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giovedì 14 agosto 2014

VARIE PROFEZIE SUL NUOVO PAPA E SUL PAPATO

Non solo Nostradamus sul nuovo Papa o sul papato in generale,ma anche molti altri veggenti,cristiani e non.
Senza dubbio il piu' famoso e' San Malachia(anche se si dice che siano dei falsi),ma troviamo anche la Monaca di Dresda,Suor Lucia di Fatima,addirittura il gran maestro Templare Jacques De Molay.
Le profezie sono molte volte da prendere con le molle,la speranza e' sempre che i loro traduttori si sbaglino,poiche' quelle che sembrano combaciare con i nostri tempi sono veramente terrificanti.
PROFEZIA DI SAN MALACHIA:Questa profezia viene detta di San Malachia(vescovo vissuto nel XII SECOLO)poiche',secondo lo storico benedettino Arnoldo Wion(che le pubblico' nel 1595)erano state scritte dal Santo,ma non si hanno certezze.C'e' addirittura chi ritiene che sia stato Nostradamus a scriverle.
Comunque falso storico oppure no,questo scritto contiene una lista di 111 Papi che sarebbero identificati con un motto.
E molti dei motti,pure nei tempi moderni,sembrano aver attinenza con il Pontefice poi effettivamente eletto.Abbiamo ad esempio" Fides Intrepida" per Pio XI(che governo' dal 1922 al 1939 durante i molti cambiamenti politici in Europa),"Pastor e Nauta" per Papa Roncalli(che fu Patriarca di Venezia),"Flos Florum"(il Fiore dei Fiori)per Paolo VI(che ha nello stemma il giglio,il fiore dei fiori),"De Medietate Lunae(Della meta' della luna)per Papa Giovanni Paolo I(il cui pontificato duro' circa un mese),"De Labore Solis"per Papa Wojtyla dove starebbe ad indicare il sole che troviamo nella sua provenienza(sorge ad est),oppure perche' quando nacque e quando mori' ci furono due eclissi,oppure ancora perche' fu il primo Papa che giro' il mondo,appunto come il sole.
Se il 111° Papa e' Benedetto XVI(De Gloria Olivae,il motto richiama ai benedettini),allora quello attuale e' Petrus Romanus.
Ma Petrus Romanus,ultimo pontefice del cattolicesimo,non e' contrassegnato ne da numeri ne da motti,ma da un enigmatico passo:
« Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà (un/il?) Pietro (il?) Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dai sette colli sarà distrutta ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine. »
Quindi che cosa vuol dire?Che qualsiasi Papa che siedera' sul seggio dopo De Gloria Olivae,e quindi Benedetto XVI)sara' l'ultimo?Nel senso che con Petrus si e' aperta la Chiesa e quindi con Petrus si chiudera' il cerchio?Perche' trovare riferimenti,come successo per gli altri,in Papa Francesco e' quantomeno arduo.Magari sara' qualcosa che accadra' in futuro,perche' ora le uniche cose che possono avere attinenza sono il fatto che il 13 Marzo,giorno dell'elezione,si festeggia Beato Pietro II°,oppure il fatto che lui nel suo primo discorso si riferisse molte volte al fatto che e' Vescovo di Roma(Romanus).Ma sono evidenti forzature.
Una cosa che comunque combacia con la profezia e' il fatto che dovra' "guidare il gregge tra molte tribolazioni"e la situazione attuale,compresa quella di una Chiesa Cattolica piena di scandali,e' molto simile a quella della profezia.La parte finale che parla della distruzione della citta' dei sette colli e' Roma senza dubbio,e nell'Apocalisse si parla della caduta di Babilonia,che sembra essere riferita proprio alla citta' eterna.Per fare un esempio,nella I° Lettera di Pietro,lui saluta da Babilonia anche se si trova a Roma.
Speriamo naturalmente che non si verifichi nulla di tutto cio'.
DE MAGNIS TRIBOLATIONIBUS ET STATU ECCLESIAE:Molto simili a quelle di San Malachia,anche queste profezie sul papato ci portano dei "motti",pero' piu' simili a vere e proprie descrizioni:Giovanni XXIII viene qui presentato come "uomo di grande umanità e dalla parlata francese". Papa Roncalli rappresentò difatti per molti anni la chiesa di Roma a Parigi.
Con il suo successore (Paolo VI) iniziano le tribolazioni della chiesa. In questo tempo "l'ombra dell'Anticristo inizierà a oscurare la Città Eterna".
Giovanni Paolo I: "Passerà rapido come una stella cadente, il pastore della laguna", e infatti papa Luciani, che veniva da Venezia, ebbe un pontificato di 31 giorni.
Giovanni Paolo II: "Verrà da lontano e macchierà col suo sangue la pietra.. e verrà strappato alla vita". Credo che il riferimento all’attentato sia molto chiaro,ma non e' morto per il colpo di pistola ma per malattia ben 24 anni dopo.
Il penultimo papa (o ultimo) sarà un "seminatore di pace e di speranza, in un mondo che vive l'ultima speranza".Benedetto XVI ha scelto questo titolo proprio in onore di Benedetto XV da lui considerato un profeta della pace.
Ma e' quantomeno terrificante la profezia sull'ultimo Papa che "verra' a Roma da terre lontane per trovare tribolazione e morte".Papa Francesco arriva dall'Argentina,terra lontana da Roma e da lui definita "quasi alla fine del mondo" per indicarne la lontananza.Da Papa trovera' tribolazione e morte,probabilmente in modo violento.
FATIMA:Un passo del Terzo Segreto di Fatima,parla di un Vescovo vestito di bianco che passa in mezzo alle rovine insieme ad altri prelati e dopo aver raggiunto una croce sita su una montagna verra' ucciso da dei soldati insieme al suo "seguito".Da notare che Papa Francesco si e' affacciato dal balcone vestito interamente di bianco senza indossare i vari ornamenti come hanno fatto i suoi predecessori.
LA MONACA DI DRESDA:Questa religiosa del XIX Secolo ha usato un motto per identificare gli ultimi dieci Papi:per Papa Francesco usa "Angelo della Pietà, con il segno del Martirio".Comunque a Federico di Prussia scrisse in una lettera che l'ultimo Papa sarebbe arrivato dalla sua terra,quindi da un luogo che comprende pure la Germania e Ratzinger e' tedesco.Questo puo' voler dire che Bergoglio non e' l'ultimo e che arrivera' dopo di lui un altro Papa "prussiano".Ma ricordiamo che Benedetto XVI non e' morto.
JACQUES DE MOLAY:Per me questa e' la piu' terribile,visto che su quattro profezie dette,ne ha gia' azzeccate tre.Un veloce riassunto su chi fosse Jacques De Molay:vissuto nel XIV Secolo,egli era il Gran Maestro dei Templari,molto attivi durante le crociate e si dice depositari di importanti segreti.
Ad un certo punto Papa Clemente V e il Re di Francia Filippo il Bello decisero di perseguitare i Templari,accusandoli di ogni nefandezza,ma piu' che altro per mettere le mani sulle loro ricchezze.Il processo porto' alla distruzione dell'Ordine(almeno apparentemente)e Jacques De Molay,il 18 Marzo del 1314 venne condannato al rogo.

