Visualizzazione post con etichetta Spiritismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Spiritismo. Mostra tutti i post

sabato 1 novembre 2014

Halloween 2014, l’esorcista allievo di padre Amorth: “Festa che invoca Satana”

Don Ermes Macchioni, parroco di Sassuolo, ha ideato Holyween. Al posto del travestimento da strega c’è il costume da santo, niente zucche illuminate ma solo ceri bianchi accesi, e tra le mani la propria immagine sacra preferita

Al posto del travestimento da strega c’è il costume da santo, niente zucche illuminate ma solo ceri bianchi accesi, e tra le mani la propria immagine sacra preferita. Si chiama Holyween ed è la risposta di don Ermes Macchioni ad Halloween, la festa dei Santi che si terrà nella parrocchia di San Michele e Pigneto di Sassuolo, in provincia di Modena, la sera del 31 ottobre, la notte del cosiddetto capodanno esoterico. Una celebrazione che intende controbattere a spiriti, magia e calderoni accesi con la luce del cattolicesimo, “perché Halloween è una festa pagana dove si danza in onore del Grande Cornuto, Satana – spiega don Macchioni – e a Satana noi rispondiamo invocando Dio e la resurrezione”. Niente dolcetto o scherzetto, né maschere e festoni: per i più piccoli l’invito è a travestirsi come il proprio santo preferito, e per i genitori, portare i ragazzi in parrocchia, al riparo dagli “operatori dell’occulto, i lussuriosi del divertimento che commettono il peccato dell’idolatria inneggiando al male e all’oscurità”.

“Per noi cattolici – racconta il sacerdote, che da sette anni organizza per la vigilia di Ognissanti una contro ricorrenza – Halloween è un tentativo che il male fa di infiltrarsi nella struttura portante della nostra fede, attraverso un credo e tradizioni inopportune. Si dice che gli spiriti dei morti tornino in vita quella notte, ma sono falsità perché i defunti vivono in Cristo, e siamo noi che dobbiamo raggiungere il loro mondo tramite la sua luce”.

Un messaggio che Don Macchioni non rivolge solo alla comunità che si prepara ad accendere i ceri incastrati nelle bocche sorridenti delle zucche intagliate, i Jack O’Lantern della tradizione, che vuole un avido fabbro irlandese seduto al tavolo di un bar con il diavolo. Il sacerdote parla anche a chi, all’interno della Chiesa, liquida Halloween come una semplice celebrazione: “In tanti dicono che in fondo, la vigilia di Ognissanti è come il carnevale. Tutt’altro. Tra le indicazioni per allestire una sala dove vivere il rituale di Halloween c’è anche quella di collocare su un altare un elmo cornuto.È ovvio il richiamo a Satana”.

Danzare e cantare, sottolinea quindi don Macchioni, “va bene. Anche noi danzeremo e canteremo in parrocchia, la sera del 31 ottobre, solo che invocheremo la luce di Dio e dei suoi Santi e allontaneremo da noi le ombre e la malvagità. Ai bambini mostreremo un esempio positivo, un modello a cui ispirarsi, quello del loro santo preferito, di cui potranno indossare i panni, al riparo da una tradizione importata in Italia e nel mondo al solo scopo di vendere dolciumi e travestimenti”.

Perché è anche contro l’aspetto commerciale di Halloween che il parroco reggiano, riconosciuto esorcista diocesano dalla Chiesa nel 2008, si schiera. E alle sue spalle c’è tutto il mondo cattolico, in questi giorni impegnato in una vera e propria campagna contro il capodanno esoterico: da Imola, in provincia di Bologna, che invita i fedeli a riscoprire i “martiri morti in nome di Cristo”, a Sarno, in Campania, che distribuirà santini da illuminare con una candela, fino a Marianopoli, in Sicilia, che la notte di Halloween si trasformerà in un palcoscenico teatrale dove bambini rappresenteranno in una lunga recita le vite di alcuni Santi, tra cui Papa Giovanni Paolo II e San Filippo Neri. “L’interesse economico che ha reso tanto popolare Halloween ha creato una spirale dissoluta all’insegna del divertimento sfrenato, lussurioso. A noi battezzati quel mondo non appartiene, ed è nostro dovere, in quella notte, dimostrare la nostra fedeltà al battesimo, durante il quale, va ricordato, si rinuncia a Satana e a tutte le sue forme di oppressione davanti a Cristo”.

“La società italiana sta perdendo il senno, il senso della vita, è sempre più malata – è il monito di Padre Amorth, di cui Don Macchioni è stato allievo – festeggiare Halloween è rendere un osanna al diavolo che, se adorato anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. Mi dispiace moltissimo che l’Italia, come il resto d’Europa, si stia allontanando da Gesù, e si metta a omaggiare satana, la festa di Halloween è una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco. L’astuzia del demonio sta proprio qui: tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non è più peccato al mondo d’oggi. L’uomo è diventato il dio di se stesso, esattamente ciò che vuole il demonio”.

Fonte:www.ilfattoquotidiano.it

venerdì 17 ottobre 2014

Anime schiave della terra

Nelle opere sul piano astrale, specialmente se di antichi autori, si trovano molti riferimenti alle cosiddette anime schiave della terra. Di regola l'espressione riguarda quell'ordine inferiore di anime che rifiutano di sollevare lo sguardo mentale al di sopra delle cose e delle scene della vita terrena e si aggirano intorno all'antico teatro della loro vita poiché qui trovano l'unico piacere che la loro bassa condizione consente. Ma in questo esame non dobbiamo trascurare un più elevato ordine di anime che sfortunatamente sono tarde nel rompere i legami terreni e si tengono strette ai superstiti. Consideriamo per un momento quest’ultima categoria. Accade a volte che un'anima naturalmente idonea alla vita normale sui più elevati piani astrali sia così attaccata alle cose della terra, che dopo il risveglio dal letargo rifiuti inizialmente di partecipare alla normale esistenza astrale e, viceversa, si affanni intorno agli affari terreni che avrebbe dovuto abbandonare dietro di sé. Questa penosa condizione è originata generalmente da sentimenti di doveri incompiuti, di rimorsi o di ansietà circa il benessere di qualche persona amata rimasta sulla terra. In simili casi l'anima si aggira effettivamente intorno alla persona o al luogo cui è interessata e con il concorso di straordinarie condizioni fisiche si può rendere visibile ai sensi delle persone terrene. Appartengono a questa categoria le povere anime afflitte che vagano sulla scena dei loro misfatti terreni, spinte dal rimorso a tentare di distruggerne o attenuarne le conseguenze. Queste infelici anime non sono, naturalmente, completamente sveglie sul piano astrale né sul piano della vita terrena. Agiscono piuttosto come sonnambuli, non riuscendo a partecipare del normale corso né dell'una né dell'altra vita. Affini a queste sono le anime preoccupate e tormentate dal pensiero di qualche dovere o compito rimasto incompiuto, e che in condizioni di sonnambulismo si aggirano intorno ai luoghi della precedente vita, tentando nebulosamente di mettere le cose a posto. Una terza categoria è composta da poche anime così attaccate personalmente a quelle rimaste sulla terra da cercarle continuamente, sforzandosi inutilmente di aiutarle e guidarle. In tutti questi casi i superstiti hanno un preciso dovere. Essi devono ammonire mentalmente le povere anime, che la giusta sede della loro attività è sul piano astrale, che è loro dovere cessare di tormentarsi e aggirarsi sulle scene della terra: esse devono cedere all'attrazione verso l'alto, elevandosi al loro piano di esistenza astrale per goderne le beatitudini. Chi avverte la presenza di anime incorporee non deve sottrarsi a tale dovere, qualunque sia il dolore che gliene derivi. È come parlare a un bambino, nella maggioranza dei casi, data la condizione semiaddormentata dell'anima schiava della terra della categoria in discorso. Sebbene l'anima possa disperarsi e piangere come un bambino, bisogna esortarla, esattamente come si farebbe con il bambino, a fare il proprio dovere e a raggiungere la propria dimora. Questo consiglio sarà spesso ascoltato e l'anima cederà all'attrazione ascensionale, ponendo fine alla propria agitata esistenza. Peraltro, anche senza tali consigli, l'attrazione delle più alte sfere finisce per prevalere con il tempo, e l'anima sale a raggiungere la propria vera sede nell'astrale. Diffidiamo chiunque dall'incoraggiare l'anima legata alla terra a restarvi. Sarebbe come incoraggiare il nascituro a rimanere nel grembo materno o la farfalla a restare crisalide. Nessun bene può venire da una violazione delle leggi della Natura, su qualsiasi piano di esistenza, compreso l'astrale. La categoria più bassa delle anime legate alla terra è completamente diversa. Si compone di anime in cui, dato il bassissimo livello di sviluppo spirituale, l'animalità predomina e la materialità bruta è l'attributo emozionale caratteristico. Queste anime sono considerate schiave della terra perché l'attrazione del piano materiale contrasta la sollecitazione verso l'alto così fortemente da neutralizzarla, prevalendo in modo che l'anima vive su un piano il più vicino possibile a quello materiale. In sostanza i piani inferiori dell'astrale sono abitati da questa bassa categoria di anime così poco lontane dal piano materiale che la loro situazione appare come uno stadio di transizione fra il piano materiale e quello astrale, una commistione dei due. È come se un tenuissimo velo fosse calato fra il piano astrale e la scena della vita materiale - un ipnotizzante velo per queste basse anime - cosicché, mentre non possono partecipare effettivamente agli affari terreni, possono in qualche modo seguirli da lontano. Queste anime limitano di regola il loro interessamento e le loro visite ai luoghi dove si è svolta la loro vita terrena, e si dilettano malignamente a tentare di spingere i loro simili sulla terra a compiere nuove infamie o addirittura delitti. C'è stato qualche caso estremo in cui queste anime degradate hanno cercato di rientrare nel proprio involucro astrale o in quello di altri e di materializzarlo (con grande sforzo per breve tempo) nella forma oggettiva di fantasma. La natura di queste entità cambia di ben poco per la transizione nell'astrale ed esse continuano a compiacersi di grossolani tiri, come durante i loro giorni di vita terrena. Molti casi di apparizioni di fantasmi o di lancio di oggetti concreti sono dovuti a questa bassa categoria di anime incorporee. Esse possono essere sempre allontanate e fatte scomparire da chi dimostri loro di comprenderne la vera natura e ordini loro di allontanarsi. Uno sguardo imperioso e un tono autoritario, uniti a parole che dimostrano che si vede attraverso la loro apparenza, volgeranno sempre in fuga quelle creature e le respingeranno là da dove vennero, sconfitte e umiliate. Un altro divertimento favorito da una certa categoria di questa specie di basse anime incorporee è quello di apparire nella forma astrale, nelle sedute spiritiche o in altre riunioni in cui le condizioni psichiche sono sufficientemente favorevoli alla materializzazione. In simili casi queste creature tentano impudentemente di assumere le sembianze altrui, sia di amici o parenti di qualcuno dei presenti, sia di personaggi storici. Chiunque abbia partecipato a sedute spiritiche e abbia visto George Washington o Giulio Cesare comparire e conversare nel tono e con le parole delle persone più volgari, ne comprenderà facilmente la ragione. La conoscenza di questo fatto servirà ad illuminare molte enigmatiche fasi dei fenomeni psichici. Questa bassa categoria di anime rimane peraltro poco tempo sul piano astrale e passa a reincarnarsi in ambienti che corrispondono alla loro natura e verso i quali sono attratti dalle leggi spirituali. Poiché queste anime sono totalmente attratte dal mondo fisico, non c'è nulla che le trattenga sul piano astrale e la loro dimora qui è, nella maggioranza dei casi, molto breve. Tuttavia, anche nelle peggiori e nelle più brutali persone, c'è un minimo di bontà e una scintilla spirituale che brilla brevemente durante ogni soggiorno sul piano astrale. In questo tempo tale scintilla è sufficientemente alimentata per emettere una fievole luce che illumina il cammino della povera anima e la via verso cose più alte. Così anche fra quelle povere entità c'è almeno un minimo di speranza e di promessa. Ma in maggioranza si tratta di anime degenerate e cadute - discese da uno stato più alto - le quali, se non traggono profitto dalle pene della vita materiale, sono destinate ad andare sempre più in basso, finché la Natura benignamente non le distrugge, risolvendole negli elementi spirituali originali. Vi sono sottopiani dell'astrale così bassi e degradati che esitiamo a ricordarli. Sono abitati da infime e abiette anime condannate all'annichilimento, essendo per la loro essenza inadatte al cammino sui sacri piani. Non parleremo qui dei particolari di questi sottopiani limitandoci a citare le parole di due distinti autori, uno più antico e uno recente. Dice l'antico saggio: "Io vedo com'è quel luogo. Privo d'acqua, di aria e di luce. Di una profondità infinita, è nero come la notte più profonda".
Il più moderno parla così: "Molti allievi trovano estremamente penosa l'investigazione di questa sezione, perché in essa c'è un senso di densità e di grossolana materialità indescrivibilmente sgradevole al corpo astrale liberato, che prova l'impressione di aprirsi la strada in un viscido fluido nero, mentre gli abitanti e gli influssi locali sono straordinariamente indesiderabili". E’ appena necessario ammonire chi si occupa di fenomeni psichici di carattere materiale, che lo portano più o meno in contatto con questi piani inferiori dell'astrale. L'ignoto tenta e affascina molti, particolarmente quelli che non sono familiarizzati con i fenomeni del piano astrale. Simili persone si avventurano follemente dove gli angeli non osano e attirano a sé le più indesiderabili entità e condizioni astrali. Il nostro consiglio al riguardo è di mantenere fissa la mente alle più alte verità dello spirito e alla più elevata vita dell'anima; distogliere lo sguardo risolutamente dagli inferiori fenomeni psichici; non cercare affatto fenomeni, ma la Verità che, quando è conosciuta, tutto illumina. Cercate sempre il Sole dello Spirito, evitate il pallido raggio della Luna psichica.

