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domenica 25 gennaio 2015

L'orologio dell'apocalisse

Siamo a un soffio dalla fine del mondo, ammoniscono gli scienziati regolando segnatempo simbolico creato all'Università di Chicago nel 1947 per monitare i rischi di una corsa agli armamenti nucleari. Ora si registrano anche i cambiamenti climatici. Serve azione immediata, altrimenti sarà catastrofe.

NEL 2015 il cambiamento climatico incontrollato, l'ammodernamento globale delle armi nucleari e gli arsenali atomici fuori misura pongono straordinarie e innegabili minacce per la sopravvivenza dell'umanità, e i leader mondiali hanno fallito nell'agire con la velocità o con la scala necessarie per proteggere i cittadini da una potenziale catastrofe. Questi fallimenti della leadership politica mettono in pericolo ogni persona sulla Terra": recita così il Bulletin of the Atomic scientists science con il suo board of sponsors che include 17 premi Nobel. E allora, l'orologio dell'apocalisse, un orologio simbolico creato dagli scienziati dell'università di Chicago nel 1947 nel quale la mezzanotte significa la fine del mondo, si sposta avanti di 2 minuti, arrivando a 3 minuti dalla mezzanotte "nel primo aggiustamento in tre anni".

L'orologio dell' apocalisse prevedeva, nel corso della guerra fredda, l'autodistruzione dell'umanità a causa di una guerra nucleare tra Usa, Urss e Cina. Quando venne creato, nel 1947, l'orologio fu impostato a sette minuti dalla mezzanotte: oggi, invece, ad accelerare verso la fine oltre agli armamenti nucleari ci sono anche i cambiamenti climatici, "a mano che non si prenda un'azione immediata".

"La probabilità di una catastrofe è molto alta", avvertono gli scienziati del Bulletin. "Nel 2015, con la lancetta dell'orologio spostata avanti fino a 3 minuti dalla mezzanotte, il board (dei 17 premi Nobel che aderiscono al gruppo, ndr) si sente costretto ad aggiungere - si legge nel documento diffuso - con un senso di grande urgenza, che "la probabilità di una catastrofe globale è molto alta, e le azioni necessarie a ridurre il rischio di un disastro vanno prese molto presto".

L'ultima volta che la lancetta dei minuti dell"orologio dell'apocalisse si è mossa è stato nel gennaio 2012, quando venne portata avanti di un minuto da sei a cinque minuti a mezzanotte. Dalla sua creazione, nel 1947, l'orologio è stato regolato solo 18 volte, passando dai 2 minuti a mezzanotte del 1953 ai 17 minuti a mezzanotte nel 1991.

L'ultima volta che la lancetta dei minuti si è trovata a 3 minuti dall'apocalisse fu nel 1983, quando "le relazioni tra Usa e Urss erano al massimo livello di freddezza", segnalano dal Bullettin. "Oggi, il cambiamento climatico incontrollato e una corsa agli armamenti nucleari derivante dalla modernizzazione degli enormi arsenali atomici rappresentano minacce straordinarie e innegabili per la sopravvivenza dell'umanità - dice Kennette Benedict, direttore esecutivo del Bulletin of the Atomic Scientists - i leader mondiali non sono riusciti ad agire con la velocità o sulla scala necessaria per proteggere i cittadini da potenziale catastrofe".  Queste "carenze nella leadership- aggiunge- mettono in pericolo ogni persona sulla Terra. sulla base delle loro osservazioni, i membri del Bulletin e i membri del suo consiglio trovano la condizione del mondo in uno stato così minaccioso che si stanno portando avanti le lancette due minuti più vicino alla mezzanotte. Ora siamo a 3 minuti dalla mezzanotte.

Fonte:www.republica.it

giovedì 23 ottobre 2014

Il MONDO secondo TRANSURFING

Ecco una bella immagine, adatta a menti scientifiche, del "fenomeno transurfing", come descritto da Vadim Zeland©, prima fisico e poi scrittore. Il mondo non solo nasconde il suo vero volto - si trasforma in quello che vogliamo che sia. Bizzarro?







Un mondo strano
Fin dall'inizio dei tempi, si è notato che il mondo ha una natura duale. Da un lato, tutto ciò che accade sul piano materiale è abbastanza comprensibile e può essere spiegato in termini di scienze naturali. D'altro canto, di fronte a fenomeni appartenenti alla parte "sottile" (non-materiale) del mondo, queste leggi falliscono. Perché questi due aspetti della realtà non sono in grado di essere uniti in un concetto universale?

È a dir poco bizzarro - come se il mondo giocasse a nascondino con noi, cercando di nascondere la sua vera essenza. Gli scienziati scoprono una legge per spiegare qualcosa, e, qui, il mondo ci sorprende e qualcos'altro di controverso ha luogo. Questa caccia all'evasivo, questa verità-ombra sembra non aver fine. Il mondo non solo nasconde il suo vero volto - si trasforma in quello che vogliamo che sia.

Questo vale per tutti i campi della scienza. Ad esempio, se il mondo è percepito come un oggetto del micro-mondo, si può essere certi che ci saranno esperimenti a dimostrare questa teoria. Supposto che il mondo non è una particella, ma un'onda elettromagnetica - bene, non importa, agirà di conseguenza, facendo finta di essere ciò che tu vuoi che sia.