Sul patibolo lancio' delle maledizioni verso la Chiesa e verso la famiglia reale francese:
1)disse a Clemente V "morirai entro 40 giorni" e il Pontefice si spense 33 giorni piu' tardi.
2)disse al re "morirai entro la fine del 1314" e Filippo il Bello peri' il 29 novembre dello stesso anno.
3)rivolgendosi alla monarchia disse che non avrebbe regnato oltre la tredicesima generazione:Il 21 Settembre 1793 venne decapitato durante la Rivoluzione Francese(di impronta massonico-templare,una vendetta)Re Luigi XVI che era appunto il tredicesimo discendente di colui che distrusse l'ordine del tempio.
4)Ormai avvolto dalla fiamme lancio' un'ulteriore maledizione riferita alla Chiesa Romana dicendo che il Papato sarebbe terminato 700 anni dopo la sua morte,quindi entro il 18 Marzo del 2014.Manca giusto un anno...

Solo coincidenze, o qualcosa di più?


Solo coincidenze, o qualcosa di più?

Una inquietante sequenza di fatti verificatisi tra il 12

febbraio 2013 e il 27 maggio 2014





P.S.: sollevandoci dal voler attribuire significati particolari a tali

fatti, ci limitiamo a pubblicare l'articolo giunto in redazione, lasciando

che ciascuno possa trarre da esso le proprie personalissime conclusioni ????????



Verona, Roma –  di  Gianni Toffali - Sin dagli albori dell’umanità l’uomo ha  assegnato anche un significato "spirituale" ad alcuni  fenomeni naturali quali fulmini, terremoti, eclissi o passaggi di comete: li ha considerati come segni inviati dalle divinità per avvisarci di qualcosa. Poco prima dell’elezione di Papa Francesco e di altri fatti particolari, si sono manifestati dei segni legati ad eventi, oggetti o luoghi religiosi che hanno innegabilmente colpito l’immaginario collettivo. Questa l’inquietante sequenza: nella notte seguente le dimissioni di Papa Benedetto XVI, il 12 febbraio 2013 (vedi qui – Papa Benedetto XVI si Dimette! Evento Storico) un fulmine ha colpito la cima della cupola di San Pietro (video giù in allegato); (P.S.: mote furono le voci che si rincorsero sul web… anche molto contrastanti tra loro. Inoltre esisterebbe un articolo del 2005 in cui l'arcivescovo Comastri si lamentava proprio del fatto che la basilica fosse colpita da troppi fulmini. Coincidenza dunque?




20 giugno 2013 – Inondazione straordinaria a Lourdes                               

In Francia il 20 giugno 2013, una grave ondata di maltempo ha allagato a livelli mai visti Santuario della Madonna di Lourdes (video giù in allegato) in concomitanza con l'applicazione delle nuove leggi  restrittive (multe e carcere) varate da Hollande contro le proteste dei sindaci all'indirizzo delle nozze gay e contro l'obiezione di coscienza dall'officiarle nei comuni (vedi qui – Dittatura Francia – Sindaco obietta su “Famiglia Gay” e rischia la Prigione); 



 16 gennaio 2014 – Fulmine amputa dito del Cristo di Rio                           

Giovedì 16 gennaio 2014 durante un forte temporale a Rio de Janeiro, un fulmine ha amputato un dito della statua di Cristo Redentore (video giù in allegato); 


 26 gennaio 2014 – Colombe della pace uccise da corvo e gabbiano        

Il 26 gennaio 2014 in occasione della "Carovana della Pace" organizzata dall'Azione Cattolica Italiana, due colombe della pace lanciate da due bambini che si trovavano accanto a Francesco (video giù in allegato) sono finite nelle fauci di un gabbiano e di un corvo (vedi qui - Contro la Colomba – Attacco alla Famiglia e Minacce di Guerra contro l’Umanità); 


