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domenica 28 agosto 2016

Il Rosario, la preghiera più potente

«Credo che il rosario sia la preghiera più potente», scrive nell’introduzione al suo libro “Il mio rosario” (Edizioni San Paolo) Padre Gabriele Amorth, forse l’esorcista più conosciuto al mondo. Ha dedicato gran parte dei suoi libri agli esorcismi e alla figura del demonio. Oggi novantenne e in pensione ha deciso finalmente di svelare ai lettori e ai fedeli che lo seguono e per i quali è un punto di riferimento da anni, la fonte della forza interiore che lo ha sostenuto in questi lunghi anni in cui, per la diocesi di Roma, ha svolto il duro “servizio” di combattere quotidianamente contro le più subdole manifestazioni del maligno: la preghiera del Rosario insieme alle riflessioni sui venti misteri che egli recita ogni giorno.
Riportiamo i passi più significativi presenti in una delle due appendici dove l’autore tratta del rapporto dei Pontefici con il Santo Rosario, i quali ci illuminano sulla prospettiva e il sentimento che ha animato ciascuno di essi di fronte al “mistero” del Rosario.
Papa Giovanni XIII, riprendendo la bella definizione di Papa Pio V così si esprime:
«Il rosario, come è a tutti noto, è un modo eccellentissimo di preghiera meditata, costituito a guisa di mistica corona, in cui le orazioni del Pater noster, dell’Ave Maria e del Gloria s’intrecciano alla considerazione dei più alti misteri della nostra fede, per cui viene presentato alla mente come in tanti quadri il dramma dell’incarnazione e della redenzione di nostro Signore».
Papa Paolo VI, nell’enciclica Christi Matri raccomanda di essere amici del rosario con queste parole:
«Il Concilio Ecumenico Vaticano II, sebbene non espressamente, ma con chiara indicazione, ha infervorato l’animo di tutti i figli della Chiesa per il rosario, raccomandando di stimare grandemente le pratiche e gli esercizi di pietà verso di Lei (Maria), come sono state raccomandate dal Magistero nel corso dei tempi».
Papa Giovanni Paolo I di fronte alle contestazioni al rosario, da catechista nato quale era risponde con queste parole improntate a fermezza, semplicità e vivacità:
«Il rosario da alcuni è contestato. Dicono: è preghiera che cade nell’automatismo, riducendosi a una ripetizione frettolosa, monotona e stucchevole di Ave Maria. Oppure: è roba da altri tempi; oggi c’è di meglio: lalettura della Bibbia, per esempio, che sta al rosario come il fior di farina alla crusca! Mi si permetta di dire in proposito qualche impressione di pastore d’anime.
Prima impressione: la crisi del rosario viene in secondo tempo. In antecedenza c’è oggi la crisi della preghiera in generale. La gente è tutta presa dagli interessi materiali; all’anima pensa pochissimo. Il fracasso poi ha invaso la nostra esistenza. Macbeth potrebbe ripetere: ho ucciso il sonno, ho ucciso il silenzio! Per la vita intima e la «dulcis sermocinatio», o dolce colloquio con Dio, si fa fatica a trovare qualche briciola di tempo. (…) Personalmente, quando parlo da solo a Dio e alla Madonna, più che adulto, preferisco sentirmi fanciullo; la mitra, lo zucchetto, l’anello scompaiono; mando in vacanza l’adulto e anche il vescovo, con relativo contegno grave, posato e ponderato per abbandonarmi alla tenerezza spontanea, che ha un bambino davanti a papà e mamma. Essere– almeno per qualche mezz’ora – davanti a Dio quello che in realtà sono con la mia miseria e con il meglio di me stesso: sentire affiorare dal fondo del mio essere il fanciullo di una volta che vuol ridere, chiacchierare, amare il Signore e che talora sente il bisogno di piangere, perché gli venga usata misericordia, mi aiuta a pregare. Il rosario, preghiera semplice e facile, a sua volta, mi aiuta a essere fanciullo, e non me ne vergogno punto».
Giovanni Paolo II, confermando la sua speciale devozione mariana che lo porta ad integrare nel rosario i misteri della Luce, nell’enciclica Rosarium Virginis Mariae ci sprona a riprenderne con fede la pratica quotidiana:
«La storia del rosario mostra come questa preghiera sia stata utilizzata specialmente dai Domenicani, in un momento difficile per la Chiesa a motivo del diffondersi dell’eresia. Oggi siamo davanti a nuove sfide. Perché non riprendere in mano la Corona con la fede di chi ci ha preceduto? Il rosario conserva tutta la sua forza e rimane una risorsa non trascurabile nel corredo pastorale di ogni buon evangelizzatore».
Giovanni Paolo II ci stimola a considerare il rosario come contemplazione del volto di Cristo in compagnia e alla scuola della sua Madre Santissima, e a recitarlo con questo spirito e devozione.
Papa Benedetto XVI invita a riscoprire la forza e l’attualità del rosario oltre alla sua funzione di farci ripercorrere il mistero dell’incarnazione e della resurrezione del Figlio di Dio:
«Il santo rosario non è una pratica del passato come orazione di altri tempi a cui pensare con nostalgia. Al contrario, il rosario sta sperimentando una nuova primavera. Questo è senz’altro uno dei segni più eloquenti dell’amore che le giovani generazioni nutrono per Gesù e per la Madre sua Maria. Nel mondo attuale così dispersivo, questa preghiera aiuta a porre Cristo al centro, come faceva la Vergine, che meditava interiormente tutto ciò che si diceva del suo Figlio, e poi quello che Egli faceva e diceva. Quando si recita il rosario si rivivono i momenti importanti e significativi della storia della salvezza; si ripercorrono le varie tappe della missione di Cristo. Con Maria si orienta il cuore al mistero di Gesù. Si mette Cristo al centro della nostra vita, del nostro tempo, delle nostre città, mediante la contemplazione e la meditazione dei suoi santi misteri di gioia, di luce, di dolore e di gloria. (…). Il rosario, quando è pregato in modo autentico, non meccanico e superficiale ma profondo, reca infatti pace e riconciliazione. Contiene in sé la potenza risanatrice del Nome santissimo di Gesù, invocato con fede e con amore al centro di ogni Ave Maria. Il rosario, quando non è meccanica ripetizione di formule tradizionali, è una meditazione biblica che ci fa ripercorrere gli eventi della vita del Signore in compagnia della Beata Vergine, conservandoli, come Lei, nel nostro cuore».
Queste parole, vergate a mano il 13 maggio 2014, festa della Madonna di Fatima, rappresentano l’invito alla lettura posto all’inizio del libro “Il rosario. Preghiera del cuore”.
Padre Amorth così conclude la sua introduzione, sottolineando l’assoluta centralità della Madonna nella lotta contro il Male che egli come esorcista ha personalmente condotto, e che in una prospettiva universale rappresenta la più grande sfida che il mondo moderno ha davanti a sé.
«(…) Dedico questo libro al Cuore Immacolato di Maria, da cui dipende l’avvenire del nostro mondo. Così ho capito da Fatima e da Medjugorje. La Madonna già nel 1917 a Fatima ha annunciato il finale: «Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà».
Fonte Pagina Facebook Ufficiale :Padre Gabriele Amorth