Paradiso e inferno Astrali

E’ stato detto da un critico: "Ogni uomo ha in sé la propria legge; gloria o avvilimento, premio o punizione hanno origine da lui stesso". E ciò non è soltanto vero nella vita terrena, ma è doppiamente vero anche nella vita dell'anima sul piano astrale. Essa ha in se stessa il proprio paradiso o inferno, da essa stessa creato e dalla sua religione, e partecipa delle beatitudini o delle pene, secondo i suoi meriti. Ma il Giudice che concede il premio o decreta la punizione non è una Potenza ad essa estranea, è una Potenza interiore; in breve, la propria coscienza. Sul piano astrale la coscienza dell'anima si afferma risolutamente, e la debole, rassegnata voce che fu soffocata forse durante la vita terrena, squilla ora come una tromba, e l'anima l'ascolta e obbedisce. La coscienza dell'uomo, se libera di parlare chiaramente ed energicamente, è il più severo dei giudici. Spogliandola di ogni lusinga e di ogni ipocrisia, voluta o meno, espone l'anima nuda e aperta al proprio scrutinio spirituale. E l'anima, parlando come la coscienza, si giudica secondo i propri concetti del bene e del male, e accetta la sentenza come giusta e meritata. L'uomo può sfuggire al giudizio degli uomini, ma non sfuggirà mai alla propria coscienza sul piano astrale. Egli non è in grado di sottrarsi alla sbarra del giudizio della coscienza e conduce sé stesso alla ricompensa o alla punizione. Questa è la poetica giustizia dalla Natura che supera ampiamente qualsiasi concezione dell'uomo nelle sue speculazioni religiose. E notate come tutto ciò è assolutamente equo e giusto. L'uomo è giudicato secondo i più alti limiti della sua anima, che rappresentano naturalmente i limiti del suo tempo e del suo ambiente. Il meglio che è in lui (ciò che di più alto può dare) esamina e giudica tutto ciò che in lui è al di sotto di quel limite. Il risultato è che l'anima stessa attua quella che la più alta ragione concepisce come assoluta giustizia. I grandi pensatori dell'umanità sono unanimi nel ritenere che ogni arbitraria misura di punizione, com'è stabilita nei codici penali, è condannata a essere necessariamente di nessuna importanza rispetto alla vera immutabile giustizia. Poiché l'ambiente e l'educazione del criminale possono averlo indotto a considerare quasi naturale il delitto, mentre lo stesso delitto, se commesso da un altro, potrà essere il prodotto di una negazione della coscienza e di un'infrazione della legge morale, di cui egli è pienamente conscio. Non sapremmo definire delittuoso il furto di un volatile commesso dalla volpe, o criminale il gatto che di nascosto lecchi il latte da una ciotola sulla tavola. Vi sono molti esseri umani il cui senso del bene e del male è ben poco al di sopra di quello degli animali citati. Perciò la legge umana, almeno teoricamente, non è diretta a punire, ma a prevenire con l'esempio e con i precetti. In relazione a questo pensiero, dobbiamo ricordare che la giustizia assoluta non conosce affatto la punizione come tale. Come abbiamo detto, anche la legge umana, almeno teoricamente, non cerca di punire il criminale, ma persegue i seguenti fini:
a) ammonire gli altri a non commettere lo stesso delitto;
b) impedire al delinquente di commettere altri delitti, confinandolo o imponendogli pene salutari;
c) riformarlo, mostrandogli i vantaggi di un'azione retta e gli svantaggi di un'azione disonesta.
Se questo è vero per la limitata legge umana, che cosa dobbiamo attenderci al riguardo dalla infinita legge cosmica? Nulla di meno, certamente, di una disciplina che aiuti lo sviluppo delle buone qualità dell'anima, mortificandone le cattive. E proprio questo, l'occultista progredito trova sul piano astrale. A questo riguardo va ricordato che la disciplina che potrà andare bene all'anima di bassi ideali, sarebbe inefficace per l'anima raffinata e viceversa. In breve, può dirsi che in verità la natura della disciplina appropriata a ciascun individuo è bene espressa dall'idea di paradiso o di inferno che l'individuo aveva nella vita terrena, e che è rimasta nell'anima dopo che questa è passata sul piano astrale. La mente di alcuni individui si ferma all'idea di un lago di zolfo per i peccatori e di una piacevole dimora in un paradiso dalle strade dorate, con musiche di arpe e cetre, per i beati. Altri, progrediti oltre questo stadio avendo lasciato dietro di sé le vecchie idee di un paradiso nello spazio e di un inferno di torture, pensano che la più grande felicità possibile sia per essi vedere raggiunti i propri ideali, realizzati i loro più alti fini, avverati i loro sogni; e che la più grave punizione sia una condizione in cui possano assistere alle estreme conseguenze del male che hanno fatto. E ambedue queste categorie trovano sul piano astrale l'inferno e il paradiso che hanno immaginato, perché entrambe li hanno creati nella loro coscienza interiore, e queste concezioni mentali sono, dunque, vicine alla realtà. Per essi, la gioia e il tormento producono gli stessi effetti malgrado l'assenza del corpo fisico. Sul piano astrale il peccatore che crede a un inferno di fiamme e di zolfo, dov'è atteso per gli orrendi delitti commessi nei suoi giorni mortali, non resta così deluso. La sua credenza formerà l'ambiente, e la sua coscienza lo condannerà alla pena in cui crede. Anche se ha tentato di divenire scettico usando il suo raziocinio, tuttavia il suo subcosciente conserva il ricordo degli insegnamenti avuti nell'infanzia o delle tradizioni della razza, ed egli si troverà nella stessa condizione. Soffrirà le tradizionali torture e sevizie (nella sua immaginazione, naturalmente) finché non avrà ricevuto un'efficace lezione disciplinare, il cui oscuro ricordo lo perseguiterà nella prossima incarnazione. Questo è, naturalmente, un caso limite. Vi sono molti altri gradi e varietà di inferno che le anime portano sul piano astrale, a seconda delle rispettive religioni. Ciascuno prevede la punizione più idonea a esercitare un'azione inibitoria preventiva e a influire sulla successiva vita dell'anima. Lo stesso vale per l'ideale di paradiso. L'anima va incontro alla pace e alle gioie della beatitudine, quali aveva immaginato, per le buone azioni che stanno a suo credito negli infallibili annali della memoria. Se poi l'anima non è stata completamente cattiva, né completamente buona, ne segue che essa conosce punizione e ricompensa, a seconda del riconoscimento della risvegliata coscienza. Ovvero, per dirla in altre parole, la coscienza "forma una media" che risponde, verosimilmente, alla credenza prevalente dell'anima. Chi nella vita terrena ha raggiunto deliberatamente il convincimento che non c'è aldilà per l'anima, fa una peculiare esperienza. Incontra i propri simili su un piano, in cui immagina di essere stato trapiantato su un altro pianeta e di essere ancora in possesso del corpo fisico. Ed essi partecipano a un grande dramma del karma, perché sono costretti a soffrire le stesse pene che hanno inflitto agli altri, e a godere le stesse gioie che agli altri hanno elargito. Non sono puniti per il loro scetticismo (ciò che sarebbe un'inconcepibile ingiustizia), ma imparano a proprie spese la lezione del bene e del male. Questa esperienza è puramente mentale, ed è il prodotto della rappresentazione astrale dei ricordi della vita terrena, sollecitata dalla coscienza risvegliata che applica ad essi il principio "occhio per occhio, dente per dente". La fede o lo scetticismo non modificano la legge cosmica di compensazione e di purificazione astrale. Le leggi del karma non possono essere rese inefficaci dal rifiuto di credere nell'aldilà o di distinguere il bene e il male. Ogni essere umano ha, per remota che possa essere, l'intuizione della sopravvivenza dello spirito e la profonda certezza dell'esistenza di un codice morale. Queste idee e credenze del subcosciente vengono alla superficie sul piano astrale. Le anime progredite che ci hanno dato le migliori e più alte informazioni sulla vita dello spirito sull’altra sponda, concordano nel dire che la più eccelsa beatitudine e il più profondo tormento dell'anima di esseri intelligenti e colti nascono, nel primo caso, dalla percezione dell'effetto delle loro buone azioni e dei loro buoni pensieri nella vita terrena, e nel secondo da identica percezione circa le conseguenze delle cattive azioni e dei cattivi pensieri. Quando gli occhi dell'anima sono illuminati così da poter discernere e seguire nella completa tessitura delle cause e degli effetti ciascuno dei fili che vi ha inserito, l'anima conosce un paradiso o un inferno ben più drammatici di tutto ciò che mai Dante immaginò. Non c'è gioia dell'anima che possa essere paragonata a quella che deriva dal vedere le logiche conseguenze di una buona azione, come nessun tormento è uguale a quello di vedere il risultato di una cattiva azione, e di pensare disperatamente che tutto poteva essere diverso. Ma anche queste esperienze si cancellano dall'anima. In realtà, durano un solo momento che all'anima sembra un'eternità. Non esistono sul piano astrale pene eterne o eterne beatitudini. Le une e le altre passano, e l'anima riemerge nella vita terrena, per entrare ancora nella Scuola della Vita, nel Giardino d'Infanzia di Dio, per apprendere e riapprendere la lezione. Ricordate sempre che l'anima porta in sé stessa il proprio paradiso e il proprio inferno. Né l'uno né l'altro esistono oggettivamente, ma sono creazioni dell'anima. L'inferno e il paradiso di ogni anima sono il prodotto del suo karma, e una semplice creazione mentale della sua essenza; ciò non li rende meno reali per l'anima. Nulla c'è nella vita terrena che le sembri più vero. Ricordate ancora che inferno e paradiso, sul piano astrale, non sono punizione o premio, ma solo naturali mezzi per sviluppare le più alte qualità e ridurre le inferiori, affinché l'anima possa avanzare sulla Via della Perfezione. E per ripetere le parole già citate in epigrafe a questo capitolo: "Ogni uomo ha in sé la propria legge; gloria o avvilimento, premio o punizione hanno origine da lui stesso". Ma la vita qui non è fatta soltanto di inferno e di paradiso. Vi si conoscono gioie che nulla hanno a che vedere con le buone o le cattive azioni della vita terrena, ma nascono dall'impulso di esprimere le proprie facoltà creative e di esercitare con maggiore potenza il proprio intelletto; le gioie della creazione intellettuale e della conoscenza, che superano ogni speranza dei mortali.