Poni al mondo una domanda: «In che cosa consiste? È una questione di massa?». Potete star certi di ottenere una risposta positiva. E se ancora, si trattasse di una massa di energia? Di nuovo è giusto! È riconosciuto che la formazione e l'annientamento di micro-particelle è un processo permanente, in corso in un “vuoto” - l'energia si trasforma in materia e viceversa.

Ancora una volta, non si dovrebbe chiedere al mondo ciò che è primario - la materia o la coscienza. Continuerà a cambiare le sue maschere. Coloro che hanno diversi punti di vista continuano a discutere, cercando di promuovere idee opposte, ma la realtà ci offre un verdetto a prova di bomba, sono tutte, di fatto, corrette.

In altre parole, il mondo non solo si sottrae, ma concorda anche con noi, comportandosi come uno specchio, per così dire. Esso riflette letteralmente tutte le nostre idee, di ogni genere, su ciò che ci circonda. Quindi, questo significa che tutti i nostri sforzi per trovare una chiave versatile della realtà sono inutili? In nessun caso il mondo sarà in disaccordo con i suggerimenti umani, tuttavia non darà mai una risposta diretta.

L'indizio è molto più semplice: non cercate di trovare la verità universale, attraverso lo studio di aspetti distinti della realtà sfaccettata. L'unica cosa che dovete accettare è il fatto che la realtà, come uno specchio, ha due lati: il lato fisico, che può essere percepito, e quello metafisico, situato oltre i confini della nostra percezione, ma non meno oggettivo.

Oggi, la scienza si occupa di ciò che si riflette nello specchio, mentre l'esoterismo sta cercando di guardare il mondo dall'altra parte dello specchio. E questo è ciò di cui si occupa l'intero dibattito. Cosa c'è, dall'altra parte dello specchio?

>>>Transurfing come un insegnamento esoterico dà una possibile risposta a questa domanda. Dall'altro lato dello specchio si trova uno spazio di varianti - una struttura d'informazione immagazzinante gli script per tutti i possibili flussi di eventi. Il numero di varianti è infinito - simile al numero delle possibili sedi di un punto su un sistema di coordinate. Tutto ciò che accade, accade e accadrà, è scritto lì.

Difficile da credere, non è vero? Dove si trova questo spazio di varianti? È possibile su questa terra? Nei termini della nostra visione del mondo a tre dimensioni, è ovunque e in nessun luogo al tempo stesso. Forse, è oltre i confini dell'universo visibile, o forse è nella tua tazza di caffè. In ogni caso, non è nella terza dimensione.

Paradossalmente, tutti noi viaggiamo lì ogni singola notte. I sogni non sono illusioni, come comunemente si crede. In modo vistoso, prendiamo i sogni come pure fantasie, senza sapere che riflettono le cose reali che sarebbero accadute nel passato o potrebbero accadere nel futuro.

È noto che quando si sogna, si possono vedere le immagini provenienti da un altro mondo - cose che sappiamo per certo di non aver mai vissuto. Se un sogno è un'imitazione della realtà, prodotta dal nostro cervello, allora da dove vengono tutte queste inimmaginabili immagini e trame?

Dato che ogni coscienza psichica può essere attribuita alla mente, e al subconscio - per l'anima, i sogni possono essere visti come un volo dell'anima stessa che viaggia attraverso lo spazio delle varianti. La mente non "immagina" i sogni, ma in realtà li vede.

L'anima ha accesso diretto al campo d'informazioni, dove tutti gli “scenari e paesaggi "sono mantenuto fissi, come fotogrammi di un film. Il fenomeno del tempo si mostra solo quando il “film” si muove. La mente agisce come un osservatore e un generatore d'idee.

Anche la memoria è direttamente collegata allo spazio delle varianti. È stato dimostrato che il cervello non è fisicamente in grado di abbracciare tutte le informazioni accumulate durante tutta una vita. Come possono, allora, le persone ricordare dettagli diversi?

Il punto è che il nostro cervello non memorizza le informazioni stesse. Immagazzina invece una sorta d'indirizzi (links) di accesso ai dati dallo spazio delle varianti. Le persone non ricordano niente dalle loro vite passate, perché quando il corpo muore, tutti gli indirizzi sono cancellati. Tuttavia, in determinate circostanze, questi indirizzi possono essere ripristinati.

La mente non è in grado di creare qualcosa di assolutamente nuovo. L'unica cosa di cui è capace è mettere insieme una nuova versione della casa utilizzando vecchi cubi. Tutti i progressi scientifici e le opere d'arte sono ricevuti dalla mente dallo spazio delle varianti, con l'aiuto dell'anima. Anche la chiaroveggenza come pure la percezione intuitiva provengono da lì.

"Le scoperte scientifiche", scrisse Einstein, "non sono fatte logicamente. Esse acquisiscono una forma logica solo più tardi, quando vengono descritte. Una scoperta, anche la più piccola, è sempre un insight (intuizione illuminante). Il risultato viene da fuori e in modo così inaspettato che sembra che qualcuno ti abbia aiutato a trovare la risposta. "

Il termine, "spazio delle varianti del transurfing", non deve essere confuso con il concetto noto del campo comune d'informazione, in cui i dati possono essere trasmessi da un oggetto all'altro. Lo spazio "delle varianti" è una matrice stazionaria - una struttura che definisce tutto ciò che potrebbe accadere nel nostro mondo.

