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lunedì 22 giugno 2015

Vede il fantasma del suo cane

12 mesi fa Claire aveva un cuore triste perchè il suo cane Kurt aveva ottenuto l'eutanasia a causa di un tumore al cervello. Da quel giorno Claire piange ogni giorno per  la grande perdita, che strappò il cuore in mille pezzi.
Ma nessuno sapeva del suo tragico destino.



















Ma dal momento che Kurt non c'è più, continuano ad accadere nella casa di Claire cose molto strane. Per settimane sente dopo essere tornata a casa abbaiare Kurt - anche se lui è morto da settimane. Lei sente ancora la presenza del suo protettore. All'improvviso Claire soffre di angina grave.
Questo è Claire, malato a letto - 12 mesi dalla morte di Kurt.













Claire deve rimanere a letto per 2 settimane. Ora ci manca Kurt più che mai.
Una sera Claire si trova su una telecamera di sorveglianza.













Qui sotto il video emozionante



sabato 14 febbraio 2015

Classificazioni spettri e Ghost Hunter

PRIMA TIPOLOGIA: SPIRITI
Sono le anime delle persone morte che tornano nei loro luoghi di origine per mettersi in contatto con i viventi.
Per comunicare con gli spiriti si è soliti riunirsi in sedute medianiche. Famosa è la storia delle due sorelle Fox che affermarono in passato di poter comunicare con loro tramite “l’alfabeto dei colpi”.

martedì 3 febbraio 2015

Baronessa di Carini

Baronessa di Carini


Quella stessa impronta che secondo una leggenda, in occasione dell’anniversario del delitto, 4 dicembre, comparirebbe sul muro della stanza dove la baronessa venne uccisa.
La giovane nobildonna con la testa reclinata sul cuscino, viene da pensare che davvero sia questa la tessera mancante del puzzle, il segreto nascosto per quasi 500 anni. Che la fanciulla scolpita nel marmo del sarcofago della chiesa di San Mamiliano - nel centro storico di Palermo - sia proprio lei, Laura Lanza, la baronessa di Carini uccisa nel 1563 in quello che è passato alla storia come il più clamoroso dei delitti d’onore. E che quindi questa sia la sua tomba, cercata per secoli e mai finora trovata, neanche dalla squadra di cercatori di fantasmi “Ghpa” che da tempo registra voci e apparizioni.

Il castello di Carini

A queste conclusioni è arrivato un gruppo di studiosi (criminologi, grafologi, psicologi), che ha indagato per 4 anni tra archivi e chiese da Carini a Madrid. «L’ho sempre immaginato - dice il parroco, padre Giuseppe Bucaro -. Questa è la cripta della sua famiglia, qui sono seppelliti il nonno Blasco Lanza, la seconda moglie del padre Castellana Centelles, e probabilmente anche il padre Cesare Lanza che la uccise o, meglio, che si autoaccusò del delitto».
La storia è nota, rilanciata poi da due fortunati sceneggiati televisivi: quello del 1975 con Ugo Pagliai e Janet Agren e il remake del 2007 con Luca Argentero e Vittoria Puccini. Teatro del delitto è Carini, paese a 30 chilometri da Palermo dove il 4 dicembre 1563 - secondo la ricostruzione ufficiale - la baronessa Laura Lanza, sposata con Vincenzo La Grua, venne trovata a letto con l’amante Ludovico Vernagallo e assassinata dal padre nella stanza del castello.

Un delitto d’onore confessato dall’assassino in una lettera al re di Spagna conservata nella chiesa Madre. «Ma non torna niente di questa ricostruzione – dice Carmelo Dublo, grafologo e perito del tribunale che guida la ricerca – perché per raggiungere Carini da Palermo ci volevano a cavallo almeno 6 ore e quindi Cesare Lanza non avrebbe potuto sorprendere nessuno. Inoltre, Vernagallo era un amico di famiglia con cui Laura giocava già da bambina, e la sua presenza al castello era consueta. L’impressione è che Lanza, uomo straordinario, giureconsulto, si sia sacrificato per coprire il vero autore del delitto». Per la legge del tempo al padre dell’adultera era consentito uccidere la figlia e l’amante, se colti sul fatto. Al marito, invece, solo il diritto di uccidere il
rivale, ma non la moglie.

Primo obiettivo, trovare la tomba di lei. Le ricerche sono partite nel 2010, per mano degli investigatori dell’Icaa (International crime analysis association), nella chiesa madre di Carini, dove la tradizione vuole che esista la cripta della famiglia La Grua, poi chiusa e mai più individuata. «Le ricerche - dice Dublo - sono arrivate a risultati poco chiari, certo è che secondo la tradizione il sarcofago della baronessa fu collocato a lungo nella cappella accanto all’altare e poi portato nella cripta. Ma noi ci siamo convinti che sia una falsa pista». Una convinzione maturata alla luce delle “lettere di discolpa” inviate da Cesare Lanza al re di Spagna, ora custodite all’Archivio di Stato della Casa reale di Madrid. E ancora attraverso le carte custodite a Carini, «alcune certamente contraffatte». Poi l’indagine si è spostata nelle tante cappelle delle due famiglie, alla ricerca delle tombe. Tutto porta al sarcofago anonimo della fanciulla dormiente nella cripta della chiesa di San Mamiliano (cripta tornata alla luce alla fine degli Anni 90) posto proprio sotto a quello del nonno Blasco Lanza, «segno di una profonda familiarità tra i due defunti».

Per avere la certezza, bisogna ora passare ai prelievi nella tomba, più volte profanata e depredata tra l’Ottocento e il Novecento. «Sono sepolta in una tomba dove ci sono tanti cani, dov’è il malefico», avrebbe detto lo spirito della nobildonna ai ghostbuster. Che fossero i ladri quei cani malefici? 

Ecco la prova che i fantasmi esistono

Un concorso online premia la foto a un castello di Edimburgo: a sorpresa spunta una sagoma misteriosa


LONDRA (Gran Bretagna) - Questa volta nemmeno lo zaino protonico dell’Acchiappafantasmi Dan Aykroyd avrebbe potuto fare qualcosa di fronte alla figura in abito di corte apparsa come per magia dietro alle sbarre di una finestra di un castello scozzese. Già, perché per migliaia di persone sparse in ogni parte del mondo, quell’immagine, catturata dalla macchina fotografica di un amatore nel maggio dell’anno scorso al Tantallon Castle, vicino Edimburgo, sarebbe la prova tangibile dell’esistenza dei fantasmi, tanto da vincere un concorso online lanciato quasi per gioco tre settimane fa dal professor Richard Wiseman dell’università dell’Hertfordshire nell’ambito dell’International Science Festival di Edimburgo. L’esimio psicologo avrebbe, infatti, invitato coloro che erano in possesso di foto di fantasmi a spedirgliele via mail e il risultato sarebbe andato ben oltre le sue stesse aspettative, visto che gli sono arrivate centinaia di immagini da ogni parte del mondo e le migliori 50 sono state poi votate da 250mila persone, chiamate a scegliere quella, a loro giudizio, più convincente.


Foto e misteri:



Una misteriosa figura in abito di corte apparsa come per magia dietro alle sbarre di una finestra di un castello scozzese. L’immagine è stata catturata dalla macchina fotografica di un amatore nel maggio dell’anno scorso al Tantallon Castle, vicino Edimburgo: la foto sarebbe la prova tangibile dell’esistenza dei fantasmi, tanto da vincere un concorso online lanciato quasi per gioco tre settimane fa dal professor Richard Wiseman dell’università dell’Hertfordshire nell’ambito dell’International Science Festival di Edimburgo (foto da www2.jpscotland.co.uk/slideshows/newsslideshows/spooky/index.html)



Una delle immagini che più hanno catturato l’attenzione dei partecipanti alla ricerca di Wiseman: ritrae un volto umano nello specchietto retrovisore di un’auto vuota. Al concorso è stata la quinta foto più votata (foto da www2.jpscotland.co.uk/slideshows/newsslideshows/spooky/index.html)





la sagoma misteriosa accanto alla coppietta (foto da www2.jpscotland.co.uk/slideshows/newsslideshows/spooky/index.html)



VINCE IL FANTASMA DEL CASTELLO SCOZZESE - E l’immagine catturata nel castello scozzese si è aggiudicata il 39% delle preferenze. «Molte foto erano spazzatura – ha raccontato Wiseman al Times– perché la manipolazione umana era evidente, ma l’elevato numero di scatti che ho ricevuto dimostra quanto la gente abbia bisogno di credere nell’esistenza dei fantasmi e questo riguarda persone di ogni cultura e nazionalità». Ciò, però, non significa che lo psicologo creda agli spettri. Anzi, a suo dire, potrebbe trattarsi solo di uno scherzo della luce, «sebbene l’immagine sia effettivamente molto curiosa», ha convenuto Wiseman. Ma a differenza dei falsi ectoplasmi che avrebbero fatto la felicità dei Ghostbusters cinematografici, la figura in abiti elisabettiani ha subito colpito per la sua autenticità, tanto che successive analisi condotte da tre esperti di Photoshop (il noto software specializzato nell’elaborazione di fotografie) hanno confermato la mancanza di qualsivoglia intervento umano. In altre parole, la foto sembra vera. E, quindi, il fantasma ci sarebbe davvero, anche se i più scettici insistono nel dire che si sia trattato di un insolito riflesso della luce sul muro e sulle grate della finestra. Per la verità, l’autore dello scatto, Christopher Aitchison, non si era minimamente accorto di quanto avesse immortalato sul momento, ma è stato solo al ritorno dall’escursione al castello di Tantallon, quando ha riesaminato le immagini, che ha scorto il fantasma fare capolino dalla finestra. «Ho scattato la foto alle 3 del pomeriggio – ha spiegato Aitchison al Daily Mail – e non mi sono accorto di nulla mentre scattavo. Solo una volta tornato a casa ho visto la presenza anomala».
GIACOMO V - Secondo gli studiosi della materia, lo spettro fotografato dall’escursionista apparterrebbe, in realtà, a Giacomo V, il re scozzese imprigionato nel castello di Tantallon attorno al 1520, quand’era poco più che un ragazzo, ma nessuno sa spiegarsi il motivo per il quale il fantasma sarebbe ora tornato. Oltre a quella risultata poi vincente, un’altra immagine ha catturato l’attenzione dei partecipanti alla ricerca di Wiseman: in questo caso, ritrae un volto umano nello specchietto retrovisore di un’auto vuota.