venerdì 22 agosto 2014

Classificazione Spettri e Ghost Hunter

PRIMA TIPOLOGIA: SPIRITI
Sono le anime delle persone morte che tornano nei loro luoghi di origine per mettersi in contatto con i viventi. 
Per comunicare con gli spiriti si è soliti riunirsi in sedute medianiche. Famosa è la storia delle due sorelle Fox che affermarono in passato di poter comunicare con loro tramite “l’alfabeto dei colpi”.

SECONDA TIPOLOGIA: INFESTAZIONI 
In inglese “hauntings” dal verbo “to haunt”, ossessionare. Lo spettro infestatore è strettamente legato e vincolato ad un luogo o ad un oggetto. Le infestazioni possono essere di carattere maligno oppure innocue, il più delle volte è proprio quest’ultima a manifestarsi. Il loro modo di agire è conscio del fatto che convivono con esseri viventi. Famosi sono i casi delle dame bianche o dei monaci. Non si manifestano solo in luoghi chiusi ma anche in campi di battaglia, acquedotti e luoghi aperti.

TERZA TIPOLOGIA: FAMILIARI
Per i tedeschi “Banshee” sono legati ad una determinata famiglia. Le apparizioni risultano inquietanti per via dei loro lamenti notturni. Sono uditi solo dai componenti della famiglia e predicono un lutto imminente.

GHOST HUNTER
L’indagine di un ghost hunter non è un uscita serale in un luogo dove dicono di aver visto un fantasma. L’operazione si divide in 3 fasi importantissime e indivisibili se pur diverse tra loro.

FASE 1: ATTIVITÀ’ D’UFFICIO
Per prima cosa bisogna indagare sul luogo ove andare ad indagare successivamente. Documentarsi sulla storia del posto, conoscere le storie dei precedenti o attuali proprietari. Se il luogo è una casa allora sarebbe utile avere il progetto originale, indicazioni, cambiamenti e ristrutturazioni; nonché più notizie possibili.

FASE 2: INDAGINE SUL POSTO
Dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni del caso per accedere al luogo. Si eviti qualunque tipo di intervento esterno o burla che possa interferire con l’indagine. Solitamente le attività si svolgono in orari notturni ma una visita nel luogo di giorno è consigliabile per avere un po’ di conoscenza e per muoversi meglio. Prima di iniziare a tirar fuori le attrezzature necessarie bisogna attendere la prima apparizione e qui basterà una macchina fotografica per scattare una o due foto del luogo (Da considerare molto attentamente la suggestione e di conseguenza si stia attenti a non farsi ingannare da fruscii del vento rumori del tutto normali e così via). Quando si è riusciti a capire qual è il luogo dove è più probabile che avvenga l’apparizione si mira ad indagare proprio nel suddetto luogo. Si inizi a girare misurando temperatura,pressione con contatori Gauss ed EMF attivi pronti a cogliere cambiamenti di radiazioni e campi elettro-magnetici rilevanti; il tutto con i strumenti di registrazioni pronti ad essere attivati. Se si avvista un fenomeno paranormale si inizi a compilare la scheda tecnica di avvistamento. Si continuino a scattare foto, a spargere del talco per eventuali impronte e si proceda a scandagliare il posto con i raggi UV. Al termine della serata importane è sigillare porte e finestre per evitare l’intervento di estranei. Si torni la sera successiva e così via per una serie di sere a priori stabilite.

FASE 3: ATTIVITÀ DI LABORATORIO
Si tratta di analizzare tutte le prove ed i rilevamenti prelevati in loco. Analisi digitale di fotografie,audio e video. Si vedano i valori registrati da i contatori Gauss ed EMF per vedere se sono o meno nella norma.
Dopo aver eseguito le sopraindicate fasi si archivi il tutto e se ne discuta con persone del campo; elaborare una teoria del fenomeno.

EQUIPAGGIAMENTO DI UN GHOST HUNTER 
BLOCK NOTES: utile per schizzi del luogo e per scrivere idee sul momento;

REGISTRATORE PORTATILE: se si hanno sensazioni di rumori, è sempre bene registrare i suoni dell’ambiente per riascoltarli in seguito;

TORCIA: essenziale per visite ed indagini notturne;

TALCO: per rilevamento impronte;

TERMOMETRO BAROMETRO IDROMETRO: per verificare cambiamenti di pressione temperatura ed umidità nel luogo (buoni identificatori di fenomeni paranormali);

CRONOMETRO: per misurare la durata del fenomeno;

EMF: "Electro magnetic field detector", rilevatore di campi elettromagnetici;

MACCHINA FOTOGRAFICA: per foto a colori o in bianco e nero;

MACCHINA PER FOTOGRAFIE INFRAROSSE E UV: le foto normali difficilmente rilevano alcunché, più importanti quindi i negativi le foto UV e nell’infrarosso (fotografano la luce che non si vede con gli occhi);

LAMPADA UV (Ultravioletta): certe tracce come il sangue rappreso si notano solo con lampade UV;

WALKIE TALKIE: se si va in gruppo è un ottimo metodo di comunicazione;