Così, accettando che le due facce della realtà - la fisica e la metafisica - coesistono, la visione del mondo diventa più chiara. Quando i due aspetti s'incontrano sulla superficie dello specchio, sorgono quei fenomeni che sono tradizionalmente denominati come paranormali o non ancora spiegabili.

Un buon esempio delle due apparenze della realtà che entrano in contatto è il dualismo onda-particella, quando un micro-oggetto è visto come onda e particella. Tuttavia, l'esempio più sorprendente siamo noi stessi - creature viventi, che uniscono il materiale e lo spirituale. In un certo senso, noi viviamo sulla superficie di uno specchio gigante duplice, in cui da un lato, c'è il nostro universo materiale, e dall'altro la nera infinità dello spazio delle varianti.

Tale condizione è l'unica ragione per cui sarebbe miope, per non dire altro, rimanere nel quadro di una visione comune del mondo, con solo il lato fisico della realtà. In alcune circostanze, l'energia del pensiero umano può materializzare un settore dello spazio delle varianti. In uno Stato che, in termini di Transurfing, può essere nominato come un'unione di mente e anima, una forza impercettibilmente magica - l'intenzione esterna.

Tutto ciò che di solito è attribuito alla magia è direttamente collegato alla volontà esterna. Gestendo questa forza, i maghi costruirono le piramidi egiziane e produssero meraviglie simili. Il termine "esterno" viene utilizzato perché vive al di là di noi, così, la mente non ha alcun potere su di esso. Tuttavia, in un certo stato è possibile ottenere l'accesso ad esso. Se questa potente forza può essere fatta a lavorare secondo la nostra volontà, si possono fare cose incredibili.

L'uomo moderno ha perso la capacità che avevano i suoi predecessori di civiltà antiche come Atlantide. Frammenti di antica saggezza sono arrivati fino a noi, sotto forma di alcuni sconnessi insegnamenti e pratiche esoteriche. Ma, è abbastanza difficile usare questa conoscenza nella vita quotidiana.

Nonostante questa difficoltà il segreto per utilizzare l'intenzione esterna è molto semplice. La chiave ad esso è nascosta in un fenomeno noto come "sogno cosciente". In un sogno comune, le cose accadono a dispetto della volontà della mente. Fintanto che il sognatore non è consapevole di essere addormentato, lui / lei non è in grado di controllare ciò che sta accadendo. Si è totalmente assorti nel sogno inconscio - esso "accade" a lui / lei.

Ma se il sognatore se ne rende conto, alcune abilità sorprendenti saranno rivelate. Sognare in modo consapevole è abbastanza facile da fare. Gli eventi possono essere governati con la forza delle vostre intenzioni, cosi cose incredibili possono essere fatte - volare, per esempio.

La capacità di governare i sogni appare dopo che una persona è consapevole di essere addormentata e del suo rapporto attuale con il mondo reale. In questa fase, la realtà è un punto di appoggio a cui lui / lei possono tornare dopo il risveglio.

La realtà a sua volta è simile a quel sognare inconscio - nello stato di veglia, uno è nelle mani delle "circostanze" - la vita "accade". Le persone non si ricordano le loro vite passate e non hanno alcun punto di appoggio, che potrebbe contribuire a fare un passo avanti fino al prossimo livello di coscienza.

Tuttavia, le cose non sono così disperate. Transurfing vi darà alcuni metodi per far lavorare indirettamente l'intenzione esterna. Si può modellare la realtà. Per fare questo dovete solo attenervi a una serie di regole. Una mente umana comune non riesce a influenzare l'immagine riflessa nello specchio, perché è necessario cambiare l'immagine stessa. L'immagine è la direzione e il modo di pensare che la persona ha.

Il vostro desiderio non è sufficiente a trasformare ciò che desiderate in ciò che è reale. I parametri dell'immagine, da un lato dello specchio devono coincidere con un particolare settore dello spazio delle varianti sul lato opposto. Ma non è tutto. Dovete sapere come trattare con lo specchio, dal momento che è piuttosto complesso e inquietante.

Immaginate questa situazione insolita: vi trovate di fronte allo specchio e non vedete nulla. Solo un po' più tardi, un'immagine si mostra, come una fotografia. Poi sorridete - ma nello specchio c'è la stessa espressione seria di prima.

È esattamente il modo di lavorare dello specchio delle varianti. Soltanto che il tempo di mostrare l'immagine è di gran lunga maggiore, quindi i cambiamenti non sono evidenti. La realizzazione materiale è inerte, ma a condizione di fare cose particolari il riflesso sarà ancora da formare, il che significa che un sogno può diventare realtà. Transurfing ti dà indicazioni su come affrontare lo specchio del mondo.

