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giovedì 23 ottobre 2014

Il Vangelo di Bartolomeo

[1, 1] Dopo la risurrezione dai morti di nostro Signore Gesù, Bartolomeo andò dal Signore e l'interrogò
dicendo: "Manifestami, Signore, i misteri dei cieli".
[2] Gesù rispose e gli disse: "Se (non) mi spoglio del corpo di carne, non potrò parlarti". [3] Bartolomeo
dunque si accostò al Signore e disse: "Ho una parola per te, Signore".
[4] Ma Gesù gli disse: "Io conosco quanto stai per dirmi. Dì dunque quanto desideri, domanda ed io ti
risponderò". [5] Bartolomeo disse: "Signore, quando tu andavi ad essere appeso alla croce, io ti seguivo
da lontano, ti vidi appeso alla croce e (vidi) gli angeli venire giù dai cieli a adorarti. [6] E quando si fece
buio io guardai e ti vidi sparire dalla croce. Udii solo, improvvisamente, una voce nelle parti inferiori
della terra, una grande lamentazione e un digrignare (di denti).
Annunziami, Signore, dove sei andato dalla croce?".
[7] Gesù nell'Ade. Gesù rispose e disse: "Te beato, mio caro Bartolomeo, avendo visto questo mistero;
ormai ti annunzierò tutte le cose che mi domanderai. [8] Quando, infatti, io sparii dalla croce discesi
nell'Ade per portare su Adamo e tutti quelli che erano con lui secondo la supplica dell'arcangelo
Michele".
[9] Disse allora Bartolomeo: "Signore, che significava la voce che si udì?". [10] Gesù gli rispose: "L'Ade
disse a Beliar, "A quanto vedo, Dio è qui presente!".
[11] Beliar disse all'Ade: "Guarda attentamente: chi è colui che (viene)? Costui, infatti, mi sembra Elia o
Enoc o uno dei profeti". [12] L'Ade rispose alla Morte e disse: "Non sono ancora passati seimila anni e
donde sono costoro, Beliar? Il totale del numero è nelle mie mani". [13] (Beliar disse all'Ade): "Non ti
agitare! Assicura bene le porte e rafforza le sbarre. A mio parere, Dio non è disceso sulla terra". [14]
L'Ade gli disse: "Non do ascolto alle tue belle parole! Il mio ventre è squarciato, le mie interiora sono
doloranti. Non può trattarsi d'altro: Dio è qui presente! Ahimè, dove posso sfuggire il suo cospetto, la
potenza del grande re? Concedimi di entrare in te stesso, giacché io sono stato formato prima di te".
[15] Allora io entrai, lo fustigai, lo legai con catene insolubili e tirai via di là tutti i patriarchi; poi me ne
ritornai di nuovo sulla croce".
[16] Bartolomeo gli disse: "Annunziami, Signore, chi è quello che gli angeli portarono in alto sulle loro
mani, quell'uomo di così grande statura?".
[17] Gesù rispose dicendo: "Questo era il primo creato, Adamo, per il quale io discesi dai cieli in terra.
Dissi a lui: "E' per te e per i tuoi figli ch'io sono stato appeso alla croce". Ciò udito, egli gemette e disse:
"Tale fu il tuo beneplacito, Signore!"".
[18] Bartolomeo gli disse di nuovo: "Io vidi anche gli angeli salire prima di Adamo ed inneggiare; [19] ed
un angelo che sorpassava in grandezza tutti gli altri e non voleva salire: nella sua mano aveva una spada
di fuoco e faceva segno a te solo".
[20] Chi nasce e chi muore. Dopo aver detto queste cose, egli disse agli apostoli: "Aspettatemi in questo
luogo, giacché oggi in paradiso viene offerto un sacrificio e debbo essere là per riceverlo".
[21] E disse: "Signore, che cosa significa un sacrificio in paradiso?". Gesù rispose: "Le anime dei giusti
entrano in paradiso, ma se io non sono presente non entreranno". [22] Bartolomeo rispose: "Signore,
quante anime escono ogni giorno dal mondo?". Gesù gli rispose: "Trentamila". [23] E Bartolomeo, di nuovo: "Signore, quando eri con noi e ci insegnavi la parola, ricevevi i sacrifici in paradiso?". Gesù gli
rispose dicendo: "Amen, io ti dico, o mio caro Bartolomeo, che anche quando insegnavo la parola sedevo
con il Padre mio".
[24] Bartolomeo rispose e gli disse: "Signore, sono soltanto tre le anime che escono ogni giorno?". Gesù
gli disse: "Appena cinquantatr‚, mio caro". [25] "...escono dal mondo, quante anime giuste si trovano?".
Gesù gli rispose: "Cinquanta".
[26] Bartolomeo gli disse di nuovo: "E come entrano in paradiso solo tre?". Gesù gli disse: "Cinquantatr‚
erano in paradiso e sono posti nel seno di Abramo; ma gli altri vanno nel luogo della risurrezione, giacché
i tre non sono come i cinquanta".
[27] Bartolomeo gli disse: "Signore, quante anime nascono ogni giorno nel mondo?". Gesù gli rispose:
"Solo un'anima di più di quelle che escono dal mondo".
[28] Così dicendo, diede loro la pace e disparve da loro.
[2, 1] Maria parla agli apostoli. Gli apostoli erano nel luogo Cheltura.
[2] Bartolomeo si avvicinò e disse a Pietro, Andrea e Giovanni: "Domandiamo alla Pienadigrazia come ha
concepito il Signore, come l'ha generato e come ha portato colui che non si può portare". Ma essi
esitavano ad interrogarla.
[3] Bartolomeo disse a Pietro: "Tu come capo e mio maestro avvicinati e interrogala". Ma Pietro disse a
Giovanni: "Tu come vergine, senza macchia e amato, avvicinati e interrogala".
[4] Siccome tutti esitavano e discutevano, Bartolomeo si avvicinò con aspetto giulivo e le disse: "Salute a
te, tabernacolo dell'Altissimo! Noi tutti, apostoli, desideriamo interrogarti su come hai concepito colui che
è inconcepibile, come hai portato colui che non si può portare e come hai generato una grandezza così
grande".
[5] Maria disse loro: "(Non) interrogatemi su questo mistero. Se, infatti, incomincio a parlarvene, dalla
mia bocca uscirà del fuoco che consumerà tutta l'ecumene".
[6] Ma essi continuavano vieppiù ad interrogarla. Ed essa non volendo rifiutarsi di esaudire gli apostoli,
disse: "Stiamo su in preghiera".
[7] E gli apostoli stettero su dietro Maria. Ma lei disse a Pietro: "Pietro, tu che sei il capo e la grande
colonna, te ne stai dietro di noi? Non disse il Signore che la testa dell'uomo è Cristo? Or dunque state su
davanti a me e pregate".
[8] Ma essi le dissero: "Il Signore pose in te il suo tabernacolo e si compiacque che tu lo contenessi, a te
dunque spetta a maggior ragione la direzione della preghiera...".
[9] Maria disse loro: "Voi siete stelle brillanti del cielo, spetta a voi pregare...".
[10] Le rispondono: "Spetta a te pregare che sei la madre del re celeste".
[11] Disse loro Maria: "Dio fece dei passeri a vostra somiglianza e li mandò nei quattro angoli del
mondo...". [12] Ma essi le risposero: "Colui che a malapena è contenuto nei cieli
volle essere contenuto in te".
[13] Maria allora stette su, davanti a loro, distese le sue braccia verso il cielo e prese a dire così: "Elfuza... olot e una tessai, liso, adonai, rerunbaubelt, barbur, tarasu, erura, eded, errose... teotea, arneniot, aneb...
euargt, marmarige, eofros, turiamuch, eusbar...".
Che in lingua greca significa: Dio grande e sapientissimo, re dei secoli inesplicabile e ineffabile, che con
la parola hai dato consistenza alle grandezze sideree, che hai posto il fondamento dell'altezza del
firmamento nell'armonia, che hai separato la tenebrosa oscurità dalla luce, che hai posto in uno stesso
luogo le fondamenta della terra e non hai voluto che perisse... tu che proporzioni ad ognuno il nutrimento
irrorandola, quale pioggia, con la benedizione del Padre, tu che a malapena sei contenuto dai sette cieli e
ti compiacesti di essere contenuto in me senza difficoltà, tu che sei la piena parola del Padre per la quale
vennero all'esistenza tutte le cose, dài gloria, Signore, al tuo grandissimo nome e ordinami di parlare al
cospetto dei tuoi santi apostoli.
[14] E, terminata la preghiera, disse: "Sediamoci per terra. Tu, Pietro, che sei il capo, siediti alla mia
destra e poni la tua mano sinistra sotto il mio braccio; tu, Andrea, fai la stessa cosa alla mia sinistra; tu,
Giovanni, che sei vergine tieni il pio petto; e tu, Bartolomeo, piega le tue ginocchia dietro di me e tieni le
mie spalle affinché quando inizio a parlare non si disarticolino le mie ossa".
[15] Quando fecero così, prese a dire: "Quando ero nel tempio di Dio e ricevevo il cibo dalla mano di un
angelo, mi apparve un giorno una visione come d'un angelo, ma il suo aspetto era incomprensibile e nella
sua mano non aveva n‚ cibo n‚ bevanda, come aveva l'angelo che era venuto prima.
[16] E improvvisamente si strappò il peplo del tempio, ci fu un gran terremoto ed io caddi bocconi non
potendo reggere la sua vista.
[17] Ma egli stese sotto di me la sua mano e mi rialzò; guardai verso il cielo e venne una nube di rugiada
sul mio volto e mi irrorò da capo a piedi. Poi mi asciugò con il suo manto, [18] e mi disse: "Gioisci,
Pienadigrazia, vaso di elezione!". Diede un colpo con la mano destra ed apparve un pane grandissimo che
egli pose sull'altare del tempio: ne mangiò prima lui e ne diede anche a me.
[19] Diede poi un altro colpo con il lembo sinistro del suo vestito ed apparve un calice strapieno di vino:
ne bevve prima lui e poi ne diede anche a me; guardai e vidi un calice pieno e del pane.
[20] In sèguito mi disse: "Ancora tre anni e ti manderò la mia parola; e tu concepirai un figlio per mezzo
del quale sarà salvata tutta la creazione. Tu sarai il calice del mondo. Pace a te, mia diletta! La mia pace
sarà con te per sempre!".
[21] Disparve allora da me e il tempio rimase com'era prima".
[22] Mentre ella così parlava, dalla sua bocca uscì del fuoco; e, quando il mondo era in procinto di essere
distrutto, apparve il Signore e disse a Maria: "Non rivelare questo mistero, altrimenti, oggi, tutta la
creazione sarà distrutta". E gli apostoli furono presi dalla paura, temendo che il Signore si adirasse contro
di loro.