Paradiso e inferno Astrali

E’ stato detto da un critico: "Ogni uomo ha in sé la propria legge; gloria o avvilimento, premio o punizione hanno origine da lui stesso". E ciò non è soltanto vero nella vita terrena, ma è doppiamente vero anche nella vita dell'anima sul piano astrale. Essa ha in se stessa il proprio paradiso o inferno, da essa stessa creato e dalla sua religione, e partecipa delle beatitudini o delle pene, secondo i suoi meriti. Ma il Giudice che concede il premio o decreta la punizione non è una Potenza ad essa estranea, è una Potenza interiore; in breve, la propria coscienza. Sul piano astrale la coscienza dell'anima si afferma risolutamente, e la debole, rassegnata voce che fu soffocata forse durante la vita terrena, squilla ora come una tromba, e l'anima l'ascolta e obbedisce. La coscienza dell'uomo, se libera di parlare chiaramente ed energicamente, è il più severo dei giudici. Spogliandola di ogni lusinga e di ogni ipocrisia, voluta o meno, espone l'anima nuda e aperta al proprio scrutinio spirituale. E l'anima, parlando come la coscienza, si giudica secondo i propri concetti del bene e del male, e accetta la sentenza come giusta e meritata. L'uomo può sfuggire al giudizio degli uomini, ma non sfuggirà mai alla propria coscienza sul piano astrale. Egli non è in grado di sottrarsi alla sbarra del giudizio della coscienza e conduce sé stesso alla ricompensa o alla punizione. Questa è la poetica giustizia dalla Natura che supera ampiamente qualsiasi concezione dell'uomo nelle sue speculazioni religiose. E notate come tutto ciò è assolutamente equo e giusto. L'uomo è giudicato secondo i più alti limiti della sua anima, che rappresentano naturalmente i limiti del suo tempo e del suo ambiente. Il meglio che è in lui (ciò che di più alto può dare) esamina e giudica tutto ciò che in lui è al di sotto di quel limite. Il risultato è che l'anima stessa attua quella che la più alta ragione concepisce come assoluta giustizia. I grandi pensatori dell'umanità sono unanimi nel ritenere che ogni arbitraria misura di punizione, com'è stabilita nei codici penali, è condannata a essere necessariamente di nessuna importanza rispetto alla vera immutabile giustizia. Poiché l'ambiente e l'educazione del criminale possono averlo indotto a considerare quasi naturale il delitto, mentre lo stesso delitto, se commesso da un altro, potrà essere il prodotto di una negazione della coscienza e di un'infrazione della legge morale, di cui egli è pienamente conscio. Non sapremmo definire delittuoso il furto di un volatile commesso dalla volpe, o criminale il gatto che di nascosto lecchi il latte da una ciotola sulla tavola. Vi sono molti esseri umani il cui senso del bene e del male è ben poco al di sopra di quello degli animali citati. Perciò la legge umana, almeno teoricamente, non è diretta a punire, ma a prevenire con l'esempio e con i precetti. In relazione a questo pensiero, dobbiamo ricordare che la giustizia assoluta non conosce affatto la punizione come tale. Come abbiamo detto, anche la legge umana, almeno teoricamente, non cerca di punire il criminale, ma persegue i seguenti fini:
a) ammonire gli altri a non commettere lo stesso delitto;
b) impedire al delinquente di commettere altri delitti, confinandolo o imponendogli pene salutari;
c) riformarlo, mostrandogli i vantaggi di un'azione retta e gli svantaggi di un'azione disonesta.
Se questo è vero per la limitata legge umana, che cosa dobbiamo attenderci al riguardo dalla infinita legge cosmica? Nulla di meno, certamente, di una disciplina che aiuti lo sviluppo delle buone qualità dell'anima, mortificandone le cattive. E proprio questo, l'occultista progredito trova sul piano astrale. A questo riguardo va ricordato che la disciplina che potrà andare bene all'anima di bassi ideali, sarebbe inefficace per l'anima raffinata e viceversa. In breve, può dirsi che in verità la natura della disciplina appropriata a ciascun individuo è bene espressa dall'idea di paradiso o di inferno che l'individuo aveva nella vita terrena, e che è rimasta nell'anima dopo che questa è passata sul piano astrale. La mente di alcuni individui si ferma all'idea di un lago di zolfo per i peccatori e di una piacevole dimora in un paradiso dalle strade dorate, con musiche di arpe e cetre, per i beati. Altri, progrediti oltre questo stadio avendo lasciato dietro di sé le vecchie idee di un paradiso nello spazio e di un inferno di torture, pensano che la più grande felicità possibile sia per essi vedere raggiunti i propri ideali, realizzati i loro più alti fini, avverati i loro sogni; e che la più grave punizione sia una condizione in cui possano assistere alle estreme conseguenze del male che hanno fatto. E ambedue queste categorie trovano sul piano astrale l'inferno e il paradiso che hanno immaginato, perché entrambe li hanno creati nella loro coscienza interiore, e queste concezioni mentali sono, dunque, vicine alla realtà. Per essi, la gioia e il tormento producono gli stessi effetti malgrado l'assenza del corpo fisico. Sul piano astrale il peccatore che crede a un inferno di fiamme e di zolfo, dov'è atteso per gli orrendi delitti commessi nei suoi giorni mortali, non resta così deluso. La sua credenza formerà l'ambiente, e la sua coscienza lo condannerà alla pena in cui crede. Anche se ha tentato di divenire scettico usando il suo raziocinio, tuttavia il suo subcosciente conserva il ricordo degli insegnamenti avuti nell'infanzia o delle tradizioni della razza, ed egli si troverà nella stessa condizione. Soffrirà le tradizionali torture e sevizie (nella sua immaginazione, naturalmente) finché non avrà ricevuto un'efficace lezione disciplinare, il cui oscuro ricordo lo perseguiterà nella prossima incarnazione. Questo è, naturalmente, un caso limite. Vi sono molti altri gradi e varietà di inferno che le anime portano sul piano astrale, a seconda delle rispettive religioni. Ciascuno prevede la punizione più idonea a esercitare un'azione inibitoria preventiva e a influire sulla successiva vita dell'anima. Lo stesso vale per l'ideale di paradiso. L'anima va incontro alla pace e alle gioie della beatitudine, quali aveva immaginato, per le buone azioni che stanno a suo credito negli infallibili annali della memoria. Se poi l'anima non è stata completamente cattiva, né completamente buona, ne segue che essa conosce punizione e ricompensa, a seconda del riconoscimento della risvegliata coscienza. Ovvero, per dirla in altre parole, la coscienza "forma una media" che risponde, verosimilmente, alla credenza prevalente dell'anima. Chi nella vita terrena ha raggiunto deliberatamente il convincimento che non c'è aldilà per l'anima, fa una peculiare esperienza. Incontra i propri simili su un piano, in cui immagina di essere stato trapiantato su un altro pianeta e di essere ancora in possesso del corpo fisico. Ed essi partecipano a un grande dramma del karma, perché sono costretti a soffrire le stesse pene che hanno inflitto agli altri, e a godere le stesse gioie che agli altri hanno elargito. Non sono puniti per il loro scetticismo (ciò che sarebbe un'inconcepibile ingiustizia), ma imparano a proprie spese la lezione del bene e del male. Questa esperienza è puramente mentale, ed è il prodotto della rappresentazione astrale dei ricordi della vita terrena, sollecitata dalla coscienza risvegliata che applica ad essi il principio "occhio per occhio, dente per dente". La fede o lo scetticismo non modificano la legge cosmica di compensazione e di purificazione astrale. Le leggi del karma non possono essere rese inefficaci dal rifiuto di credere nell'aldilà o di distinguere il bene e il male. Ogni essere umano ha, per remota che possa essere, l'intuizione della sopravvivenza dello spirito e la profonda certezza dell'esistenza di un codice morale. Queste idee e credenze del subcosciente vengono alla superficie sul piano astrale. Le anime progredite che ci hanno dato le migliori e più alte informazioni sulla vita dello spirito sull’altra sponda, concordano nel dire che la più eccelsa beatitudine e il più profondo tormento dell'anima di esseri intelligenti e colti nascono, nel primo caso, dalla percezione dell'effetto delle loro buone azioni e dei loro buoni pensieri nella vita terrena, e nel secondo da identica percezione circa le conseguenze delle cattive azioni e dei cattivi pensieri. Quando gli occhi dell'anima sono illuminati così da poter discernere e seguire nella completa tessitura delle cause e degli effetti ciascuno dei fili che vi ha inserito, l'anima conosce un paradiso o un inferno ben più drammatici di tutto ciò che mai Dante immaginò. Non c'è gioia dell'anima che possa essere paragonata a quella che deriva dal vedere le logiche conseguenze di una buona azione, come nessun tormento è uguale a quello di vedere il risultato di una cattiva azione, e di pensare disperatamente che tutto poteva essere diverso. Ma anche queste esperienze si cancellano dall'anima. In realtà, durano un solo momento che all'anima sembra un'eternità. Non esistono sul piano astrale pene eterne o eterne beatitudini. Le une e le altre passano, e l'anima riemerge nella vita terrena, per entrare ancora nella Scuola della Vita, nel Giardino d'Infanzia di Dio, per apprendere e riapprendere la lezione. Ricordate sempre che l'anima porta in sé stessa il proprio paradiso e il proprio inferno. Né l'uno né l'altro esistono oggettivamente, ma sono creazioni dell'anima. L'inferno e il paradiso di ogni anima sono il prodotto del suo karma, e una semplice creazione mentale della sua essenza; ciò non li rende meno reali per l'anima. Nulla c'è nella vita terrena che le sembri più vero. Ricordate ancora che inferno e paradiso, sul piano astrale, non sono punizione o premio, ma solo naturali mezzi per sviluppare le più alte qualità e ridurre le inferiori, affinché l'anima possa avanzare sulla Via della Perfezione. E per ripetere le parole già citate in epigrafe a questo capitolo: "Ogni uomo ha in sé la propria legge; gloria o avvilimento, premio o punizione hanno origine da lui stesso". Ma la vita qui non è fatta soltanto di inferno e di paradiso. Vi si conoscono gioie che nulla hanno a che vedere con le buone o le cattive azioni della vita terrena, ma nascono dall'impulso di esprimere le proprie facoltà creative e di esercitare con maggiore potenza il proprio intelletto; le gioie della creazione intellettuale e della conoscenza, che superano ogni speranza dei mortali.

Medianità e Telescrittura

Per comprendere cos'è la medianità è necessario riassumere alcune cognizione sui vari veicoli dell'uomo. Oltre al corpo fisico, strumento visibile che l'Ego usa per scopi materiali. L'uomo possiede un corpo vitale composto di etere, un corpo astrale (o emozionale) e una mente.
Tutti questi veicoli (corpi) sono concentrici e sono interconnessi dell'uno entro l'altro, con i rispettivi Centri vitali (chakras) opportunamente allineati, che facilitano all'Ego la gestione dell'organismo nel suo insieme ed i processi vitali definiti ragionamento, parola e azione. L'Ego di un individuo vive entro tali veicoli, che si compenetrano l'un l'altro, e che utilizza per poter fare le necessarie esperienze nella scuola della vita.
Nello stato di veglia l'Ego, il corpo mentale, quello astrale e quello vitale (eterico) interpenetrano il corpo denso e lo circondano per uno spazio di alcuni centimetri creando una nube di forma ovoidale detta "aura". Durante il sonno (quando il corpo denso dorme) avviene la separazione di alcuni veicoli. L'Ego e la mente, rivestiti con il corpo astrale, si ritirano fuori dal corpo denso e vi fluttuano sopra mentre questo giace sul letto. L'Ego con i suoi veicoli sottili resta comunque unito al corpo eterico ed al corpo fisico addormentato tramite una sottile funicella di colore argenteo.
Subito dopo tale separazione ha inizio un processo di rigenerazione energetica del corpo astrale. Questo corpo, dopo esser stato rivitalizzato nel Mondo del Desiderio, può impartire energia al corpo vitale e questo, a sua volta, può iniziare a purificare il corpo denso eliminando i prodotti di rifiuto, per fare questo lavoro utilizza principalmente il Sistema Nervoso Simpatico. Ne risulta che al mattino, quando con il risveglio il corpo del desiderio, la mente e l'Ego ritornano nel corpo fisico, lo trovano restaurato e pieno di energia.
Va notato come nella morte la separazione fra i corpi sia uguale a quella che avviene durante il sonno. I cosiddetti morti sono infatti costituiti dall'Ego, dalla mente e dal corpo del desiderio. Talvolta, per un certo periodo, essi rimangono coscienti del mondo materiale che hanno abbandonato. Vi sono anche alcuni defunti che si tengono aggrappati alla vita terrena e non si decidono ad apprendere le nuove lezioni loro spettanti, essi vengono definiti "spiriti erranti".
Questi spiriti errati, non hanno più un corpo fisico ma desiderano ancora fare delle esperienze terrene, si servono perciò di quelle persone i cui corpi denso ed eterico hanno una debole connessione tra loro. Il grado di coesione fra questi due corpi non è infatti identico per tutti gli Ego. Le persone aventi i corpi denso e vitale più strettamente compenetrati sono i materialisti. Le persone, invece, che sono poco attaccate alla materia hanno generalmente una debole connessione e possono meglio rispondere ai mondi sottili. Ciò offre loro la possibilità di sviluppare alcune facoltà paranormali, però non sempre ciò accade in modo volontario ed autogestito.
La scrittura automatica o telescrittura 