Queste idee possono sembrare incredibili, ma sono già state messe alla prova. Transurfing è molto popolare su Internet, da oltre un anno. Diversi mesi fa VES Publishing Group - San Pietroburgo, ha pubblicato una trilogia dal titolo "Reality Transurfing" e ora Macro Edizioni ha già pubblicato il primo della serie. Coloro che hanno messo Transurfing in pratica sono stati assolutamente stupiti. Il mondo che circonda un transurfer subisce dei cambiamenti sorprendenti in tempi molto brevi. Questo non è misticismo - qui, tutto è reale.

martedì 21 ottobre 2014

IL Genoma è Frattale

Studi recenti hanno estrapolato ed esplorato il genoma umano ad alta risoluzione e a tre dimensioni. Ne è derivata una scultura matematicamente armoniosa ed elegante. Un magnifico frattale!
Genoma  Frattale 
Dopo aver intervistato Dan Winter per il numero in uscita (il 30), inventore del biofeedback (sintonizzatore del cuore e altri tipi) ed esperto di geometria sacra, di frattali e frattalità, la notizia che segue ha particolarmente attratto la mia attenzione.

Nel senso che, è da mo' che Dan Winter si è accorto di quello che Science rende evidente a seguito di relazioni su studi attualissimi riguardo la struttura frattale del DNA e dell'influenza di tale struttura sulla funzione globale del genoma.

In poche parole si sta spostando l'attenzione dal discorso della sequenza-contenuto a quello della forma-posizione nello spazio. L'assunzione da parte dei geni di una posizione spaziale piuttosto di un'altra, e, a seguito, di una variazione della forma geometrica, sembrano influenzare la funzionalità dell'intero genoma.

Si potrebbe parlare di una costellazione di cromosomi la cui organizzazione spaziale fa da regolatore del genoma stesso. E la sua immagine in 3D appare essere, guarda caso, un magnifico frattale. Matematicamente si tratta di una curva di Hilbert, conosciuta anche come curva spazio-riempiente o che può riempire uno spazio bidimensionale, senza mai sovrapporsi - e poi seguire un movimento identico in tre dimensioni. Per la prima volta è stata descritta nel 1891 dal matematico tedesco David Hilbert
Curva di Hilbert, da wikipedia.org
In parte riassunta ecco la news uscita su WiredScience (vedi fonte a fine articolo), l'8 ottobre scorso a cura di Brandon Keim.

“Rompendo il DNA in milioni di pezzi e capovolgendo ingegneristicamente la loro posizione, i ricercatori hanno prodotto l'immagine a più alta risoluzione mai ottenuta della struttura tridimensionale del genoma.

L'immagine è una delle eccezionali glorie frattali e la tecnica potrebbe aiutare gli scienziati a investigare come la forma stessa del genoma e non solo il contenuto del suo DNA influenzi lo sviluppo umano e la malattia.

“Diventa chiaro che l'organizzazione spaziale dei cromosomi è critica nel regolare il genoma” ha detto il co-autore degli studi Job Dekker, un biologo molecolare della Medical School, Università del Massachusetts. “Questo apre a nuovi aspetti della regolazione del gene finora non disponibili all'indagine. Ci porterà a un bel po' di nuove domande.”

Come descritto nei libri di testo di biologia di base e nell'immaginario del pubblico, il genoma umano è assemblato in pacchetti di DNA e proteine, di 23 cromosomi, disposti ordinatamente a forma di X all'interno di ogni nucleo della cellula. Ma questo soltanto nel breve intervallo in cui le cellule sono sul punto di dividersi. Il resto del tempo, i cromosomi sono presenti in un denso e sempre mutevole ciuffo.

Per decenni, alcuni biologi cellulari hanno sospettato che la compressione del genoma fosse non solo un meccanismo efficace di archiviazione, ma legata alla funzione stessa e all'interazione dei suoi geni. Ma questo non era facile da studiare: l'atto di sequenziare il genoma distrugge la sua forma, e i microscopi elettronici riescono a malapena a penetrare la sua superficie attiva. Se i suoi elementi costitutivi sono noti, la vera forma del genoma è stata un mistero.

Nel mese di aprile, un documento pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences aveva legato modelli di attivazione dei geni alla loro vicinanza fisica ai cromosomi. Ciò fornisce ancora la prova più convincente che attribuisce al genoma la responsabilità di dar forma alla materia, anche se la mappa dei cromosomi a disposizione dei ricercatori fosse, relativamente, a bassa risoluzione. “Non conoscevamo l'organizzazione interna. Ora possiamo osservarla in alta risoluzione, cercare di collegare tale struttura con l'attività dei geni, e vedere come cambia la struttura nelle cellule e nel tempo ", ha detto Dekker.
Per determinare la struttura del genoma, senza essere in grado di vederlo direttamente, i ricercatori prima hanno immerso i nuclei cellulari nella formaldeide, che interagisce con il DNA come la colla. La formaldeide appiccica insieme i geni che sono distanti gli uni dagli altri in lineari sequenze genomiche, ma adiacenti gli uni agli altri nel reale spazio tridimensionale del genoma.

I ricercatori hanno poi aggiunto una sostanza chimica che ha dissolto i legami della sequenza lineare gene dopo gene, lasciando però i collegamenti della formaldeide intatti. Studiando le coppie, i ricercatori sono stati in grado di dire quali geni erano vicini gli uni agli altri nel genoma originale. Con l'aiuto di un software che con riferimenti incrociati univa le coppie del gene con le loro sequenze conosciute nel genoma, hanno assemblato una scultura digitale del genoma. E che scultura!