[3, 1] Gli apostoli e l'abisso. E partì con loro verso il monte Maurei e si sedette in mezzo ad essi.
[2] Ma avendo essi paura, esitavano ad interrogarlo.
[3] Gesù rispose loro dicendo: "Domandatemi quello che volete. Ancora sette giorni, infatti, ed io salirò
presso il Padre mio e non sarò più visto in queste sembianze".
[4] Essi, ancora esitanti, gli dissero: "Signore, mostraci l'abisso in conformità della tua promessa".
[5] Gesù rispose: "E' bene per voi non vedere l'abisso. Se proprio lo volete vedere, seguitemi e vedrete". [6] E li condusse in un luogo detto Chairudec, che significa luogo di verità, [7] fece un cenno agli angeli
dell'occidente, la terra si aprì come un libro ed apparve l'abisso: [8] gli apostoli videro e caddero bocconi.
[9] Ma Gesù li rialzò dicendo: "Non vi avevo detto che non era bene per voi vedere l'abisso?".
[4, 1] Maria e Pietro. Presili, li portò di nuovo sul monte degli Ulivi. [2] Pietro disse a Maria:
"Pienadigrazia, supplica il Signore che ci riveli le cose che sono nei cieli". [3] Maria rispose a Pietro:
"Pietra scavata dalla roccia, non ha forse egli promesso di edificare su di te la sua Chiesa?". [4] Pietro
insistette: "O tabernacolo aperto!". [5] Maria rispose: "Tu sei l'immagine di Adamo; non è forse stato
formato prima lui e poi Eva? Guarda il sole: ad immagine di Adamo supera gli altri astri. Guarda la luna
ripiena di fango a causa della trasgressione di Eva. Il Signore, infatti, pose Adamo ad oriente ed Eva ad
occidente e ordinò, il Signore, che i due (astri) riplenclessero sulle due (persone)".
[6] Quando giunsero su in cima al monte ed il Padrone si allontanò brevemente da loro, Pietro disse a
Maria: "Sei tu che hai annientato la trasgressione di Eva trasformandola da vergogna in gioia".
[7] Bartolomeo vuole vedere l'avversario. Quando apparve nuovamente Gesù, Bartolomeo gli disse:
"Signore, mostraci l'avversario degli uomini affinché vediamo com'è e quali sono le sue opere, dato che
non ha risparmiato neppure te facendo in modo che tu fossi appeso alla croce".
[8] Gesù, guardandolo, gli disse: "Il tuo cuore è duro! Tu non puoi contemplare quelle cose che hai
domandato".
[9] Ma Bartolomeo, turbato, cadde ai piedi di Gesù e prese a dire: "O lampada inestinguibile, Gesù Cristo,
demiurgo della luce eterna, tu che hai dato la grazia universale a tutti coloro che ti amano, tu che per
mezzo della vergine Maria ci hai donato la luce eterna della tua presenza in questo mondo, concedici
l'oggetto della nostra supplica".
[10] Mentre Bartolomeo parlava così, Gesù lo rialzò e gli disse: "Vuoi dunque vedere l'avversario degli
uomini? Attento però che alla sua vista cadrai bocconi e sarai come morto, e non solo tu, ma anche gli
altri apostoli e Maria". [11] Tutti gli risposero: "Vediamolo, Signore!".
[12] Li condusse giù dal monte degli Ulivi, lanciò uno sguardo severo agli angeli del Tartaro, fece cenno
a Michele di suonare la tromba della potenza, e Michele suonò subito e salì Beliar tenuto da
cinquecentosessanta angeli e incatenato con catene di fuoco.
[13] La lunghezza del drago era di mille e seicento cubiti e quaranta cubiti di larghezza; e il suo aspetto
era come uno splendore di fuoco, mentre i suoi occhi erano pieni di oscurità. Dalle sue narici si
sprigionava un maleodorante fumo e la sua bocca era come il vortice di un precipizio.
[14] Al vederlo, gli apostoli caddero bocconi e divennero come morti.
[15] Gesù si avvicinò, rialzò gli apostoli, diede loro uno spirito di fortezza e disse a Bartolomeo:
"Avvicinati, Bartolomeo poni il tuo piede sul suo collo e domandagli qual è la sua opera e come fa ad
ingannare gli uomini".
[16] E Gesù rimase con gli altri apostoli.
[17] Bartolomeo, spaventato, alzò la voce e disse: "Sia benedetto il nome del tuo regno immortale ora e in
eterno". Mentre Bartolomeo così parlava, Gesù lo esortò ancora: "Va' e schiaccia il collo di Beliar".
Bartolomeo subito andò, gli schiacciò la gola e Beliar tremò.
[18] Bartolomeo ebbe paura, fuggì e disse: "Gesù, Signore, dammi un lembo dei tuoi vestiti affinché io abbia il coraggio di avvicinarmi a lui".
[19] Ma Gesù gli rispose: "Tu non puoi prendere un lembo dei miei vestiti; questi, infatti, non sono i
vestiti ch'io portavo prima di essere crocifisso".
[20] Bartolomeo disse: "Signore, temo che come non ha risparmiato i tuoi angeli, così divori anche me".
[21] Gesù gli rispose: "Non avvenne, forse, tutto in forza della mia parola, e per volontà di mio Padre gli
spiriti non si assoggettarono a Salomone? Tu, dunque, per ordine della mia parola, va' e domandagli ciò
che vuoi".
[22] Allora Bartolomeo fece il segno della croce e pregò Gesù; sopravvenne un fuoco che bruciò i suoi
vestiti. Gesù disse a Bartolomeo: "In conformità di quanto ti ho detto, schiaccia il suo collo di modo che
gli possa domandare qual è la sua potenza". Bartolomeo partì e gli schiacciò la gola che era nascosta dalle
orecchie, [23] e gli disse: "Dimmi chi sei tu e qual è il tuo nome".
[24] Bartolomeo parla con l'avversario. Rallentò un poco e poi gli disse: "Dimmi tutto ciò che tu hai fatto
e quanto tu fai".
[25] "Prima mi chiamavo Satanael che significa angelo di Dio. Quando mi rifiutai di conoscere
l'immagine di Dio, fui chiamato Satana che significa angelo del Tartaro".
[26] Bartolomeo gli disse ancora: "Rivelami tutto e non nascondermi nulla".
[27] Gli rispose: "Ti giuro per la gloria di Dio che anche se lo volessi celare non mi sarebbe possibile,
giacché è qui vicino colui che mi rimprovera. Se avessi potuto avrei distrutto anche te come (feci con)
uno di voi.
[28] Io fui chiamato primo angelo giacché Dio fece il cielo e la terra e poi prese un pugno di fuoco e mi
formò per primo, [2g] dopo (formò) Michele, per terzo Gabriele, per quarto Raffaele, per quinto Uriele,
per sesto Xatanaele e gli altri seimila angeli dei quali non posso dire i nomi, poiché sono i littori di Dio e
mi flagellano sette volte al giorno e sette volte alla notte; non mi lasciano mai e fanno a pezzi tutta la mia
forza. I due angeli della vendetta sono quelli che stanno al cospetto del trono di Dio: questi sono stati
creati per primi.
[30] Dopo di essi fu formata tutta la moltitudine degli angeli. Nel primo cielo vi sono cento miriadi di
angeli, nel secondo cielo vi sono cento miriadi di angeli, nel terzo cielo vi sono cento miriadi di angeli,
nel quarto cielo vi sono cento miriadi di angeli, nel quinto cielo vi sono cento miriadi di angeli, nel sesto
cielo Vi sono cento miriadi di angeli, nel settimo cielo vi sono cento miriadi di angeli. Distinto dai sette
cieli c'è il firmamento ove risiedono le potestà che esercitano la loro azione verso gli uomini.
[31] Vi sono ancora quattro angeli: uno è a nord ed è chiamato... Broil, e nella sua mano ha un bastone di
fuoco che fa cessare la grande forza..., affinché la terra non si secchi.
[32] Un altro angelo è a settentrione ed è chiamato... Elbista".



 VANGELO DI BARTOLOMEO

(Cod. C: Casanatense)



Inizia l'interrogazione del beato Bartolomeo apostolo e di altri apostoli al Signore Gesù Cristo.
[1, 1] In quel tempo, prima della passione del Signore Gesù Cristo, erano radunati assieme tutti i discepoli
e lo interrogavano, dicendo: "Facci sapere, Signore, il mistero del cielo". Gesù rispose: "Non posso
parlarvene fino a quando non avrò deposto il corpo di carne".
[2] Ma dopo che ebbe sofferto e risorse, tutti... gli apostoli lo guardavano senza osare interrogarlo,
giacché il suo volto non era più come quello di prima, bensì manifestava luminosissime virtù.
[3] Bartolomeo però gli si avvicinò e gli disse: "Signore, ho da parlarti". Gesù gli rispose: "Bartolomeo
carissimo, so quanto mi vuoi dire. Interroga, dunque, e ti risponderò su quello che vuoi e ti ricorderò io
stesso quanto non ti ricorderai più".
[4] Bartolomeo domandò: "Signore, quando tu sei stato sospeso alla croce, io ti seguii da lontano; mentre
tutti gli apostoli s'erano tirati indietro, io ti ho seguìto. Ti ho visto sospeso alla croce e degli angeli che
salivano ad adorarti. E quando si fece buio io ti guardavo e vidi che sulla croce eri diventato invisibile.
Udivo solo delle voci nell'abisso, ed ebbi improvvisamente tremito e paura. Dimmi, Signore, dove te ne
sei andato dalla croce?".
[5] Gesù nell'Infero. Gesù gli rispose: "Mio beatissimo Bartolomeo, che hai visto questo mistero, ora a te
dirò tutto quello su cui mi hai interrogato. Quando dalla croce sono diventato invisibile, discesi nell'Infero
a liberare Adamo e tutti i patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe, in conformità della petizione
dell'arcangelo Michele".
[6] Allora Bartolomeo gli domandò: "Signore, che voce era quella che si udì?". Il Signore gli rispose:
"Quando discesi nell'Infero con gli angeli per spezzare le spranghe di ferro e le porte dell'Infero, l'Infero
gridava, "O Beelzebub, o Satana, è a causa tua che Dio discese sulla terra". E gli angeli gridavano:
"Rinnegati, alzate le porte del vostro capo, poiché il re della gloria discende in terra".
[7] L'Infero disse loro: "Chi è questo re della gloria che discende qui da noi?". Poi l'Infero discese
cinquecento piedi; ebbe un grande tremito e disse: "Penso che Dio sia disceso sulla terra. Odo la voce
dell'Altissimo. Venne, infatti, con un grande profumo, ed io non posso resistere". Beelzebub disse: "Non
credere, Infero, abbi coraggio! Dio, infatti, non discese sulla terra".