Articolo apparso su Rays of the Rose Cross (aprile/maggio 1988).
Materiale gentilmente concesso dal sito www.studirosacrociani.com
DOMANDA: può essere vero che la mente superconscia abbia a comunicarci attraverso la scrittura automatica, o medianica, che dir si voglia? Io ho un'amica che è una cristiana molto devota, una sera andai a visitarla e la trovai molto soddisfatta della giornata trascorsa, giudicata un vero successo. Ad un tratto pose il suo indice destro sul bracciolo della poltrona e chiese: "Sei d'accordo con me?". La risposta venne immediatamente; la mano muovendosi tracciò queste parole: "No, sei stata petulante questa mattina e piuttosto boriosa nel pomeriggio". Le chiesi allora se usava la scrittura automatica di frequente. Mi rispose che alle volte passavano delle settimane senza che ne usasse; la risposta era comunque immediata quando riteneva opportuno porre qualche domanda per cui desiderava un riscontro.
RISPOSTA: no, noi non crediamo che la mente superconscia, o la memoria superiore, diano delle risposte attraverso la scrittura automatica. Nella "Cosmogonia dei Rosacroce" viene spiegato come la memoria superconscia sia l'archivio di tutte le facoltà e di tutte le conoscenze acquisite nelle vite precedenti, che sono però solo latenti nell'attuale incarnazione.
Queste facoltà e conoscenze sono registrate in modo indelebile nello spirito vitale e si manifestano ordinariamente, seppur solo parzialmente, come coscienza e carattere. Esse costituiscono, e animano, delle forme pensiero che a volte agiscono come consiglieri ed in altri momenti ci costringono a fare delle azioni magari contrarie alla nostra ragione ed ai nostri desideri.
In molte donne, il cui corpo vitale è positivo, ed in diverse persone il cui corpo vitale è stato sensibilizzato mediante una vita pura, di preghiera, e di concentrazione, la mente superconscia (inerente allo spirito vitale) riesce a volte a indurre un'azione senza che vi sia la necessità di dover passare attraverso al mente. Evitando tale passaggio essa riesce ad eliminare il pericolo che i processi di pensiero ne alterino le intenzioni primarie ed imprime se stessa direttamente sull'etere del corpo vitale.
Tanto più noi riusciamo a recepire le direttive delle mente superconscia, ed a seguirne le direttive, tanto meglio potrà comunicare con noi indicandoci la via da percorrere per realizzarci spiritualmente. La scrittura automatica, così come le altre pratiche in cui l'individuo non ha il controllo della situazione, è da considerarsi una pratica negativa e pericolosa.
Ogni volta che una persona permette ad una entità esterna di controllarla, non importa in quale misura, sta semplicemente creando i presupposti per un'eventuale forma di possessione. Pertanto l'uso della scrittura automatica, del "bicchierino" della "ouija board" (tavoletta con numeri e caratteri alfabetici), e delle altre pratiche similari è altamente pericolosa.
La cosa più sicura da farsi è lasciare da parte tutti questi fenomeni di carattere negativo, e concentrare invece le nostre energie nel vivere pienamente la vita, ed eseguire quegli esercizi che ci aiutano ad aumentare la nostra volontà e le altre qualità positive. A tale proposito la concentrazione può essere considerata come una delle pratiche più consigliabili; dovrebbe perciò trovare uno spazio ben definito nella vita di ogni aspirante.
Le vittime degli spiriti erranti (1)


Se una persona di questo tipo presenta una debole volontà può infatti cadere sotto il dominio di altri (vivi o defunti che siano) e sviluppare tali facoltà in modo negativo. Essa diventa la vittima ambita di qualche spirito errante che, facendosi passare per una guida spirituale, aiutano le loro vittime a sviluppare qualità medianiche di trance o materializzazione.
Il medium può essere considerato come un chiaroveggente involontario, o negativo, perché ha i corpi denso e vitale debolmente connessi ed è sotto il controllo di uno Spirito di basso livello facente parte del mondo astrale. Il rapporto tra questo spirito e il medium è simile a quello che si crea tra un ipnotizzatore e la sua vittima.
Nel caso specifico del medium di trance, tutte le esperienze medianiche possono avvenire soltanto quando l'Ego del medium, rivestito dei corpi mentale e del desiderio, abbandona il corpo fisico incosciente e addormentato. A questo punto lo spirito errante, divenuto un vero e proprio spirito di controllo (detto anche spirito-guida), occupa il corpo ormai privo del suo legittimo proprietario.
Lo spirito di controllo adopera il corpo fisico del medium e lo usa per i propri fini, talvolta con grande danno dei medium stesso. Per comprendere come ciò possa accadere si supponga, ad esempio, che tale spirito, durante la sua vita terrena, sia stato un libertino o dedito a droghe, in tal caso userà il corpo del medium per soddisfare i suoi desideri perversi.
Non sempre i defunti sono liberi dai legami terreni (2)


Naturalmente gli uomini, per la maggior parte, quando lasciano la terra non sono immediatamente liberi dai legami terreni: essi rimangono legati ai parenti, agli amici (o ai nemici !), ai luoghi, ai loro beni e, se non sono molto evoluti, se non hanno nel loro cuore, nella loro anima, il desiderio di scoprire altri spazi e di andare verso Dio, girano attorno a quegli esseri, a quelle case, a quegli oggetti. Sono anime erranti che soffrono e che non possono ancora liberarsi, benché degli spiriti luminosi vadano ad aiutarli. Invece coloro che sono già vissuti sulla terra nell'amore, nella luce e nelle virtù, abbandonano molto rapidamente il corpo e se ne vanno verso i mondi sublimi per immergersi nella felicità e nella gioia, da dove possono inviare correnti benefiche a quanti hanno lasciato in basso, per aiutarli e proteggerli, ma non ritornano mai verso di loro, non scendono come molti si immaginano. Dal momento che sono morti, sono molto lontani dalla terra e non vi ritornano.
Direte: "Ma allora, come mai gli spiritisti credono di entrare in comunicazione con certi personaggi illustri del passato?" In realtà, non è con loro che comunicano, ma ecco che cosa accade. Quando l'essere umano si disincarna per passare nell'aldilà, la scia ancora sulla terra alcuni dei suoi rivestimenti. E' chiaro che non parlo di vesti fisiche, ma eteriche e astrali che fluttuano nell'atmosfera, impregnate di tutto ciò che l'essere ha vissuto. Sono come gusci e involucri vuoti, abbandonati dai loro occupanti, che possono essere animati, vivificati dai fluidi delle persone riunite nelle sedute spiritiche fatte allo scopo di evocare i morti. E, poiché in genere tali persone non sono molto evolute, non possono naturalmente liberare che fluidi di livello molto basso, impregnati di passioni, di sensualità e di bramosie. E questi fluidi attirano dai piani astrale ed eterico ogni genere di entità fluttuanti che non sono ancora state assorbite dal centro della terra.
Lo spazio psichico che avvolge la terra viene naturalmente liberato da ciò che vi si trascina e che viene mandato verso il centro della terra; tuttavia certe entità inferiori, chiamate larve o elementali, vi rimangono ancora, e sono proprio quelle che appaiono spesso nelle sedute spiritiche per ingannare e fuorviare gli uomini. Ed esse non solo li confondono e li ingannano, ma li sfruttano anche, perché, per restare un po' di più in vita, assorbono la vitalità degli uomini.
Gli spiriti più bassi hanno la facoltà di entrare in un medium e parlare in nome di chi desiderate: Mosè, Gesù, Giovanna d'Arco... Questa non è una dimostrazione della loro superiorità. Ad ogni modo, non è di certo un gruppo di persone frivole, curiose e sensuali, come le si trova in tante riunioni spiritiche, quello che attirerà degli spiriti evoluti. Tutto ciò che queste persone sono in grado di attirare è la marmaglia che popola l'astrale inferiore, cioè delle larve, dei rimasugli, delle ombre... In compenso, quando si riuniscono degli esseri puri, luminosi e disinteressati per pregare e inviare luce, possono manifestarsi tra loro delle entità veramente luminose, ma mai nel modo in cui gli spiriti si manifestano nei circoli di spiritismo.
Non bisogna mai aprire finestre su mondi sconosciuti (1)


Non saranno mai sufficienti le raccomandazioni relative al pericolo che si corre nell'abbandonare a uno spirito di controllo, oppure ad uno ipnotizzatore, il nostro corpo fisico; strumento di cui si deve avere massima cura in quanto è assai prezioso.
Lo spirito errante è simile a un ipnotizzatore però, a differenza di questo, è completamente invisibile. Tale spirito, in genere, viene ritenuto dalle sue vittime un essere elevato, un Angelo, ed esse lo pensano non solo incapace di recare danno ma pieno di premure e desideroso di far conoscere qualche grande verità.
Va invece sottolineato che nel processo chiamato "morte" non vi e nessun potere trasformante e quando un peccatore muore non diventa certamente un santo nello stesso modo come un ignorante non si trasforma in saggio. È una cosa assai triste, per il chiaroveggente esperto, vedere come gli spiriti-guida o di controllo, si impongono sulle loro incaute vittime che non possono distinguere, né capire, la vera natura di questi impostori, accettando le loro dolci frasi come fossero nettare di sapienza divina.
Sebbene tali spiriti facciano cosa utile dando una dimostrazione inconfutabile della continuità dell'esistenza dello spirito dopo la morte, fanno tuttavia molto danno ai medium. In special modo gli spiriti erranti di bassa categoria, che esercitano questo controllo per avere un veicolo con cui soddisfare le viziose bramosie, o i loro istinti sessuali, arrecano al corpo del medium dei danni incalcolabili. Vi sono anche degli spiriti di elevata natura etica o di grande sviluppo spirituale che esercitino solo un controllo parziale sul medium, in questo caso il danno è molto minore.
I medium di materializzazione (1)