"Non ci sono nodi. E' completamente disimpigliata. È come una palla incredibilmente densa di spaghetti, ma è possibile estrarre alcuni degli spaghetti e rimetterli dentro, senza affatto disturbare la struttura", ha detto il biologo computazionale Erez Lieberman-Aiden, della Harvard University, anch'egli un co-autore agli studi.
Forma tridimensionale del genoma

Curva di Hilbert bidimensionale

Come l'evoluzione sia arrivata a questa soluzione dalla sfida dello stoccaggio del genoma è sconosciuta. Potrebbe essere una proprietà intrinseca della cromatina, del DNA-e-mix di proteine di cui sono fatti i cromosomi. I ricercatori hanno anche scoperto che i cromosomi hanno due regioni, una per i geni attivi e un altra per i geni inattivi, e le curvature libere consentono ai geni di essere trasferiti facilmente tra di loro.

Lieberman-Aiden ha paragonato la configurazione alle fila compresse di scaffali meccanizzati che si trovano nelle grandi biblioteche. "Sono come pile, l'una accanto all'altra e l'una sull'altra, senza alcuno spazio in mezzo. E quando il genoma vuole usare un gruppo di geni, si apre la fila. La segregazione dei geni attivi e non, aggiunge elementi di prova che la struttura del genoma interessa la funzione del gene.

“E' una buona descrizione della struttura del nucleo, che aggiunta a quello che abbiamo fatto, costituisce il quadro generale", ha detto Steven Kosak, un biologo cellulare della Northwestern University e co-autore della relazione di aprile PNAS, che lega i grezzi contorni di accordo del cromosoma con l'attivazione del gene. Sebbene lo studio abbia guardato solo un paio di cromosomi, la relazione di Science "guarda all'alta risoluzione dell'intero genoma", ha detto Kosak.

"Ora si è in grado di produrre queste mappe del genoma, e sovrapporle con le estese analisi del genoma a livello dell'espressione genica. Si può veramente cominciare a chiedersi come i cambiamenti di organizzazione spaziale si riferiscano ai cambiamenti nei geni che si accendono e spengono", ha detto Tom Misteli, un biologo cellulare al National Cancer Institute, che studia come le anomalie nella struttura dei cromosomi possano attivare le cellule cancerose. Peraltro, né Misteli né Kosak sono stati coinvolti nello studio di Science.

Collegare la forma del genoma con la funzione del gene potrebbe anche aiutare a spiegare la connessione tra geni e malattie, che rimane in gran parte inspiegabile dalla genomica tradizionale, focalizzata sulla sequenza.

"E 'perfettamente ragionevole e quasi inevitabile che la struttura 3-D del DNA influenzi il suo funzionamento", ha dichiarato Teri Manolio, direttore dell'ufficio del National Human Genome Research Institute of Population Genomics.

I ricercatori vogliono anche studiare come si alteri la forma del genoma. Sembra che accada costantemente durante la transizione da cellule staminali a cellule adulte, e poi durante la funzione cellulare”. [size=7][fine del rapporto news]

È lecito chiedersi quale apporto e ripensamento queste nuove scoperte possano portare alla manipolazione genetica. Spostare gli addendi del genoma, alla luce di tali novità, non sembra essere un leggero giochetto da ragazzi. Non è solo una mera questione di forma, ma un profondo intervento invasivo sulla funzionalità. Conviene tenerne conto.

Gregg Braden rivela i 22 codici contenuti nel "CODICE DEL TEMPO - Fractal Time"

Con il nuovo libro "Il codice del TEMPO" (titolo originale "Fractal TIME") Gregg Braden codifica 22 codici temporali per aiutarci a comprendere e a risolvere quello che ci attneda nel prossimo futuro.
In questo articolo riveliamo 7 dei 22 codici temporali del nuovo libro di Gregg Braden.
CODICE TEMPORALE 1:
Stiamo vivendo il completamento di un ciclo di 5125 - un era del mondo - che secondo i calcoli degli antichi Maya terminerà col solstizio d'inverno del 21 Dicembre 2012.
CODICE TEMPORALE 2:
I nostri antenati ci hanno tramandato come hanno vissuto l'ultima "fine dei tempi", dimostrando al di là di ogni ragionevole dubbio che la fine di un'era mondiale rappresenta l'inizio della successiva, e non la fine del mondo.
CODICE TEMPORALE 3:
Le nuove scoperte dimostrano che possiamo concepire il tempo in termini di una essenza che segue i medesimi ritmi e cicli che governano tutto, dalle particelle alle galassie.
CODICE TEMPORALE 4:
Possiamo concepire le cose che accadono nel tempo in termini di luoghi situati all'intenro di cicli - punti che possono essere misurati, calcolati e previsti.
CODICE TEMPORALE 5:
Se sappiamo a che punto di un ciclo ci troviamo, sappiamo acnche cosa aspettarci quando si ripete.
CODICE TEMPORALE 6:
Il computo del codice temporale ci indica quando è prevedibile che si ripetano le condizioni del passato, non tanto gli eventi in sè.
CODICE TEMPORALE 14:
Il computo del Codice Temporale può evidenziare cicli personali riferiti all'amore e al dolore, oltre a cicli globali di guerra e pace.
"Una volta intravisto il mondo come potrebbe essere, è impossibile adattarsi a vivere nel mondo così com'è"

L'universo è interessato a te

L'universo è più interessato a te, di quanto tu sia interessato nei suoi confronti.