domenica 14 agosto 2016

Natuzza Evolo: i messaggi dei defunti e dal Cielo

Il 17 gennaio un vecchio mendicante dai vestiti sporchi e laceri bussò alla mia porta.
Io chiesi: “Che volete“? E l’uomo rispose: “No, figlia mia, non voglio niente. Sono venuto per farti una visita“.
Intanto notavo che l’anziano, coperto di cenci che pendevano, aveva gli occhi incredibilmente belli, erano verde intenso. Cercai di congedarlo rapidamente e dissi: “Sentite, se avevamo un morso di pane ve lo davo, ma non abbiamo niente, siamo poveri in tutto“.
“No figlia mia, me ne vado. Prega per me che io prego per te“, mi rispose andandosene con un sorriso bellissimo.
Pensai fosse un vecchio pazzo. L’angelo allora mi disse: “Tu sei una stupida, non ti ha chiesto niente, non ti ha detto niente, ha alzato la mano per benedirti. Chi poteva essere? Uno dell’altro lato!“.
Presa dalla paura replicai: “Un altro lato dove? della strada?“.
L’angelo rise e con voce pacata disse: “Era il Signore…si è mostrato così stracciato perchè siete voi, il mondo, che l’avete stracciato e lo continuate a stracciare. Era Gesù“.
Figurati a me, piansi per tre giorni. Avevo trattato male Gesù, se sapevo che era Lui lo avrei abbracciato!