Nel caso dei medium che materializzano delle sostanze Questa situazione crea un gioco facile agli spiriti erranti, che possono utilizzare il suo corpo vitale, per compiere i cosiddetti fenomeni di materializzazione in cui appaiono delle sagome, vengono uditi dei rumori, o si produce il movimento di un tavolo, di un bicchierino, o di altri oggetti.
Per poter creare questo tipo di fenomeni lo spirito di controllo pone la vittima in trance e gli estrae, tramite la milza, l'etere vitale. È proprio questo etere che viene utilizzato per la materializzazione di vari oggetti. Come abbiamo detto in precedenza, l'unica differenza fra un medium e una persona comune è una scarsa connessione tra i corpi denso e vitale. Questo debolezza consente allo spirito di controllo di estrarre, ed utilizzare, l'etere vitale del medium in modo quasi completo.
Siccome il corpo vitale è il veicolo che fornisce l'energia vitale al corpo fisico, si comprenderà perché, nel momento della materializzazione, quando l'energia vitale viene utilizzata dallo spirito di controllo, perché il corpo fisico si rimpicciolisca; la pelle diventi bianca e la vitalità diminuisca notevolmente Terminata la manifestazione il corpo vitale ritorna nel corpo fisico del medium e questi si sveglia, siccome si sentirà molto spossato ricorrerà facilmente a bevande alcoliche per riprendere forza. In questi casi si la salute del medium si deteriorerà ulteriormente ed egli finirà per diventare un rudere.
I medium diventano succubi e deboli (1)


Purtroppo quando il medium ha concesso allo spirito di controllo di utilizzare il suo corpo fisico e quello eterico diventa succube e debole, cosicché, anche se cercasse di impedire allo spirito di controllo di servirsi nuovamente del suo corpo, constaterà di non avere sufficiente forza per impedirglielo.
Purtroppo la grande maggioranza dei medium è inconsapevole dei pericoli cui vanno incontro; pericoli che continuano anche dopo la morte del loro corpo fisico. Dopo la loro morte, infatti, lo spirito di controllo potrà ancora utilizzare il loro corpo astrale così come lo utilizzava mente erano in vita.
Quando il medium muore ed il suo spirito si trova di fronte allo spirito di controllo, i pericoli sono infatti ancora maggiori. Si conoscono dei casi in cui il medium ha cercato di ripudiare la sua guida e di liberarsene, senza però riuscirvi: si trovava debole e indifeso nei suoi confronti.
Alcuni medium hanno confessato di essere stati irresistibilmente spinti da questi spiriti a compiere azioni criminose o al suicidio. Essi hanno detto d'aver a lungo implorato d'essere lasciati in pace ma inutilmente; raramente si è udito che queste guide abbiano mostrato pietà. Una volta che la persona diventa medium non esiste più alcuna scappatoia; non può più impedire che lo spirito-controllo utilizzi il suo corpo.
Fintanto che il medium è docile e obbediente al volere dello spirito di controllo, tutto scorre bene, ma se protesta o disobbedisce, si accorgerà presto che questi lo domina e che non soltanto ha le redini in mano ma le usa spietatamente. Tali spirito possono esercitare un simile controllo perché sono in grado di estromettere i corpi superiori e lo spirito del medium, prendendone poi completo possesso dei corpi inferiori (fisico e vitale). Inoltre, quando lo spirto di controllo si ritira, porta con sé una parte del corpo vitale del medium, cosa che gli consente di dominarlo completamente.
In alcuni casi lo spirito di controllo non si accontenta di prendere in prestito i veicoli inferiori, ma se ne impossessa scacciandone il proprietario. In questo caso subentra la cosiddetta "possessione". Una persona ossessionata è facilmente riconoscibile perché la sua pupilla non si contrae né si dilata sotto l'azione della luce o della distanza. Solo il legittimo padrone di un corpo può far funzionare e muovere gli occhi; nel medium sono infatti chiusi e lo sguardo è fisso e vitreo.
Proteggete la vostra dimora (4)


Se osservate la natura, potrete constatare che tutte le creature si procurano una dimora che difendono gelosamente. Gli uccelli si costruiscono nidi, altri animali si scavano una buca, una tana, un rifugio, e guai se un altro cercasse di invadere il loro spazio. L'ingresso è vietato. È stata l'Intelligenza cosmica a spingere tutte le creature a riservare nell'universo un piccolo spazio per sé, spazio del quale altri non hanno il diritto di impossessarsi: essa ha voluto così garantirgli pace e tranquillità per mettere al mondo la loro progenie. Questa è la legge (...).
Negli ambienti dove vivono gli uomini vi sono milioni e miliardi di entità che vanno e vengono, circolando senza che nessuno se ne accorga. Se non fate nulla per impedir loro quell'andirivieni gli esseri inferiori, trovando la porta aperta, possono venire a derubarvi o a commettere altri guai, e non potrete nemmeno lamentarvi presso la Giustizia divina, perché vi risponderebbe: "È colpa vostra, avreste dovuto affiggere un cartello: Vietato l'ingresso, oppure tendere almeno simbolicamente un sottile filo metallico. Se la vostra vigna non è ben cintata, non meravigliatevi se dei malintenzionati verranno a impadronirsi della vostra uva".
Lo stesso discorso vale anche per i vostri cuori, le vostre anime e i vostri spiriti; se rimanessero aperti ai quattro venti senza essere né consacrati, né protetti, né circondati da una barriera di luce, gli spiriti tenebrosi, cioè gli indesiderabili, avranno il diritto di entrare, di combinare dei guai e di andarsene portando con loro tutti i vostri tesori. Non li si potrà punire, perché spettava al proprietario prendere le dovute precauzioni.
Come in passato le città e i castelli venivano protetti da mura e da fossati pieni d'acqua, così anche il discepolo deve elevare in sé dei muri, delle barriere e delle fortificazioni. Non avevate mai riflettuto su questo aspetto? Pare di no, perché siete costantemente esposti all'andirivieni degli indesiderabili, e poi vi lamentate di essere stati svaligiati o di sentirvi tristi, infelici ed esauriti.
Guardate che cosa avviene nella natura: tutte le creature sono diffidenti. Gli uccelli, gli animali selvatici e gli insetti, tutti elevano attorno alle loro dimore delle difese, per impedire di essere scovati e catturati. Come mai soltanto l'uomo è tanto ingenuo da credere che nessun nemico lo possa minacciare e di poter essere risparmiato? L'uomo si protegge soltanto sul piano fisico, mentre è proprio nel piano invisibile che corre i maggiori rischi.
C'è chi si chiede come sia possibile che il Signore consenta agli spiriti del male di penetrare in loro e perché non faccia nulla per proteggerli... Che domanda! Se non provvedono loro a proteggere se stessi perché lo dovrebbe fare il Signore? Sono regole queste che vanno apprese e tutti le dovrebbero conoscere! Infatti l'uomo ha tutti i poteri per opporsi, per dire "no" agli spiriti delle tenebre, ma è lui stesso che lo deve dire, poiché nessun altro lo potrà fare al suo posto.
Un pensiero di Giuditta Denbech (5)


La medianità cammina sull'orlo di un baratro in cui luce e tenebra si confondono. La collaborazione con le schiere celesti non ricorre a mezzi pericolosi e rudimentali come la trance ad ogni livello, la telescrittura, il ricevimento di messaggi medianici, la manifestazione del cosiddetto "spirito guida". La collaborazione con gli Angeli è tutt'altra cosa, infinitamente lontana da questi ingannevoli espedienti.
Se vi è chiaro questo concetto, proseguite serenamente con la lettura, se pensate di poter sovrapporre attitudini e pratiche medianiche al lavoro da svolgere con gli Angeli, meglio chiudere queste pagine e dedicarvi a qualche altra attività meno pericolosa. Pericolosa per voi, naturalmente.
Mi permetto di ricordarvi, (ma lo farò in molte occasioni, a costo di ripetermi) che entità oscure sono sempre all'ascolto di ogni richiesta umana, e leggono perfettamente nella mente e nel cuore di ogni individuo. Se trovano una zona d'ombra dovuta ad egoismo o ambizione o secondi fini, s'insinuano abilmente con aspetti rassicuranti e voci flautate. Rammentiamo che alle forze dei piani extraumani, noi non possiamo nascondere nulla, nel bene e nel male.
Da tutto ciò dovremmo impare che... (1)


La lezione che dobbiamo trarre da queste conoscenza è che dobbiamo conservare il dominio completo sui nostri veicoli e mai, per nessuna ragione, dovremmo consentire a farci ipnotizzare o controllare esternamente. E nemmeno dobbiamo assistere a sedute spiritiche o a dimostrazioni ipnotiche perché l'atteggiamento negativo che assumeremmo in tali circostanze ci renderebbe vulnerabili al controllo degli spiriti erranti.
Il nostro motto deve essere: AUTODOMINIO E NON DOMINIO SUGLI ALTRI

domenica 17 agosto 2014

Ectoplasma

Il termine ectoplasma indica una sostanza di natura sconosciuta, che secondo i fautori delle teorie paranormali uscirebbe dal corpo di alcuni medium in stato di trance e che spesso si materializzerebbe in figure visibili. Esso rappresenterebbe pertanto la forma corporea fluida nella quale talvolta si materializzano gli spiriti o le entità spirituali.

La sostanza di cui è composto l'ectoplasma viene generalmente descritta come viscida, morbida o solida, fluida o vaporosa, fredda ma asciutta al tatto. Spesso sarebbe di colore biancastro, a volte con sfumature verdastre e fosforescente. Avrebbe inoltre un odore peculiare, da alcuni associato all'ozono.

In una prima fase sarebbe trasparente, per poi prendere consistenza assumendo diverse forme, tra cui figure umane totali o parziali. Verrebbero così a formarsi arti, volti o perfino interi corpi in grado di assumere movenze "intelligenti". Spesso viene descritto come mobile e retrattile e legato alla sensibilità fisica del medium, che prova delle sensazioni quando l'ectoplasma viene toccato. Sarebbe inoltre sensibile a fonti di luce intensa, dalle quali si ritrarrebbe, rischiando però di causare traumi psichici al medium.