 29 aprile 2014 – Epicentro del terremoto a Lourdes                                      

Il 29 aprile 2014, la terra ha tremato negli Alti Pirenei, ovest della Francia. L'epicentro del terremoto, secondo l'ufficio sismologico di Francia, è stato localizzato nei pressi di Lourdes (vedi qui - Terremoto Oggi Lourdes M 4.5); 






Segni dal cielo: le colombe e i gabbiani di Papa Francesco

Torniamo a parlare del Papa e delle profezie.
Torniamo a parlare del Papa, delle profezie, dei segni dal cielo e degli uccelli. Sì perchè credo sia stato sotto gli occhi di tutti quanto è accaduto domenica scorsa in piazza san Pietro, mentre il Papa liberava con l’aiuto dei due ragazzi dell’Azione Cattolica le due colombe in cielo.

Una delle due, come testimoniano gli scatti di cui il web è pieno, è stato subito aggredita da un corvo, quindi finita a colpi di becco (e divorata) da un gabbiano.

Non è certo la prima volta che accade qualcosa del genere: già lo scorso anno, l’allora papa Ratzinger vide una scena simile, ma in quel caso la colombina riuscì a salvare le penne. Stavolta invece il gabbiano ha avuto la meglio.

Nulla di particolarmente strano, insomma, gli uccelli più grandi possono attaccare e mangiare quelli più piccoli, io stessa ho avuto modo di vedere, qui a Padova, un gabbiano colpire un piccione e mangiarlo, però logicamente questo ha suscitato varie perplessità e varie ipotesi sul significato nascosto in quest’evento.
Il gabbiano è un uccello che possiamo dire essere legato a Papa Francesco: già nel giorno della sua elezione, un gabbiano volava attorno al comignolo della Sistina, e quando vi si posò, tutti sentenziarono che era il segno che sarebbe stato eletto un Papa che veniva dal mare…e tutti pensarono a Scola (ex Patriarca di Venezia) o ad Angelo Bagnasco, cardinale di Genova…


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Il fulmine sul Redentore
Di per sè, il papato stesso è sempre circondato di profezie che vengono snocciolate osservandi i segni dal cielo, come abbiamo avuto modo di notare più volte proprio in questo blog.

Il giorno in cui vennero annunciate le dimissioni di Ratzinger, un fulmine colpì la cupola di San Pietro;

poi, nei giorni scorsi, un violento nubifragio si abbatte su Rio de Janeiro e un fulmine colpisce la statua del Cristo Redentore sul Corcovado, il simbolo più famoso di Rio, danneggiando la testa e due dita.

E subito tutti a verificare il significato nascosto di questo evento: a dire il vero, un passo dell’ Apocalisse di Giovanni ricorda proprio questo tipo di evento:

«Le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra, come quando un fico, sbattuto dalla bufera, lascia cadere i fichi immaturi. Il cielo si ritirò come un rotolo che si involge e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto».

Poi, un nuovo “fulmine a ciel sereno”, quando sempre nei giorni scorsi 3 ragazzi tossicodipendenti che definire idioti è un complimento, hanno rubato l’ampolla che contiene un pezzetto di stoffa intriso del sangue di Giovanni Paolo II, custodita vicino al Gran Sasso, e hanno abbandonato la reliquia chissà dove, senza sapere evidentemente cosa il reliquiario contenesse e soprattutto chi fosse Karol Wojtyla…idioti e analfabeti, oltre che ignoranti.

Tantissime persone hanno pensato che dietro al furto, rivelatosi poi un semplice furto per procurarsi i soldi per la dose, ci potesse essere un disegno blasfemo, poichè il furto è stato commesso in prossimità della festa della Candelora, che cade il 2 febbraio, e chi ha un minimo di conoscenza della materia esoterica (e satanista), saprà che dal 25 al 29 gennaio gli adepti del diavolo evocano il demone Volac, per prepararsi alla data del 2 febbraio. I cattolici in questa data ricordano la Presentazione di Gesù al tempio, mentre per i satanisti è il giorno in cui si assiste all’iniziazione dei nuovi adepti. Non per nulla, l’Angelo caduto, Lucifero, già nel suo nome porta il significato di “portatore di luce”, e nella Candelora si benedicono, appunto, le luci delle candele, simbolo del Cristo-Luce.

Ma torniamo ai segni dal cielo.

Non è detto che le saette in sè siano segni per forza ostili: siamo abituati ad associare il fulmine all’ira di Zeus, e per chi è cristiano, di Dio. Non per nulla un’espressione tipica di chi è parecchio arrabbiato è

che Dio li fulmini!

Ma per altre civiltà, come ad esempio quelle precolombiane, il fulmine aveva un significato prevalemente benefico, perché voleva dire che presto sarebbe arrivata la tanto sospirata pioggia, dunque fertilità. Il fulmine, presso quei popoli, veniva persino addomesticato, con un particolare rituale detto “del serpente”, poichè la forma guizzante del serpente ricordava, appunto, quella del fulmine.