(testimonianza di Natuzza Evolo a don Cordiano)



L’interessante testimonianza appena riportata della mistica di Paravati, Natuzza Evolo, ci trasporta nella straordinaria quotidianità di “Mamma Natuzza“, come viene tutt’oggi amorosamente chiamata ed invocata.
Ella difatti era in continuo contatto con gli angeli (vedere l’articolo “Natuzza Evolo e gli angeli“), i defunti e con Dio.
Riceveva apparizioni, messaggi, ammonizioni, visite anche più volte al giorno, arrivando persino a scambiare le anime dei deceduti per persone vive: un caso emblematico risale a cavallo tra il 1944 e il 1945, quando la mistica senza volerlo fece fuggire spaventato un uomo che si era presentato da lei con altre persone, chiedendogli ingenuamente: “Scusate, ma voi siete vivo o siete morto?“.
Accanto alle apparizioni, la Evolo cadeva spesso in trance volute da Signore affinchè i deceduti potessero comunicare al mondo attraverso di lei. L’avvocato Silvio Colloca, rinomato personaggio del tempo, raccontò d’aver sentito provenire dalla bocca di Natuzza una voce di bambino che intimava: “Vieni pure. Sono tuo zio Silvio“.
Il padre dell’avvocato aveva infatti perduto un fratello di otto anni nel 1874 e in sua memoria ne aveva dato nome al figlio.
Dopo l’iniziale smarrimento, Colloca iniziò a dialogare con il bambino in questione, chiedendo notizie dei suoi familiari deceduti. “Tranquillo, stanno bene” fu la risposta.
Sempre più sconvolto dalla discussione, l’avvocato tentò di scuotere la mistica per svelare un possibile trucco, ma un’altra voce candidamente disse: “Inutile che la scuoti, non si sveglia. Ora devo andare, il permesso è finito. Fatti una comunione per me“.
Ancora non smaltito lo stupore ed ecco presentarsi un’altra voce, questa volta rauca e sofferente, d’un suo parente massone: “Sono morto senza volere i Sacramenti, da massone. Soffro, non c’è speranza, sono giustamente condannato al fuoco eterno…sono sofferenze atroci e spaventose“.

Un caso analogo fu quello di don Silipo, sacerdote scettico nei confronti di Natuzza, il quale ebbe occasione di parlare – sempre tramite la mistica di Paravati – con monsignor Giuseppe Morabito, vescovo deceduto da giorni.
“Diteci qualcosa dell’altro mondo!“, gli fu chiesto.
La voce con solennità rispose: “Ho conosciuto la cecità di codesto mondo, ora sono nella Visione Beatifica“.
A queste parole don Silipo decise di ricredersi del tutto, in quanto egli era l’unico a conoscenza della cecità che colpì il monsignore negli ultimi giorni di vita.

Queste trance divennero nel tempo sempre più frequenti e la gente del posto, venuta a conoscenza dei fatti, si recava spesso da Natuzza con la speranza di ricevere messaggi dall’aldilà.
Dorotea Ferreri Perri, una delle signore presenti, raccontò allo scrittore Valerio Marinelli quanto segue:


Ricordo che ad un certo punto la voce del marito di una donna che era là con noi le disse: “Mi hai dimenticato, io avrei bisogno di tante preghiere, di tanti aiuti“. La moglie rimase stupefatta e addolorata, continuando il discorso.
[…] Si presentò poi un bimbo che era morto in un incidente automobilistico, figlio di una marchesa di Vibo Valentia, il quale disse: “Io sono il figlio di…” e poi: “Mamma è in viaggio, sta per arrivare, però il mio turno è questo, ditele, vi prego, che non pianga più, che stia tranquilla, perchè io prego per loro, io sono vicino a Dio e attorno gli angeli, sono in un luogo bellissimo pieno di fiori. Mamma arriverà tra poco, diteglielo che sono intervenuto“.
Non passaromo molti minuti che la donna arrivò e, riconosciuta dai presenti, le fu riferito tutto. Ella si disperò per non aver potuto sentire il figlio.


I colloqui con i defunti tramite trance cessarono definitivamente nel 1960.
Quell’ultima occasione viene ampiamente descritta dal primogenito dei figli della mistica:


Si presentò la voce di una santa, mia sorella si ricorda che si trattava di Santa Teresa del Bambin Gesù.
E iniziò a rimproverarmi: “Tu non vai a messa e marini la scuola“, cosa vera perchè spesso me la filavo a giocare a carte. “Ti devi comportare diversamente…“.
Papà a quel punto intervenne: “Fate bene a riprenderlo!Zitto tu bestemmiatore!“.
Mio padre non disse più una parola, sentendosi in colpa per quelle volte che aveva perso la pazienza.
Poi altre voci si susseguirono; alla fine ci salutarono dicendo che quella sarebbe stata l’ultima volta che venivano. “Ci risentiremo quando sarete tutti riuniti“.
Noi pensammo allora che intendessero una particolare occasione familiare, ma forse, con il concetto di riunione, intendevano qualcosa di molto più grande…