[8] Ma dopo che discese altri cinquecento piedi, gli angeli delle virtù gridarono: "Alzatevi porte del
nostro principe, separatevi l'una dall'altra, giacché dal cielo discende personalmente il re della gloria".
L'Infero disse: "Guai a me! Sento profumo di Dio, e tu dici che Dio non discende sulla terra?".
[9] Beelzebub rispose: "Di che hai paura? E' un profeta e tu dici che è Dio? Hai confuso Dio con un
profeta e un giusto. Io l'afferro e poi gettiamolo subito (giù). Chi pensano che sia salito in cielo?".
L'Infero gli rispose: "Quale dei profeti? Dimmi, non sarà lo scriba della giustizia? Ma Dio non permette che venga in terra se non quando saranno terminati settemila anni". [10] Così mi disse il fratello giusto:
"Negli ultimi giorni Dio verrà". Non discenderà, infatti, il Figlio di Dio in terra? Guai a me! Che farò?
Dio, infatti, viene e con la nostra iniquità non siamo ancora giunti all'ultimo intervento di Dio, ed io non
sarò tra gli agnelli.
[11] Beelzebub riconobbe che si trattava del Verbo del Padre che discendeva. L'Infero gli disse: "Dove
posso fuggire, dove posso nascondermi dal cospetto della forza del gran re? Permetti ch'io entri in te,
giacché da te sono stato plasmato".
[12] Si spezzarono allora le porte di bronzo e le spranghe di ferro. Entrò il Signore, lo afferrò, lo colpì,
ordinò che fosse bastonato, lo legò con catene insolubili e liberò tutti i patriarchi, tutti quelli che erano
trattenuti là, e poi me ne ritornai sulla croce".
[13] Bartolomeo gli disse: "Io ti rividi sospeso alla croce e vidi tutti i morti che risorgevano: ti adoravano
e poi salivano nuovamente nella tomba. Dimmi, Signore, chi era quell'uomo che era portato in mano dagli
angeli; era un bell'uomo; e che cosa gli hai detto quando sospirò profondamente?". Gesù rispose: "Quello
era Adamo, il primo uomo che fu creato, ed è per lui ch'io discesi dal cielo in terra. [14] Io dissi ad
Adamo: "E' per te e per i figli tuoi ch'io sono appeso alla croce". Egli sospirò e pianse".
Bartolomeo disse: "Vidi, Signore, tutti gli angeli che precedevano Adamo in cielo e inneggiavano. Uno di
questi angeli, adorno di ogni bellezza, non voleva salire con essi; aveva nelle sue mani una spada di fuoco
e aspettava; ma tutti gli angeli insistevano che salisse con loro. Quando fu pronto a salire con loro, io vidi
una fiamma che saliva dalle sue mani e giungeva fino oltre la Città".
[15] Gesù rispose: "E' la spada fiammeggiante che percosse l'edificio della sinagoga dividendolo in due
parti, quale testimonianza, avendomi essi crocifisso".
Chi nasce e chi muore. Ciò detto, si rivolse agli apostoli: "Aspettatemi in questo luogo - disse - poiché
oggi in paradiso mi è presentata una offerta e vado a prenderla". Bartolomeo però gli domandò: "Signore,
che cos'è questa offerta in paradiso?".
[2, 1] Gesù rispose: "Le anime dei giusti oggi escono dal corpo ed entrano in paradiso". Bartolomeo gli
domandò: "Signore, quando tu ci ammaestravi, ricevevi un'offerta in paradiso?". Gesù rispose: "Non la
ricevevo".
Bartolomeo gli domandò: "Quante anime escono quotidianamente dal corpo?". Gesù gli rispose: "Mio
dilettissimo Bartolomeo, ti dico in verità che quotidianamente escono dal corpo seimila e settantaquattro
anime". [2] Bartolomeo domandò: "Signore, quante anime entrano quotidianamente in paradiso?".
Gesù gli rispose: "Veramente solo tre".
Bartolomeo domandò: "Signore, perché entrano in paradiso soltanto tre?". Gesù rispose: "Entrano
cinquantatr‚ in paradiso, ma solo tre si riposano nel seno di Abramo. Tutti gli altri vanno nel luogo del
riposo, non essendo come queste tre anime giuste". [3] Bartolomeo gli domandò: "Quante anime
quotidianamente nascono nel mondo?". Gesù rispose: "Quotidianamente ce n'è una sola superflua che
esce per nascere nel mondo". E così dicendo diede loro la pace e diventò loro invisibile.
[4] Maria parla agli apostoli. Gli apostoli erano insieme a Maria ed avvicinatosi, Bartolomeo disse alla
beata Maria: "O beata Maria, come hai avuto tanta forza in te e come hai potuto reggere con una gloria
così grande?". E avevano paura di interrogarla.
Bartolomeo disse a Pietro: "Tu sei il primo di tutti noi, avvicinati dunque e interrogala". Pietro disse a
Giovanni: "Tu sei un vergine immacolato, tocca dunque a te interrogarla". [5] Mentre essi discutevano, Bartolomeo si avvicinò con viso allegro e disse: "Rallegrati, immacolata
vergine Maria! Tutti gli apostoli mi hanno mandato a te per interrogarti. Come hai fatto a portare colui
che è importabile? Come hai potuto generare tante grandezze?".
La beata Maria rispose: "Perché mi interroghi su questi misteri? Se incominciassi a parlarne dalla mia
bocca uscirebbe una fiamma che incenerirebbe tutto il mondo".
Ma egli insisteva nel supplicarla ed ella non volle negare oltre; disse però: "Stiamo tutti in preghiera!".
[6] E subito si posero dopo Maria. Ma lei disse a Pietro: "Tu, Pietro, sei il capo di tutti gli apostoli, mettiti
dunque dietro di me. Non hai udito Dio che diceva: "Siccome Cristo è il capo dell'uomo, l'uomo è il capo
della donna?". Restate dunque tutti e pregate".
[7] Ma essi le dissero: "Cristo ha stampato in te la sua effigie e scelse di restare in te; nella preghiera
spetta dunque a te la supplica". Lei rispose: "Voi che siete il sole che risplende, come attesta il profeta,
dicendo: "Alzai i miei occhi verso i monti donde mi verrà l'aiuto". Voi dunque siete i monti e spetta a voi
pregare".
[8] Gli apostoli le dissero: "A te spetta pregare, madre del regno dei cieli". Soggiunse ancora Maria: "Vi
ha formato secondo la sua effigie e vi ha mandato per i quattro angoli della terra". Essi le risposero:
"Colui che a stento è contenuto nel settimo cielo, si è degnato di abitare in te".
[9] Maria poi guardando in cielo e alzando le sue mani, prese a dire in lingua ebraica: helfoit, alaritha,
arbar, neuiotho, melito, tarasunt, chanebonos, umia, theirura, marado, seliso, heliphomar, mabon, saruth,
gefutha, enunnas, sacinos, thatis, etelelam, tetheo, abocia, rusar.
[10] Che in latino significa: Dio grande e pieno di ogni sapienza, inenarrabile e inestimabile re dei cieli,
che hai sostenuto con la tua parola le fondamenta del cielo, tu che siedi sul tuo trono nel settimo cielo, che
dalla polvere della terra hai plasmato l'uomo e lo hai fatto simile a te, [11] che hai separato la luce dalle
tenebre, che hai rafforzato le fondamenta delle acque, che della nube hai fatto un messaggero, e nelle
tenebre ti mostrasti come paura, che hai fondato la terra e più non l'hai abbandonata, che riempi la terra
con la nostra rugiada, tu inestimabile Verbo del Padre che con una parola hai formato i cherubini, [3, 1] e
che a stento sei contenuto nel settimo cielo e ti sei degnato di abitare in me, e nel quale tutto è stato fatto,
glorifica il tuo nome e concedimi di manifestare al cospetto dei tuoi apostoli questi misteri.
[2] Terminata la preghiera prese a dire così: "Sediamo per terra. Vieni prima tu Pietro, alla parte destra,
poni il tuo omero sinistro sotto la mia ascella, e tu Andrea fa la stessa cosa dalla parte sinistra, tu
Giovanni stringimi le scapole affinché le mie membra non si sciolgano".
[3] Quando fecero così, lei prese a dire: "Quando ero nel tempio di Dio, ricevevo il cibo dalla mano di un
angelo. Un giorno mi fu concessa la visione dell'angelo: la sua faccia era incomparabile, nelle sue mani
non aveva pane e calice secondo l'abitudine quotidiana; improvvisamente il tempio si spaccò, ci fu un
grande spavento ed io caddi bocconi senza la visione dell'angelo.
[4] Ma egli tese la sua mano e mi alzò; guardai in cielo e mi venne sulla faccia una nuvola di rugiada, mi
irrorò da capo a piedi, mi coprì con i suoi abiti e mi disse: "Rallegrati, beata casa di benedizione!".
[5] Così dicendo scosse la parte destra del suo abito e si riempì del pane di ogni grazia: lo pose sull'altare
del tempio, ne mangiò lui e ne diede a me. Scosse poi la parte sinistra del suo abito ed apparve un grande
calice di vino. Ne bevve egli per primo e ne diede a me, dicendo: "Aspetta un poco e vedrai di nuovo un
pane intero e il calice".
[6] E mi disse di nuovo: "Ancora tre anni e poi ti passerò il mio Verbo e concepirai il figlio mio. E per
mezzo suo si salverà tutto il mondo. Tu poi sii la salvezza di tutto il mondo. Pace a te, mia dilettissima". E poi disparve da me ed il tempio divenne come era prima".
[7] E mentre così parlava la beata Maria, dalla sua bocca uscì una fiamma da bruciare il mondo quasi si
fosse all'ultimo giorno. Ed improvvisamente apparve davanti a lei Gesù e pose le mani davanti alla sua
bocca, le fece un segno e le disse: "Non far sapere, o Maria, questo mistero, se no ora perirà tutto il
mondo". [8] Dalla sua bocca cessò la fiamma, gli apostoli presero a tremare, e il loro aspetto cambiò
affinché Gesù non si irritasse con loro.
[9] Gli apostoli e l'abisso. Andò con loro al monte Mambre e sedette in mezzo a loro. Ma essi non
osavano interrogarlo.
Gesù disse loro: "Domandate quello che volete ch'io vi faccia sapere. Di qui a sette giorni salirò, infatti, al
Padre e più non mi vedrete in questa visione". Gli dissero gli apostoli: "Signore, facci vedere tutto, come
ci hai promesso".