E torniamo agli uccelli: la colomba che era stata liberata all’Angelus è un simbolo pasquale, di rinascita; ne avevo parlato a lungo anche in un post abbastanza recente, una sorta di “bestiario” con vari animali e i corrispondenti significati…

Il gabbiano, invece…è un animale un po’ più particolare. Per i celti, esso annunciava la tempesta incombente, l’ arrivo di qualcosa di spaventoso, tormentato, oscuro, ed era quindi da evitare… e per di più, nel libro del Levitico si legge (Lev 11, 13-19):

13 Fra i volatili terrete in abominio questi, che non dovrete mangiare, perché ripugnanti: l’aquila, l’ossìfraga e l’aquila di mare, 14 il nibbio e ogni specie di falco, 15 ogni specie di corvo, 16 lo struzzo, la civetta, il gabbiano e ogni specie di sparviere, 17 il gufo, l’alcione, l’ibis, 18 il cigno, il pellicano, la fòlaga, 19 la cicogna, ogni specie di airone, l’ùpupa e il pipistrello.

Ecco, ve ne sono due che ritornano, e che abbiamo visto più volte in questi giorni. Aquila di mare altro non è che il gabbiano, che con le sue strida spesso ricorda proprio l’aquila. La Bibbia mette in guardia da quegli uccellacci: sono impuri, deplorevoli.

E oltre al gabbiano assassino, domenica c’era anche il corvo, e subito si è pensato ai corvi , con sembianze umane, che hanno minato dalle fondamenta il pontificato di Benedetto XVI, con il caso dei documenti segreti resi pubblici e via discorrendo.

Però, alcuni hanno anche pensato alle profezie, in primis a quella di Malachia, che vedrebbe Francesco come ultimo Papa, e ancora, le profezie della beata Emmerick sulla distruzione della chiesa quando a Roma ci sarebbero stati due pontefici:

“Vidi anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città (di Roma). Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità” (13 maggio 1820).

Sulla beata Emmerick, ancora non abbiamo scritto nulla…ma lo faremo presto. Intanto diciamo che Anna Katharina Emmerick, monaca agostiniana tedesca vissuta tra il 1774 e il 1824, è stata proclamata beata il 3 ottobre del 2004 proprio da Karol Wojtyla. Anna Emmerick, nata da una famiglia di origini contadine, viene venerata dalla Chiesa per le sue doti mistiche e di veggente. La sua “visione” più celebre? quella che ha permesso di dissotterare vicino a Efeso la casa che, secondo gli archeologi, avrebbe ospitato Maria e Giovanni in seguito alla morte di Gesù. Persona molto affascinante la Emmerick, e anticipo già che di lei mi occuperò tra breve.

Ma torniamo alla quaestione-profezie. Molti hanno visto, nelle profezia della tedesca, un chiaro riferimento a Papa Francesco: la chiesa che va formandosi è una chiesa “falsa”, con una dottrina corrotta e con una crescente infestazione da parte di un clero “tiepido”, cioè poco attento ai bisogni spirituali, ma perfettamente consapevole di quelli temporali…eppure, tutto ciò non ha impedito alla chiesa di “aumentare di dimensioni”, spandendosi e conquistando adepti…e per molti il riferimento obbligato è proprio a quello che è stato definito “effetto Bergoglio”, un’ondata di consensi, di simpatie, di chiese piene e code ai confessionali, tutto suscitato da questo Papa che piace, e piace molto, sebbene sia stato da molti indicato come il Papa della Fine del mondo.

Ma l’avevo già spiegato (http://www.pensierospensierato.net/2013/03/jorge-mario-bergoglio-il-papa-della-fine-del-mondo/) cosa significa per me “papa della fine del mondo”: il mondo che finisce qui non è quello su cui posiamo i piedi, ma quello della chiesa così come l’abbiamo vissuta finora, corrotta, sterile, piena di pregiudizi…e Papa Francesco, sempre che qualcuno non gli tiri il collo prima perchè personaggio assolutamete scomodo (in primis per gli stessi porporati di cui è circondato), sta veramente rovesciando la Chiesa dalle sue fondamenta. E la cosa curiosa è che anche questo era stato predetto dalla Emmerick…ma non parlo più di lei, sennò mi “brucio” il prossimo post!

Ma quali sono allora i “segni dal cielo”, oltre ai pennuti? li avevamo già visti, il fulmine che colpisce la cupola di San Pietro il giorno in cui Benedetto XVI compie “il gran rifiuto”, la folgore che danneggia la mano del Cristo Redentore sul Corcovado una settimana fa, e ora corvi e gabbiani che divorano le colombe papali.

Alcuni hanno detto: il gabbiano è uno degli attributi di sant’Ambrogio…sant’Ambrogio patrono di Milano…a Milano c’è Scola…e tutti si ricorderanno l’appuntamento mancato tra Bergoglio e Scola, qualche tempo fa…e soprattutto del messaggio che la Cei avrebbe inviato a Scola congratulandosi per l’avvenuta elezione al Soglio di San Pietro…sebbene in realtà fosse stato eletto un altro.

Insomma a detta di molti sarebbe proprio Scola che sta architettando qualcosa per fare lo sgambetto a Papa Francesco. Ma mi chiedo sulla base di cosa lo dicano…cioè, ok profezie e segni, ma un po’ di esagera, a voler per forza di cose tirare per i capelli un evento e cercare a tutti i costi di collocarlo in un preciso disegno profetico.

Non per nulla le profezie si prestano a essere spiegate in mille modi, cambia una virgola e il senso muta drasticamente.

Dove sarà dunque la verità?