Perché l'universo sta cercando di evolvere, a livello della coscienza, e la coscienza può solo svilupparsi grazie a te. Gli esseri umani sono i veicoli attraverso i quali la coscienza può fare il prossimo passo. Da questa prospettiva, noi siamo solo pedine in un processo più ampio. Il risveglio spirituale non concerne il mio e il tuo - riguarda l'evoluzione del processo stesso.

Gli individui che sono stati culturalmente condizionati a vedere il mondo attraverso lenti molto piccole e personali trovano molto difficile apprezzare ciò. Ma dal momento in cui cominci a risvegliarti, inizierai a vedere la tua stessa esperienza dalla prospettiva dell'evoluzione stessa. E comincerai a comprendere che quando tu divieni profondamente interessato all'evoluzione della coscienza e della cultura, l'universo s'interessa a te! Appare un partner potenziale nel processo evolutivo, nella forma di te stesso.

Codice Genesi Voyager documentario censurato dalla chiesa Cattolica

lunedì 20 ottobre 2014

Tutto è' uno - L'ipotesi Della Scienza OLOGRAFICA

L'immagine è un ologramma, una raffigurazione tridimensionale creata con l'aiuto di un laser, e la magia tecnologica necessaria per creare simili immagini è notevole.
Ma ciò che è ancor più sbalorditivo è che alcuni scienziati stanno iniziando a credere che l'universo stesso sia una sorta di ologramma gigante, un'illusione straordinariamente dettagliata né più né meno reale dell'immagine della Principessa Leia che dà l'avvio alla ricerca di Luke.
In altre parole, vi sono prove che suggeriscono che il nostro mondo e tutte le cose in esso contenute - dai fiocchi di neve agli aceri, alle stelle cadenti e agli elettroni in rotazione - siano anch'esse immagini spettrali, proiezioni provenienti da un livello di realtà talmente lontano dal nostro, da essere letteralmente al di là dello spazio e del tempo.

I principali artefici di questa stupefacente idea sono due fra i più eminenti pensatori del mondo: David Bohm, fisico presso la University of London, un protetto di Einstein ed uno dei fisici quantistici più stimati del mondo; e Karl Pribram, un neurofisiologo presso la Stanford University e autore del testo di neuropsicologia, ora un classico, Languages of the Brain.
È interessante il fatto che Bohm e Pribram siano giunti alle proprie conclusioni indipendentemente e partendo da due direzioni molto differenti. Bohm si convinse della natura olografica dell'universo solo dopo anni di insoddisfazione per l'incapacità delle teorie correnti di spiegare tutti i fenomeni che si incontrano nella fisica quantistica.
Pribram se ne convinse a causa dell'incapacità delle comuni teorie sul cervello di spiegare vari enigmi neurofisiologici.
Dopo essere giunti alle proprie conclusioni, però, Bohm e Pribram si resero velocemente conto che il modello olografico chiariva anche molti altri misteri, inclusa l'incapacità di qualsiasi teoria, a prescindere da quanto inclusiva essa fosse, di giustificare tutti i fenomeni incontrati in natura; la capacità di individui che odono da un solo orecchio di determinare la direzione di provenienza di un suono; e la nostra capacità di riconoscere il viso di qualcuno che non abbiamo visto per molti anni, nonostante quella persona sia cambiata considerevolmente nel frattempo.
Ma la cosa più sbalorditiva del modello olografico era che esso dava improvvisamente senso a una vasta gamma di fenomeni talmente elusivi da essere stati categorizzati al di fuori dei confini della comprensione scientifica. Questi includono telepatia, precognizione, sentimenti mistici di unità con l'universo, e perfino la psicocinesi, o la capacità della mente di muovere oggetti materiali senza che nessuno li tocchi.

Divenne in effetti rapidamente ovvio per il numero sempre maggiore di scienziati che abbracciavano il modello olografico che esso aiutava a spiegare praticamente tutte le esperienze paranormali e mistiche, e negli ultimi sei anni ha continuato a elettrizzare ricercatori e a far luce su un crescente numero di fenomeni prima inesplicabili.

[...] Un ultimo indizio a favore del modello olografico è il paranormale stesso. Questo non è cosa da poco, poiché nel corso degli ultimi decenni si è accumulata una notevole quantità di prove che suggeriscono che la nostra comprensione della realtà, la solida e confortante immagine materialistica del mondo che abbiamo appreso nelle lezioni di scienza del liceo, è errata.
Poiché queste scoperte non possono essere spiegate da nessuno dei nostri normali modelli scientifici, la scienza li ha in linea di massima ignorati. Tuttavia la quantità di prove ha raggiunto il punto in cui questa non è più una situazione sostenibile.
Per citare un solo esempio, nel 1987 il fisico Robert G. Jahn e la psicologa clinica Brenda J. Dunne, entrambi della Princeton University, annunciarono che, dopo una decade di sperimentazione eseguita dal loro Princeton Engineering Anomalies Research Laboratory, avevano accumulato prove inequivocabili che la mente può interagire psichicamente con la realtà materiale.
Più precisamente, Jahn e la Dunne trovarono che, attraverso la sola concentrazione mentale, gli esseri umani potevano influenzare il funzionamento di certi tipi di macchine.