In genere, dopo la produzione di un ectoplasma, il medium prova una forte spossatezza fisica e una perdita di peso. Al termine del fenomeno, l'ectoplasma può lasciare dei residui in forma di filamenti.

Durante lo stato di trance, l'ectoplasma fuoriuscirebbe, almeno in alcuni casi, oltre che dalla bocca, da qualsiasi orifizio del corpo, compresi orecchie, naso, occhi, ombelico, capezzoli e vagina. Rimarrebbe attaccato al corpo per tutta la durata del fenomeno, per poi essere riassorbito alla fine della seduta.

Esistono due teorie tradizionali che cercano di spiegare questo fenomeno:

secondo il medico francese Gustave Geley, uno dei fondatori dell'Institut Méthapsychique International, l'ectoplasma sarebbe una sostanza biologica amorfa fisiologicamente proveniente dal soma del medium stesso;
secondo il reverendo Robert Chaney, egli stesso un medium, l'ectoplasma sarebbe la controparte spirituale del protoplasma. La massa ectoplasmatica esisterebbe negli spazi intercellulari del corpo fisico in vibrazione a metà tra la forma fisica e quella spirituale. L'ectoplasma sarebbe la sostanza astrale attraverso la quale un'entità disincarnata o la volontà del medium possono manifestarsi.
un'equipe di studiosi francesi ha affermato [1] che gli ectoplasmi potrebbero essere prodotti proprio dal corpo umano, come gas rilasciati con potenza dai medium in trance.

Fonte: Wikipedia

Fantasmi, poltergeist e demoni. Video esistenza VERI No Fake

Tavola Ouija

La OuiJa e' un tavola di legno sulla quale sono rappresentate le lettere dell'alfabeto, le dieci cifre, e i termini "sì" e "no". Insieme alla tavola OuiJa vi e' una piccola tavoletta (detta planchette), generalmente forata, che serve per indicare le lettere e numeri.

La tavola OuiJa e' utilizzata nel corso delle sedute spiritiche per permettere allo spirito contattato di manifestarsi , in modo chiaro, ai partecipanti, compitando le parole del suo intervento.

Il nome OuiJa nasce dall'applicazione della parola "SI" in due lingue diverse, oui e ja (sì in francese e in tedesco). Questo perché all'inizio della seduta spiritica si usa chiedere allo spirito se e' presente e la risposta attesa e' generalmente sì.
I partecipanti alla seduta si raccolgono attorno alla tavola OuiJa, e tengono tutti le dita appoggiate sulla tavoletta indicatrice. Grazie alla loro "energia" e all'intervento degli spiriti, ogni lettera viene indicata per formare le risposte alle domande che vengono poste agli spiriti convocati dai partecipanti.

Gli psicologi danno a questo fenomeno la spiegazione dell' effetto ideomotorio (automatismi e comportamenti guidati da associazioni inconsce) il che significa che non e ‘ necessario esercitare una pressione forte per far muovere la planchette, i partecipanti possono anche non rendersi conto di farlo.

L'illusionista e scettico James Randi, nel suo libro "An Encyclopedia of Claims, Frauds, and Hoaxes of the Occult and Supernatural", ricorda che quando i partecipanti ad una seduta di Ouija hanno gli occhi bendati non possono produrre messaggi aventi un senso.

Gli spiritisti invece sostengono che la tavola Ouija, tramite l'energia delle persone presenti, permette entrare in contatto con il mondo degli spiriti e di comunicare il loro messaggio.

La vera storia delle tavole OuiJa resta ancora un mistero , secondo alcuni sono porte medianiche per entrare in contatto con gli spiriti e le loro origini sono antichissime.

Secondo la storia piu' recente in realta' le tavole Ouija sono state create con intenti ludico-ricreativi.Non si sa ancora pero' il nome di chi le ha inventate.

Il 10 febbraio 1891 Charles Kennard, della Kennard Novelty Company, brevetto' le tavole e il nome OuiJa e le mise in vendita come gioco da tavola.

A seguito di un rovescio finanziario venne sostituito da William Fuld che ribattezzo' la compagnia con il nome "Ouija Novelty Company" .
Fuld fece stampare il proprio nome su ogni tavola prodotta e rivendico' l'invenzione "OuiJa".
Il successo di vendite fu tale che presto la società cambiò nuovamente nome e divenne William Fuld company.
Nel 1927 Fuld, sorvegliava il montaggio di un macchinario da sopra il tetto della sua fabbrica a Baltimora ma cadde e morì.
Secondo i testimoni fu una disgrazia ma presto si comincio' a parlare di suicidio e di possessione di Fuld da parte di uno spririto maligno.

I figli di Fuld diressero l'impresa fino al 1966 anno in cui cedettero , dietro lauto compenso, i diritti ai fratelli Parker. Da quel momento le OuiJa non sono più state realizzate su tavolette di legno, ma su supporti cartacei, con grande dispiacere dei collezionisti.

Esiste il Museo online delle tavole OuiJa per le sedute spiritiche:
Museo tavole OuiJa il quale e' nato con l'intento di raccogliere e tramandare la storia delle tavole Ouija.
Nella galleria se ne possono ammirare di tutti i tipi: con i numeri e l'alfabeto, con le piramidi, con i gatti e le streghe, quelle moderne in stile new age, e quelle con i fachiri.

Ps: Attenzione è molto pericoloso  il richiamare spiriti, si rischia la possessione

Scrittura Automatica

SCRITTURA AUTOMATICA: INTRODUZIONE
Con la definizione ‘scrittura automatica’ (A. Kardec - 1861) è intesa l’attività di scrivere frasi senza l’apporto cosciente di colui che la pratica.
In base alle ipotesi proposte dai vari studiosi che hanno affrontato l’argomento, è anche nota come Psicografia o Telescrittura.

Tale processo ha un valore differente, basato alla disciplina che lo analizza:

- Parapsicologia
- Psicanalisi

Secondo la Parapsicologia, la scrittura automatica può essere generata da entità disincarnate che utilizzano il ‘medium’ come tramite per poter trasmettere i loro messaggi.
Addirittura, in questo caso specifico, si parla di scrittura automatica diretta o indiretta.

Indiretta: la penna è nelle mani del medium che in uno stato di ASC o trance scrive per conto di entità incorporee.
Diretta: definita anche ‘pneumatografia’, in questo caso il medium ha un ruolo esclusivamente catalizzante e la penna scrive da sola sul foglio oppure compaiono dei grafemi senza l’apporto di alcuno strumento (si materializzano senza causa apparente); in questo caso, non è da escludere un’attività psico-cinetica.



Inevitabilmente, tale pratica confluisce nella dottrina spiritica attribuendo le manifestazioni rilevate alla presenza di anime di defunti.
Sempre in ambito paranormale, tale processo viene utilizzato nelle attività di channelling, per comunicare anche con presenze extra-terrestri, angeli, elementali…

Nella Psicanalisi, invece, la scrittura automatica è considerata l’attivazione di alcuni automatismi inconsci per accedere anche ad alcuni eventi sepolti nella psiche o peculiarità del carattere fino a quel momento ignorate.
Addirittura, la ‘Scrittura Automatica’ è espressione specifica del Surrealismo. Infatti, tale movimento artistico teorizzava il superamento della realtà ordinaria e percepita attraverso la logica.
Uno degli strumenti era appunto scrivere in modo rapido e distaccato, evitando i freni inibitori che tenderebbero a censurare alcune parti e garantendo un’alchimia di coordinazioni illogiche.

SCRITTURA AUTOMATICA: TECNICHE
Gli strumenti necessari per praticare la scrittura automatica indiretta sono davvero molto semplici da reperire: bastano alcuni fogli, un lapis (oppure una penna) e un po’ di deconcentrazione.
Sì, deconcentrazione… Riuscire a separare la sfera consapevole dall’inconscio, affinché quest’ultimo possa agire senza vincoli.
Alcuni che praticano la scrittura automatica riescono ad ottenere questo status fissando un bicchiere pieno d’acqua. In questo modo, fanno emergere l’inconscio oppure entrano in comunicazione con le entità (dipende se si predilige un approccio psicanalitico oppure parapsicologico).
Altri fanno precedere la sessione da alcuni minuti di meditazione, cercando di entrare in sintonia principalmente con loro stessi e risultare così un’adeguata ‘cassa di risonanza’, altri preferiscono affidarsi a particolari preghiere.
Dopodiché, si deve raggiungere una atteggiamento adeguatamente rilassato, il gomito appoggiato sul tavolo, la matita tra le dita.
Non esiste la ‘postura corretta’ e tendenzialmente ognuno riesce a trovare la sua. C’è chi tiene la matita tra le dita, chi l’appoggia al palmo, chi la tiene per la sommità. E’ comunque fondamentale evitare qualunque forma di irrigidimento (mentale e fisico).

La scelta dell’ambiente dove svolgere la sessione è molto importante. E’ preferibile trovarsi in una stanza lontana il più possibile da molesti brusii esterni ma al contempo con una buona aerazione e sottofondo musicale, senza sorgenti di eccessiva luminosità. Tutto ciò concorre a lasciar spazio ai livelli più profondi del proprio spirito, per far emergere l’inconscio o, appunto, interfacciarsi con altre entità.
Per avere risultati migliori, può rivelarsi utile praticare la scrittura automatica sempre alla stessa ora, così da attivare degli automatismi personali.
Alcuni Medium sono soliti scrivere alcune domande sui fogli che utilizzeranno, così da fornire una traccia, mentre altri sono restii all’utilizzo di ogni tipo di vincolo.



Prima di cominciare, è sempre buona abitudine annotare sul retro dei fogli la data e possibilmente l’ora di inizio (nel caso non si deputasse a tale attività una specifica ora della giornata).
E’ davvero utile considerare la matita come un’estensione della propria mano (il fatto che sia in materiale organico quale il legno sembrerebbe aiutare questa attività).
Appena si inizia, la mano tenderà a tracciare figure senza spigoli e con grande fluidità quali cerchi, ovali, spirali e grafismi ad ‘8’. Tale fase ‘iniziale’ può perseverare per tutta la durata della sessione oppure può evolversi in una fase di affinamento e portare a risultati più compiuti e cioè prima parole e poi vere e proprie frasi (ma è molto difficile che accada già alla prima sessione).
Caratteristiche tipiche della scrittura automatica possono essere:

- Parole attaccate tra loro, senza separazione del tracciato
- Occupazione totale del foglio
- Cambio di ampiezza nelle lettere
- Assenza della punteggiatura
- Assenza di accento
- Assenza di alcuni elementi caratteristici delle lettre che prevedono il sollevamento della punta della matita dal foglio (ad esempio il trattino all’interno della ‘z’ oppure sopra la ‘t’).