Nonostante questo speranzoso congedo, le visioni delle anime dei morti continuarono per tutta la vita.
Spesso la Evolo parlava delle anime dei potenti, come quella di John Fitzgerald Kennedy (1917 – 1963): “È salvo, ma servono tanti, tanti suffragi“.
Riferiva inoltre di vedere spesso l’anima “radiosa” di Papa Pio XII durante le celebrazioni liturgiche, descrivendolo come “quel Papa alto, magro, con il naso lungo e gli occhiali“.
Ancora, ella riceveva, in determinate ricorrenze, apparizioni del “medico-santo”Giuseppe Moscati (1880 – 1927), già beatificato da Papa Paolo VI nel 1975, vedendolo “rivestito di lucente gloria; quella lucentezza derivava dalla sua vicinanza alla Madonna, e ai tanti atti di carità che aveva compiuto in vita“.
Non mancò di richiedere informazioni su sua figlia scomparsa anche il celebre cantante Al Bano, il quale si sentiva ormai certo della morte di Ylenia. La risposta di Natuzza in quella circostanza spiazzò tutti: “Se ne è andata via con una setta, bisogna pregare per lei“.


Frammenti di Cielo

La mistica di Paravati mai negava un consiglio, una carezza o un abbraccio a chi la veniva a visitare.
Non di rado i consigli stessi che donava provenivano dall’angelo custode, dalla Madonna o direttamente da Gesù.
Fu questo il caso d’un giovane indeciso se sposarsi o darsi totalmente al Signore, assecondando la sua chiamata:


Ho visto la Madonna e le domandai di darmi una risposta. Mi rispose: “Fra un momento ti mando l’angelo custode e ti riferirà quello che io ho detto a lui“.
[…] L’angelo allora mi disse: “Vuole essere fedele con la Madonna o con Gesù, ma deve offrire realmente il suo cuore affinchè tutto quello che lui vuole fare venga confermato dal Signore. Che preghi, dia buon esempi, sia umile e caritatevole, dimostrando d’essere figlio fedele di Dio e della Madonna.
Vi sono in Cielo più padri e madri che non zitelle. I santi si possono fare pure nelle grotte“.


Tuttavia i messaggi che provenivano dal Cielo non erano unicamente rivolti ai singoli, ma trattavano spesso temi concernenti l’intera umanità: la stessa Evolo chiese, in tempo di guerra, delucidazioni al Signore riguardo la situazione mondiale.
La Madonna le rispose mostrandole una lunghissima lista scritta, aggiungendo: “Vedi figlia mia, questa è una lista di peccati; perchè possa tornare la pace servono altrettante preghiere“.
Ancor più pressanti erano gli inviti al pentimento e le descrizioni del Purgatorio:


Chiedete perdono a Dio per i vostri peccati mortali, e con pentimento altrimenti la Giustizia non vi potrà mai perdonare […], ma chi chiede perdono a Dio viene preservato solo dal fuoco eterno, la colpa dovendosi espiare in Purgatorio con pene diverse: chi fa testimonianza falsa, o dice calunnie, è condannato a stare in mezzo al mare; chi fa magia nel fuoco; chi bestemmia sarà costretto a stare in ginocchio; chi è superbo nel fango.


Natuzza Evolo, in questo continuo contatto diretto con la Madonna, Dio ed i santi, riceveva persino ammonimenti e rimproveri per alcuni comportamenti: ella stessa raccontò di comeSan Francesco la sgridò per aver principalmente dedicato l’attenzione in Chiesa alla sua statua piuttosto che al Crocifisso.


Fazzoletto frasi di sangue di Natuzza Evolo


Altrettanti ammonimenti, assieme ad un grande numero di frasi bibliche, provennero dalle sudorazioni ematiche: la mistica difatti, in determinate occasioni, sudava sangue, e tale sangue andava poi a formare frasi ed immagini sui fazzoletti usati per asciugare le sudorazioni.
Gesù, la Madonna e i loro Cuori Immacolati trafitti da croci furon speso i protagonisti delle misteriore raffigurazioni; vi si potevano inoltre trovare simboli riconducibili allo Spirito Santo, simoboli dei martiri e di San Luigi Gonzaga(1568 – 1591).
Le frasi potevano invece variare dal greco antico al latino, dal francese all’italiano, dal tedesco allo spagnolo, seguendo tuttavia una ben precisa logica biblica neotestamentaria.
Tra le numerosissme donate, quella più ricorrente – ed emblematica – secondo la testimonianza dei presenti fu un passo del Vangelo di Marco (8:36), chiaro invito di Dio all’uomo moderno a non bramare smodatamente ricchezze e potere, ma ad impegnarsi piuttosto nel proprio cammino spirituale:

Che giova all’uomo se guadagna il mondo ma perde l’anima sua?