Ho letto nei commenti alla “colomba sbranata” che era la prima volta che i due uccelli volavano via sponteneamente dalla finestra del Papa: le altre volte, impaurite, rientravano nel Palazzo apostolico, e ricordo una volta che Giovanni Paolo II rise quando una di queste gli volò attorno e alla fine gli si posò sullo zucchetto.
“Lo spirito santo sotto forma di colomba controlla che il Papa faccia tutto bene”, disse allora il Papa.

gabbiano-attacca-colomba-papa-benedetto-xvi-5In realtà altre volte gli uccelli sono volati via, e non è la prima volta, come dicevamo all’inizio, che una delle colombe è stata attaccata dai rapaci che comunque si trovano in zona. L’anno scorso un gabbiano tentò di afferrare la colomba liberata da Ratzinger, ma questa riuscì a salvarsi nascondendosi dietro la serranda della finestra della camera da letto del Papa. E il Papa disse: “Si vede che lo Spirito Santo vuole stare con il Papa, ma poi troverà la strada per andare”.

Cosa si nasconde dietro a tutt iquesti segnali? sono solo casualità o c’è dell’altro.

Io mi sono limitata a proporre considerazioni, idee, ipotesi, paure e timori…ma non ho risposta a tutti questi segnali. Soltato, mi diverte vedere come la gente continui a osservare minuziosamente la Natura e quel che accade, traendone auspici e verità-non veritiere, scordando che i fulmini per loro stessa natura spesso colpiscono i punti più alti delle città (la Cupola di San Pietro e il Redentore al Corcovado) e che il pesce più grande mangia il più piccolo.

Qunate ne abbiamo sentite sulla fine del mondo…sui Maya, sulle alluvioni, sui terremoti, le comete e le catastrofi…però siamo ancora qua…e il 20 dicembre 2012 è finito da un bel po’.

Puntata del 20 marzo di Mistero

Sarà l'ultimo Papa il falso profeta dell'Anticristo?

In occasione delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, il 28 febbraio 2013, vengono nuovamente consultate le profezie sul Papa dell’arcivescovo cattolico irlandese Malachia, che ha predetto il successore di Benedetto “Petrus Romanus” (Pietro Romano), come l’ultimo Papa – il 267° – della chiesa cattolica e con lui presumibilmente la fine del mondo. Il succitato commento sul sito di Maria Gress riporta a tal proposito questo breve ma informativo riassunto.

Però, a quanto pare, questa profezia potrebbe essersi avverata già da tempo. Nell’anno 2006, Papa Benedetto XVI nominò l’ex arcivescovo di Vercelli e Genova, Tarcisio Bertone, Cardinale Segretario di Stato e quindi suo braccio destro. Dal 2007, Bertone è Camerlengo, al quale spetta la direzione del Vaticano durante la sede vacante normalmente dopo la morte del Papa. Egli, dopo le dimissioni di Benedetto e fino alla scelta del nuovo Papa, è dunque il “supremo Pastore” della chiesa cattolica.

Cardinal Tarcisio Bertone (78 anni), con il nome Pietro (Petrus), nacque in Italia, il 2 dicembre 1934 a Romano (Romano) Canavese, in provincia di Torino ed è Camerlengo durante la sede vacante del “successore” di Benedetto nella direzione del Vaticano. E perciò la profezia di Malachia – per quanto da molti interpretata diversamente – potrebbe anche già essersi compiuta.

Secondo il punto di vista di quel tempo, le dimissioni di un Papa dovevano essere impensabili e, dunque, il successore in carica doveva essere un Papa. E così Bertone, con il nome di Pietro/Petrus e nato a Romano/Romano, in quanto “successore” di Benedetto XVI soddisferebbe pienamente le premesse. Ma ciò, naturalmente, significherebbe anche che egli non può essere l’ultimo, e che a lui succederanno altri Papi

Ma, come si sa, anche Bertone stesso è uno dei possibili successori di Benedetto come prossimo Papa! E questo assume ora un significato del tutto particolare, se si considerano i reali retroscena delle dimissioni del Papa, così come Dott. Udo Ulfkotte, caporedattore di “KOPP-exclusiv”, racconta nel suo articolo nell’edizione 08/13 sulla base dei dati del servizio segreto italiano AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna).




(I testi   sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Servizi segreti: perché il Papa ha dovuto dimettersi. / Udo Ulfkotte, KOPP-exclusiv 08/13, 27-02-2013)
(…) Secondo il punto di vista dei media, attualmente vi sono molte domande in merito alle dimissioni del Papa alle quali bisogna trovare una risposta. Ad una sola domanda è stata subito trovata una risposta: si dice che Benedetto si sia dimesso per motivi di età. Soltanto la salute indebolita avrebbe indotto l’anziano Papa ottantacinquenne a dimettersi. Il Pontefice ha comunicato di desiderare “una maggiore tranquillità durante la vecchiaia”.

Il potere del Signor Bertone
Ma è davvero questa la verità? Informazioni più dettagliate a tale riguardo, ci vengono offerte dai resoconti dei servizi segreti romani. Conoscete Tarcisio Bertone? L’uomo, secondo i dati del servizio segreto italiano AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) in Vaticano, è più importante e potente di Papa Benedetto. Tarcisio Bertone è il segretario di Stato del Vaticano. Egli stabilisce chi verrà deposto. E stabilisce quale direzione prende il Vaticano. Un esempio del potere di quest’uomo: il fatto che Ettore Gotti Tedeschi, nominato nel 2009 Presidente della Banca Vaticana da Papa Benedetto, si sia dimesso, viene appreso da quest’ultimo nel suo soggiorno dalle notizie del telegiornale della sera, e non da Tarcisio Bertone, che aveva tramato la dimissione.