Questa è una scoperta sbalorditiva, che non può essere giustificata nei termini della nostra attuale visione della realtà. Essa può invece essere spiegata dalla visione olografica. Viceversa, poiché gli eventi paranormali non possono essere giustificati dalle attuali conoscenze scientifiche, essi esigono un nuovo modo di vedere l'universo, un nuovo paradigma scientifico.
Oltre a mostrare come il modello olografico possa giustificare il paranormale, il libro esaminerà anche come, a loro volta, le crescenti prove a favore del paranormale sembrino necessitare l'esistenza di un modello di questo tipo.

[...] Io sono fortunato. Ho sempre saputo che il mondo era ben più di quanto fosse generalmente accettato. Crebbi in una famiglia di sensitivi, e fin dalla giovane età sperimentai di prima mano molti dei fenomeni di cui si parlerà in questo libro. Occasionalmente, quando sarà rilevante per il soggetto che viene trattato, esporrò alcune delle mie esperienze personali. Nonostante possano essere considerate solo come prove aneddotiche, esse mi hanno fornito la dimostrazione più convincente di tutte che viviamo in un universo che stiamo solo iniziando a sondare, e le includo per via delle intuizioni che offrono.
Infine, essendo il concetto olografico ancora molto un'idea in formazione ed essendo un mosaico di molti punti di vista e prove differenti, alcuni hanno arguito che non dovrebbe essere definito come modello o teoria, finché questi punti disparati non vengano integrati in un insieme più unificato. Come risultato, molti si riferiscono a queste idee come al paradigma olografico.
Altri preferiscono analogia olografica, metafora olografica, e così via. In questo libro, per il gusto della diversità, ho usato tutte queste espressioni, modello olografico e teoria olografica incluse, ma non intendo affermare che l'idea olografica abbia raggiunto lo stato di un modello o di una teoria nel senso più rigoroso di questi termini.

Pagina 17 CAPITOLO 1
Il cervello come ologramma

Non è che il mondo delle apparenze sia errato; non è che non esistano oggetti là fuori, a un certo livello della realtà. È che se lo attraversate e osservate l'universo con un sistema olografico, giungete a una visione differente, una diversa realtà. E quest'altra realtà può chiarire cose che sono finora rimaste scientificamente inesplicabili: fenomeni paranormali, sincronicità, la coincidenza apparentemente significativa degli eventi.
Karl Pribram in un'intervista su Psychology Today

L'enigma che dapprima spinse Pribram sulla strada verso la formulazione del suo modello olografico fu l'interrogativo su come e dove i ricordi fossero conservati nel cervello. Agli inizi degli anni Quaranta, quando in un primo tempo si interessò a questo mistero, si credeva che i ricordi fossero localizzati nel cervello. Ciascun ricordo che una persona aveva, come il ricordo dell'ultima volta che avevate visto vostra nonna, o quello della fragranza di una gardenia che odoraste all'età di sedici anni, si riteneva avesse una locazione specifica in qualche punto nelle cellule cerebrali. Queste tracce di memoria erano chiamate engrammi, e nonostante nessuno sapesse da cosa un engramma fosse costituito - se fosse un neurone o forse perfino uno speciale tipo di molecola - la maggior parte degli scienziati erano sicuri che fosse solo una questione di tempo prima che uno di essi venisse identificato.

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Una delle cose che rendono possibile l'olografia è un fenomeno conosciuto come interferenza. L'interferenza è il disegno intersecato che si verifica quando due o più onde, come le onde dell'acqua, s'increspano l'una attraverso l'altra. Ad esempio, se gettate un sasso in uno stagno, esso produrrà una serie di onde concentriche che si espandono verso l'esterno. Se gettate due sassi in uno stagno, avrete due serie di onde che si espandono e passano una attraverso l'altra.
La complessa disposizione di creste e avvallamenti che risulta da queste collisioni è nota come schema di interferenza. Ogni fenomeno simile a quello delle onde può creare uno schema di interferenza, inclusa la luce e le onde radio.
Poiché la luce laser è un tipo di luce estremamente pura e coerente, è in particolare modo adatta a creare schemi di interferenza. Essa fornisce, in essenza, il sasso perfetto e il perfetto stagno.
Di conseguenza, gli ologrammi, come li conosciamo oggi, erano impossibili prima dell'invenzione del laser. Un ologramma è prodotto quando un'unica luce laser viene divisa in due raggi separati. Il primo raggio viene fatto rimbalzare dall'oggetto per essere fotografato. Poi il secondo raggio viene lasciato collidere con la luce riflessa del primo. Quando questo accade essi creano uno schema di interferenza che viene poi registrato su una porzione di pellicola (vedifigura 1).
A occhio nudo l'immagine sulla pellicola non somiglia affatto a quella dell'oggetto fotografato. In effetti, è anche un po' simile ai cerchi concentrici che si formano quando una manciata di sassi viene buttata in uno stagno (vedi figura 2.
Ma appena un altro raggio laser (o in alcuni casi solo una sorgente di luce intensa) viene proiettato attraverso la pellicola, riappare un'immagine tridimensionale dell'oggetto originale.
La tridimensionalità di questo tipo di immagini è spesso fantasticamente convincente. Potete davvero girare intorno a una proiezione olografica e osservarla da diverse angolazioni come fareste con un vero oggetto. Tuttavia, se stendete la mano per tentare di toccarla, essa vi passerà attraverso e scoprirete che in realtà in quello spazio non vi è nulla (vedi figura 3).