Fonte:www.veniteadme.org

mercoledì 22 giugno 2016

NOVENA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’

La preghiera che il demonio non sopporta: Novena del Preziosissimo Sangue di Gesù

O immensa ed eterna maestà di Dio, Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, io umilissima tua creatura ti adoro e ti lodo con il maggiore affetto e ossequio che si possa dare dalle creature. Alla tua presenza e alla presenza di Maria Santissima, Regina del cielo, alla presenza del mio Angelo Custode, dei miei Santi Patroni e di tutta la corte celeste, affermo che questa orazione e petizione che sto per fare alla pietosa e misericordiosa Vergine Maria per i meriti del prezioso Sangue di Gesù, intendo farla con retta intenzione e principalmente per la tua gloria, per la salvezza mia e del mio prossimo. Pertanto spero da te, mio Dio sommo Bene, mediante l’intercessione della Vergine Santissima, di conseguire la grazia che umilmente ti chiedo per i meriti infiniti del preziosissimo Sangue di Gesù. Ma che posso fare io nello stato presente in cui mi trovo, se non confessare a te, mio Dio, tutti i miei peccati commessi sino a oggi, domandandoti nuovamente la purificazione nel Sangue di Gesù? Sì mio Dio, me ne pento e me ne dolgo di vero cuore, non per timore dell’inferno, che ho meritato, ma solamente per aver offeso te, sommo Bene. Propongo fermamente con la tua santa grazia di non offenderti mai più per l’avvenire e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Pietà Signore, perdonami. Amen.
Sotto la tua protezione mi rifugio o Santa Madre di Dio: non disdegnare la preghiera che ti rivolgo, o Vergine gloriosa e benedetta.
      O Dio vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre… 
“Tutta bella sei, o Maria, e macchia originale non è in te”. Sei purissima, o Vergine Maria, Regina del cielo e della terra, Madre di Dio. Ti saluto, ti venero e ti benedico per sempre. O Maria, a te ricorro, te invoco. Aiutami dolcissima Madre di Dio; aiutami Regina del cielo; aiutami pietosissima Madre e Rifugio dei peccatori; aiutami Madre del mio dolcissimo Gesù. E poiché non vi è cosa che ti si domanda in virtù della passione di Gesù Cristo che da te non si ottenga, con viva fede ti prego di concedermi la grazia che tanto mi sta a cuore; te la chiedo per il divin Sangue che Gesù sparse per la nostra salvezza. Non cesserò di gridare a te finché non mi abbia esaudito. O Madre di misericordia, sono fiducioso di ottenere questa grazia, perché te la chiedo per i meriti infiniti del preziosissimo Sangue del tuo dilettissimo Figlio. O Mamma dolcissima, per i meriti del Sangue preziosissimo del tuo divin Figlio concedimi la grazia (qui si domanda la grazia che si desidera) vedere esempi in fondo alla novena