Dietro al Papa, che secondo i resoconti dei media governerebbe il Vaticano forse come una monarchia assoluta, vi è in verità un governo ombra, che stabilisce ogni cosa. E questo governo è guidato da Tarcisio Bertone. Questo lo si deve sapere, se il papa dimissionario dice di desiderare “una maggiore tranquillità durante la vecchiaia”. Ma vi sono altri retroscena ancora più interessanti. In un resoconto del servizio segreto AISI, si parla dello stato di salute di Benedetto. Si dice che egli sia “al momento considerevolmente più in salute di molti dei suoi predecessori di quell’età”. (…) Perché allora il Pontefice indirizzò l’interesse della gente sulla sua salute a quanto si dice malferma, che in casi simili però non fu mai motivo di dimissioni per un Papa?

Un uomo nella penombra
Ciò lo si può desumere anche da un resoconto dell’AISI. In esso vi è un dettagliato capitolo sulla violenta pressione psichica sotto alla quale Benedetto sta da molti mesi attraverso il governo ombra segreto di Tarcisio Bertone. Si tratta soprattutto di nuove minacciose rivelazioni nell’ambito delle finanze del Vaticano nell’ordine dei miliardi: da gennaio 2013, i conti del Vaticano sono stati bloccati dal governo italiano. È stata condotta un’indagine a causa del sospetto di riciclaggio di denaro sporco nell’ordine die miliardi. La banca in questione è la Banca Vaticana dello IOR (Istituto per le Opere di Religione [sic!]). Non solo l’ex capo della Banca Vaticana, Gotti Tedeschi, che è un fedelissimo di Benedetto, è sotto processo.

Benedetto, che con ogni mezzo si era impegnato a far luce sugli scandali finanziari che scuotevano il Vaticano (così come aveva fatto anche in tutti i casi di abusi sessuali su minori), venne egli stesso messo in cattiva luce attraverso le abili messe in scena del governo ombra. Secondo i dati dell’AISI, Benedetto si fece di giorno in giorno nuovi nemici, poiché egli si immischiò nell’amministrazione delle finanze della Chiesa che, prima di lui (per esempio sotto Giovanni Paolo II), era stata affidata esclusivamente a professionisti della finanza. E questi ultimi erano stati scelti da Tarcisio Bertone.

Essi stessi, poi, di regola, si arricchirono in maniera smisurata, poiché i Papi non avevano alcuna idea delle finanze. Comunque, l’AISI, in questo resoconto, indica che i giocolieri finanziari papali potrebbero avere perso con speculazioni sbagliate un’ampia parte del patrimonio della Chiesa di un tempo durante la crisi finanziaria internazionale. Non è chiaro se Benedetto sia stato informato delle reali dimensioni della catastrofe finanziaria in Vaticano. Gli era tuttavia chiaro che le finanze non andavano più nel migliore dei modi. Dall’anno 2010, Bendetto volle sapere di quali beni e patrimoni disponesse ancora il Vaticano. Sulla base dei dati dell’AISI, egli nominò René Brülhart, il consulente svizzero per la lotta alla corruzione, direttore di un nuovo ufficio vaticano che doveva approfondire le dichiarazioni del Consiglio d’Europa, secondo le quali anche il Vaticano era coinvolto nel riciclaggio di denaro sporco.


Tutti i conti del Vaticano chiusi
Alla fine di marzo 2012, la banca americana d’investimento J. P. Morgan chiuse a Papa Benedetto e al Vaticano tutti i conti. Contemporaneamente, la Santa Sede comparve per la prima volta nel rapporto strategico del ministero degli Esteri americano nella lotta contro la criminalità legata al mondo della droga. E, più precisamente, esso compare in una lista di stati sospettati di riciclaggio di denaro sporco per boss della droga. Un ulteriore shock per Benedetto fu quando la Banca Centrale Italiana, proprio nel Natale del 2012, annunciò che ai turisti in Vaticano non era più consentito pagare con le carte di credito. Tutti i pagamenti al Vaticano effettuati mediante carta di credito furono vietati a causa dei flussi di denaro poco trasparenti.

Da quel momento, Benedetto volle sapere dove erano andati a finire la tonnellata d’oro, le riserve di denaro contante per un ammontare di 340 milioni di euro e di 520 milioni di euro in titoli e azioni, che durante l’ultimo rendiconto delle finanze del Vaticano nell’anno 2008 risultavano ancora in essere. Evidentemente, sostiene l’AISI, quei gruppi finanziari che speculano con il patrimonio del Vaticano, non avevano alcun interesse a che i loro traffici venissero portati alla luce. Così, si può dunque essere ansiosi di sapere se e quali risultati dell’inchiesta in merito agli scandali finanziari in Vaticano verranno pubblicati dalle autorità di pubblica sicurezza italiana.

Già una volta il Vaticano fu minacciato da simili rivelazioni: nel 1982, Roberto Calvi, l’ex manager generale del Banco Ambrosiano del Vaticano (soprannominato “Banca di Dio”), fu accusato di riciclaggio di denaro sporco e di delitti finanziario. Ma ancora prima di potere essere processato, egli fu trovato impiccato sotto un ponte a Londra. Le sue tasche erano piene di mattoni. Ad oggi non si è ancora fatta luce su tale delitto.