[10] Gesù rispose loro: "Sarà bene per voi vedere l'abisso ve l'ho promesso; venite e vedrete". E li
condusse in quel luogo. Diede ordine agli angeli infernali e la terra si separò (come le pagine) di un
codice, ed apparve l'abisso. A tal vista gli apostoli caddero bocconi. Ma Gesù li rialzò e disse: "Non vi
avevo forse detto che era meglio per voi, non vedere l'abisso;". Diede nuovamente ordine agli angeli, e
diventò com'era prima.
[11] Maria e Pietro. E si appressò con essi al monte degli Ulivi. Pietro disse a Maria: "Vaso di
benedizione, supplica il Signore affinché ci faccia sapere le cose che sono in cielo". Maria rispose a
Pietro: "Il Signore ha ordinato che su di te sia edificata la Chiesa; avvicinati dunque tu stesso". [12] Ma
Pietro la supplicò ancora: "Interroga tu, giacché sei diventata la casa di Dio altissimo". Maria rispose:
"Secondo la legge del genere umano tu sei stato formato prima, dopo fu formata Eva. Guarda il sole il cui
splendore è come quello di Adamo, guarda la luna nebulosa a causa della trasgressione di Eva. [13] Mise
Adamo verso oriente e ordinò a quei due di risplendere: il sole verso oriente con raggi fiammeggianti, la
luna verso occidente con un aspetto latteo. Eva ha trasgredito i precetti di Dio, per questo la luna è
nebulosa e la sua luce non risplende. [14] Tu dunque che discendi da Adamo, interroga. Per il grido della
purezza femminile egli si è degnato di restare in me, quando salirono in cima al monte e il fanciullo Gesù
Cristo si allontanò da loro". Pietro disse: "Tu sei la riparatrice del ricordo della trasgressione. Hai portato
Eva dalla tristezza alla gioia. Tu puoi domandare ogni cosa".
[15] Bartolomeo vuole vedere il nemico. Venuto Gesù, Bartolomeo disse: "Facci vedere quel nemico
degli uomini affinché vediamo chi è, che cosa fa e donde è disceso, e che forza ha colui che non ha
risparmiato neppure te, ma ti fece appendere al legno".
Rivoltosi a lui, Gesù disse: "O audace, perché chiedi quanto non puoi vedere?". [16] Bartolomeo ne restò
molto turbato e gettatosi ai piedi del Signore prese a dire:

"O Cristo, luce del mondo,
salvatore che non viene mai meno,
che hai fatto grazie in ogni epoca,
che ci hai dato una luce assidua e sempiterna,
che sei disceso nel mondo, che hai confermato la parola sempiterna del Padre,
che hai chiamato la tristezza alla gioia,
che hai rallegrato la confusione di Eva e l'hai riparata
degnandoti, per questo, di entrare in un utero,
liberatore del mondo, manifestami l'oggetto
della mia interrogazione".

[17] Mentre egli così parlava, Gesù lo consolò e gli disse: "Vuoi dunque vedere quel nemico degli
uomini. So bene che lo vuoi vedere, non tu soltanto ma anche tutti gli apostoli e Maria. Ma quando
vedrete, cadrete bocconi e sarete come morti". Gli apostoli dissero: "Vediamolo, o Signore!". Lo depose
dal monte degli Ulivi e disse adirato all'angelo tartarico di venire da lui.
[18] Ordinò poi a Michele di suonare la tromba nell'eccelso della sua potenza. Non appena suonò in cielo
la tromba, la terra tremò e subito venne l'anticristo. Attanagliato dalle catene di fuoco di seimila e
sessanta angeli. La sua lunghezza era di mille e novecento cubiti, la larghezza di settecento, una sua ala
era di ottanta cubiti. La sua faccia ardeva come il fuoco, i suoi occhi erano rannuvolati e dalle sue narici
usciva il fumo della sua cattiveria. La sua bocca come una cava di pietre.
[19] Gli apostoli appena lo videro caddero bocconi e diventarono come morti.
Ma Gesù, avvicinatosi agli apostoli, li fece rialzare e disse a Bartolomeo: "Va' e schiaccia la sua testa con
i tuoi piedi". E gliene diede la forza. Bartolomeo si avvicinò all'anticristo per schiacciargli la testa e gli
domandò qual era la sua potenza, che cosa faceva e donde era.
[20] Bartolomeo disse nuovamente a Cristo: "Signore, metti il tuo torace sotto i miei omeri, ed io andrò;
questo nemico, infatti, è audace contro di me". Il Signore disse a Bartolomeo: "Non potrai reggere il
torace con i miei abiti. Io sono con te, è un mio ordine: va', interrogalo su che cosa fa e donde è".
[21] E l'apostolo si avvicinò all'anticristo. Mentre Bartolomeo schiacciava la sua testa, l'orecchio del
demonio si affondava nella sua faccia. L'apostolo allora gli domandò: "Dimmi chi sei, che nome hai e che
cosa fai per tutta (la terra). Rispondimi subito" Il diavolo gli rispose: "Allentami un poco, solleva il tuo
calca gnodalla mia testa e ti dirò chi sono, come sono venuto qui che cosa faccio, che nome ho".
[22] Bartolomeo parla con l'avversario. Egli allora allentò un poco. Poi l'apostolo Bartolomeo gli disse:
"Riconosci, o ingannatore maligno delle anime, quello che hai fatto e quello che fai contro il popolo del
Dio vivo".
Il diavolo gli rispose: "Se lo vuoi sapere, il mio nome prima era Atanaul, che significa angelo, ma quando
feci opera di persuasione contro Cristo, [4, 1] mi fu dato il nome di Satana, cioè angelo tartaro, capo dei
demoni, principio della superbia, maestro menzognero per invidia, malizia, astio. La superbia infatti fu
introdotta nel mondo da me. Io sono maestro di spergiuro e di iniquità per astio, inganno, superbia e
cupidigia. Dio prepara sempre ogni cosa buona, ed io con malsana invidia e ingiustizia muovo gli uomini
in modo tale che non salgano là donde io sono stato scacciato. Mio ausilio è l'animo maligno che attira a
me quelli che con me periranno".
[2] L'apostolo gli disse: "Dimmi tutto, dannato, non nascondermi nulla". Ed egli gli rispose: "Perché mi
stringi con la destra del Signore, segno del Crocifisso? Perché mi stringi? Anche se volessi nascondermi,non potrei; se lo avessi potuto avrei combattuto contro di essi; ma proprio non posso. [3] Se avessi potuto
farvi perdere tutti, come feci con uno di voi, di nome Giuda, che è sotto il mio dominio! Anch'io infatti
sono stato creato tra gli angeli, quando Dio fece il cielo e la terra. Il Signore prese una fiamma di fuoco e
per primo creò me; dopo creò l'arcangelo Michele che ebbe poi il potere.
[4] Suo figlio, invece, lo aveva generato prima di porre le fondamenta al cielo e alla terra. E quando volle
ricostruire ogni cosa, divenne parola di suo figlio. Noi siamo stati fatti per volere di suo figlio, ci ha
plasmati secondo il beneplacito del Padre.
[5] Io sono stato il primo ad essere creato. Poi fu creato Michele che il Signore ritenne degno di ogni virtù
e, avendo obbedito, restò fedele ai comandamenti divini. Il terzo ad essere creato fu Raffaele, il quarto
Gabriele, il quinto Uriele, il sesto Zataele e poi altri sei che non posso nominare. Questi dunque
difendono il trono di Dio.
[6] Mi castigano sette volte durante il giorno, e nella notte mi portano sette volte nella perdizione e
spezzano tutta la mia forza.
Questi sono i dodici angeli difensori che stanno davanti al trono di Dio: questi sono gli angeli creati per
primi; dopo viene tutta la moltitudine degli altri angeli. [7] Nel primo cielo, migliaia di migliaia e
diecimila così pure nel secondo e nel terzo, così ancora nel quarto e nel quinto, così pure nel sesto e nel
settimo cielo. Dopo il settimo cielo c'è una tavola ove sono le potestà che impediscono l'ingresso a tutti
coloro che operano negligentemente.
[8] Vi sono ancora altri quattro angeli che presiedono il soffio dei venti ed impediscono loro di fare
quanto vorrebbero. Manch è l'angelo che presiede la tramontana ed Etalfata presiede il settentrione:
tengono in mano verghe di fuoco e fiaccole ardenti per riscaldarsi dal freddo, di modo che la terra non si
secchi e il mondo non perisca. [9] Cedor presiede il meridione affinché il sole non turbi la terra, tempera
il suo calore, di modo che non bruci la terra e spegne la fiamma che esce dalla sua bocca. Un altro angelo
è sul mare e infrange la forza delle onde. Le altre cose non te le dico".
[10] Gli artifizi del nemico. L'apostolo Bartolomeo gli disse: "Dimmi, malfattore e bugiardo, ladro fin dal
principio, pieno di amarezza e di inganno, di invidia e di ipocrisia, serpente astutissimo e antico, lupo
rapace, tu che fai opera di persuasione affinché le anime degli uomini si allontanino dal Dio vero, creatore
di tutto, che fece il cielo, la terra, il mare e tutto quanto in essa si trova, giacché tu sei sempre nemico del
genere umano".
[11] Satana gli rispose: "Se proprio li vuoi sapere, ti riferirò i singoli artifizi con i quali inganno quelli che
ti indicherò. Faccio opera di persuasione per l'omicidio, l'idolatria, i malefizi, perché credano nelle
fantasie ch'io metto loro in mente. Quanti fanno queste cose, quanti le approvano come quelli che le
insegnano periscono con me".
[12] Bartolomeo gli disse: "Dimmi subito in qual modo persuadi gli uomini a non seguire Dio, ma gli
artifizi cattivi, lascivi e tenebrosi, abbandonando le vie del Signore diritte e illuminate". L'anticristo gli
rispose: "Te lo dirò. Una ruota salì dall'abisso ed aveva sette coltelli di fuoco. Il primo coltello ha dodici
canali". Bartolomeo domandò: "Chi sono quelli che si trovano nei coltelli?". [13] L'anticristo gli rispose:
"Nel canale di fuoco del primo coltello si trovano quelli che tirano le sorti, gli indovini, gli incantatori,
quelli che credettero in essi e quelli che li cercarono: con l'iniquità del loro cuore trovarono divinazioni
false.
Nel secondo canale di fuoco sono posti i blasfemi, quanti bestemmiano Dio e il loro prossimo, quelli che
bestemmiano le Scritture; qui sono posti anche gli incantatori, quelli che li cercarono e quelli che
credettero in essi. Nel mio numero sono destinati quelli che si uccidono o si dànno la morte, quanti si
annegano, si gettano in un pozzo, si sospendono a un capestro, si percuotono con un'arma. [14] Nel terzo canale sono posti gli omicidi, gli adoratori degli idoli, quanti seguono l'avarizia e l'invidia a
causa della quale io sono stato scacciato dai cieli in terra.