Fonte:www.corriere.it

sabato 24 gennaio 2015

Hellingly Hospital - L'ospedale Psichiatrico fantasma

Hellingly Mental Hospital

Fondato nel 1904, si trattava di un ospedale psichiatrico per pazienti particolarmente problematici. Molti di essi infatti venivano sottoposti a pionieristici interventi di lobotomia ed elettroshock. Adibito a contenere circa 700 pazienti, arrivò ad averne quasi il doppio. I costi divennero insostenibili cosicché l'ospedale fu dismesso e i pazienti rimessi in strada, sostenendo che fossero in grado di badare a loro stessi... ma molti di loro sembra che non abbiano mai abbandonato quel posto, chiuso nel 1994...

Molti medium che hanno visitato la struttura hanno affermato che all'interno dell'ex manicomio vi è una forte attività paranormale.

Ecco alcune foto di presenze scattate nell'ex manicomio
Ecco alcune foto di presenze scattate nell'ex manicomio

L'Hellingly Hospital era un grande manicomio situato nel villaggio di Hellingly, ad est di Hailsham, nell' East Sussex, Inghilterra. L'ospedale, conosciuto anche come East Sussex County Asylum o semplicemente Hellingly, venne aperto nel 1903. Il suo architetto fu George Thomas Hine , uno dei più grandi architetti di manicomi di quell'era.

L'ospedale vantava una propria linea ferroviaria, l'Hellingly Hospital Railway, utilizzata principalmente per il trasporto di carbone. Questa linea conduceva alla linea principale delle caldaie. L'ospedale aveva anche una grande lavanderia, una sala da ballo, un patients' shop , una sala per il cucito, una casa per gli infermieri, ampi terreni, e una rete avanzata di altre utilità per l'epoca, tra cui caldaie di grandi dimensioni e un acquedotto.L'ospedale principale, era fornito di ville separate che lo circondavano.

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La maggior parte degli ospedali chiuse nel 1994, tuttavia, fino ad oggi , gran parte del sito di 25,4 ettari si trova abbandonato ed estremamente malandato, dopo aver subito ripetuti atti di vandalismo e attacchi incendiari multipli. A partire dalla metà del 2010, il sito ha subito alcuni abbattimenti per far posto a nuove abitazioni. Rimangono solo un paio di edifici fuori e il guscio esterno dell'edificio principale.

L'edificio amministrativo è in stile gotico ed è essenzialmente una versione più grande del blocco amministrativo dell' Asylum Hertfordshire County. Le ville e alcune residenze differivano l'utilizzo di ciottoli ai piani superiori. Il sovrintendente della Daeborough House, (in seguito ribattezzata come Bowhill) e questo è il più grande edificio della parte principale e dispone di un proprio garage combinato / cottage per la servitù.


Il tram elettrico dell'ospedale, che correva parallelo alla parte principale aveva fornito un servizio passeggeri dalla stazione ferroviaria: Hellingly era quasi l'unico tra gli ospedali a farlo. Il tram è stato chiuso nel 1930, tranne per i servizi merci nell'ospedale e l'autovettura è stata successivamente utilizzata pe il centro sportivo. Il trasporto di merci sul tram durò fino a quando l'ospedale venne convertito dall'uso del carbone per la generazione di energia al petrolio nel 1959 ed uno dei capannoni venne adattato come un grande magazzino di manutenzione.

Successivamente il sito venne convertito da residenza della Soprintendenza alla casa di un'infermiera, seguì la chiusura della fattoria, la costruzione della casa di Tennyson e il club personale sociale. Durante la metà del 1980 Hellingly venne selezionato come uno dei cinque siti ospedalieri psichiatrici nel sud est dell'Inghilterra per ospitare una unità di supporto sicuro, in questo caso noto come Ashen Hill e situato a est dei principali edifici e ville.

Per i primi pazienti che vennero ammessi nell' Hellingly nel 1903 e per molti anni l'ospedale venne fornito di ogni sorta di trattamento innovativo per disturbi mentali. L'Hellingly è stato uno dei manicomi nel sud-est ad accogliere i pazienti del West Sussex sfollati da Graylingwell durante la prima guerra mondiale, causando il sovraffollamento.


Purtroppo, l'edificio venne ritenuto troppo costoso ed fu chiuso nel giro di circa 6 anni nel 1990. A questo punto, il governo decise di chiudere la maggior parte dei manicomi in Gran Bretagna e istigare la cura al programma comunitario come più vantaggioso per l'assistenza a lungo termine degli afflitti. In misura maggiore o minore, il flusso della cura della comunità comportò il rilascio dei pazienti per le strade dicendo che erano in grado di badare a se stessi e ciò portò ad un marcato aumento degli attacchi violenti e frenetici.

Le proprietà ufficiali e Bowhill rimasero occupati da vari dipartimenti di South Downs e dai servizi sanitari di fiducia. Per i servizi di salute mentale continuarono ad usare entrambe le ville delle donne, unità di Ashen Hill e la villa per i bambini con difetti intellettivi. La cappella e la villa degli uomini sembravano essere in disuso, ma la cappella rimase apparentemente in buone condizioni. Il club sociale continuò ad essere usato fino al 2004 quando venne danneggiato da un incendio ed è ora abbandonato. Alcune strutture associate all'area manutenzione del lato maschile rimanere in uso per una compagnia di autobus locale. Gran parte del terreno circostante l'edificio principale è informalmente utilizzato dalla popolazione locale e cani randagi come parco e parco giochi. Il parco agricolo ed il cottage del guardiano sono ora di proprietà privata, la villa di un exlavoratore agricolo ora ospita una casa di cura.


Dopo l'abbandono, Hellingly è stato recintato ed è sorvegliato periodicamente dalle guardie di sicurezza e si sta lentamente degradando. E' stato il bersaglio di vandali e tagger in numerose occasioni e ci sono molte zone dei locali che sono state oggetto di incendi dolosi (in particolare il blocco admin, magazzini centrali, le cucine ed il residence dell'assistente medico ), molti vetri e porcellane sono state rotte intenzionalmente. Ma ci sono parti di esso che offrono una bellezza misteriosa e indicibile: la pittura scrostata e la fusione di elementi interni ed esterni, combinati con il pensiero-provolking e graffiti professionali offrono una vista mozzafiato.

venerdì 23 gennaio 2015

Poveglia - il Lazzaretto della Morte Nera

Poveglia, l’isola dei fantasmi


Una storia di fantasmi, benché più immediatamente attraente per il pubblico, spesso non è onesta  al pari di una dove vengono esposti  fatti nudi e crudi. Ma quando i fatti sono relativi all’isola di Poveglia, possiamo star certi che saranno accattivanti allo stesso modo, per i “credenti” quanto per gli scettici.

L’isola di Poveglia si trova a sud della costa di Venezia,  lungo il canal Orfano, in quel tratto della laguna fra la serenissima e il porto di Malamocco.
Ad oggi è un isola disabitata, non aperta al turismo e abbandonata all’erosione che ne riduce ogni giorno di più i confini. Ma non sempre è stato così: storicamente questo piccolo lembo di terra ora immerso nell’oblio, ha vissuto i suoi giorni di gloria a partire dal secolo 800, quando in seguito all’uccisione del tredicesimo doge di Venezia Pietro Tardonico, accolse le famiglie dei 200 servi a lui più fedeli  per concessione del doge Orso I Partecipazio. L’isola crebbe nello sviluppo fino alla guerra di Chioggia, scoppiata nel 1379 fra le due repubbliche marinare di Genova e Venezia. Poveglia, per la sua posizione strategica, venne sfruttata come avamposto militare e tutti i civili  che la abitavano furono “cortesemente invitati” ad abbandonarla, per lasciar posto ai vari armamenti (ancora oggi, fra i ruderi, è riconoscibile l’ottagono).Da allora, l’isola di Poveglia è rimasta pressoché inabitata e ha assolto alle funzioni più scomode e impressionanti.

Nel 1700, all’epoca della “morte nera” essa divenne un lazzaretto. La peste colpì duramente l’Europa e a Venezia, al fine di evitare la diffusione della malattia il magistrato della sanità dispose che tutti i corpi sarebbero dovuti essere condotti sull’isola di Poveglia per essere bruciati e sepolti in fosse comuni. Successivamente, il provvedimento si estese drammaticamente ai contagiati: Poveglia divenne l’isola della quarantena, dove individui ancora coscienti, a volte non ancora contaminati, venivano condotti a morire lontano da Venezia. Uomini, donne e bambini morirono lentamente, consumati dalla malattia. La testimonianza di questo strazio si trova nel terreno di Poveglia stessa, dove sotto placidi vigneti, vengono ancora oggi rinvenuti migliaia di corpi.
Nel corso degli anni intorno all’isola e ai sui suoi morti nacquero tante leggende, tutte legatepoveglia fosse comuni a una sorta di essenza malevola di cui essa era ormai permea, radicata fin sotto terra. Ma la storia degli orrori non si era ancora conclusa: nel 1922 a Poveglia venne eretto uno strano edificio la cui funzione è ancora oggi dibattuta; qualcuno è arrivato perfino a negarne l’esistenza. Di che edificio si trattava?
Da alcuni archivi risulta che esso svolse la funzione di casa di riposo per anziani. Tuttavia i fatti e le testimonianze sembrano condurci ad una versione un tantino differente e cioè che l’edificio fosse una clinica per malati di mente. Tale ipotesi è oggi la più accreditata, supportata in maniera schiacciante delle rovine del luogo che urlano la loro verità. “reparto psichiatria” è ciò che troverete inciso sulle pareti all’ingresso.
manicomio di Poveglia - il mistero dei fantasmi
Il manicomio venne poi smantellato nel 1946, ma gli anni in cui esso fu attivo furono i più ricchi di avvenimenti e avvistamenti inquietanti. Sembra infatti che i pazienti dell’ospedale fossero tormentati dalle anime dei morti di peste e che in quei periodi le richieste di trasferimento presso altri centri arrivassero numerosissime alla scrivania del direttivo.
Trattandosi di individui classificati come “malati di mente”, i loro racconti non vennero mai presi in seria considerazione e, anzi, funsero da pretesto per soddisfare i sadismi del direttore, che la leggenda ci descrive come un sadico lobotomizzatore.
I mezzi adoperati nel manicomio di Poveglia per la cura dei malati di mente sembra fossero atroci e primitivi, per le conoscenze di oggi. La prima lobotomia di cui si ha notizia venne effettuata in Svizzera nel 1890 dal dottor Sarles, che forò il cervello di sei pazienti ed estrasse parti del lobo frontale. È plausibile che in Italia, a Poveglia, questo dottore eseguisse le stesse pratiche sui suoi pazienti? E ancora, è davvero esistito un individuo simile? La leggenda si conclude con la sua morte: tormentato a sua volta dagli spiriti di Poveglia, come accaduto per i pazienti in cura, l’uomo impazzì e si suicidò gettandosi dal campanile dell’isola. Un’infermiera che aveva assistito all’accaduto raccontò che egli non morì con l’impatto col suolo, ma soffocato da una strana nebbiolina che si era propagata dal terreno fin dentro il suo corpo, lasciandolo esanime.poveglia psichiatria
La storia è suggestiva ma sebbene ci siano evidenze concrete circa l’esistenza del manicomio, sul suo  direttore, fanatico lobotomizzatore, non è trapelato molto. Fa comunque riflettere il fatto che negli archivi veneti il manicomio di Poveglia venga spacciato come una casa di riposo per anziani, come se la verità sul suo utilizzo di ospedale per malati di mente fosse da custodire segretamente.
L’abbandono del manicomio segna anche la fine della storia “ufficiale” dell’isola. Da allora essa è disabitata e i pochi visitatori che nel corso degli anni hanno deciso di esplorarla sono tornati indietro con testimonianze raggelanti di voci, lamenti e apparizioni di strane figure. Negli anni sessanta una famiglia benestante l’acquistò e vi si stabilì, per poi sbarazzarsene  dopo qualche mese dall’acquisto, terrorizzata anch’essa dagli spiriti dei malati di peste (anche ritrovarsi una fosse comune in mezzo al vigneto non deve essere stata un’esperienza piacevole). Recentemente i parapsicologi  della serie tv “ghost adventures” hanno girato un episodio sull’isola di Poveglia.