Nemici potenti dietro muri spessi
I giocolieri della finanza del Vaticano non hanno alcun interesse a far luce su determinati delitti. Poiché altrimenti la generosità del fedele potrebbe raffreddarsi. A partire dalla fine degli anni Sessanta, il Vaticano non è più stato una zona esentasse all’interno dell’Italia. Il privilegio, risalente ai tempi di Mussolini, decadde con Papa Paolo VI, che aveva voluto introdurre più denaro possibile all’estero. La persona incaricata di questo compito fu Kasimir Marcinkus, che nel 1971 divenne Presidente della Banca Vaticana. Nel 1987 Marcinkus sarebbe stato arrestato se l’allora Papa Giovanni Paolo II non si fosse rifiutato di consegnarlo alla giustizia. Marcinkus morì nel 2006.

Papa Benedetto era entrato in carica con lo scopo di sottoporre in tutta calma tutte le implicazioni finanziarie del Vaticano ad un’attenta analisi critica una volta per tutte. Ma egli combatteva dietro muri spessi contro nemici potenti. L’AISI, in un resoconto, mostra che l’ultimo Papa, che cercò di affrontare l’apparato finanziario segreto del Vaticano, non sopravvisse a lungo a tale tentativo. Giovanni Paolo I morì il 29 settembre 1978 dopo essere stato in carica per soli 33 giorni – neanche 24 ore dopo avere deciso di esautorare alcuni importanti money manager della Curia.

Malachi Martin, il suo consigliere personale, fu trovato in fondo a un lago con un ceppo di legno conficcato nel petto. Le autorità ritennero che l’uomo, cattolicissimo, si sia “suicidato”. L’AISI illustra questi fatti nel suo resoconto in relazione all’enorme pressione psicologica alla quale Benedetto era stato sottoposto negli ultimi mesi, poiché egli auspicava a fare chiarezza sulla questione delle finanze del Vaticano. La dichiarazione di Benedetto in occasione dell’annuncio delle proprie dimissioni, dove affermò di desiderare “una maggiore quiete durante la vecchiaia”, acquisisce qui un significato completamente nuovo.
Fonte:KOPP-exklusiv / www.kopp-exklusiv.de


uesto resoconto riporta in realtà solo quei fatti che già da decenni gravitavano intorno al Vaticano, e che i contemporanei informati hanno criticato a più riprese, unitamente alla partecipazione azionaria del Vaticano in alcune industrie farmaceutiche, che producono contraccettivi (pillola), sebbene la Chiesa cattolica sia ufficialmente contraria.

E così come è già stato il caso da decenni, non sono queste azioni criminali della Chiesa cattolica che stupiscono un cristiano ortodosso e quasi lo lasciano senza parole, ma di gran lunga peggiori sono piuttosto la stupidità e il disinteresse dei cattolici di tutti i ceti sociali, che conoscono molto bene queste informazioni fino a un certo punto (o che quanto meno sarebbero in grado di scoprire le cose se fossero interessati), ma che tuttavia chiudono gli occhi e continuano a seguire ancora il sentiero battuto, sprofondando così sempre di più nel fango.

In contrasto con questi fatti, allora, le profezie (citate all’inizio) dell’arcivescovo cattolico irlandese Malachia relative al penultimo e all’ultimo Papa, si potrebbero invece valutare correttamente solo se su di esse fosse stato scritto qualcosa nella Bibbia. Ma la Bibbia, non dice nulla di esplicito né su Malachia, né sulla Chiesa cattolica. E la fine del mondo, secondo la Bibbia, è ancora assai lontana – almeno di un migliaio di anni (Millennio). Di conseguenza, il motivo per il quale stiamo trattando questa tematica qui, sul sito Immanuel.at, è in realtà un motivo leggermente diverso.


Francesco I il nuovo Papa tra profezie e misteri

Nomen omen. E infatti la seconda domanda fatta al neo eletto papa è «Quo nomine vis vocari?», con quale nome vuoi essere chiamato. Ed è proprio sul nome che aleggia tutta un'aurea di mistero in un susseguirsi di leggende e profezie. E così si fanno largo le oscure parole di San Malachìa, in cui si parla del successore di Bendetto XVI (papa col nome della pace) che si chiamerebbe Pietro II. Ed ecco le nubi coprire il cielo. Nomen omen, preludio del ritorno di Cristo, e della fine dei tempi.
Come tutte le profezie, anche questa si presta a molteplici interpretazioni e può essere piegata alle letture che uno ritiene più opportune, più misteriose e più paurose.
E in un'occasione come questa non poteva certo mancare un tripudio di leggende e incantesimi profetici. E così tornano alla ribalta le apparizioni di Medjugore foriere dei dieci segreti apocalittici, che saranno rivelati tre giorni prima del loro verificarsi. E poi ancora, il messaggio della misericordia affidato da Cristo stesso a Suor Faustina Kowalska: «Dalla Polonia uscirà quella scintilla (forse il pontificato di Giovanni Paolo II?) che preparerà il mondo alla mia ultima venuta». Sarebbe ora che Gesù arrivasse, è già in ritardo. Infatti Wojtila è morto da otto anni.
Non poteva mancare, ovviamente, Nostradamus, il quale scrisse che l'ultimo Papa sarebbe «fuggito da Roma nel mese di dicembre, quando una grande cometa sarebbe stata visibile anche di giorno». Ed ecco infatti comparire nel cielo una cometa, ben visibile per due mesi con la sua piccola coda di oltre quarantamila chilometri.
Ma tutto ciò non è bastato. Infatti Ratzinger si è dimesso, anche se non a dicembre - ma possiamo concedere un errorino al grande astrologo - e un fulmine, poche ore dopo il celebre passo indietro, ha colpito San Pietro. Non dimentichiamo la profezia di Giacobbo che aveva annunciato che l'asteroide 2012 DA 14 non avrebbe toccato la terra. E così il giorno successivo una poggia di meteoriti aveva trivellato la Russia.
Molti teologi e religiosi però non credono alla profezia di Malachia. «Non vi è alcun fondamento storico nella lista di S. Malachia», ha detto Roberto Rusconi, professore di Storia del Cristianesimo presso l'Università di Roma.
Chissà che la fine del mondo, non riuscita ai Maya, ce la porti la scelta sbagliata del nome del Papa.

