremoti. Però le conclusioni dello studio non devono essere considerate definitive, perché secondo la Keranen mancano ancora dettagli sull'iniezione di liquidi.

Fonte :http://www.repubblica.it/scienze/2014/07/03/news/fracking_terremoti_science-90633236/

I grandi terremoti sono in aumento nel 20014

Se pensate che ci siano stati più terremoti del solito quest’anno, avete ragione. Un nuovo studio ha riscontrato che ci sono stati più del doppio di grandi terremoti nel primo trimestre del 2014 rispetto alla media dal 1979. “Abbiamo recentemente vissuto un periodo che ha avuto uno dei più alti tassi di grandi terremoti mai registrati”, ha detto l’autore dello studio, Tom Parsons, un geofisico ricercatore dell’US Geological Survey (USGS), a Menlo Park, California. Ma anche se il tasso dei terremoti globale è in aumento, il numero di terremoti può ancora essere spiegato di caso in caso, ha detto Parsons e il co-autore Eric Geist, anch’esso ricercatore USGS. I loro risultati sono stati pubblicati on-line il 21 giugno scorso nella rivista Geophysical Research Letters. Con così tanti terremoti che stanno scuotendo il pianeta nel 2014, Parsons sperava in realtà che si sarebbe potuto trovare il contrario, che l’aumento al numero di grandi terremoti proviene anche da un innesco derivante da un terremoto più potente. Una ricerca precedente aveva dimostrato che le onde sismiche generate da un terremoto viaggiano in tutto il mondo e possono innescare piccoli movimenti tellurici altrove. “Siccome il nostro gruppo di ricerca è interessato dalla capacità di un terremoto di influenzare gli altri su scala globale, ci siamo chiesti se stessi ma intravedendo la strada per dimostrare che questo succede davvero, e che questi non colpiscono con casualità“, ha detto Parsons di Live Science in un’intervista email.

Il nuovo studio non rappresenta la prima volta che i ricercatori provano e falliscono nel tentativo di collegare un terremoto a un altro anche a grande distanza. Precedenti studi hanno trovato che i più grandi terremoti del pianeta, quelli di magnitudo 8 e magnitudo 9, di solito innescano scosse molto più piccole di magnitudo 2 e magnitudo 3. Eppure, nessuno ha mai dimostrato che i grandi terremoti possono scatenare altri grandi terremoti. Trovare un collegamento statistico tra i grandi terremoti è un passo arduo al fine di poter comprovare che tali connessioni avvengono. Ma nonostante la recente quantità di terremoti, i grandi sismi di tutto il mondo sembrano ancora colpire a caso, come ha rilevato il nuovo studio. Il tasso medio di grandi terremoti, quelli più grandi di magnitudo 7 , è stato di 10 all’anno dal 1979,  come riporta lo studio, ma questo tasso è salito al 12,5 per anno a partire dal 1992, per poi aumentare a 16,7 all’anno a partire dal 2010 -. Un aumento del 65 per cento rispetto al tasso dal 1979, aumento che ha visto una ulteriore accelerazione nei primi tre mesi del 2014, portandosi a più del doppio della media dal 1979,.

“Fondamentalmente, non possiamo dimostrare che quello che abbiamo visto nella prima parte del 2014, così come dal 2010, non è semplicemente una cosa simile a ottenere sei code in fila,” ha detto. Ma Parsons ha detto che i risultati statistici non escludono la possibilità che i più grandi terremoti si possano innescare tra loro attraverso grandi distanze. I ricercatori possono semplicemente  affermare che mancano i dati per capire se avvenga una “comunicazione” globaleo. “E ‘possibile che le comunicazioni a livello globale accadono così raramente che non abbiamo vissuto abbastanza per poterla trovare in occasione dei grandi eventi, quelli più rari”, ha detto Parsons. Tuttavia, i terremoti inferiori a magnitudo 5.6 si raggruppano su scala globale, come hanno scoperto i ricercatori. Questo suggerisce che questi terremoti meno potenti hanno più probabilità di essere influenzati da altri, una constatazione confermata dalla ricerca precedente. Ad esempio, il numero di terremoti di magnitudo 5 è aumentato considerevolmente dopo il catastrofico sisma di magnitudo 9 terremoti in Giappone e a Sumatra, anche a distanze superiori a 1000 km, così come hanno provato studi precedenti. -