Il Castello di Edimburgo, Scozia

castello dei fantasmi di edimburgo

Si trova in Scozia il luogo  più inquietante del pianeta
pensate siano tutte leggende? Sappiate allora che oltre 240 ricercatori nel 2001 circondarono tutta la residenza con apparecchiature sofisticate per rilevare fenomeni paranormali... tutti quanti, tutti i 240 ricercatori affermarono di aver avvistato fantasmi, di aver assistito a fenomeni inquietanti e inspiegabili e qualcuno sentì addirittura il brivido di essere toccato e strattonato da... chissà cosa! Ma se pensate siano tutte fandonie...  non ci sperate.

venerdì 19 settembre 2014

Il fantasma di viale Lincoln, a Caserta

Il suo nome tutt’oggi resta un mistero: non si sa quale sia. Una monaca, di un convento nei pressi di Caserta. Era poco più di una novizia. Appena entrata in quel convento. Conobbe un giovane. Sentì quell’impulso che, come le avevano insegnato, le spose del Signore avrebbero dovuto combattere, reprimere, ignorare.

Lei ci provò. Per molto tempo ci riuscì. Ma non per sempre. Fu solo un caso. O magari entrambi si cercarono, costruirono insieme l’occasione in cui incontrarsi. Si unirono. Con la consapevolezza che per loro era proibito. Ma proprio questo lo rese ancora più dolce.
Dopo quel loro primo incontro non si rividero più. Colpa e appagamento si mescolavano nei loro animi. Ancora non sapevano quali conseguenze avrebbe avuto la loro unione.

Trascorsero quattro mesi. Ben presto alla monaca fu impossibile nascondere alle consorelle il suo stato di gravidanza. Nascosero la cosa. Il ragazzo non seppe mai niente dell’accaduto. Di quel suo figlio segreto e vietato.

Il bambino nacque sano e forte. Superò i pericoli del parto. Ma non poteva restare in convento. Fu dato subito in affidamento ad alcuni contadini: dissero loro che si trattava di un orfanello, lasciato sulla soglie del convento.

Diversi anni si susseguirono. Un giorno, nel convento arrivò la terribile notizia: il bambino, divenuto ormai un giovinetto, era morto di una malattia incurabile. I contadini riportarono il corpo proprio al convento, perché le spose del Signore lo seppellissero.

Con la morte del cuore, se ne incaricò la monaca, colei che lo aveva partorito. E volle farlo da sola, senza che nessuno potesse vederla.

A Caserta, c’è un sottopassaggio che unisce viale Lincoln a viale Lincoln 2. Qui, al tempo della monaca, sorgeva un maestoso albero secolare. Oggi non c’è più. Ma molti automobilisti di passaggio giurano di aver visto, di notte, la figurano di una donna incappucciata.

Spesso la figura si para dinanzi alle auto. Causando gravi incidenti.

Vuole la leggenda che quello sia il fantasma della monaca. La donna si sarebbe impiccata a quell’albero. Subito dopo aver seppellito lì il proprio figlioletto. Secondo un’altra versione, ora sarebbe alla ricerca proprio della tomba del figlio.

Fonte immagine: ehive.com

giovedì 11 settembre 2014

Come scoprire se in casa vive un fantasma



Se temete che in casa vostra abiti un fantasma e vi siete posti questa domanda:
Penso che a casa mia ci sia qualche strana presenza. Si sentono strani rumori, bisbigli, si vedono macchie bianche che appaiono e scompaio, bicchieri che sfuggono di mano. Spesso mi convinco che e’ solo una mia suggestione e ormai la maggior parte dei rumori strani che sentiamo in casa sono da attribuire al gatto o al cane. Ma mi capita ancora di vedere delle strane figure passarmi di sfuggita davanti agli occhi quando sono disteso sul divano … le noto soprattutto sulle scale e a volte anche il mio gatto rimare fermo a fissare proprio in quella direzione, con gli occhi spalancati.
Ci sono altre volte in cui capita di rompere bicchieri e piatti mentre li asciughiamo perche’ riceviamo dei veri e propri schiaffi sulle mani.  Esiste un modo per verificare la presenza di uno spirito?
Eccovi una risposta che spero possa tornarvi utile:
I metodi piu’ classici da “acchiappa fantasmi” sono le fotografie digitali, le riprese termiche o le registrazioni audio. Esistono pero’ altri metodi, definiti “fai da te” come ad esempio quello di accendere una candela in una stanza chiusa e, se la fiamma oscilla vistosamente o addirittura la candela si spegne, allora c’e’ una presenza. Un altro metodo consiste nel disporre un vassoio con un velo di farina (o materiale leggero come ricoperto di polvere, etc.) nel luogo in cui si avverte la presenza e chiedere ad alta voce che lasci un messaggio o segnale entro una determinata ora. La stanza va poi abbandonata fino alla scadenza del tempo concesso, per poi valutare se qualche messaggio e’ stato lasciato o meno. Attenzione pero’, come per le sedute spiritiche, il richiamo di altre entita’ spesso causa piu’ danni di quanti non potessero essercene prima.
Comunque, metodi a parte, gli “avvenimenti” vissuti vanno prima verificati singolarmente, dai rumori agli schiaffi, per trovare prima le relative possibili spiegazioni scientifiche. In questo modo, se davvero siamo davanti alla possibilita’ di una presenza, sara’ piu’ facile capirne il carattere e l’indole una volta identificati quali metodi usa per comunicare. Solo conoscendola sara’ possibile “dialogarci”. Spesso inoltre le presenze di una casa sono completamente innocue, semplicemente convivono con i nuovi proprietari e mantengono il loro piccolo spazio senza interferire. Le stranezze percepite possono essere attribuite quindi a eventi casuali ed esterni. Una volta esclusi gli avvenimenti scientificamente spiegabili, informarsi sulla storia del posto, eventuali connessioni con abitanti precedenti o con avvenimenti che la riguardano. Con informazioni piu’ precise sara’ anche piu’ facile decidere sul da farsi.



domenica 7 settembre 2014

La prova che i fantasmi esistono

Un concorso online premia la foto a un castello di Edimburgo: a sorpresa spunta una sagoma misteriosa LONDRA (Gran Bretagna) - Questa volta nemmeno lo zaino protonico dell’Acchiappafantasmi Dan Aykroyd avrebbe potuto fare qualcosa di fronte alla figura in abito di corte apparsa come per magia dietro alle sbarre di una finestra di un castello scozzese. Già, perché per migliaia di persone sparse in ogni parte del mondo, quell’immagine, catturata dalla macchina fotografica di un amatore nel maggio dell’anno scorso al Tantallon Castle, vicino Edimburgo, sarebbe la prova tangibile dell’esistenza dei fantasmi, tanto da vincere un concorso online lanciato quasi per gioco tre settimane fa dal professor Richard Wiseman dell’università dell’Hertfordshire nell’ambito dell’International Science Festival di Edimburgo. L’esimio psicologo avrebbe, infatti, invitato coloro che erano in possesso di foto di fantasmi a spedirgliele via mail e il risultato sarebbe andato ben oltre le sue stesse aspettative, visto che gli sono arrivate centinaia di immagini da ogni parte del mondo e le migliori 50 sono state poi votate da 250mila persone, chiamate a scegliere quella, a loro giudizio, più convincente. VINCE IL FANTASMA DEL CASTELLO SCOZZESE - E l’immagine catturata nel castello scozzese si è aggiudicata il 39% delle preferenze. «Molte foto erano spazzatura – ha raccontato Wiseman al Times– perché la manipolazione umana era evidente, ma l’elevato numero di scatti che ho ricevuto dimostra quanto la gente abbia bisogno di credere nell’esistenza dei fantasmi e questo riguarda persone di ogni cultura e nazionalità». Ciò, però, non significa che lo psicologo creda agli spettri. Anzi, a suo dire, potrebbe trattarsi solo di uno scherzo della luce, «sebbene l’immagine sia effettivamente molto curiosa», ha convenuto Wiseman. Ma a differenza dei falsi ectoplasmi che avrebbero fatto la felicità dei Ghostbusters cinematografici, la figura in abiti elisabettiani ha subito colpito per la sua autenticità, tanto che successive analisi condotte da tre esperti di Photoshop (il noto software specializzato nell’elaborazione di fotografie) hanno confermato la mancanza di qualsivoglia intervento umano. In altre parole, la foto sembra vera. E, quindi, il fantasma ci sarebbe davvero, anche se i più scettici insistono nel dire che si sia trattato di un insolito riflesso della luce sul muro e sulle grate della finestra. Per la verità, l’autore dello scatto, Christopher Aitchison, non si era minimamente accorto di quanto avesse immortalato sul momento, ma è stato solo al ritorno dall’escursione al castello di Tantallon, quando ha riesaminato le immagini, che ha scorto il fantasma fare capolino dalla finestra. «Ho scattato la foto alle 3 del pomeriggio – ha spiegato Aitchison al Daily Mail – e non mi sono accorto di nulla mentre scattavo. Solo una volta tornato a casa ho visto la presenza anomala». GIACOMO V - Secondo gli studiosi della materia, lo spettro fotografato dall’escursionista apparterrebbe, in realtà, a Giacomo V, il re scozzese imprigionato nel castello di Tantallon attorno al 1520, quand’era poco più che un ragazzo, ma nessuno sa spiegarsi il motivo per il quale il fantasma sarebbe ora tornato. Oltre a quella risultata poi vincente, un’altra immagine ha catturato l’attenzione dei partecipanti alla ricerca di Wiseman: in questo caso, ritrae un volto umano nello specchietto retrovisore di un’auto vuota.

mercoledì 3 settembre 2014

COSA SONO GLI “ORBS”? POLVERE? SPIRITI? LA SCIENZA SI INTERROGA SUL CURIOSO FENOMENO

Un po' a tutti è capitato di aver scattato delle foto nelle quali compaiono delle enigmatiche “particelle” sospese nell'aria. Curiosamente, il fenomeno si presenta solo in alcune immagini, anche se scattate nello stesso luogo delle altre e a poca distanza di tempo. Vengono chiamate “orbs”. Ma cosa sono in realtà? La scienza inizia a interrogarsi.