Negli altri canali sono sistemati gli spergiuri, i ladri, i superbi, gli avidi, gli usurai, quelli che
bestemmiano gli spiriti, non dànno ospitalità ai pellegrini, non fanno elemosina, non assistono i carcerati,
servono tiepidamente nella Chiesa e sono detrattori; quelli che non amano il loro prossimo e tutti gli altri
peccatori che non ricercano il Signore o lo venerano tiepidamente: io scandalizzo tutti costoro a mio
piacimento". [15] Bartolomeo gli domandò: "Dimmi, diavolo bugiardo e non verace, queste cose le fai tu
personalmente oppure per mezzo di tuoi ministri o di tuoi simili?". L'anticristo gli rispose: "Oh, s'io
potessi uscire e fare queste cose personalmente! Ma n‚ io esco n‚ alcuno di quelli che sono stati gettati qui
con me.
[16] Qui abbiamo invece alcuni ministri secondari, che a loro volta si sono fatti dei colleghi ministri, ai
quali abbiamo dato i nostri ordini, su di loro abbiamo poste le nostre stole e li mandiamo a caccia,
affinché con molta dolcezza ci catturino le anime degli uomini, sollecitandoli a seguire l'ebrietà, l'avarizia
e la bestemmia, a deviare la fornicazione in eresia, a venerare gli idoli, a deviare dalla Chiesa, a
sottovalutare la croce del Crocifisso, a dire falsa testimonianza: noi, infatti, facciamo tutto ciò che Dio
odia.
[17] Alcuni li facciamo cadere nel fuoco, altri li buttiamo giù da un albero, ad alcuni spezziamo le mani o
i piedi, ad altri caviamo gli occhi, e facciamo molte altre cose di questo genere. Offriamo loro oro,
argento e (la realizzazione di) ogni desiderio del mondo, e quelli che non possiamo far peccare da svegli,
li facciamo peccare in sogno.
[18] Il nemico espone le sue conquiste e le sue disfatte. Ma se qualcuno avrà rinunziato alle malvagità
sopra menzionate, si convertirà al Signore, avrà diviso bene le ricchezze del mondo e farà penitenza, Dio
si rivolgerà a lui e purificherà il suo vaso giacché egli l'ha plasmato e abita in lui e fa sua la di lui casa.
[19] Quando arrivano poi i miei ministri, trovano quella casa occupata e non la possono avvicinare
neppure da lontano essendo già abitata dal re celeste e da ogni parte c'è il suo sigillo. Elevano allora un
ruggito e ritornano da noi ad annunziarci con le lacrime: "Eravamo riusciti a conquistarlo con il lavoro di
un anno e di molto tempo, ed ecco che l'abbiamo perso; ora ci voleva persino legare e mandare
nell'abisso".
[20] Ma io li flagello perché si sono comportati con negligenza, li mando là ove possono trovare un'anima
da sedurre affinché la seguano o la diano a noi; diamo loro anche la facoltà di prendere l'aspetto che
vogliono per apparire agli uomini.
[21] Ti dirò anche i nomi degli angeli di Dio che ci sono contrari. Uno si chiama Mermot e tiene insieme
le tempeste; i miei ministri lo scongiurano ed egli concede loro di abitare dove vogliono, ma nel ritorno
sono incendiati. Altri cinquanta sono gli angeli sopra i bagliori, e quando lo spirito vorrebbe uscire da noi
per il mare o sopra la terra questi angeli, dalle nubi, scagliano contro dei colpi di pietra e di fuoco che ci
brucia e spacca sassi ed alberi.
[5, 1] Ed ovunque ci possono trovare ci perseguitano per ordine di colui che assistono quello che mi ha
relegato; giacché è per suo ordine che tu mi domini e quanto io non mi pensavo di dire, il mio segreto,
involontariamente confesso".
[2] L'apostolo Bartolomeo gli domandò di nuovo: "Dimmi ciò che hai fatto e ciò che fai". Satana gli
rispose: "Pensavo di non manifestarti tutto il mio segreto, ma per colui che comanda e la cui croce mi
obbliga, non ti posso nascondere nulla. [3] Io spinsi il re Geroboamo a fabbricare i due vitelli d'oro, a
fornicare a causa loro e costringere il popolo a seguirlo; e prima ancora io feci questi altari e questi pali e
costrinsi il popolo a fornicare a causa loro. Sono io che ho tentato Giobbe e gli sottrassi i figli e le ricchezze e a me è stata data la facoltà di coprire
Giobbe di piaghe, da capo a piedi. Per mezzo di sua moglie, tentai di prendergli anche l'anima, ma non ci
sono riuscito: essendo egli giusto e perfetto davanti a Dio, Dio lo custodì.
Sono io che, con le donne, ingannai i figli del sacerdote Eli, con i quali sono stati uccisi più di trentamila
uomini.
[4] Sono io che ho fatto mormorare il popolo di Dio nel deserto; lo feci fornicare per mezzo dei pali sacri
e degli altari e con la fabbricazione del vitello.
Sono io che li ho sedotti entrando nel cuore del popolo affinché dicesse ad Aronne: "Fa' per noi degli dèi
che ci precedano" e poi danzarono davanti al vitello e l'adorarono. [5] Giunto Mosè, pregò per loro ed,
avendo fatto penitenza, si salvarono, giacché ovunque si trova un uomo giusto e fedele che si tiene
lontano dal male e teme colui dal quale è stato creato, per opera sua si salvano molti.
Ovunque invece si trova un uomo che non teme colui dal quale è stato creato, ma lo serve tiepidamente,
non salva n‚ se stesso n‚ gli altri. Ed io lo scandalizzo, affinché non si possa riprendere e pregare per i
suoi peccati, n‚ fare opere buone.
[6] Però non li vinco tutti, ma solo quelli che trovo vuoti. Quelli che trovo pieni di Spirito santo e del
segno della croce, che perseverano nei comandamenti di Dio ed hanno lo scudo della fede, e cioè la croce
sulla quale egli fu appeso, li tento sì, ma me ne resto confuso. Invece entro e rimango presso quelli che
trovo vuoti, senza il segno del Crocifisso, e perseveranti in quelle cose che sono cattive oppure non
credono affatto in Dio.
[7] Ti assicuro che odio le opere buone e desidero invece le opere cattive.
Sono io che ho fatto e faccio i martiri entrando nel cuore dei prìncipi affinché li perseguitino.
Sono io che ho fatto mettere i tre fanciulli nella fornace ardente. Ma colui che mi ha stretto con catene di
fuoco, era con essi in mezzo alla fornace e li refrigerava.
Sono io che ho fatto perseguitare i Maccabei poiché erano perfetti nella legge di Dio.
Sono io che ho fatto ardere di passione verso Susanna i due vecchi e li feci pronunciare contro di lei una
falsa testimonianza.
Sono io che ho fatto in modo che fosse fabbricata l'immagine ordinata da Nabucodonosor, ed abitai su di
essa.
[8] I sacerdoti degli idoli sia in Babilonia sia nelle altre regioni di tutto il mondo, venerati da tutte le genti,
sono mia dimora, abito con essi e sono miei fratelli.
Sono io che, entrato nella bocca di tutti i suoi profeti, ingannai il re Acham con un falso aiuto. Quando gli
uomini vogliono fare elemosine, soccorrere i carcerati, visitare gli infermi, provvedere a se stessi, vestire
un ignudo, dare da mangiare e da bere agli affamati, ascoltare la voce dei poveri e scontare così i loro
peccati, allora io entro in cuor loro ingannandoli in modo che non facciano ciò che è bene, ma ciò che è
male.
[9] Spinto dall'invidia, lavoro affinché nessun uomo cristiano salga là donde io sono stato scacciato. Per
dire tutto, io propino a tutto il mondo le mie pozioni. Sono io che faccio sì che le genti adorino gli idoli e
venerino i campi.
Sono io che infondo la libidine invece della castità, e la corruzione invece della verginità, l'amore del mondo invece dell'amore di Dio, l'amore della lussuria invece dell'amore della purezza.
Sono io che infondo la superbia invece dell'obbedienza, l'ubriachezza invece della sobrietà.
Sono io che suscito le diverse eresie affinché gli uomini fornichino per mezzo degli idoli e si separino
dalla Chiesa cattolica.
[10] E come a voi, suoi apostoli, il vostro Maestro diede la facoltà affinché da tutto il mondo e da tutte le
genti gli prepariate nella sua Chiesa delle anime fedeli per mezzo della vostra predicazione, così, per
acquistarmi discepoli, io mando i miei ministri affinché vadano ovunque trovino persone infedeli che non
credono al Maestro verace, e credono invece a me ingannatore.
[11] Faccio dunque dolce quanto è amaro, benefico quanto è ignominioso, inquieto quanto è tranquillo,
benevolo quanto è iracondo, vergine quanto è lussurioso, male quanto è buono, ingiusto quanto è giusto,
ingiurioso quanto è onorifico, triste quanto è gioioso, cupidità quanto invece è elemosina, empio quanto è
pio, golosità quanto è astinenza, falsa la testimonianza vera.
[12] Per mezzo dei miei amici, ministri e seguaci io trarrò a me tutti quelli che potrò affinché con me
periscano. Se io infatti fossi libero, metterei tante di quelle insidie tra gli uomini che nessuno più
entrerebbe nel luogo donde io sono caduto e, se potessi, tenterei anche voi e vi ucciderei come feci già
con il vostro Giuda, e porrei inimicizie tra di voi e i vostri padri che furono prima di voi.
[13] Ma quando sarete andati a predicare, dopo di voi invierò i miei ministri affinché le genti di tutto il
mondo non vi credano, bensì si accordino per uccidervi, lapidarvi, crocifiggervi come il vostro Maestro.
Sono io che, per opera di una donna, ho fatto decapitare da Erode anche Giovanni Battista. La mia vita è
la vostra morte, la mia beatitudine è la vostra tribolazione e la mia gioia è la vostra tribolazione. Basti
quanto ti ho manifestato! Se ti dicessi di più non avrei più riposo".
[14] Artifizi presenti e futuri del nemico. Il Signore Gesù disse all'apostolo Bartolomeo: "Lascialo e
ordinagli che se ne ritorni al suo posto fino all'avvento del Signore. Io ti manifesterò quanto ancora è
rimasto; è, infatti, necessario rinascere diversi; così, coloro che sono provati e vinceranno, si troveranno
nel regno dei cieli donde questo nemico è caduto assieme ai suoi consiglieri".
[15] Allora l'apostolo Bartolomeo disse all'anticristo: "Ritorna nel tuo regno nell'abisso, o dannato nemico
degli uomini, fino all'avvento del Signore nostro Gesù Cristo che verrà a giudicare per mezzo del fuoco i
vivi e i morti ed il secolo e a dannarti con i tuoi simili, affinché tu più non presuma compiere quanto hai
detto".
