Visualizzazione post con etichetta Martinismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Martinismo. Mostra tutti i post

domenica 20 marzo 2016

Amore e Giudizio

Esiste un equilibrio tra i due estremi, cioè Hesed e Din, Amore e Giudizio. Quest'equilibrio è rappresentato da Rahamim, Misericordia. Tali estremi compaiono in tre luoghi, ognuno dei quali comprende un punto d'equilibrio. La prima polarità è tra Netzah e Hod e l'armonizzatore è Yesod. La seconda polarità è tra Hesed e Gevurah e chi equilibra è Tiferet. La terza polarità è tra Hokmah e Binah e armonizza Tiferet nel mistero di Da'at. Quest'armonizzazione implica la mediazione tra i due estremi.

(L'essenza della Cabala - Daniel C. Matt)

www.martinismo.net

sabato 19 marzo 2016

Tratto da "Uomo Ente Magico"

Deve essere in noi evidente ed improrogabile la necessità di erigere uno spazio sacro dove ciò che è impuro ed esterno non possa irrompere, e dove noi possiamo celebrare quanto di divino è in noi. Compito quindi del presente testo è quello di offrire una serie di utili e semplici strumenti attraverso i quali sia possibile creare un percorso giornaliero capace di dilatare il nostro campo percettivo-cognitivo, rendendoci cioè in grado di udire la nostra voce interiore. Cos’è l’edificazione dello spazio sacro se non la capacità di ognuno di noi di tracciare un cerchio, e di impedire che quanto sta oltre di esso ci confonda e confonda quanto vi sta dentro ? Comprendiamo adesso l’iniziale valore della pratica, e cioè quello di stabilire un muro invalicabile ad impedimento di quelle forze caotiche ed ipnotiche che tendono ad allontanarci costantemente da noi stessi. Solamente una volta eretto questo muro, sarà possibile organizzare lo spazio interiore, rettificarlo, e operare un’espansione costante. Nel momento in cui avremo compreso come la natura umana è cosa assai composita e mutevole, e a seguito di ciò avremo distinto una parte sacra da una naturale,  edificheremo lo spazio sacro dove attraverso l'opera incessante coglieremo i frutti amorevoli del nostro logos interiore. Un logos che perennemente ci parla, ci sussurra sulla Verità e sull’Origine, ma che ostinatamente non ascoltiamo inebriati dalle cose caduche di questo mondo.