Tradotto da Yahoo News

mercoledì 10 settembre 2014

Russia, una palla di fuoco nel cielo di Murmansk. Il video fa il giro del mondo

Spettacolare fenomeno nel nord del paese. Un oggetto luminoso, probabilmente un bolide, solca la volta celeste nel cuore della notte. I filmati pubblicati su internet
A poco più di un anno dall’esplosione di un meteorite sopra Chelyabinsk, i cieli della Russia vengono illuminati da un altro oggetto proveniente con ogni probabilità dallo spazio. Queste immagini sono state girate a Murmansk, nella penisola di Kola. Alle 2.10 della notte, ora locale, una scia luminosa ha solcato la volta celeste. Secondo gli esperti dovrebbe trattarsi di un bolide, una meteora molto luminosa. Il fenomeno, che non ha fatto danni, è stato osservato da molte persone ed è stato filmato casualmente da alcune telecamere.


Palla infuocata nei cieli del Nordest, poi il boato: forse un meteorite



Segnalazioni da Treviso, Venezia, Padova e dal Friuli
Il fenomeno rilevato anche dalle forze dell'ordine

VENEZIA - Evento misterioso nei cieli del Nordest la scorsa notte quando fra le 2.30 e le 2.45 anche alcuni metronotte e pattuglie delle forze dell'ordine hanno visto distintamente in cielo una grossa palla infuocata che si spostava a grande velocità. Dopo essere stati testimoni dell'improvviso bagliore agenti di polizia e carabinieri in servizio di controllo del territorio hanno sentito anche un forte boato durato circa tre secondi. Un colpo la cui eco si è sparsa anche nei comuni vicini.



La palla di fuoco è stata vista in molte province del Nordest: segnalazioni sui social network e sui siti specializzati sono arrivate da Treviso, Venezia, Padova, Pordenone, Udine e Ferrara.


Decine le chiamate di cittadini alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco. I pompieri, interventi anche con la speciale squadra Nbcr, hanno perlustrato a lungo la zona senza tuttavia trovare prove della caduta di un presunto meteorite. Nella zona inoltre non è stata segnalata alcuna anomalia nelle aree industriali. Le ricerche del misterioso oggetto non identificato proseguiranno in giornata; sono stati impegnati anche vigili del fuoco del nucleo Nbcr (il settore Nbc e radiometria è nato per la gestione degli interventi complessi che coinvolgono sostanze pericolose convenzionali e non convenzionali). Segnalazioni sono giunte anche da Ferrara.
fonte:http://www.ilgazzettino.it/

martedì 9 settembre 2014

Desertificazione, mutamenti climatici

Desertificazione e paura dei mutamenti climatici


















L’umanità, ormai da circa un secolo, non ha fatto altro, giorno dopo giorno, che inquinare pesantemente il proprio habitat, immettendo nell'atmosfera della terra gas nocivi senza dar troppo peso alle conseguenze che un tale comportamento avrebbe, prima o poi, inevitabilmente arrecato sui mutamenti climatici e all’ecosistema. Evento che, ovviamente, si è puntualmente e tristemente verificato, con esiti rischiosi per il futuro stesso del pianeta.

È stata, pertanto, giusta la decisione di ridurre i CFC; però è altrettanto palese che questi ultimi non sono i soli elementi inquinanti da bandire. E se il “buco” dell’ozono si sta richiudendo, nel frattempo non sembrano guarire i guai da esso già causati, tramite il famigerato ‘effetto serra‘, come lo scioglimento dei ghiacciai del Polo e la bizzosità di alcune stagioni. Le conseguenze da ciò derivanti potrebbero essere a dir poco paurose e interesserebbero, in un futuro neanche troppo lontano, circa un miliardo d’individui.