[16] Con una voce lamentosa pari ad un ruggito di leone, Satana disse: "Guai a me! Ho ingannato molti
per mezzo della donna, e da una vergine sono stato a mia volta ingannato, stretto e legato da catene di
fuoco dal figlio della vergine, e brucio terribilmente. O verginità che sempre mi fu contraria! Devono
passare ancora settemila anni, e come ho potuto essere ingannato a confessare tutto quanto ho detto.
[17] Comunque, prima del suo avvento manderò ancora le mie frecce dove potrò, sia personalmente che
per mezzo dei miei ministri e seguaci. Ma tutto ciò è capitato a me e ai miei consiglieri a causa della
superbia e disobbedienza. Sono io che ho fatto in modo che i suoi fratelli prendessero in odio Giuseppe, li
incitai contro di lui affinché l'uccidessero, come Caino uccise suo fratello Abele, lo volevo ingannare per
mezzo di una donna, ma non ci sono riuscito.
Ove, infatti, c'è l'amore di Dio, là c'è pure il suo timore; come ove c'è la saggezza e la castità, quivi c'è
pure umiltà e carità perfetta, e contro di esse io non posso fare nulla. Sono io che ho sedotto il re Saul
affinché non obbedisse alla voce di Samuele profeta. [6, 1] Saturno, Apollo, Giove e Mercurio sono miei fratelli e tutti gli dèi venerati da tutte le genti sono
ascritti nel mio numero, giacché sono io che sono invocato sotto il loro nome. Simon mago, Zaroes e
Arfaxir, Jamne e Mambre sono miei fratelli e così quanti li hanno invitati; Sodoma e Gomorra seguivano
le mie opere, allorché Dio s'è adirato contro di esse e fece piovere fuoco e zolfo dal cielo annientando
tutti.
[2] Enoc e Noè furono miei nemici, essendo giusti presso Dio. Io stuzzicai Esaù contro Giacobbe, e feci
uccidere Zaccaria nel tempio. Sono io che introdussi nel cuore di Giuda il tradimento di Cristo ai Giudei,
e sono io che ho agito nel cuore degli Ebrei affinché crocifiggessero Cristo e lo colpissero con la lancia.
Sono io che ho tentato lui, come già il primo uomo, sono io che nel deserto gli offrii il pane qual cibo per
vedere se lo potevo sedurre come il primo uomo, e gli offrii pure i regni del mondo.
[3] Ma colui che ha creato gli angeli, il mondo e tutte le cose che sono nel mondo, al cui comando trema
tutto, colui che ha rifinito il mare e pose le basi all'arida, colui per mezzo del quale è stata fatta ogni cosa,
mi ha legato con catene di fuoco, da lui sono stato avvinto; la sua croce mi tormenta molto e non mi
permette di fare quanto desidero, senza il suo permesso.
[4] E non ti nascondo neppure questo pur confessandolo a malincuore. Quando i cristiani vogliono vivere
secondo il precetto di Dio e vogliono correre in chiesa ad ascoltare la lezione e le parole di Dio, o quando
vogliono pregare bene, io entro nel loro cuore, metto in essi diverse tentazioni e faccio loro molte cose.
Noi che altro non abbiamo che il male, come possiamo fare del bene?".
[5] Bartolomeo ringrazia Gesù. Il Beato apostolo Bartolomeo disse a Gesù: "Tu sei buono, Signore Gesù
Cristo, per opera del tuo vero e glorioso avvento siamo diventati buoni giacché tu sei misericordioso
verso coloro che si convertono a te; sei un Dio benevolo, tu ti sei degnato venire dall'utero di una vergine,
e così la carne che era stata corrotta dall'inganno del nemico fu ristabilita per opera di una vergine buona
e pura per la quale ti sei degnato di venire e che è detta giustamente madre e regina; con il tuo glorioso e
mirabile avvento hai redento per Dio Padre onnipotente; a causa di Eva eravamo periti e separati dal
regno dei cieli, [6] ora per opera di una vergine tutto è stato riparato e per mezzo del tuo santo avvento e
per il tuo rinomato mistero hai aperto il tuo regno dei cieli a coloro che credono in te; mentre prima il
genere umano era caduto a causa della superbia e del consiglio del nemico. Ti domandiamo, Dio, di avere
misericordia dei tuoi servi che sperano in te, giacché tu sei lo stesso Signore che hai rinvigorito Mosè, tuo
servo, contro Amalek e lo hai vinto per opera del tuo braccio santo ed eccelso, come hai schiacciato il
faraone con il suo esercito, mentre hai salvato il popolo dando la vittoria ai tuoi servi. [7] Ed ancora, sei tu
che hai schiacciato tutti gli avversari (di) queste generazioni pessime al cospetto del tuo popolo Israele, ed
è in virtù della tua potenza che la vittoria arrise sempre al tuo servo David, sei tu che hai parlato nei suoi
giorni e hai irrobustito le sue mani contro i suoi nemici".
[8] Il motivo della caduta del nemico. Dopo di ciò apparve nuovamente il diavolo a Bartolomeo e gli
disse: "Ti prego, o apostolo del Dio vivo, di non far sapere quanto io involontariamente ti ho confessato".
L'apostolo Bartolomeo, ammirando l'audacia del nemico e confidando nella potenza del Salvatore, rispose
a Satana: "Demonio immondissimo, confessa il motivo per cui sei stato scacciato dall'altezza dei cieli,
avendomi tu giurato che mi avresti detto tutto".
[9] Il diavolo rispose: "Quando Dio fece il padre Adamo a sua immagine, disse ai quattro angeli che
convocassero la terra dai quattro angoli, e l'acqua dai quattro fiumi del paradiso. Nel mondo io ero nei
quattro angoli della terra. Là dove io non ero fu fatto l'uomo quale essere vivente e (Dio) lo benedisse
poiché era a sua immagine. Dopo, Michele, Gabriele e Uriele adorarono.
[10] Quand'io ritornai dal mondo, l'arcangelo Michele mi disse: "Adora la figura che Dio ha fatto secondo
il suo beneplacito". Io vidi che era fatto con la polvere della terra, e dissi: "Di acqua e fuoco son io e sono
stato creato prima. Non adoro il fango della terra". Michele mi disse nuovamente: "Adora! Che non capiti
che il Signore si adiri contro di te". Io gli risposi: "Il Signore non si adira contro di me. Bensì porrò il mio
trono contro il suo trono". Allora il Signore si è adirato verso di me, ordinò di aprire le cateratte del cielo e mi gettò in terra.
[11] Dopo che fui gettato giù, il Signore interrogò alcuni angeli che erano sotto di me se volevano adorare
l'opera delle sue mani. Ed essi gli risposero: "Abbiamo visto che il nostro principale non ha adorato, così
noi non adoriamo chi è inferiore a noi". Anch'essi furono allora gettati giù in terra con me, ed abbiamo
dormito per quarant'anni. Quando mi svegliai, vidi che quelli dormivano sotto di me; li destai secondo il
mio volere e mi consigliai con loro sul come persuadere l'uomo a causa del quale sono stato gettato giù
dai cieli.
[12] Dopo che mi consigliai, compresi come lo potevo sedurre. Presi dunque nelle mie mani delle foglie
di fico, asciugai il sudore del mio petto e sotto le mie ali, e poi le gettai lungo il corso d'acqua: Eva,
bevendone, provò il desiderio della carne; la diede a suo marito; e parve loro dolce, nonostante fosse
amara. A causa della prevaricazione commessa, non capirono di avere prevaricato. Se non avessero
bevuto di quest'acqua non avrei mai potuto persuaderli, n‚ io avrei potuto vincerli diversamente che così.
[13] Ma guai a me, giacché se per mezzo di Eva sono stato vincitore, per mezzo di Maria vergine sono
stato vinto. Da suo figlio sono stato imprigionato ed ora brucio terribilmente. Guai a me, giacché per
mezzo di una vergine è stata scoperta la mia intenzione, la mia forza si è disgregata ed io brucio
moltissimo. Ma ti prego, apostolo del Dio vivo, di non manifestare tutte le parole che io - vinto, legato e
costretto - ti ho rivelato, giacché non trovo ove riposare".
[14] L'addio al nemico. Bartolomeo gli rispose: "Possa tu non stare mai bene, o dannato, astutissimo
nemico degli uomini, drago antichissimo. Tu vuoi ch'io nasconda al popolo di Dio le tue arti cattive,
astute e pessime? Le tue vie inique e ingannatrici, tenebrose e lubriche che conducono a te, e a quelli che
sono d'accordo con te, nella perdizione, nella geenna di fuoco e nella pena perpetua? Non le nasconderò
bensì ne annunzierò l'artefice a quelli che crederanno nel Signore mio Gesù Cristo.
[15] Annunzierò la via dell'equità, della verità e della carità che conduce alla vita eterna e alla requie
perpetua affinché quanti la seguono e giungono in fondo vivano in sempiterno e siano partecipi della vita
eterna donde tu, misero, sei caduto per superbia".
[16] E, pregando, l'apostolo Bartolomeo disse: "Signore Gesù Cristo, ordina che egli entri nell'inferno,
giacché questo diavolo è audace contro di me". Il Signore Gesù Cristo disse a Satana: "Vattene, discendi
nell'abisso e resta là fino al mio avvento". E subito il diavolo più non apparve.
[17] Preghiera di Bartolomeo. Allora Bartolomeo, cadendo ai piedi di nostro Signore Gesù Cristo, prese a
dire tra le lacrime: "Abba, Padre, il solo ad essere sempre glorioso, Verbo del Padre per mezzo del quale è
stato fatto tutto! Colui che a stento i cieli potevano contenere volle abitare nell'utero di una vergine; colui
che una vergine portò e generò senza sentire dolore. Era vergine prima del parto e rimase vergine dopo il
parto.
Tu, Signore, l'hai scelta e l'hai chiamata madre vera, vergine e ancella. Madre perché per suo mezzo ti sei
degnato discendere là dove hai preso carne. Regina perché di lei ne hai fatto la regina delle vergini.
Tu poi, Signore, hai creato tutto secondo il tuo giudizio ed hai fatto sì che prima ancora che ti preghiamo
tu ci dia tutto secondo la tua bontà, Signore.
[18] Tu che hai portato una corona di spine da dare a noi che ti supplichiamo una corona inestimabile, e
per liberarci dalle spine dei peccati.
Tu sei stato appeso a un legno per allontanare da noi il legno della cupidità e della concupiscenza; ed
affinché anche noi credenti, per opera del nuovo legno della croce del salvatore Signore Gesù Cristo, per
mezzo della quale hai vinto il mondo e quello che seduceva sempre il mondo, possiamo vincere i poteri dell'avversario seguendola e custodendola sempre in cuor nostro.