Edizioni Lulu http://www.lulu.com/spotlight/lachimera70

Oppure su www.amazon.it

Le differenze sostanziali fra massoneria e martinismo

Tratto da "Martinismo e Via Martinista"
Riprendendo adesso la centralità della narrazione, è giunto il momento di valutare le divergenze fra i due fenomeni iniziatici, i quali trovano sostanziali differenze riassumibili nei seguenti punti:
L’accrescimento spirituale del martinista è individuale e solamente individuale, e non frazione di un accrescimento collegiale così come avviene nella Loggia Massonica. L'edificazione del tempio interiore martinista si esplica attraverso un sistema rituale lunisolare giornaliero e progressivo. Nel martinismo siamo alla presenza di una duplice progressione, che ha qualità al contempo di orizzontalità e di verticalità.Una progressione orizzontale in quanto per ogni grado (Associato Incognito, Iniziato Incognito, e Superiore Incognito) viene fornito di elementi, quaderni/libri/opuscoli, atti alla sua formazione filosofica e culturale. Il martinista da essi deve attingere le necessarie informazioni per erudirsi e meglio comprendere gli strumenti operativi che l’Ordine gli fornisce.
Al contempo abbiamo una progressione verticale in quanto ad ogni passaggio di grado il martinista viene fornito di nuovi strumenti operativi in accordo con le proprie esigenze formative. Nel grado di associato egli lavorerà seguendo il ciclo lunare al fine di purificarsi in chiave propriamente, ma non esclusivamente, cardiaca. Nel grado di iniziato abbiamo l’inclusione di strumenti dalla valenza fortemente teurgica, tesi all’opera sugli elementi quaternari e al consolidamento eggregorico del fratello all’interno della catena. Infine nel grado di Superiore la consegna dei rituali solari (solstiziali ed equinoziali), tendenti a dare funzione e ruolo sacerdotale al martinista.
Altro elemento di differenza risiede nella facoltà iniziatica di cui è investito il Superiore Incognito Iniziatore martinista il quale trasmette l’iniziazione in virtù di un proprio potere che non è delegato, così come avviene in libera muratoria, da assemblea di pari, oppure dall'istituzione massonica o dalla massoneria universale. Il S:::I:::I::: è il depositario della linea iniziatica in cui si è formato, ed è sovrano ed autonomo nel decidere se, quando, e a chi trasmetterla. Egli valuta, o dovrebbe valutare, attentamente i requisiti sostanziali e formali del nuovo figlioletto spirituale, e la sua capacità di essere elemento armonico e non disfunzionale all’interno della catena. Solamente il S:::I:::I::: decide se ammettere l’ingresso del bussante, e solamente sua è la responsabilità del suo proficuo avanzamento. Egli deve essere sempre pronto a recidere, quando non è possibile fare altrimenti, l’anello incrinato. In quanto la forza di una catena corrisponde alla tenuta del suo anello più debole.
A differenza del Venerabile Maestro Massone, carica elettiva e a termine, il filosofo martinista è colui che governa pienamente, fino a quando non passa all’Oriente Eterno o rassegna le dimissioni, la propria collina o loggia. Egli ne è il sovrano, e in pienezza di scelte e di orientamento ne dispone la docetica.
Il carattere di individualità del martinismo, permette all’iniziato di operare anche in solitudine senza l’ausilio di nessuna loggia a lui prossima. Solamente il rapporto con il proprio iniziatore, fino alla “libertà” maturata con il conseguimento del grado di S:::I:::, deve essere costantemente e proficuamente mantenuto. Egli ha quattro finestre giornaliere con cui connettersi all’Eggregore e alla fratellanza dell’eterna catena, e ciò può avvenire in ogni luogo, in quanto in ogni luogo può sussistere il Tempio Interiore. Differendo così dalla necessità della collegialità di loggia, indispensabile al libero muratore.
Il martinista non solo crede nell’Esistenza di un Essere Supremo, ma ritiene di essere in grado, attraverso gli strumenti teurgici/mistici e sacerdotali, di trovare con esso comunione di volontà e di opera.
Quanto brevemente indicato, e molto ancora vi sarebbe da aggiungere o dire, sono gli elementi sostanziali di discontinuità fra martinismo e libera muratoria, va anche precisato che tale ovvietà è spesso sfuggita proprio a chi doveva averla ben chiara. Questo proprio in ossequio alla verità che colui che troppi percorsi vuole praticare per giungere alla vetta della montagna, poco in realtà si avvicinerà ad essa.
Troviamo scritto, (Tratto da “Il Gran Libro della Natura” del 1921 – ed. Atanor), quanto segue in merito ai rapporti fra martinismo e libera muratoria:“L’ORDINE MARTINISTA non è, come alcuni credono, un Rito Massonico, ma un Ordine Illuministico: in altri termini, è semplicemente una Scuola Superiore di studi ermetici, una vera e propria Università Occulta, ove con forme liturgiche di austera bellezza mistica si commenta, si sviluppa, si integra e si applica l’insegnamento iniziatico dei gradi scozzesi.Esso è quindi in realtà il completamento illuministico del Rito Scozzese… “(V.Soro)
Edizioni Lulu http://www.lulu.com/spotlight/lachimera70
Oppure su www.amazon.it

sabato 25 ottobre 2014

Ecce Quam Bonum Rivista Martinista

Ecce Quam Bonum pag.2

La Formula Pentagrammatica pag.3

Purificare la Luna pag.6

Considerazioni sul Trattato della Reintegrazione degli Esseri pag.7

I Quattro Elementi  pag.10

Convivium Gnostico Martinista 15

Il Simbolismo nell’Esperienza Iniziatica pag.19

Relazione del Sovrano Reggente del C:::G:::M pag.21

La Malattia e i Corpi dell’Uomo nell’Antico Egitto pag.23

L’Antica Tradizione in Grecia e India dell’Eros e della Natura pag.25

Maschera Mantello e Cordone pag.31

Esagramma o Simbolo dello Spirito Separato pag.34

Il Rito Aspetti Magici, Inziatici ed Esoterici pag.34

ECCE QUAM BONUM – 25 OTTOBRE 2014- N°3

potete scaricare la rivista dal sito www.fuocosacro.com 


sabato 18 ottobre 2014

Ordine Martinista

(nascita)
Papus, nato a Corona – Spagna – il 13 luglio 1865, morto a Parigi nel 1916) era stato iniziato
nel 1882 agli “Amici (o Intimi) di Saint-Martin” da Henri Delaage (1825-1882) che lo aveva
consacrato Superiore Incognito. Augustin Chaboseau, a sua volta, aveva avuto la stessa trasmissione
nel 1886 da una sua zia, Madame Amélie de Boisse Mortemart. Nel 1888, poco dopo la fondazione
della Rosacroce kabbalistica (almeno secondo lo stesso Chaboseau e, poi, Robert Ambelain)
Papus e Chaboseau si scoprirono ambedue discepoli legittimi e regolari di Louis-Claude de Saint-
Martin, e si scambiarono reciprocamente le ricevute iniziazioni. Di qui la nascita, reale e certa,
dell’Ordine Martinista come tale, primo ed unico, collegato a quello della Rosacroce kabbalistica
per entrare nel quale ultimo era necessario possedere il terzo grado martinista. La documentazione
in proposito è chiara ed inequivocabile.
Papus – come afferma Jean Chaboseau – fu l’anima e l’animatore di questo movimento.
“L’esistenza di un Ordine Martinista è un fatto preciso e tutti sanno che esso fu fondato da
Papus, già iniziato alla tradizione di Saint-Martin. Egli raccolse intorno a sé dei martinisti già
iniziati come lui individualmente, per dare corpo a quest’Ordine che nacque nel 1891”.
La Discendenza di Papus, sempre riconosciuta come legittima, valida ed unica (e da lui indicata
fino agli Intimi di Saint-Martin), convalidata dallo scambio di iniziazioni avvenuto nel 1888 tra
lui ed Augustin Chaboseau. Può essere tracciata secondo la seguente Genealogia:

Saint.Martin          Saint-Martin    
Chaptal                  La Noue
Barnois (??)           Hannequin
Delaage                  La Touche
                               Desbarolles
                               Boisse de Mortemart

Papus                     A. Chaboseau

Papus  - A. Chaboseau
A. Chaboseau - Papus
P a p u s
“L’Ordine è essenzialmente spiritualista, combatte con tutte le sue forze l’ateismo ed il materialismo,
e, in collegamento con le altre fratellanze iniziatiche, combatte l’ignoranza e dà al simbolismo
la grandissima importanza che gli compete in tutte le serie iniziazioni. Non si occupa di politica e
tanto meno di questioni d’ordine religioso. Permette e facilita gli studi, mantenendo la più assoluta
tolleranza”.
Alla morte di Papus tutti si ritrovano a rivendicare genealogie che risalgono addirittura a
Martines de Pasqually e, contemporaneamente rivendicano l’iniziazione di Papus o della sua diaspora.
Tutti, salvo Augustin Chaboseau che rivendica una discendenza diretta da Saint-Martin attraverso
l’iniziazione ricevuta da sua zia Amélie de Boisse-Mortemart, e da Papus attraverso le scambiate
iniziazioni1.
Nacquero così negli anni successivi alcuni gruppi dei quali ne indichiamo, ad esempio, i seguenti:
· In Francia, l’Ordine Martinista, detto di Papus, che rivendicò la sua discendenza da
quello Tradizionale sciolto nel 1947 da Jean Chaboseau. Ne era Gran Maestro il figlio
di Papus, Philippe Encausse, che conservava l’importantissimo archivio del padre.
L’Ordine sarebbe stato “risvegliato” nel 1952;
· L’Ordine Martinista Martinesista, che si ricollegava ad una trasmissione fra Chevillon
e Dupont (pare della Chiesa gnostica). Ne era Gran Maestro lo stesso Dupont;
· l’Ordine Martinista degli Eletti Cohen, Gran Maestro Robert Ambelain (Aurifer) “risvegliato”
nel 1942 da Georges Lagrèze e Camille Savoir, successori legittimi – a loro
avviso – di Jean-Baptiste Willermoz, attraverso la successione dei Cavalieri Beneficenti
della Città Santa (Aurifer dixit).
Quale che sia la loro legittimità, è tuttavia certo che sul piano dell’iniziazione martinista individuale
tutti potrebbero essere stati in regola; però una cosa è l’iniziazione, un’altra l’organizzazione.
Questa è una distinzione sulla quale non vi possono essere dubbi.
Tra l’altro potrebbe apparire per lo meno riprovevole che ogni tanto ci sia qualcuno che abbia l’uzza
di proclamarsi il Gran Maestro di questa o quella “sezione” martinista, commettendo, in definitiva,
un attentato al mantenimento della catena iniziatica e ciò, purtroppo, porta danno anno anche alla
iniziazione.
Comunque ogni gruppo martinista purché sia iniziaticamente legittimo (e cioè che ogni suo membro
abbia avuto regolari e tradizionali iniziazioni tramite chi ne aveva i poteri) si può organizzare come
meglio vuole purché – come disgraziatamente succede – non si creino nuovi rituali e non vi si introducano
elementi estranei anche se ritenuti – e chi può dirlo? – più vicini ad una presente ortodossia.
Nel caso malaugurato ciò accadesse, forse sarebbe giusto non fare più alcun riferimento ad
una discendenza martinista ed avere il coraggio e l’onestà spirituale di identificarsi con un
nuovo nome.


Questo è anche il caso di Philippe Encausse. Per un certo periodo Gran Maestro del Martinismo in Francia, che rivendicò
l’iniziazione diretta da suo padre (imposizione delle mani).

fonte:fuocosacro.com

Il divino




















"E' inutile parlare di divino, se non lo si cerca nel più profondo del proprio essere. Soltanto là ha inizio il travaglio interiore, perchè è necessario discendere nel proprio inferno, toccare con mano i propri demoni più intimi - l'ombra di cui parlava Jung - per rinascere ad una coscienza più piena di sé, del proprio corpo, della propria anima e dello Spirito divino che abita questo corpo e questa anima."

("Nel cuore del corpo la parola", Annick de Souzenelle)