Con la diffusione delle fotocamere digitali, il curioso fenomeno degli orbs ha cominciato ad affascinare una parte sempre più ampia di persone, fino a coinvolgere alcuni ricercatori nella comprensione della natura di queste particelle.

Orb è un termine di lingua inglese che definisce un effetto ottico risultante in piccole sfere (somiglianti a globi di luce) che talvolta appaiono nelle immagini fotografiche o nei filmati pur non corrispondendo ad oggetti visibili ad occhio nudo.

Alcune persone ritengono che le sfere siano prodotte dal riflesso della luce sulle superfici circostanti; altri ritengono che siano prodotte dalla luce riflessa dalle particelle di polvere in sospensione; altri ancora, spingendosi al confine dell’imponderabile, considerano gli orbs come manifestazioni di entità spirituali normalmente non visibili all’occhio nudo.

In realtà, il fenomeno è stato poco studiato, ma il dottor Gary E. Schwartz, professore di Scienze Ottiche e la dottoressa Katherine Creath, dell’Università dell’Arizona, nel 2005 hanno pubblicato un interessante studio sulle enigmatiche sfere. [Leggi studio].

Nello studio di legge che la maggior parte degli orbs possono essere spiegati con il riflesso del flash della fotocamera su oggetti presenti nell’ambiente o particelle do polvere in sospensione. Tuttavia, Schwartz e Creath riconoscono che alcuni orbs sembrano sfidare ogni spiegazione fornita dall’ottica convenzionale.

Uno dei casi più emblematici è quello fornito da un documentario della BBC, nel quale si vede una sfera catturata dalla videocamera muoversi lentamente prima di scomparire nel nulla.

Il documentario è stato girato con una videocamera ad alta definizione a infrarossi montata su un treppiede, eliminando così alcuni dei fattori più comuni che i ricercatori ritengono essere causa della comparsa delle sfere.

“Non è possibile spiegare oggetti come questi che si muovono in percorsi dinamici e imprevedibili come riflessi causati da insetti”, scrivono Schwartz e Creath. “E non è nemmeno possibile spiegare molti di questi percorsi dinamici come causati da particelle di polvere in aria”.

Sebbene i due ricercatori ritengono che la maggior parte degli orbs possa essere spiegata dalla scienza convenzionale, “a questo punto non è né logico, né responsabile, concludere che ogni sfera osservata mondo possa essere causata da un meccanismo riconducibile alla scienza ottica convenzionale come riflesso di oggetti randagi”, concludono i due ricercatori.

Vista che la scienza ammette che il fenomeno degli orbs, almeno parte di esso, esula dalle spiegazioni convenzionali, sarebbe interessante capire cosa possa provocare il curioso fenomeno. La speranza è che qualche ricercatore più coraggioso sia interessato a svelare il mistero nella sua interezza.

sabato 23 agosto 2014

Hong Kong e le case stregate: suicidi, omicidi e morte…

Questa cosa delle case stregate che, a Hong Kong, perdono valore immobiliare proprio non la sapevo. Cioè, mi sono chiesta spesso chi andasse a vivere in case in cui sono stati commessi omicidi o in cui la gente ha preferito farla finita.

Oggi ho letto sul Post un articolo dello scorso anno in cui si parla della perdita di valore degli immobili considerati stregati a Hong Kong. Immobili che hanno un nome: hongza. Casa stregata, più o meno.

Un po’ ho sorriso pensando ai rampanti manager di Hong Kong che chiedono all’agente immobiliare se la casa è o meno infestata dai fantasmi. Manager che magari hanno a che fare con le tecnologie più avanzate e che lavorano 20 ore al giorno. Eppure il mercato immobiliare subisce dei contraccolpi incredibili se è successa una roba brutta in casa.

Amityville e altre belle case

Mi pareva il cliché di un classico dei film dell’orrore: la bella famigliola che stufa della vita nell’appartamento in città decide di trasferirsi nella casa (stregata) dei sogni in una zona semi rurale con tanto prato intorno e un sacco di fantasmi dei proprietari precedenti nascosti nei muri pronti a far morire di paura la bella famigliola.

La casa della famiglia De Feo, chiamata "High Hopes", grandi speranze, al 112 di Ocean Drive, Amityville, NY.
La casa della famiglia De Feo, chiamata “High Hopes”, grandi speranze, al 112 di Ocean Drive, Amityville, NY.
Alcune belle famigliole di alcuni film horror, in realtà, arrivano dritte dritte dalla realtà. Tipo quella dei De Feo, madre, padre e cinque figli che si trasferirono a Amityville (paese ameno, volendo tradurre) e che chiamarono la loro nuova dimora “High Hopes”. Furono trovati morti. Accusato degli omicidi il figlio maggiore.

Ron De Feo jr sta attualmente scontando l’ergastolo. Anche se ha ritrattato la confessione. Dicendo che ha agito per via di presenze oscure. Dopo la famiglia De Feo la casa su acquistata dai Lutz. Che scapparono, pare, nottetempo per via dei fantasmi (volendo c’è il bel documentario Shattered Hopes).

Tornando alle hongza. Molto cedevole alla curiosità sono andata a leggere l’elenco delle case infestate dagli spiriti nella guida apposita (quella in inglese, perché l’altro link è in cinese e mi risultava di difficile comprensione). Valgono sia gli omicidi che i suicidi e, più in generale, le morti.

La testata del sito che elenca le hongza.
La testata del sito che elenca le hongza.
Chi, dove, come, quando e perché

La guida riporta la data in cui è successo il fatto, il distretto in cui è ubicata la casa, l’indirizzo e cosa è successo. Se l’indirizzo non è chiaro, come ben spiegava il Post, si va un po’ alla cieca: facile che se il dramma è avvenuto al secondo piano di quel tale stabile, ma non si sa in quale appartamento, tutto il piano o addirittura l’intero stabile venga dichiarato infestato, giusto per tagliare la testa al toro e dormire sonni tranquilli.

Ho dato un occhio dal 2014 a ritroso (si va indietro anche di anni, questa cosa delle hongza è una roba seria) e ho letto qualche storia. Sono davvero poche righe. Ma rendono bene l’idea. Per esempio, il 2 gennaio una signora di 54 anni è saltata dalla finestra per via di una malattia.

E sono saltati dalla finestra il 3 e il 5 anche un uomo di 60 anni, una donna sposata con problemi coniugali e una ragazzina di 13 anni che aveva problemi scolastici. Mentre il 7 gennaio una 16enne si è impiccata per via della frustrazione.  Altri tre hanno deciso di buttarsi di sotto tra il 10 e il 14 gennaio.

Ca' delle anime a Genova Voltri. Era una loncanda. E pare che i proprietari uccidessero gli avventori.
Ca’ delle anime a Genova Voltri. Era una loncanda. E pare che i proprietari uccidessero gli avventori.
Una grande varietà di morti

Moltissimi i casi di suicidio (dovuti a “pressione sul lavoro”, “problemi relazionali”, “problemi di salute”, “frustrazione”). Ma non solo. Il 20 dicembre 2013 un bimbo di 8 mesi è morto in casa. Anche la morte naturale è contemplata nell’elenco. E anche gli incidenti. C’è anche chi è tragicamente scivolato pulendo i vetri.

Sono davvero tanti (nel senso che si ripetono con una certa frequenza) i casi di suicidio dovuti a problemi finanziari, di lavoro e legati alla carriera. Suicidi che sono commessi o buttandosi dalla finestra o impiccandosi in casa. Tra gli altri, nel 2013, è annoverato anche il suicidio di un ragazzo che ha perso punti a un videogioco online.

Particolare anche il fatto che in parecchi, per suicidarsi, abbiano deciso di bruciare carbone (per poi respirarne i fumi). Ogni evento mortale è descritto molto brevemente, ma si pone l’attenzione soprattutto sull’età della vittima (quasi sempre riportata), sul sesso (e sull’orientamento sessuale), sulla nazionalità, su come sia morta e sul perché.

L'ingresso di Villa Clara (Palazzo Malvasia) a Bologna. Pare che ci sia il fantasma di una bambina che piange.
L’ingresso di Villa Clara (Palazzo Malvasia) a Bologna. Pare che ci sia il fantasma di una bambina che piange.
1001 modi per morire

Per ogni suicida c’è una riga a spiegare il suo gesto. Parole in più sono spese se i morti sono amanti, o se c’è coinvolta una società conosciuta. Per esempio il 10 aprile 2013 si è suicidata la moglie di un diregente della HSBC (uno dei più grandi gruppi bancari del mondo) perché in preda alla depressione.

Se il fatto ha una qualche peculiarità la descrizione entra nei dettagli. Il 3 aprile 2013 un uomo anziano è morto in casa in seguito a una caduta accidentale. Sua moglie, afflitta da patologie psichiatriche, ha atteso accanto al suo corpo due giorni senza mangiare né bere prima che gli assistenti sociali la trovassero e si occupassero di lei (e del cadavere).

Non solo suicidi

Le hongza contemplano casi di omicidio. Sembra che il numero delle vittime sia di una certa rilevanza (e anche il movente viene di solito descritto con dovizia di particolari). Una donna e i suoi due figli sono stati uccisi in casa il 28 luglio 2013 per conflitti interni alla famiglia.

Il 17 marzo 2013 un diciottenne ha ucciso suo padre e ha ferito gravemente sua madre che lo rimproverava per i suoi problemi dovuti ai videogiochi. Il giovane è stato aiutato da un compagno di scuola. Il giorno prima un ragazzo disoccupato ha ucciso i genitori e ne ha smembrato i corpi.

Ha confessato gli omicidi e ha detto di aver agito per punire i genitori che riteneva responsabili dei suoi fallimenti. Il 5 gennaio 2013 un personal trainer si è ucciso in casa (sempre bruciando carbone). La nota riporta anche che nell’appartmento adiacente due anni prima è stata trovata morta una donna.