[7, 1] Ti supplichiamo, Signore, affinché per questo segno della santa croce, per il tuo glorioso avvento e
per il glorioso tuo nome, coloro che credono in te possano vincere le potestà aeree. Giacché tu sei la
nostra forza e gloria e ci hai assicurato dicendo: "Senza di me non potete fare nulla"".
[2] Preghiera degli apostoli. Dopo di ciò, tutti gli apostoli caddero bocconi ai piedi del Signore, dicendo:
"Benedetto, Signore, grande e terribile creatore di tutto, per opera del quale è stato fatto tutto, in cielo e in
terra, che ti sei degnato di rivelare ai tuoi servi questo mistero affinché le genti e le generazioni umane
sappiano che sei tu che hai creato ogni cosa e che salvi quanti sperano in te. Ci hai svelato il nostro
nemico affinché le genti imparino a guardarsi dall'allettamento dell'antico serpente che ha sedotto il primo
uomo, affinché le genti non gli credano allorché con le sue arti maligne entra negli altari e nelle statue di
bronzo per sedurre le anime degli uomini e mandarle alla perdizione come egli stesso perì. Egli attira
nell'errore della menzogna coloro che credono alla verità e al tuo nome grande e terribile, coloro che
credono che tu sei il Dio uno e trino, e ti confessano uno nella trinità.
[3] Ti lodano i cieli dei cieli.
Ti lodano i cherubini e i serafini.
Ti lodano i profeti. Ti lodano gli angeli e gli arcangeli.
Ti lodano i giusti. Ti lodano i martiri.
Ti lodano i confessori.
Ti lodano le vergini.
E noi, tuoi servi, ti lodiamo e benediciamo il tuo nome.
Re dei cieli che da solo operi cose grandi e mirabili, come hai fatto con i nostri padri Abramo, Isacco e
Giacobbe, come hai fatto con Mosè, Aronne e Gesù Nave e con tutti i tuoi servi fedeli che ti furono
graditi come David e Salomone.
[4] A te la forza e la gloria.
A te la potenza.
A te la potestà.
A te l'impero.
A te il regno.
A te la grandezza.
A te l'esaltazione.
A te la vittoria avendo tu vinto il seduttore del mondo.
A te l'eternità con il Padre e con lo Spirito santo.
Tu sei il principio e la fine. [5] Sei tu che hai redento il mondo con il tuo sangue, e di nuovo sei atteso come giudice dei vivi e dei
morti. Ti supplichiamo, Signore, affinché ti degni di essere sempre con noi. Non abbandonarci! Sii
sempre vicino ai tuoi fedeli, Signore!
[6] Sei tu che in principio hai fondato la terra e i cieli sono opera delle tue mani.
Sei tu che hai separato la luce dalle tenebre, e tutte le cose sono state fatte in tua presenza.
Tu sei potente e verace, Signore, nelle tue parole, e fedele nelle tue leggi con le quali hai parlato per
mezzo dei tuoi servi profeti e con le quali hai promesso che ti saresti dato a noi.
Tu sei venuto per opera dell'utero glorioso e castissimo della santissima vergine Maria.
[7] Tu hai permesso che una lancia trapassasse il tuo costato per liberarci dalla spada del diavolo, saziarci
con il tuo corpo e con il tuo sangue e per liberare sempre dalle insidie dei nemici coloro che ricevono
queste cose e credono nella tua santa Chiesa cattolica.
Tu, per mezzo di una canna, hai gustato una spugna piena di fiele e aceto, per tenerci lontani dalla fauce
del diavolo e liberarci dall'aceto dell'amarezza.
Tu ci hai dato il calice di vino sincero del nuovo testamento quale cibo dell'anima e del corpo, quale
redenzione di vita eterna.
[8] Tu hai gridato ai quattro fiumi ed al tuo comando corsero, obbedienti, al tuo servizio. Il primo fiume è
Filosofon per l'unita della Chiesa e la credulità apparsa in questo mondo. Il secondo fiume è Geon perché
fatto dalla terra, o anche (per) i due testamenti. Il terzo fiume è il Tigri perché nei cieli ci è stata
manifestata la trinità sempiterna: crediamo nel Padre, nel Figlio e nello Spirito santo, ed uno solo è il Dio
per mezzo del quale sono state fatte le cose in cielo e in terra. [9] Il quarto fiume è l'Eufrate.
Tu hai saziato per sempre ogni anima viva con il lavacro di rigenerazione che era figura dei vangeli che
scorrono per tutto l'orbe terrestre che ti sei degnato di evangelizzare per opera dei tuoi servi affinché
quanti credono e confessano siano salvi, credendo nel tuo nome, grande e terribile, e nei tuoi santi vangeli
per giungere così a quella vita che non hanno".
[10] Dossologia di Bartolomeo. Allora l'apostolo Bartolomeo disse a Gesù: "Signore, padre, re della vita
eterna, re dei cieli, re degli arcangeli, re dei profeti, re dei martiri, re dei giusti, re dei fedeli, re di quanti
credono in te, re degli orfani, re dei prigionieri, re dei piccoli, re dei secoli, re del mondo. Consolatore dei
tribolati, liberatore di quanti credono in te, medico dei doloranti, nutritore degli orfani e delle vedove,
redentore di coloro che erano persi, sei tu che con il tuo sangue hai redento tutto l'orbe terrestre dalla
mano del nemico che anelava a divorare la tua plebe. Salvezza dei peccatori, non abbandonare la creatura
da te plasmata".
[11] La missione di Gesù nel mondo. Gesù rispose: "Bartolomeo, mio Padre mi ha chiamato Cristo
proprio per questo, affinché io discendessi sulla terra ad ungere con l'olio della vita ogni uomo che viene
a me; e chiunque sarà unto vivrà in eterno. E mi ha chiamato Gesù affinché io rimetta i peccati ai
penitenti, a quelli cioè che fanno penitenza delle loro cattive azioni, si distolgono dalla vita tenebrosa per
seguire la via della giustizia per ricevere il battesimo con le invocazioni e professioni, e osservano poi i
miei comandamenti che sono scritti qui, nei profeti e nella legge, e non seguono la via dell'iniquità sulla
quale ha seminato il nemico.
[12] Io, infatti, ho donato a tutti la verità di Dio, poiché io sono la via, la verità e la vita. Via, perché
nessuno può venire al Padre se non per mezzo mio; vita, perché io do la vita eterna ai giusti, ai fedeli che
credono in me con cuore puro, e a quelli che mi temono: saranno come angeli di Dio e saranno detti figli
dell'Altissimo; io sono verità perché in me ebbe compimento tutto ciò che di me avevano profetato i profeti e quanto di me è scritto nei salmi; sono io, infatti, che li ho mandati. Io sono la vita perché ho
mostrato ai fedeli la via, cioè il battesimo di santificazione.
[13] Spontaneamente mi sono offerto ai flagelli, ricevetti sputi sulla faccia, fui ferito da una lancia e
abbeverato con fiele e aceto; da perfidi Ebrei sono stato appeso ad una croce. Volli patire tutte queste cose
dai pontefici ebrei, per salvare il mondo, liberarlo dalla rabbia del nemico maledetto che voleva perdere il
genere umano come era perito egli stesso.
[14] Quante cose mirabili ho compiuto davanti ad essi e tuttavia non mi credettero, bensì chiusero le loro
orecchie e voltarono le loro facce senza credermi, dicendo: "Scaccia i demoni in forza di Beelzebub
principe dei demoni" e gridando: "Noi non abbiamo alcun re!". Non vollero capire quanta sofferenza io
sopportai per liberarli dalla terra d'Egitto, dalla casa di servitù e farli passare attraverso il Mare Rosso
come attraverso l'arida.
[15] Per quarant'anni cibai i loro padri nel deserto con la manna; feci sorgere l'acqua da una durissima
pietra; e il bene me lo ripagarono con il male. Non vollero riconoscere che sono il Signore che li ha creati.
Davanti a loro infransi tutte le genti, ma non vollero camminare sui miei precetti. Fecero, anzi, consiglio e
mi consegnarono alla morte.
[16] Quanto a voi, occorre che voi sopportiate tutte queste cose affinché veramente vi possiate dire miei
discepoli e seguiate la mia via. Starete davanti a re e presidi, prìncipi e autorità a causa del mio nome.
Abbiate un poco di pazienza per amor mio, e regnerete con me in perpetuo, sederete con me nel regno del
Padre mio, e sederete con me in tribunale a giudicare le dodici tribù di Israele. Giacché io non vi dico più
(servi), ma amici avendovi manifestato ogni cosa: il servo ignora ciò che fa il suo signore, io invece vi ho
manifestato ogni cosa.
Non temiate quelli che possono uccidere il corpo, giacché l'anima non possono ucciderla. Non datevi
pensiero di come e di che cosa parlare, giacché abita in voi lo spirito di mio Padre ed egli vi darà la
testimonianza per vendicare il mondo e colui che seduceva il mondo.
[8, 1] Ora, infatti, sarà distrutta la saggezza del mondo ed eretta quella di Dio. Amatevi l'un l'altro come
io vi ho amato e rimanete in me come io in voi. Come io ho dato l'anima mia per il mondo e per voi, così
voi pure date le vostre anime per i fratelli".
[2] Bartolomeo gli disse: "Signore, è lecito manifestare queste cose a tutti gli uomini?". Gesù gli rispose:
"A tutti quelli che sono credenti ed osservano questo mistero ch'io vi ho mostrato, è lecito manifestarle.
Tra i gentili, infatti, vi sono alcuni che venerano gli idoli, vi sono bevitori, fornicatori, spergiuri, blasfemi,
detrattori della Chiesa cattolica, invidiosi, malefici, incantatori, perversi, seguaci dell'arte del nemico,
odiatori del loro prossimo: tutti costoro non sono degni di udire questo mistero.
[3] Ne sono, invece, degni quelli che osservano i miei precetti, che comprendono le parole di salvezza
della vita eterna che non ha termine: ed in cielo, nel regno del Padre mio, sono partecipi dei santi, dei
giusti, dei fedeli. Colui che si sarà separato dall'errore dell'iniquità ed avrà seguìto la via della salvezza e
della giustizia, è necessario che ascolti questo mistero. Te beato Bartolomeo, e beata la tua generazione".
[4] Bartolomeo allora, scrivendo in cuor suo tutte quelle cose udite dalla bocca del Signore nostro Gesù
Cristo, con volto giulivo benedisse il Padre, il Figlio e lo Spirito santo dicendo: "Gloria a te, Signore,
redentore dei peccatori, vita dei giusti, fede dei credenti, risurrezione dei morti, luce del mondo, amante
della castità".