Cominciamo dai ghiacciai del Polo: la calotta polare artica si sta sciogliendo a una velocità senza precedenti; il gelido manto della Groenlandia, ad esempio, sta svanendo in misura sconvolgente. Ampie zone che, fino a circa cinquanta anni fa, non erano altro che distese di ghiaccio, ora appaiono floride di vegetazione. Il problema dei ghiacciai che si sciolgono desta serissima preoccupazione, poiché ciò significherebbe un innalzamento dei mari, con conseguente affondamento di molte città situate vicino alle coste.

Ma non è il solo. Ce n’è un altro, quasi opposto, che suscita ancor più timore: quello della desertificazione, ancor più imminente. Uno spauracchio che getta studiosi e ambientalisti nella più profonda costernazione. E qui le colpe dell’umanità sono più evidenti. Va specificato, infatti, che la desertificazione, cioè l’inaridimento del suolo in aree aride, semi aride e secche sub umide, non ha niente a che vedere con il fenomeno della desertizzazione, ovvero la naturale avanzata dei deserti. La desertificazione è cosa ben diversa: oltre ai mutamenti climatici naturali, è la malefica azione dell’uomo a risultare ben evidente, tramite inquinamento, agricoltura intensiva, costruzione di dighe e deforestazione. In molti luoghi, i terreni fertili si sono inariditi perché, onde aumentarne i profitti, sono stati sfruttati in modo eccessivo o scriteriato. La desertificazione, quindi, è divenuta un mostro che divora, ogni anno che passa, ben il 3% delle terre fertili e, pertanto, produce, nell’ordine: carestie, povertà, esodi migratori, turbolenze politiche e sociali, nonché guerre che, a loro volta, producono ulteriore desertificazione.














lanciato un allarme dall'onu riguardante l’effetto serra

L'Onu ha lanciato un allarme riguardante l’effetto serra e gli effetti che avrà l’incremento di CO2 sul clima, pronto ad assumere pericolosi cambiamenti.

L’effetto serra continua a preoccupare, specie dopo la diffusione dei dati sulle emissioni di CO2 relativi all'anno 2013. A giudicare dalle tabelle degli ultimi trent'anni (dal 1984) l’incremento annuo non era mai stato brusco come nell’arco del 2013, quando la concentrazione di CO2 ha raggiunto quota 396 ppm. Rispetto al 1750 l’aumento è del 142%, così come sono salite le concentrazioni di ossido di azoto (+121%) e metano (253% in più).

I dati, che sono stati comunicati dall’Onu grazie alla collaborazione dell’Omm (Organizzazione meteorologica mondiale), hanno preso in considerazione soprattutto l’effetto serra, per il quale il nostro pianeta trattiene il 34% in più di radiazione solare rispetto al 1990. Le cause principali? Deforestazione e acidificazione delle acque (aspetto in contrasto con l’assorbimento di CO2 da parte degli oceani), che ogni giorni arrecano danni irreparabili alla biosfera.

La descrizione dei risultati dello studio riguardante l’effetto serra è spettata a Michel Jarraud, segretario generale Omm, che ha così chiarito i dubbi di ognuno di noi sul cambiamento climatico: “Il clima sta per cambiare e l’uomo ne è la causa: lo sappiamo con certezza già da tempo e i risultati degli ultimi studi non fanno altro che confermare l’ipotesi. Non dobbiamo stupirci davanti a fenomeni meteorologici estremi, perché la causa è nelle nostre attività quotidiane“, conclude Jarraud.

Dovremo abituarci, dunque, al clima vissuto durante l’estate in tutta Italia, con piogge continue e danni causati dal maltempo in tutta la penisola. Questo, a causa dell’effetto serra che sta coinvolgendo tutto il pianeta, sul quale bisognerà intervenire per evitare di assistere in futuro a danni inimmaginabili.

Fonte