Il 4 gennaio 2013 un uomo affetto da disturbi mentali è morto in casa. Il suo cadavere non è stato trovato fino a che il sangue, impregnato il pavimento, non è colato dal soffitto del piano di sotto. Il 29 novembre 2012 un 21enne è saltato dal palazzo in cui abitava perché era convinto che stesse per finire il mondo.

La scuola di Croara a San Lazzaro di Savena. Morì un bambino. Da allora accaddero incidenti. La scuola fu chiusa.
La scuola di Croara a San Lazzaro di Savena. Morì un bambino. Da allora accaddero incidenti. La scuola fu chiusa.
Morte, sfortuna e vasi da fiori

La credenza popolare sostiene che le hongza portino sfortuna. L’agente immobiliare è tenuto a segnalare se in casa è successo qualcosa. Anche se c’è stato un decesso naturale. Nella casa in cui vivevo prima la proprietaria era morta in casa. Chi mi vendette la casa mi disse che la signora Maria viveva ancora lì.

Il venditore lo disse con una sorta di fare cospitaratorio. So che ci credeva davvero. Dopo aver firmato il rogito mi ritrovai coinvolta in una specie di monologo sulla reincarnazione che ricordo ancora con simpatia. Mi disse che la signora Maria gli faceva visita puntualmente.

Sorrisi. Ma nel dubbio chiesi in giro come fosse arredata la casa della signora Maria. E decisi di mettere un vaso da fiori nello stesso punto in cui i vicini raccontarono che la signora Maria ne teneva uno. Dissero che a casa sua c’erano sempre fiori freschi.

Così pensai che se per caso si fosse palesata mi sarei salvata in qualche modo con i fiori. La signora Maria però non è mai passata a trovarmi. O forse è sempre stata lì e abbiamo convissuto serenamente senza darci fastidio a vicenda. I morti, il più delle volte, sanno essere molto meno fastidiosi dei vivi.

La scuola di Croara a San Lazzaro di Savena. Morì un bambino. Da allora accaddero incidenti. La scuola fu chiusa.


L’ingresso di Villa Clara (Palazzo Malvasia) a Bologna. Pare che ci sia il fantasma di una bambina che piange.

Ca’ delle anime a Genova Voltri. Era una loncanda. E pare che i proprietari uccidessero gli avventori.

La casa della famiglia De Feo, chiamata “High Hopes”, grandi speranze, al 112 di Ocean Drive, Amityville, NY.

venerdì 22 agosto 2014

I Fantasmi del parco Borromeo Arese (MILANO)

Sono state due foto che ci hanno spinto ad andare al parco di Villa Borromeo a Cesano Maderno, in provincia di Milano. Due foto inviateci in busta chiusa con mittente anonimo, in cui si vedevano strane sfere luminose... fantasmi? (Per vedere le foto, vai alla fotogallery). All'interno della busta gialla, un biglietto sul quale c'era scritto solamente: "le abbiamo scattate sotto il tempio del fauno, fatene buon uso." Giunti sul posto, abbiamo constatato che le foto potevano essere state scattate davvero sotto il tempietto del fauno, all'interno di un pozzo sotterraneo, cui entrata sta appunto ai piedi di un inquietante satiro. Ma lì, non si poteva scendere, così ci siamo fermati a fare rilevamenti in superficie e, proprio in prossimità di quel pozzo, abbiamo rilevato forti anomalie col galvanometro.
Lo strumento in questione rivela passaggi di "energie" da alcune zone ad altre, ma ciò non dovrebbe avvenire in normali condizioni. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che in tale pozzo, nel '600, i conti Borromeo gettavano i corpi di fanciulle (alcune ancora vive, altre già morte) che venivano "usate" per ravvivare festini ed orge dai caratteri esoterici/alchemici che avvenivano nei sotterranei del parco, "luogo magico" dove natura e cultura, scienza e poesia interagivano armoniosamente garantendo simultaneamente la riscoperta del mondo classico e la percezione nuova, ambigua e misteriosa di quello moderno, progettato da Giulio Arese agli inizi del ‘600 per celebrare i fasti della propria stirpe. Non si sa di preciso cosa facessero Bartolomeo III Arese (1610-1674) ed i suoi discendenti in quei sotterranei, ma possiamo immaginarlo. Infatti, abbiamo altri casi simili a questo che possono essere presi come paragone. In Ungheria, la contessa Erzsébeth Bathory, nel '700, usava fare bagni rigeneratrici nel sangue delle sue damigelle, che lei stessa si divertiva a torturare nei sotterranei dei suoi castelli.


Foto del presunto pozzo del fauno:
Le sfere luminose sono indicate dalla freccia. Nel cerchio se ne possono vedere altre seppur con minore intensità.
La foto è l’ingrandimento del punto dove si evidenziano le sfere luminose, della precedente fotografia.

Ecco un’ulteriore foto da un’altra angolazione

L’ingrandimento della stessa sfera

Ci furono numerosi processi, in seguito alla scomparsa di numerose ragazze, e la contessa venne condannata alla reclusione forzata a vita. Ma conosciamo altri casi simili al suo. Infatti, in quel periodo, era forte la credenza che il sangue fosse rigeneratore di vita, che potesse donare i caratteri vitali e la forza del "donatore" o addirittura la vita eterna a chi l'avesse bevuto. Evidentemente, anche i conti Borromeo credevano lo stesso, così organizzavano orge rituali nei sotterranei del loro palazzo (annesso al parco) in onore di Pan. Non sappiamo cosa, l’ampiezza delle conoscenze linguistiche, l’enciclopedismo, l’amore per la cultura ebraica, l’inquietudine religiosa, le tensioni pampsichiste, abbiano potuto suggerire ai conti di quel periodo. Tuttavia, le sfere luminose di quelle foto rimangono un mistero. potrebbero essere le anime in pena di quelle giovani fanciulle sacrificate dai Borromeo?



Il fantasma di azzurrina

Nella seconda metà del XIV secolo, nel castello situato a Montebello, in provincia di Rimini, nell’entroterra romagnolo, abitava la famiglia di Ugolinuccio, Signore nel 1375. La serenità donata a questa famiglia fu definitivamente, rovinosamente distrutta dalla tragica scomparsa di Guendalina Malatesta, soprannominata Azzurrina. La sua scomparsa rimane un mistero ancora oggi.
La piccola nacque albina e per questo fu accusata di stregoneria e destinata ad una morte atroce.
Pur di nasconderla e darle una speranza, i genitori non la facevano uscire dal castello e all’interno di questo la piccola era sempre piantonata da due guardie. Vano fu anche il disperato tentativo della madre di coprire i capelli della bimba con delle soluzioni naturali che, a causa della mancanza di pigmentazione dovuta alla malattia, lasciavano soltanto un velo azzurro nella candida chioma.

Registrazioni "Azzurrina" (1990-1995-2000-2003-2005)



Ma Azzurrina non rimarrà un semplice e sbiadito ricordo del passato, ella diventerà una tra le più famose presenze dei nostri giorni.Il 21 Giugno dello stesso anno, la bimba scomparve misteriosamente nei sotterranei del castello. C’era un violento temporale e la palla con cui giocava la bambina rotolò giù nelle segrete, fino a raggiungere una stanza adibita a dispensa/ghiacciaia.Le guardie non ebbero timore visto che il cunicolo non aveva uscite. Ma dalle segrete si sentì gridare.Le guardie corsero subito in soccorso della piccola, ma non trovarono nessuno. La bimba era sparita. Quello fu il suo ultimo giorno.
Nel 21 Giugno dell’anno 1990 la troup televisiva RAI girò un documentario all’interno del castello, e senza saperlo registrò una voce. La voce era flebile, leggera. Era come un pianto confuso tra i rumori di un lontano temporale, non ci furono dubbi: era la voce della bambina scomparsa, la stessa di cui si narra anche in una cronaca del ‘600, custodita all’interno della biblioteca del castello. Era la voce di Azzurrina.L’università di Bologna iniziò subito degli studi approfonditi e riuscì nell’anno 1995 sempre durante il solstizio a catturare ancora il leggero lamento che si diffondeva tra le mura del castello. Questa volta la voce era più limpida e si sentì chiaramente chiamare “mamma”. Registrarono anche il rumore della palla che rimbalzava e il ritocco delle campane. Nello stesso giorno dell’anno 2000 la stessa università, registrò ancora i lamenti della piccola. Si affermò dunque senza titubanza che quei lamenti appartenevano ad Azzurrina, la bimba scomparsa ben settecento anni prima che nella ricorrenza quinquennale della sua scomparsa si aggira nel castello giocando con la sua palla alla ricerca della sua famiglia.

Facendo un salto indietro si scopre che nel 1989, dunque, l’anno prima della prima intercettazione, il castello fu ristrutturato dagli eredi Giunti, per creare una sorta di museo con visite guidate.Si trovarono delle gallerie sotterranee, che furono murate per proteggere dai saccheggi i tesori e gli averi della famiglia. Tutte le stanze furono riaperte, tranne una.Durante la ristrutturazione, si accorsero che una stanza non era più accessibile. Danneggiare le mura che circondano quest’atrio significherebbe mettere in pericolo tutto il castello.Nessuno sa cosa contenga all’interno, ma si pensa che Azzurrina possa essere scomparsa proprio in questo luogo. Ma i misteri a Montebello non finiscono con Azzurrina. La piccola infatti si rivela solo ogni cinque anni, ma altre presenze meno timide animano giornalmente le mura del castello.Si dice che durante le visite guidate molte persone stiano male, in preda ad improvvisi stati di ansia e svenimenti. Molti dei turisti sentono passi e voci accompagnare la guida. Altro elemento interessante è una panca color rosso sangue, dove vi è raffigurata una donna incinta all’interno di una tenda. La panca ha più di mille anni, eppure si mantiene in perfetto stato e il suo sfondo rosso sembra essere stato tinto con il sangue. Quest’oggetto fu un dono portato da una delle crociate. Esso originariamente serviva al controllo demografico. Quando il popolo da cui fu presa arrivava ad un numero prestabilito di abitanti, le donne partorienti venivano legate sulla panca con le gambe e le braccia legate, in maniera tale da impedire loro di partorire e condannarle, insieme al feto, a morte certa, non prive di terribili agonie. Nella stessa stanza dove si trova quest’oggetto, il custode, che quella sera era impegnato nelle pulizie, sentì dei rumori e quando si voltò una donna scalza camminava sul soffitto, fissandolo. La donna era a testa in giù e la sua lunga chioma sfiorava il pavimento. A rendere più credibile il racconto dell’uomo vennero in aiuto le impronte della donna rimaste indelebili sul soffitto. Solo ora, a distanza di anni iniziano a sbiadirsi, scomparendo lentamente.
Che queste presenze siano reali o una trovata dei Giunti per incrementare le visite rimane un mistero, l’unica cosa certa è che per quest’anno, 2005, durante il periodo del solstizio, a nessuno sarà concesso avvicinarsi al castello. L’università di Bologna ha bloccato le visite per meglio studiare il fenomeno. Nel frattempo, medium e contattasti di tutt’Italia giurano di essersi messi in contatto con la bambina, chi tramite la scrittura automatica, chi tramite visioni, ma nessuno di essi è ancora riuscito a ridarle la pace.