In conclusione, molteplici sono gli approcci a tale attività e così pure le possibili spiegazioni. Ma la Scrittura Automatica non è affatto un gioco od un modo per passare una serata con gli amici, bensì una disciplina che deve essere avvicinata con maturità e serietà.

Fonte:http://www.sogliaoscura.org

giovedì 14 agosto 2014

Chiara Bariffi e la medium Mariarosa Busi

Martedì, 13 settembre 2005,alle 11.20, l'auto con a bordo Chiara Bariffi, è stata recuperata nello specchio d'acqua alle porte di Dervio, dove si trovava alla profondità di circa 120 metri. La giovane bellanese era scomparsa nella notte tra il 30 novembre e il primo giorno di dicembre del 2002. Dopo tre anni di estenuanti ed inutili ricerche si chiude questa triste ed angosciante vicenda. Il corpo è stato ritrovato grazie alla segnalazione della veggente Mariarosa Busi. La medium aveva già fatto parlare di se nel novembre del 2003, quando si era recata sul luogo del ritrovamento di Roberto Moreni di Castenedolo (BS), morto suicida nelle acque del Lago d’Iseo, annunciando di aver "percepito" che anche la moglie Giovanna Mazzardi si trovava là sotto. In quel caso però, prima che la veggente dichiarasse ciò, furono avvistati il corpo di Roberto Moreni, l'automobile e la borsa della moglie. In più fu ritrovata un audio casetta, dove era stata incisa la voce di Giovanna Mazzardi ( la moglie ) che dichiarava la volontà di suicidarsi. In questo caso, quindi non sarebbe stato necessario essere veggente per capire che anche la moglie fosse accanto al marito.
Torniamo al caso di Chiara Bariffi. Abbiamo già detto che scomparve tra la notte del 30 Novembre ed il 1 Dicembre, quella notte sul lago infuriava una tempesta, così intensa da provocare rovinose frane.

I ricercatori capendo subito che si trattava di un incidente, effettuarono ricerche nel lago, nel punto più probabile in cui la ragazza avrebbe avuto l'incidente e di conseguenza sarebbe caduta in acqua con la sua automobile: è una curva all’imbocco della prima galleria che si incontra procedendo verso sud. La curva è cintata da un muretto, al di là del quale la parete precipita a picco nel lago, che in quella zona raggiunge la profondità di quasi 200 metri.

Questa zona è la più pericolosa di tutto il tratto, ed a testimonianza vi sono tre lapidi, di persone vittime di incidenti. La signora Mariarosa Busi, fu presentata da una giornalista alla famiglia di Chiara nella primavera del 2005, poco dopo il padre della vittima, convinto che la figlia fosse infondo al lago, accompagnò la signora Busi, sul luogo del presunto incidente.


Dopo la visita, la veggente dichiarò di aver sentito Chiara Bariffi, chiamarla proprio dal fondo del lago sotto la curva pericolosa. Alcuni subacquei avevano effettuato ricerche in quel punto, portando una telecamera fino alla profondità di 80 metri, ma senza alcun risultato. Al tempo del ritrovamento nel Lago d’Iseo dei coniugi Moreni, Mariarosa Busi aveva conosciuto i volontari del Gruppo Soccorso Sebino e il suo presidente Remo Bonetti, che ha all’attivo il ritrovamento di circa 120 scomparsi, quasi tutti trovati cadaveri. Per la ricerca nel lago, fu utilizzato un robot ( Mercurio ) che arriva fino alla grande profondita di 500 metri. L'11 Settembre il robot, dopo meno di un’ora di perlustrazioni, filmò l’automobile adagiata a 122 metri di profondità, in un punto a circa 100 metri dalla costa. All’interno del veicolo si trovava il corpo della giovane ancora intatto, una circostanza normale per i cadaveri che giacciono sul fondo dei laghi. A seguito del ritrovamento di Chiara Bariffi, Mariarosa Busi si è guadagnata un’ampia notorietà grazie ad articoli su quotidiani, settimanali e servizi televisivi. Altri parenti di persone scomparse hanno già richiesto il suo intervento, fra cui la madre della piccola Denise Pipitone, scomparsa da Mazzara Del Vallo nel settembre 2004. La veggente aveva ragione, Chiara Bariffi era proprio dove aveva indicato giorni prima. Mariarosa Busi ha davvero questi poteri o sotto c'è qualcosa che noi ancora non abbiamo scoperto?

mercoledì 13 agosto 2014

Sedute spiritiche

La seduta spiritica è una delle tecniche più famose adoperate nello spiritismo.

Finalizzata al contatto e al colloquio con gli spiriti grazie all'intervento di un medium (letteralmente "tramite"), la seduta spiritica solitamente si svolge al chiuso.
I partecipanti, riuniti attorno ad un tavolo, si pongono in silenzio e concentrazione, tentando di stabilire uno stato di tensione mentale ed emotiva che permetta al medium di utilizzare l'energia del gruppo per poter richiamare a sé le forze necessarie ad un "contatto" con l'aldilà.
Raggiunto il grado desiderato di concentrazione, il medium afferma di "dare voce" a defunti o altre entità spirituali che lanciano messaggi di vario genere.
Un tipico sistema di interrogazione è quello della tavola ouija: i partecipanti pongono il dito indice su un piattino o una tazzina rovesciata e intorno all'oggetto vengono poste le lettere dell'alfabeto, a quel punto la tazzina sembra muoversi autonomamente da una lettera all'altra formando frasi di senso compiuto. In realtà il fenomeno è dovuto ai movimenti ideomotori dei presenti che non sono in grado di mantenere il dito perfettamente fermo, le frasi composte sono il frutto delle aspettative inconsce di chi la muove: è sufficiente capovolgere le lettere e mischiarle perché la planchette inizi a comporre frasi completamente prive di senso.
Le sedute spiritiche non hanno nessun tipo di riconoscimento scientifico, e così anche i presunti fenomeni spesso a loro legati, come:

levitazione di oggetti
apporto e asporto di oggetti (dentro e fuori da un locale opportunamente chiuso)
rumori e voci non ben identificabili, dal terreno;
improvvise folate di vento freddo.
Fra i fenomeni che interessano i maggiori medium abbiam: luci metafisiche (comprasa di un punto di luce bianca che si muove nel vuoto a velocità istantanea, cambia colore e lunghezza da quella di un punto a raggio esteso), sedute a voce diretta in genera percepita dal terreno in pieno giorno, medium in trance che emette ectoplasmi, o il "rapimento del medium" che vive un'esperienza extracorporea (il corpo rimane immobile e il medium si vede da un'altra parte, oppure in casi più rari c'è l'asporto del medium in cui l'intero corpo sparisce e si trova in un luogo diverso).

Fra le credenze legate a queste pratiche:

i presenti devono restare uniti tenendosi per mano intorno al tavolo qualsiasi cosa accada;
se anche uno solo dei presenti (pure se un terzo prende il suo posto) abbandona il tavolo e interrompe la catena, lo spirito resta intrappolato e non può fare ritorno al luogo di provenienza. Nei giorni successivi alla seduta, si verificano casi di poltergeist in cui l'entità tenta di ottenere una seconda seduta spiritica per rimettere le cose a posto, ovvero vendicarsi;
la disposizione a cerchio e tenersi per mano proteggono i presenti, in primis il medium, così come l'uso di simboli e tatuaggi;
la sua energia e medianità fluiscono per mano a tutti presenti. Se i medium sono più di uno, le medianità si sommano. La medianità si trasmette per contatto fisico, e dopo alcune sedute anche i presenti potrebbero avere manifestazioni paranormali;
è interessato dal fenomeno anche chi è presente, non restando al tavolo.
a seconda delle convinzioni personali, le entità possono essere (solo defunti, oppure angeli, demoni, larve astrali, ecc) parlano da una dimensione esterna alla nostra Nella pratica esotecica non vi sono garanzie che le entità invocate siano effettivamente i propri cari, nemmeno se forniscono informazioni personali che soltanto loro potevano conoscere in vita, ovvero se predicono eventi futuri, manifestando un'attenzione e amore particolari verso i presenti.
Il medium chiama uno spirito-guida che svolge il ruolo di intermediario dal lato del mondo spirituale, governando la seduta per tenere lontane entità negative che tentano di manifestarsi. Se il medium chiede un'evocazione, l'entità si manifesta all'esterno, restando separato dalla coscienza dei presenti; se la invoca, entra nel corpo del medium, che può restare inabitato e cosciente, ovvero entrare in trance completamente posseduto dallo spirito, col risultato di parlare lingue sconosciute, con ricordi e un tono di voce che non sono i suoi.

Le entità vivono in una dimensione trascendente senza spazio, da cui segue che:

se possono manifestarsi, possono farlo ovunque nella Terra siano chiamati e al limite in sedute spiritiche in più luoghi differenti conteporaneamente;
a tutti è noto e sempre visibile il passato e futuro di ognuno di noi.
Ad opinione di alcuni domina su tutto la presenza di una divinità con la sua legge che vieta alle entità di interferire col libero arbitrio dell'uomo, fornendo informazioni che pure hanno e potrebbero essere utili tanto al progresso materiale o spirituale del singolo (per arricchirsi, evitare dolori o la morte), che della collettività dando la soluzione aproblemi irrisolti della scienza.
Per alcuni è una sola dimensione trascendente dove non esiste anche il tempo, per altri esiste un piano eterico intermedio tra quello fisico e quello puramente spirituale.

Secondo un'opinione corrente, si ritiene che l'orario ottimale per le sedute spiritiche sia compreso tra mezzanotte e le tre del mattino perché sono le ore della notte con la maggiore assenza di luce, il maggior numero di persone si trova a dormire e gli spiriti non rischiano di essere visti, per un noto simbolismo (le 3 di notte è la cosiddetta "ora del diavolo" alla quale si sveglierebbero dal sonno le persone che vivono un inizio progressivo di possessione, in antitesi alle 3 del pomeriggio ora in cui morì Gesù sulla croce).

La comunità scientifica ritiene che tutti questi fenomeni abbiano spiegazioni naturali, come l'"autosuggestione" collettiva, o la pura e semplice frode, che è stata talvolta dimostrata anche da parte di medium famosi.