[5] Gesù allora, cingendo la corazza, disse: "Io sono buono, mansueto e benigno, misericordioso e
clemente, forte e giusto, mirabile, santo e guaritore, difensore degli orfani e delle vedove; colui che
incorona i giusti e i fedeli; giudice dei vivi e dei morti; luce della luce e splendore della fiamma;
consolatore dei tribolati e aiuto dei piccoli. Godete con me, amici miei, e ricevete il (mio) dono: io vi darò il dono celeste".
[6] Quando Gesù terminò di dire queste parole, tutti gli apostoli lo baciarono dandogli la pace; lo
benedissero e lo lodarono ad una voce, dicendo: "Amen!".
[7] Generi di peccati e di peccatori. E i discepoli l'interrogarono: "Signore, dì a noi: qual è il peccato più
grave di ogni altro peccato, Signore?".
Gesù rispose loro: "Peccato grave è la fornicazione, l'ira, la bestemmia, l'empietà, l'inganno, l'invidia, la
falsa carità, le cattive azioni. Di quanti agiscono così, il profeta disse: "Gli empi non risorgeranno nel
giudizio, n‚ i peccatori nel consiglio dei giusti". Amen, amen, io vi dico che agli uomini sarà perdonato
ogni peccato e qualsiasi azione cattiva, purché abbiano fatto penitenza. Ma a chi bestemmierà contro lo
Spirito santo non gli sarà perdonato n‚ in questo secolo n‚ nel giudizio futuro".
[8] Bartolomeo gli disse: "Signore, che cosa significa peccare contro lo Spirito santo?". Gesù gli rispose:
"Chiunque bestemmia un uomo che serve fedelmente Dio Padre o abbandona la sua Chiesa cattolica per
seguire l'eretica, costui bestemmia contro lo Spirito santo, per lui non ci sarà perdono.
Chi non adora il Dio creatore di tutto, che fece il cielo e la terra, ma adora legni e pietre privi di sensi e di
anima, di respiro, di vista e di udito, non avrà il perdono dei peccati.
Chi non offre sacrificio al Dio vivo, ma l'offre ai demoni perduti, non avrà perdono n‚ qui n‚ nel giudizio
futuro.
[9] Chi non cerca la salvezza del salvatore, commette un grande peccato.
Coloro che hanno fiducia negli uomini mortali, coloro che non corrono verso la Chiesa cattolica, ma
corrono verso le immagini dei demoni, non avranno il perdono dei peccati.
Chi non cerca il Dio dominatore di tutti, non avrà il perdono dei peccati.
Chi cerca gli incantatori, gli indovini ciarlatani, sarebbe meglio che non fosse nato.
Chi non crede ch'io discesi dai cieli in terra per redimere il mondo, chi non crede ch'io, mentre ero nel
mondo, regnavo da sempre nei secoli nei cieli con il Padre mio, non avrà il perdono.
Chi non crede ch'io ho patito e sono risorto; chi non crede alla risurrezione dei morti, da me predetta, non
avrà il perdono dei peccati.
[10] Ed ancora. Chi non crede ch'io verrò qual giudice dei vivi e dei morti, quando apparirò glorioso, non
avrà il perdono n‚ in questo secolo n‚ in quel giudizio.
Coloro che non venerano il Dio vivo creatore, per mezzo del quale sono state fatte tutte le cose, ma
venerano una creatura, questo è un peccato grave!
Chi non crede nel Padre, nel Figlio e Spirito santo, costui bestemmia contro lo Spirito santo, quindi per
lui non ci sarà il perdono n‚ qui n‚ nel giudizio futuro.
Chi non crede che il Padre, il Figlio e lo Spirito santo sono un solo Dio, non avrà il perdono dei peccati.
Coloro che per qualche stizza si uccideranno, o si getteranno in un fiume, non avranno il perdono dei
peccati. Chi non penserà alla sua anima, ma seguirà l'inganno del nemico, non avrà il perdono dei peccati.
[11] Chi invece ama Dio con cuore puro, segue i suoi comandamenti e osserva ciò che è scritto qui e nella
legge e nei profeti, non sarà sopraffatto dall'avversario, n‚ sarà toccato da alcun male.
[12] Andate a predicare! Andate dunque e insegnate a tutte le genti che non presumano giurare n‚ per il
cielo n‚ per la terra; nessuno giuri per il suo capo, giacché non può rendere un capello bianco o nero. Tra
di essi il parlare sia "sì sì", "no no".
Andate e predicate in tutto il mondo e tra tutte le genti una parola di verità e di pace, affinché ognuno
mantenga la verità e l'amore verso il suo fratello, verso il suo prossimo o amico, e dica la verità.
[13] Così ogni persona parli bene con la sua vicina ed ogni amica con la sua amica, e non con inganno. Io,
infatti, sono verace e voglio che voi siate veritieri. Da lontano, io capisco i pensieri di tutti, prima ancora
che siano formulati e giudico l'amore falso. Ma tu, Bartolomeo, va' e predica le parole di salvezza alle
orecchie di chi ha voglia di intendere.
E tutti gli (altri) apostoli da me eletti, andate a predicare! Quanti vi crederanno, saranno battezzati e
crederanno ai precetti che voi predicherete, riceveranno la vita eterna e la corona perpetua. Coloro invece
che non udranno n‚ praticheranno e non saranno battezzati, saranno condannati nel giudizio e andranno
alla pena del fuoco".
[14] Matrimonio e castità. Gli disse di nuovo Bartolomeo: "Signore, chi avrà commesso un peccato
carnale, quale parte avrà nel giudizio?". Gesù gli rispose: "E' bene che chi è battezzato osservi il suo
battesimo, custodisca la castità e resti in essa.
Se però giungerà il desiderio della carne, deve essere il marito di una sola donna. Sicché, come la moglie
deve ignorare un altro uomo, così anche il marito si tenga lontano da un'altra donna.
[15] Se manterranno la castità, osserveranno i miei comandamenti e daranno le loro decime alla Chiesa,
come il servo Abramo che custodì i miei precetti; ad essi darò il centuplo e la loro unione sarà senza
peccato.
[16] Se sopraggiungerà la necessità di prendere una seconda moglie o, per la moglie, di prendere un
secondo marito, lo possono fare purché corrano in chiesa, facciano elemosina, vestano chi è ignudo, diano
cibo e bevanda all'affamato e all'assetato, diano ospitalità ai pellegrini e non disprezzino noi, visitino gli
infermi, assistano i carcerati, diano una testimonianza verace, ricevano con ogni rispetto un sacerdote ed
uno che teme Dio; e, come vi dissi, offrano le decime alla Chiesa e facciano tutte quelle cose che sono
giuste affinché possano piacere a Dio.
[9, 1] Ma se uno prende una terza moglie, nel regno dei cieli sarà considerato indegno e peccatore, con
essa.
Se invece uno mantiene la sua castità e verginità, e - sia uomo o donna - sarà perfetto nella Chiesa
cattolica, costui nel regno dei cieli sarà considerato perfetto.
[2] Andate, voi, e predicate queste cose a tutte le genti e a tutti gli uomini: osservino i comandamenti
ch'io vi ho detto affinché si possano salvare e conseguire la vita eterna.
Io sono il vostro signore Gesù e il Maestro. Io sono il principio e la fine, il primo e l'ultimo, alleluia. Il re
potente e molto terribile, che do la corona a voi miei fedeli che sperate in me. Sono io che ho separato la
luce dalle tenebre. Alleluia".
[3] Dossologia degli apostoli. E tutti gli apostoli risposero ad una voce esultandolo, glorificandolo e lodandolo, e dissero: "Sei tu, Signore, che nel principio hai posto le fondamenta della terra e i cieli sono
opera delle tue mani.
Sei tu che all'inizio hai plasmato Adamo ed Eva e non li hai abbandonati; sebbene li abbia sedotti
l'inganno del nemico, la tua pietà non li ha abbandonati, ma li hai redenti con il tuo sacro sangue.
[4] Noi che a causa di Eva eravamo usciti dal paradiso di delizie, ora per il tuo santo avvento e per Maria
vergine e regina, tu ci hai ricondotto nei regni dei cieli, cioè nella tua Chiesa cattolica, che è il tuo corpo e
che hai detto tua sposa. Tu sei il giudice dei vivi e dei morti. Alleluia, alleluia".
[5] Ascesa di Gesù in cielo. Gesù rispose di nuovo e disse loro: "Io vi preparerò il regno dei cieli e dal
trono della mia gloria vi manderò lo Spirito santo che vi farà apparire più splendenti, veraci e forti davanti
ai prìncipi e le autorità. Alleluia.
E ritornerò ancora a rendere ad ognuno secondo le sue opere: ai giusti, ai fedeli, a quanti credono in me e
osservano i miei comandamenti, la corona e la vita eterna; a quanti disprezzano i comandamenti, la pena
perpetua e la geenna del fuoco ove sarà pianto e stridore di denti.
[6] Pace a voi! A voi do la mia pace, a voi lascio la mia pace. Abbiate la mia pace tutti voi che credete in
me, predicate il regno di Dio e il suo regno dei cieli a tutto il mondo e a tutte le genti, come io pure
predicai a voi".
[7] E mentre così parlava era trasportato in cielo, nelle nubi. E ad essi, ammirati, apparvero due angeli in
abiti splendenti e dissero loro: "Uomini galilei, che state ad ammirare il Signore che sale in cielo? Egli
verrà così come lo avete visto salire in cielo. E' lui il giudice dei vivi e dei morti; egli è il salvatore di tutti
quanti sperano in lui, colui che era stato predetto dai profeti e dai salmisti, come è detto nel settimo
salmo: "Perciò ritorna in alto, Signore". Cioè fino a quando non sarà completo il numero dei fedeli.
[8] Poi ritornerà con grande gloria e, nella sua potenza, darà ai superbi il supplizio ed il regno dei cieli ai
mansueti e agli umili".
[9] Allora Bartolomeo e tutti gli altri apostoli glorificavano il Signore Gesù Cristo dicendo:
"Gloria a te, Padre dei cieli,
re della vita eterna,
lucerna di luce inestinguibile,
sole splendente e limpidezza
della splendente luce eterna.
Re dei re e signore dei signori,
a te la gloria e la magnificenza,
l'impero e il regno, l'onore e la potestà
con il Padre e con lo Spirito santo.
Benedetto il Signore, Dio di Israele, che ci visitò e redense il suo popolo dalla mano dei suoi nemici,
e fece a noi misericordia e giudizio.
[10] Tutte le genti,
lodate il Signor nostro Gesù Cristo e credetegli
giacché egli è giudice dei vivi e dei morti,
il salvatore dei fedeli.
Colui che con il Padre e lo Spirito santo
vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen".
Termina l'interrogazione del beatissimo Bartolomeo apostolo e degli
altri apostoli con il Signore Gesù Cristo.