Storie di fantasmi: il convento di suor Lilia Maria

Il nostro viaggio nel mistero comincia con una storia risalente a circa 30 anni fa.
Palcoscenico è l'attuale scuola elementare Edmondo De Amicis (detta anche "Le Monachelle"), sita in via E. Bianchi a Viterbo.

Forse non tutti sanno che, in realtà, solo a partire dal 1905 questo edificio è stato adibito a scuola.
Tale struttura, infatti, nacque nel lontano 1720 come convento, fondato da tale Suor Lilia Maria del SS.MO Crocefisso, nata nel 1689 e morta nel 1773. E fin qui nulla di strano.
La storia è ben documentata nel libro intitolato "I Santi Sommersi", scritto da Maria Assunta Tomassini, direttrice didattica della suddetta scuola elementare dal 1979 ai primi anni '90.
In tale libro, pubblicato nel 1990, la Tomassini racconta come quella scuola, quando ne divenne la direttrice, stesse letteralmente cadendo a pezzi, tanto da essere persino a rischio la stessa incolumità dei suoi studenti e dei docenti.
Si stava addirittura pensando di chiuderla e destinarla ad altri fini o, peggio ancora, addirittura abbatterla e costruire uno nuovo edificio.
L'allora direttrice didattica, per l'appunto la signora Tomassini, assolutamente si oppose a questa eventualità e fece di tutto per "salvarla", e con essa gli oltre due secoli e mezzo di storia che rappresentava.
Una serie di coincidenze apparentemente fortunate e misteriose sembrarono guidare la la direttrice nell'improbo compito.
"Una successione di fatti al limite dell'incredibile" a quanto scrive lei stessa nel suo libro, che culminarono con un episodio decisamente paranormale che la signora Tomassini visse da protagonista il 12 febbraio 1980.
Quella mattina, intorno alle ore 11, stava tornando in direzione, quando si sentì come fortemente osservata e le venne istintivo voltarsi. In cima alla rampa di scale vide una Suora che la fissava.
Vedendola rimanere immobile, la direttrice le si fece incontro. Le due presero a parlare.
Riportiamo alcuni passi salienti della conversazione, tratti direttamente dal suddetto libro.

La direttirice: "Desidera qualcuno Madre?"
La suora: "la direttrice".
D: "Sono io Madre".
S: "Lo so".
D: "Posso fare qualcosa per lei?"
S: "Lei sta facendo molto e noi desideriamo assicurarle le nostre preghiere".
D: "Ma io non sto facendo niente per lei (...) ma la prego, si accomodi in direzione così parleremo meglio (...)."
S: "Le ripeto che lei sta facendo molto. Non posso accomodarmi perché ho poco tempo a disposizione. Sono venuta per ringraziarla e per incoraggiarla a continuare la sua opera. Abbiamo saputo che vorrebbero addirittura demolire questa casa. Ma lei non lo permetterà vero? (...)"
D: "Ci può contare Madre, ma sono così sola!"
S: "Lei non è sola e non sarà mai sola! (...)"
D: "La prego Madre, mi dica il suo nome e il monastero da cui proviene, così verrò io a trovarla".
S: "Pregheremo per lei".
D: "Oh le preghiere! Ne ho tanto bisogno; spesso mi chiedo se sia proprio Suor Lilia a proteggerci. Chissà dove sarà?"
S: "E' qui cara, è qui".
In quel momento cominciò a squillare il telefono della direzione. La suora con tono ansioso disse:
S: "Mi promette che riparerà questa casa e la manterrà come scuola? Me lo promette?"
D: "Glielo prometto Madre (...)"
S: "(...) abbia fede, fede, fede!"
Le due fecero per salutarsi. La suora prese a scendere i primi gradini dei 60 che separano la direzione dall'uscita dell'edificio, e la Tomassini cominciò ad incamminarsi verso il suo ufficio, dove continuava a squillare il telefono.
Fatti pochi passi, però, la direttrice pensò che non aveva né un nome né un recapito attraverso il quale potersi rimettere in contatto con quella donna, e fu per questo che immediatamente si fermò e si voltò.
Non la vide, e allora si affacciò sulla tromba delle scale, ma neanche per le scale c'era nessuno.
Fu inutile chiamare la bidella del piano terra.
Lei non aveva visto passare proprio nessuno e, malgrado si fosse catapultata immediatamente fuori per la strada, non vide nessuno.
Di quella suora non seppe più nulla. Forse quella monaca era suor Lilia Maria? La signora Tomassini volle approfondire la conoscenza di colei che aveva fondato il Convento, e riuscì a raccogliere parecchia documentazione che la riguardava e che sembrerebbe attestarne notevoli capacità che vanno dalla veggenza alla capacità miracolosa di guarire certe malattie, dalla telepatia alla bilocazione.
Oggi la scuola, ristrutturata, è pienamente efficiente.


LA NOSTRA INDAGINE (1998/2003):
Il nostro approccio a questa vicenda comincia già sul finire degli anni '90, quando avemmo uno scambio con la sig.ra Tomassini, direttrice della scuola, testimone oculare del fatto e autrice del libro "I Santi Sommersi".
La signora ci confermò per filo e per segno l'intera storia, arricchendola anche di particolari e sensazioni.
Nello specifico volemmo rivivere l'incontro avuto con la suora in quel 12 febbraio dell'80.
La struttura si affaccia su una antica via del centro storico di Viterbo e per accedere al piano della direzione in effetti bisogna fare 60 scalini che non sono neanche così agevoli come quelli moderni.
Insomma abbiamo verificato che una persona normale non potrebbe scendere fino al piano terra e dileguarsi dalla porta nell'arco di pochi secondi come riportato dalla Tomassini nel suo racconto.
Chi era dunque quella suora?
La ricca documentazione inserita nel libro "I Santi Sommersi" ci permise di verificare la storicità della struttura e della figura di tal Suor Lilia Maria del SS.MO Crocefisso.
Da approfondimenti ulteriori riuscimmo anche a scoprire che una parte dei locali sotterranei che un tempo erano del convento, oggi appartenevano niente poco di meno che ad un pub che è stato in attività fino a pochi anni fa.
Tra il '99 e il 2000 avemmo l'opportunità di accedere a quei sotterranei che il pub utilizzava ormai semplicemente come sgabuzzini.
Scoprimmo che quelle erano le celle dove le suore venivano deposte una volta morte.
Entrando in confidenza con quello che all'epoca era uno dei responsabile del locale commerciale, ci confidò che più di qualche volta lui aveva sentito sensazioni strane passando di lì, pur non sapendo minimamente la storia di quel posto.
Una sera addirittura avrebbe persino visto un'ombra "come di una suora" attraversare parte del locale (già chiuso in quanto piuttosto tardi) che si sarebbe infilata dentro quei sotterranei.
"Rimasi di ghiaccio" - ci raccontò - "e mi caddero i bicchieri che avevo in mano... pensai che forse ero troppo stanco e mi dovevo riposare... che c'entrava una suora? Ma ora che mi raccontate tutta questa vicenda, ora è tutto più chiaro."
Facemmo una serie di monitoraggi del posto. Addirittura andammo più di qualche volta con un sensitivo, quando il pub era chiuso, nel tentativo di instaurare un "contatto" con qualche entità del posto, ma senza successo.
Verso la metà degli anni 2000 il pub venne venduto e da allora non ci è stato più possibile accedere a quei locali.
Pertanto, allo stato attuale dei fatti, il fenomeno rimane inspiegato.

I fantasmi dei deportati in Australia

L’Australia è una terra alla quale è il caso di attribuire molti superlativi. Nonostante non sia, come spesso si dice, il più antico dei continenti (i nuclei dei quali hanno più o meno tutti la stessa età), l’Australia è quello più piccolo e — a eccezione dell’Antartide — il più pianeggiante e secco. Separato da quaranta milioni di anni dagli altri continenti, l’Australia ha sviluppato una flora e una fauna uniche, e vanta una storia «cominciata due volte: la prima, 50.000-60.000 anni fa quando i nomadi aborigeni hanno raggiunto le sue coste, e la seconda, tra il 18 e il 20 gennaio del 1788, quando arrivarono undici navi inglesi cariche di galeotti.