La tridimensionalità non è il solo aspetto straordinario degli ologrammi. Se una porzione di pellicola olografica contenente l'immagine di una mela viene tagliata in due e viene poi illuminata da un laser, si troverà che ciascuna metà conterrà ancora l'intera immagine della mela! Anche se le metà vengono divise nuovamente e poi ancora, un'intera mela può ugualmente essere ricostruita da ogni piccola porzione di pellicola (anche se le immagini diverranno più offuscate col rimpicciolirsi delle porzioni).
A differenza delle normali fotografie, ogni piccolo frammento di un pezzo di pellicola olografica contiene la completa informazione registrata nell'intero. (vedi figura 4).3

Esattamente questa era la caratteristica che eccitò tanto Pribram, poiché essa offriva finalmente un modo per comprendere come i ricordi potessero essere distribuiti piuttosto che localizzati nel cervello. Se era possibile per ogni porzione di pellicola olografica contenere tutta l'informazione necessaria per creare un'immagine completa, sembrò allora ugualmente possibile che ogni parte del cervello contenesse tutta l'informazione necessaria per richiamare un ricordo completo.

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Il linguaggio matematico dell'ologramma

Mentre le teorie che resero possibile lo sviluppo dell'ologramma furono dapprima formulate nel 1947 da Dennis Gabor (che vinse in seguito un Premio Nobel per il suo lavoro), durante gli ultimi anni Sessanta e i primi anni Settanta la teoria di Pribram ricevette sostegno sperimentale ancor più persuasivo.
Quando inizialmente Gabor concepì l'idea dell'olografia, non pensava ai laser. Il suo scopo era di migliorare il microscopio elettronico, uno strumento allora primitivo e imperfetto. Il suo approccio era matematico e la matematica da lui usata era un tipo di calcolo inventato da un francese del diciottesimo secolo di nome Jean B. J. Fourier. Parlando in modo approssimativo, ciò che Fourier aveva sviluppato era un sistema matematico per convertire qualsiasi schema, indifferentemente dalla sua complessità, in un linguaggio di onde semplici.
Egli dimostrò inoltre come queste forme d'onda potevano essere riportate allo schema originale. In altre parole, proprio come una telecamera trasforma un'immagine in frequenze elettromagnetiche e un apparecchio televisivo le ritrasforma nell'immagine originale, Fourier aveva dimostrato in quale modo un processo simile potesse essere portato a termine matematicamente. Le equazioni da lui sviluppate per trasformare le immagini in forme d'onda e di nuovo all'originale sono note come trasformate di Fourier.
Le trasformate di Fourier permisero a Gabor di trasformare la fotografia di un oggetto nella forma confusa di schemi di interferenza su una porzione di pellicola olografica. Gli fornirono inoltre la possibilità di escogitare un modo per ritrasformare quegli schemi di interferenza in un'immagine dell'oggetto originale.
In effetti, la speciale completezza in ogni parte di un ologramma è una delle conseguenze che si verificano quando un'immagine ouno schema vengono tradotti nel linguaggio di forme d'onda di Fourier.

Per tutto il periodo dagli ultimi anni Sessanta e i primi anni Settanta vari ricercatori contattarono Pribram comunicandogli di aver portato allo scoperto prove che il sistema visivo lavorava come una sorta di analizzatore di frequenza. Essendo la frequenza una misura del numero di oscillazioni al secondo alle quali un'onda è soggetta, questo suggerì in modo determinante che il cervello potesse funzionare alla stessa maniera di un ologramma.
Ma fu che nel 1979 i neurofisiologi di Berkeley, Russel e Karen De Valois, fecero la scoperta che sistemò la questione. La ricerca durante gli anni Sessanta aveva mostrato che ogni cellula cerebrale nella corteccia visiva è conformata per rispondere a un diverso schema - alcune cellule cerebrali vengono attivate quando gli occhi vedono una linea orizzontale, altre quando gli occhi vedono una linea verticale, e così via.
Di conseguenza, molti ricercatori giunsero alla conclusione che il cervello ricevesse informazione da queste cellule altamente specializzate chiamate rivelatori di caratteristiche, e che le facesse combaciare in qualche modo per fornirci le nostre percezioni visive del mondo.
Nonostante la popolarità di questa opinione, i DeValois sentivano che questa era soltanto una verità parziale. Per verificare la propria supposizione, usarono l'equazione di Fourier per convertire motivi scozzesi e a scacchi in semplici forme d'onda. Poi fecero una prova per vedere come le cellule cerebrali nella corteccia visiva rispondevano a queste nuove immagini di forme d'onda.
Ciò che scoprirono fu che le cellule cerebrali rispondevano non agli schemi originali, ma alle conversioni di Fourier degli schemi. Se ne poteva trarre una sola conclusione. Il cervello usava la matematica di Fourier - la stessa matematica impiegata dall'olografia - per convertire le immagini visuali nel linguaggio di forme d'onda di Fourier.