Francesco I

Tra profezie apocalittiche, il numero 13 e il giallo del doppio nome
Francesco I è stato appena eletto e in molti hanno tirato un sospiro di sollievo: non è nero. Errore. Jorge Maria Bergoglio è un gesuita, ordine da sempre associata al ‘nero’. E, quindi, è a pieno titolo il ‘Papa nero’. Con buona pace dei millenaristi che vedranno sicuramente in questa elezione la conferma che ‘Malachia aveva ragione’ e che la sua profezia sull'ultimo Papa e stata rispettata in pieno.
Sempre loro, i millenaristi catastrofisti, hanno tenuto il conto e questo secondo loro è il 113esimo Papa (cioè l’ultimo), ma non avevano sicuramente previsto che è stato eletto il giorno 13 del terzo mese dell’anno 2013 che, guarda caso, è caduto nel terzo giorno della settimana, il mercoledì. Beh, difficile non vedere una serie di 13 impressionante, numero - ad esempio - che per la tradizione inglese rappresenta un numero particolarmente sfortunato.

Ma torniamo a Malachia e alla sua profezia. Secondo San Malachia, il Pontefice appena eletto sarà l’ultimo e, anche se secondo il santo si sarebbe dovuto chiamare Pietro II, quello che il profeta dà per certo è che guiderà la Chiesa attraverso l’ultima persecuzione e, al termine di un turbolento papato ‘La città dei sette colli - Roma cioè - cadrà e il giudice tremendo giudicherà il suo popolo’.

Insomma c’è poco da stare allegri a quanto pare.

Al fosco quadro disegnato di Malachia, si aggiunge Nostradamus che predice, appunto, il ‘papa nero’ quale ultimo Pontefice di Santa Romana Chiesa. Un gesuita farebbe proprio al caso del profeta, quindi. A lui viene dato il ruolo di ultima guida della Chiesa prima addirittura dell’Apocalisse.

In realtà - anche se attribuita un po’ a Nostradamus, un po’ a Malachia a causa del motto dell’ultimo Papa - pare che la leggenda del ‘papa nero’ sia una storia di invenzione romana, alle cui origini è difficile risalire. Le stesse profezie di Malachia sono state se non inficiate, quanto meno pesantemente messe in discussione. La leggenda racconta che il manoscritto ‘Profethia de Summis Pontificibus’ - scritto dopo le visioni avute da San Malachia nel XII secolo a Roma - sia stato ritrovato solo nel 1590 in Vaticano, per essere pubblicato cinque anni dopo da uno storico benedettino. Il successo di questa profezia risiede fondamentalmente nel fatto che i motti predetti calzano a pennello per i pontefici. Alcuni esempi: il primo Papa viene chiamato Ex Castro Tiberis e, infatti, Celestino II era nato a Città di Castello sul Tevere, mentre Celestino IV viene chiamato ‘Leo Sabinus’: prima di divenire papa fu vescovo di Sabinia. E l’ultimo Papa? Beh, nemmeno a dirlo: ‘Caput Nigrum’.

A rendere poco attendibile la profezia, comunque, vi è che, mentre fino a un certo punto i motti sono perfettamente calzanti, dopo divengono se non confusi, un po’ meno certi. E, guarda caso, questo accade dalla fine del XVI secolo. Insomma, alla fine potrebbe trattarsi di un falso rinascimentale, sebbene molto suggestivo.

Quello che, invece, è certo è il giallo che è nato attorno al nome del nuovo Papa. Non il nome che ha adottato, ma il suo: fino alla sua elezione e ancora nei siti di lingua spagnola, compare la dizione Jorge Maria Bargoglio, ma sui siti italiani, il ‘Maria’ è rapidamente divenuto ‘Mario’. In barba alla tradizione latina e spagnola che non vede niente di male nel nome della Madonna come secondo nome di un uomo, così come d'altronde usava anche in Italia nel passato.

Solerzia dello staff vaticanista del nuovo Pontefice? Forse. Intanto, perfino su wikipedia, alla voce subito aggiornata con la nuova carica, il nome è divenuto di genere maschile. Perché? Per la millenaria - quella sì - avversione della Chiesa per la donna, storicamente legata al concetto di peccato? Insomma è una buffa vicenda, che fa riflettere che al nuovo Papa Francesco I, bianco o nero che esso sia, ultimo o meno che sia, aspetta tanto lavoro da fare per rendere più attuale la Chiesa, anche in queste piccole cose.