Ho avuto la meravigliosa opportunità di visitare l'Australia durante la terza Convention Mondiale degli Scettici, tenutasi a Sydney tra il 10 e il 12 novembre del 2000. Ho deciso di prolungare il mio soggiorno di altre due settimane, per poter così indagare su altri miti e misteri, cominciando dalle “infestate” Hyde Park Barracks.
Conosciute come «l’edificio più infestato dagli spiriti del centro di Sydney», le Hyde Park Barracks sono state costruite nel 1817 come stabilimento penale maschile, di proprietà dello Stato. Sono state aperte a metà del 1819, e il loro edificio centrale poteva contenere seicento uomini, che di giorno lavoravano e di notte alloggiavano in dodici stanze provviste di amache. (Nel 1848 sono state trasformate in un centro di raccolta per donne nubili, e nel 1887 sono diventate un complesso di uffici governativi. Oggi sono un museo che testimonia la loro origine).
Non si era mai parlato di fantasmi fino agli anni Cinquanta, quando un custode ha detto di aver visto «una figura con abiti da deportato che zoppicava in fondo al corridoio». Da quando l’edificio è diventato un museo, è stato al centro di numerose testimonianze di fenomeni paranormali, fornite dal personale di sicurezza e da altre persone che vi hanno trascorso la notte, tra cui degli scolari che vi si recano in gite organizzate per vivere «l’esperienza dei deportati».
A differenza della maggior parte dei luoghi “infestati dagli spiriti"dove degli scherzi dei fantasmi si parla solamente nelle storie che passano di bocca in bocca, nei racconti all’insegna del “si dice”, o negli aneddoti raccolti per gli obbligatori articoli di giornale di Halloween, le Hyde Park Barracks posseggono un archivio spiritico, che contiene i resoconti delle esperienze registrate poco dopo essersi verificate. Il direttore Michael Bogle le ha gentilmente messe a mia disposizione perché potessi studiarle nel suo ufficio.
Bogle ha una posizione professionalmente neutra riguardo i fantasmi, pur ammettendo di non aver mai fatto esperienza di simili apparizioni. Lo stesso vale per altri quattro dipendenti che ho intervistato una quinta dipendente ha descritto una serie di incidenti che ha attribuito a un fantasma, ma nessuno di questi ha avuto luogo presso le Hyde Park Barracks.
Nonostante la neutralità, l’invito che il museo rivolge ai visitatori che vi pernottano ad annotare «pensieri e sensazioni» sulla loro visita su un apposito spazio del depliant, finisce senza dubbio per incoraggiare strani pensieri. Il depliant dice, in un punto: «Nel caso di un incontro “inquietante” di qualche tipo, o anche per una semplice sensazione di una presenza inspiegabile, il museo apprezzerebbe la vostra descrizione, nel modo più dettagliato possibile». E continua: «La mappa dei piani allegata vi aiuterà nella vostra visita dell’edificio e vi permetterà di segnare nel punto appropriato possibili “eventi fuori dal normale”». Il luogo in cui si pernotta, al terzo piano, si chiama “dormi è sogna”. Ovviamente, l’esperienza è appositamente pensata per spingere a sognare e per provocare l’apparizione di personaggi del passato.
Non sorprende allora che diverse persone abbiano affermato di aver provato sensazioni inquietanti, nelle quali la suggestionabilità senza dubbio ha giocato un ruolo importante. Ad esempio, secondo un racconto pre-Halloween (dell’ 11 ottobre) del 1991, un guardiano «aveva sperato» che un collega «potesse mettersi in comunicazione con un fantasma» conosciuto «da tutte le persone addette alla sicurezza» e che solitamente si manifestava come «una sensazione che fa rabbrividire» al terzo piano.
Altri, hanno descritto dei sogni a occhi aperti, le tipiche esperienze di apparizioni che si verificano in stato di dormiveglia e che possono anche comportare una paralisi, ovvero un’incapacità di muoversi dovuta al fatto che il corpo è ancora intorpidito per il sonno. Ad esempio, una persona ha scritto di aver visto «un uomo in piedi accanto alla mia amaca che mi guardava» e che portava vestiti d’epoca. Il racconto di questa donna rivela che «aveva provato a immaginare quale fosse stata la vita dei forzati che vivevano qui», pensiero che aveva preparato il terreno a una simile esperienza. Un’altra donna, nel momento in cui si stava addormentando, ha sentito «una forte pressione sopra il corpo e la netta sensazione che qualcosa stesse tentando di immobilizzarla» — esperienza interamente ascrivibile a una paralisi del sonno.
A volte, i racconti suggeriscono l’idea che si tratti di scherzi, come nel caso di una ragazza appartenente a una comitiva di quarantasette scolari che ha sentito una lunga mano penetrare nel suo sacco a pelo e toccarle il fianco (si tratta forse dell’effetto di una fervida immaginazione, o di un altro sogno a occhi aperti?). In un’occasione, i passi di un bambino, uditi da due guardiani, sono stati dapprima attribuiti a uno dei ragazzini, ma sembra che, non essendo stata confermata questa ipotesi, l’incidente sia stato spiegato come un suono «probabilmente prodotto dal vento». Una persona aveva sentito alcuni colpetti che il personale ha in seguito attribuito a un fenomeno meccanico.
Questo tipo di incidenti sembra essere tipico delle Hyde Park Barracks, così come di altri luoghi presumibilmente infestati dagli spiriti. Ad esempio, si dice che la vecchia prigione di Melbourne sia un luogo abitato da molti «spiriti inquieti, fantasmi di criminali che hanno sofferto e sono morti qui». Certamente si tratta di una vera e propria mostra sulla vita carceraria del xix secolo, con esibizioni di attrezzi di contenzione e di punizione, e vari mementi mori. Degli esempi sono la maschera della morte, la pistola, e l’armatura fatta in casa del famigerato bushranger (lett. “bandito di strada”) Ned Kelly (la cui armatura è stata efficace finché non fu ferito al ginocchio da un colpo di pistola).
C’è anche il patibolo sul quale Kelly è stato poi impiccato, e la scritta con la sua frase ironica «Così è la vita». In breve, la prigione è uno di quei luoghi che, se non è infestato da fantasmi, certamente dovrebbe esserlo. Un depliant pubblicitario promette: «Scopri l’atmosfera misteriosa e inquietante della prigione e, ascoltando con attenzione, potrai quasi sentire il suono delle catene dei prigionieri».
Tuttavia, vere e proprie prove di fenomeni spiritici sul posto sono scarse, nonostante una discutibile foto di un “fantasma” mostrata di malavoglia da una dipendente del negozio di souvenir, quando è stato messo in discussione il fatto che il luogo fosse infestato dagli spiriti. Ha ammesso che alcune persone in quel luogo avevano avvertito delle «sensazioni», ma ha sottolineato che lavorava lì da dieci anni e non aveva mai avuto nessuna esperienza paranormale. Scherzando, ha fatto notare che lavorava solo un giorno alla settimana, e che forse «i fantasmi hanno il martedì libero».

Fantasmi

FANTASMI ED APPARIZIONI

Nel sonno l'essere umano ha il potere mentale di evocare persone e fatti, generalmente in maniera distorta anche se in alcuni casi tali visioni assumono una incredibile chiarezza e sembrano vere. In genere questo tipo di sogni evoca avvenimenti noti e persone care. Esistono però anche esempi di "sogni premonitori" ossia profetici; di essi sono pieni la Bibbia ed i libri sacri di varie religioni.
Insomma il potere della mente è in grado di riprodurre il passato oppure di preannunciare il futuro. Ma questo potere e in grado di evocare fatti ed individui anche durante lo stato di veglia?
Se sì avremmo dato una spiegazione all'apparizione di fantasmi e fenomeni simili.
I FANTASMI IN INGHILTERRA
Il caso che stiamo per raccontare è legato e comprovato da alcune fotografie; non è stato chiarito se il mistero che rappresentano fosse un'evocazione di alcuni o di tutti i partecipanti mediante il potere mentale oppure qualcos'altro.

Il fenomeno si manifestò nel modo seguente: tempo addietro alcuni giovani speleologi inglesi scoprirono del tutto casualmente un fatto cruento avvenuto più di duecento anni fa.

La scoperta fu possibile grazie ad alcune fotografie scattate nella cava di Guidebeok, facente parte della vecchia miniera di Tor a Winnats Pass, nel Derby.
Il fotografo nello scattare trattenne il respiro, in modo che la condensa prodotta dal respiro alla bassa temperatura non appannasse l'obiettivo.

La foto numero 5 in particolare richiamò l'attenzione dei giovani poichè vi appariva qualcosa che ad occhio nudo nessuno di loro aveva visto. Sembrava una nebulosa figura femminile, nuda e con la mano appoggiata ad un fianco quella che appariva nella parte superiore destra della suddetta foto.

E più l'osservavano più ne erano stupefatti.

Siccome non avevano trovato nessuna spiegazione plausibile a quel fenomeno, inviarono la foto e la relazione del fatto ad una rivista specializzata in speleologia. Anche i responsabili del giornale rimasero molto colpiti e decisero di consultare uno dei più accreditati fotografi inglesi.

Questi, dopo aver esaminato a lungo la foto, ne stabilì l'assoluta autenticità. Sempre più sorpresi portarono allora la foto a medium e spiritisti, senza mai dare loro alcuna spiegazione a riguardo. La reazione fu unanime: si trattava sicuramente dell'immagine dello spirito di una ragazza brutalmente assassinata.
IL FATTO
Nel 1758 una giovane coppia stava per celebrare le nozze a Peak Forest, località che all'epoca offriva rifugio e possibilità di sposarsi agli innamorati che fuggivano dalle famiglie che non condividevano i loro amori.

Cinque uomini che lavoravano nella vicina miniera di Odin vennero casualmente a conoscenza della storia della giovane coppia e, avendo notato che i due portavano con sè una borsa colma di monete, decisero di seguirli all'uscita dalla locanda.

I giovani non riuscirono a scampare all'assalto degli inseguitori i quali, dopo averli brutalmente assassinati, li gettarono in uno dei pozzi della miniera. Tutti i dati storici di cui siamo in possesso indicano che si trattava appunto della vecchia miniera di Tor.

Sappiamo inoltre che la coppia si vendicò dopo la morte: uno degli assassini si ruppe 1'osso del collo sullo stesso luogo del delitto, un altro cadde dall'alto di una roccia nelle immediate vicinanze, il terzo venne impiccato ed il quarto morì dopo lunghe e penosissime sofferenze. Il quinto ed ultimo confessò il crimine in punto di morte ed infatti i cadaveri dei due amanti furono ritrovati nel punto esatto della miniera che costui aveva indicato.

Probabilmente vi furono altri casi di apparizioni nella miniera, ma solo i cinque giovani erano riusciti ad ottenere, con una macchina fotografica semplice come una "Instamatic", l'immagine.

Il letargo dell'anima

In relazione al letargo dell'anima, ci permettiamo di citare quanto brevemente dicemmo sullo stesso soggetto in precedenza:
"Il processo di transizione a uno stato di riposo, la profondità e il regolare sviluppo di questo, possono essere disturbati dalle persone che sono rimaste nella vita terrena. Un'anima che ha qualche cosa in mente da comunicare o che è afflitta dal dolore dei superstiti (specialmente se ne ode i lamenti e i richiami) tenterà di combattere lo stato torpido cui sta cedendo e compirà disperati sforzi per ritornare. Allo stesso modo degli appelli dei superstiti ne disturberanno il riposo, una volta incominciato, e condurranno l'anima dormiente a risvegliarsi e tentare di rispondere, o almeno produrranno un risveglio parziale, ritardandone l'ulteriore sviluppo. Queste anime semisveglie si rivelano spesso nei circoli spiritistici. Il nostro egoistico dolore, le nostre domande, sono frequente causa di grande pena e di tristezza ai nostri cari che sono passati sull'altra sponda, salvo che essi non fossero già a conoscenza del vero stato delle cose, rifiutando quindi di essere richiamati anche da coloro che amano. Si conoscono casi di anime che hanno lottato per anni contro il letargo per essere vicine ai loro cari sulla terra, senza altro risultato che un'inutile pena, un'inutile tristezza sia per chi si era dipartito sia per chi era rimasto sulla terra. Noi dovremmo evitare di ritardare con egoistiche esigenze il progresso di coloro i quali sono passati sull'altra sponda: lasciamo che riposino e dormano in attesa dell'ora della loro trasformazione. Agendo altrimenti, li faremo morire più volte di successive morti. Chi ama veramente e comprende, se ne astiene perché l'amore e la comprensione comandano che si lasci l'anima dipartirsi in pace e prendere il meritato riposo, per raggiungere poi il suo pieno sviluppo. Questo periodo di letargo dell'anima, è simile all'esistenza della creatura nel grembo materno: dorme per poter risvegliarsi in vita e in forze. C'è un'altra fase di questo particolare stadio del progresso dell'anima cui bisogna qui riferirsi: "Solo l'anima di chi è morto di morte naturale cade subito (se non disturbata) in letargo”. Quelli che muoiono in un sinistro o sono uccisi, in altri termini quelli che muoiono di morte violenta, improvvisa, rimangono per un certo tempo svegli e in pieno possesso delle loro facoltà mentali. Spesso non si rendono conto di essere morti né di che cosa è avvenuto. Spesso conservano (per breve tempo) coscienza della vita sulla terra, e possono vedere e udire, mediante i sensi astrali, quanto accade intorno a loro. Non possono figurarsi di aver abbandonato il corpo e spesso sono dolorosamente perplessi. Essi sarebbero più che infelici, nei pochi giorni precedenti il debito sopravvenire del sonno, se non vi fossero i soccorsi astrali, anime beate dei più alti stati di esistenza le quali, riunendosi attorno ad essi, li informano gentilmente della loro vera condizione e hanno parole di conforto e di consiglio, assistendoli fin quando non cadano in letargo come un bambino stanco si addormenta. Questi soccorritori non mancano mai al loro dovere e nessuno che sia improvvisamente morto, buono o cattivo che possa essere, viene trascurato perché essi sanno che tutti sono figli di Dio e loro fratelli e sorelle spirituali. Si sa di uomini dotati di alto e sviluppato potere spirituale i quali hanno temporaneamente lasciato il corpo fisico (dimorando nel corpo astrale) per dare aiuto e consiglio in occasione di grandi catastrofi (come nell'inondazione di Johnstown e nel disastro del Titanic) o dopo una grande battaglia, quando c'è necessità di consiglio e di assistenza immediati. L'anima delle persone che muoiono nel modo che abbiamo detto, cade naturalmente in letargo gradualmente, come nel caso di chi muore di morte naturale. Un altro fenomeno che va ricordato è quello meraviglioso della rievocazione di tutto il passato dell'anima, quel gran panorama che si svolge dinanzi alla visione mentale dell'anima prima che cada in letargo. I maestri ci dicono che ciò occupa solo una frazione infinitesimale di tempo, un attimo di cui si può parlare quasi come di un punto nel tempo. Tuttavia, in quell'istante l'anima vede il panorama della precorsa vita terrestre. Sfilano, una scena dopo l'altra e dall'infanzia alla vecchiaia, gli incidenti più insignificanti come i più grandi, riprodotti nei minimi particolari. I piani subcoscienti della memoria svelano i loro segreti fino in fondo, nulla ritengono né riservano. Inoltre l'anima, con l'affinato acume spirituale, è in grado di comprendere il significato, la causa e le conseguenze di ogni evento della sua vita. Può quindi analizzarlo e giudicare se stessa e i propri atti, come un giudice onnisciente e imparziale. Il risultato di questo processo è che gli atti della vita passata rimangono concentrati e impressi nell'anima, per divenire semente che produrrà migliori frutti nell'avvenire. Queste sementi servono a creare il futuro carattere dell'individuo nella vita successiva, per quanto lo consentiranno le sue nuove caratteristiche e i nuovi desideri. A chi obiettasse che è impossibile che la mente abbracci gli eventi di tutta una vita nello spazio di un attimo, risponderemmo che la psicologia insegna che ciò è possibile anche nell'ordinaria vita terrena. Sono infatti registrati molti casi di persone che, addormentatesi, hanno sognato di fatti avvenuti in parecchi anni. Nei sogni ordinari l'elemento tempo è praticamente ridotto a una piccola unità, e nello stato di cui parliamo la concentrazione mentale è intensificata a tal punto che un solo istante di tempo comprende la durata della più lunga vita. L'anima porta con sé nel letargo un ricordo concentrato dell'intera vita nel quale sono inclusi i semi dei suoi desideri, delle sue ambizioni, delle sue simpatie e antipatie, delle attrazioni e repulsioni. Queste idee seminali cominciano presto a germogliare e a produrre fiori e frutti. E si manifestano non solo nelle future incarnazioni, ma anche nella vita dell'anima sul piano astrale. La provvida Natura infatti, non esige che l'anima sperimenti e superi tutte le sue tendenze nelle future incarnazioni, ma dispone che molti di questi forti impulsi si manifestino e si esauriscano sul piano astrale, in modo che l'anima possa lasciarli dietro di sé quando sarà rinata a nuova vita terrena. Il letargo dell'anima è necessario in vista di questa gioia. Durante il letargo l'anima viene preparata all'ingresso nella vita astrale e dalla propria manifestazione che descriveremo in seguito. Il letargo è necessario all'anima in questo stadio del suo progresso, come il sonno al nascituro nel grembo della madre. Abbiamo udito molte persone superficiali che, apprendendo queste nozioni, hanno manifestato timore del letargo dell'anima, dicendo che temevano "il sonno in un luogo ignoto, fra tante cose e creature sconosciute". Ma l'obiezione appare infantile all'occultista colto, perché egli sa che non c'è luogo in Natura dove un'entità sia così sollecitamente e completamente salvaguardata come le anime dormienti sul gran piano astrale. Così sicure e al riparo da invasioni o intrusioni, da pericoli o influenze dannose, sono esse, che solo la completa rivoluzione delle più sacre leggi della Natura potrebbe colpirle. La loro dimora, bisogna ricordarlo, non è un luogo ma uno stato, una condizione tale che nessuna influenza maligna o dannosa può mai raggiungerle e neppure avvicinarle. Così tutti noi, sulla terra, fossimo altrettanto protetti! Sembra quasi che tutte le forze della Natura si siano alleate per custodirle e proteggerle. Dice una massima indù:
"Neppure gli dèi sui loro eccelsi troni hanno alcun potere o dominio sulle anime dormienti".
A chi, nel proprio modo di pensare circa l'altra sponda, risente a tal punto l'influenza degli insegnamenti della comune teologia da trovare strana e straordinaria questa concezione del letargo dell'anima, rispondiamo che una breve riflessione mostrerà come alla radice delle concezioni popolari, anche della più comune teologia, si possono trovare molte velate allusioni a questa beata condizione di riposo, di cui l'anima ha assoluto bisogno dopo una vita combattuta e prima di iniziarne un'altra. "Gli è concesso il sonno del giusto", "Qui riposa lo stanco viandante", "Egli è partito verso il gran riposo", queste e molte altre espressioni e citazioni cercano di esprimere l'idea, connaturata alla mente umana, di un periodo di riposo che all'anima stanca sarà concesso. L'idea di riposo dopo le lotte e le tempeste della vita è così naturale e istintiva che si può dire rappresenti la più forte inclinazione e convinzione dell'animo umano in relazione all'idea della morte. Essa è ferma come il convincimento di una vita futura oltre il sepolcro. La spiegazione dell'idea può essere però trovata solo negli stadi avanzati dell'insegnamento occultistico. L'anima che sa dell'esistenza e della natura di questo periodo di letargo, si sentirà soddisfatta nell'immaginario. Guarderà questo stadio della sua esistenza futura come un balsamo benedetto e proverà per esso lo stesso sentimento che troviamo espresso nell'antica canzone: "Calmo e sereno riposo nella culla arcana". Riposo, sereno riposo, nel profondo seno del grande oceano della vita; riposo, calma, pace, sicurezza e protezione. Questa è la condizione del letargo dell'anima sul piano astrale.

lunedì 18 agosto 2014

C’è un fantasma sulla spiaggia” e fra i giovani è “fuggi fuggi” generale



C’è un fantasma sulla spiaggia”. E fra i giovani che affollavano la battigia scoppia la paura. L’episodio sarebbe avvenuto sulla spiaggia di Trentova, nei pressi di Agropoli, in provincia di Salerno.

La notizia, in queste ore, complici i social network e in particolare Facebook, sta facendo il giro del web ed è arrivata anche alla stampa, non senza una sana dose di scetticismo.

Stando al racconto dei testimoni, un gruppo di ragazzi napoletani durante un falò avrebbe visto una figura eterea ed evanescente sulla spiaggia. Il presunto fantasma si sarebbe trovato nei pressi di alcuni scogli prospicienti la spiaggia e sarebbe stato – sempre secondo le testimonianze – in movimento.

L’effetto, scontato, del presunto avvistamento è stato che i giovani se la sarebbero data a gambe dalla paura.

La notizia, come si diceva, è subito corsa di bocca in bocca e di pc in pc… Peraltro, la località balneare non è nuova a simili storie: nove anni fa sul cemento del lido di Trentova era stata ritrovata l’impronta di un piede della grandezza di quello di un bambino. Nessuno seppe spiegare la presenza dell’impronta e si parlò di fenomeno paranormale. In questi anni, poi, si sarebbero susseguite testimonianze di altre persone che avrebbero avvistato o avvertito presenze negli stessi luoghi.

C’è del vero? O si tratta solamente si un diversivo per trascorrere il tempo per ammazzare le noiose giornate di mezza estate. Oppure ancora, si è di fronte a psicosi collettive e fenomeni di suggestione di massa?

Fonte :http://www.resapubblica.it/curiosita-2/ce-fantasma-spiaggia-i-giovani-fuggi-fuggi-generale/

domenica 17 agosto 2014

Apparizioni ricorrenti

Le apparizioni ricorrenti sono quei fenomeni che si verificano sempre nello stesso giorno dell'anno, appartengono probabilmente alla categoria precedente (teoria delle linee di forza telluriche) ma essendo ricorrenti probabilmente alla base della loro genesi vi è una variabile che li rende unici.

Probabilmente le condizioni geomagnetiche o gli influssi astrali di vario genere (piogge neutriniche o flussi di radiazioni ionizzanti) fanno si che l'evento si concretizzi proprio in quel dato giorno.

Naturalmente tale teoria va a farsi benedire quando l'evento, se antecedente al 1582, pur continuando nella sua apparente puntualità, non tiene conto dei cambiamenti introdotti in quell'anno dal calendario Gregoriano.


La condensazione psichica
La condensazione psichica è un'altra teoria che spiega il fenomeno delle apparizioni di fantasmi ipotizzando che l'energia psichica degli individui può sopravvivere e vagare, almeno per un certo periodo, nei luoghi a cui la persona era legata quando era in vita. Accadrebbe poi che in certe occasioni questa energia potrebbe condensarsi rendendo così visibile il fantasma.