1. Te la domando, Madre Santissima, per quel puro, innocente e benedetto Sangue che Gesù versò nella sua circoncisione alla tenera età di soli otto giorni.
Ave Maria, ecc. 
O Vergine Maria, per i meriti del Sangue prezioso del tuo divin Figlio intercedi per me presso il Padre celeste.
2. Te la chiedo, o Maria Santissima, per quel puro, innocente e benedetto Sangue che Gesù versò in abbondanza nell’agonia dell’Orto.
Ave Maria, ecc. 
O Vergine Maria, per i meriti del Sangue prezioso del tuo divin Figlio intercedi per me presso il Padre celeste.
3. Te la imploro, o Maria Santissima, per quel puro, innocente e benedetto Sangue che Gesù versò copiosamente quando, spogliato e legato alla colonna, fu crudelmente flagellato.
Ave Maria, ecc. 
O Vergine Maria, per i meriti del Sangue prezioso del tuo divin Figlio intercedi per me presso il Padre celeste.
4. Te la domando, Madre Santissima, per quel puro, innocente e benedetto Sangue che Gesù versò dal capo quando fu coronato di pungentissime spine.
Ave Maria, ecc. 
O Vergine Maria, per i meriti del Sangue prezioso del tuo divin Figlio intercedi per me presso il Padre celeste.
5. Te la chiedo, Maria Santissima, per quel puro, innocente e benedetto Sangue che Gesù versò portando la croce sulla via del Calvario e specialmente per quel vivo Sangue misto alle lacrime che tu spargesti accompagnandolo al sacrificio supremo.
Ave Maria, ecc. 
O Vergine Maria, per i meriti del Sangue prezioso del tuo divin Figlio intercedi per me presso il Padre celeste.
6. Ti supplico, Maria Santissima, per quel puro, innocente e benedetto Sangue che Gesù versò dal corpo quando fu spogliato delle vesti, quello stesso sangue che versò dalle mani e dai piedi quando fu confitto sulla croce con durissimi e pungentissimi chiodi. Te la chiedo soprattutto per il Sangue che versò durante la sua acerbissima e straziante agonia.
Ave Maria, ecc. 
O Vergine Maria, per i meriti del Sangue prezioso del tuo divin Figlio intercedi per me presso il Padre celeste.
7. Esaudiscimi, purissima Vergine e Madre Maria, per quel dolcissimo e mistico Sangue e acqua che uscì dal costato di Gesù quando dalla lancia gli fu trafitto il Cuore. Per quel Sangue purissimo concedimi, o Vergine Maria, la grazia che ti domando; per quel Sangue preziosissimo, che profondamente adoro e che è mia bevanda nella mensa del Signore, esaudiscimi o pietosa e dolce Vergine Maria.
Ave Maria, ecc. 
O Vergine Maria, per i meriti del Sangue prezioso del tuo divin Figlio intercedi per me presso il Padre celeste.
Angeli e Santi tutti del Paradiso, che contemplate la gloria di Dio, unite la vostra preghiera a quella della cara Madre e Regina Maria Santissima e ottenetemi presso il Padre celeste la grazia che domando per i meriti del Sangue prezioso del nostro divin Redentore. Anche a voi ricorro, Anime Sante del purgatorio, perché preghiate per me e chiediate al Padre celeste la grazia che imploro per quel Sangue preziosissimo che il mio e vostro Salvatore versò dalle sue sacratissime piaghe.
Anche io per voi offro all’eterno Padre il Sangue preziosissimo di Gesù, perché possiate goderlo pienamente e lodarlo per sempre nella gloria del cielo cantando: “Ci hai redenti o Signore, con il tuo Sangue e hai fatto di noi un regno per il nostro Dio”. Amen.
O buono e amabile Signore, dolce e misericordioso, pietà di me e di tutte le anime, sia vive che defunte, che hai redente con il tuo Sangue prezioso. Amen.
Sia benedetto il Sangue di Gesù ora e sempre.

Quando vi è di mezzo una persona “a rischio”, cioè per es. un ragazzo che beve o ha problemi da dipendenza da droga, un marito o una moglie che stanno per separarsi o che hanno altri problemi personali pesanti, è opportuno che chi prega chieda in una prima “novena” (9 giorni, nono giorno compreso) la grazia della salvezza di questa persona. Es:  «O Mamma dolcissima, per i meriti del Sangue preziosissimo del tuo divin Figlio concedimi la grazia che (NOME DELLA PERSONA CHE SI VUOLE AIUTARE) , si salvi al termine del suo passaggio terreno e possa venirti a ringraziare nella Gerusalemme celeste e con te lodare e ringraziare Gesù». Dopo che è stata fatta per la salvezza, si può cominciare a recitare  un’altra novena chiedendo la conversione della persona. In tal caso occorre continuare a recitarla all’infinito, fino alla soluzione del problema. OCCORRE INSISTERE. QUESTA INSISTENZA PIACE A DIO. Naturalmente con questa Novena, che è molto potente, si può chiedere tutto ciò che si desidera dal Signore.

lunedì 6 giugno 2016

I 100 anni concessi a satana sono scaduti

Durante una visione del 1820, fu rivelato alla beata Anna Caterina Emmerick che Satana sarebbe stato liberato dalla catene circa ottanta anni  prima dell’anno 2000. Tale periodo di libertà per l’Angelo decaduto sarebbe durato un secolo.

Questo viene confermato da u messaggio dellaMadonna di Medjugorje dato ai veggenti il 24 aprile 1982 il messaggio dice : Cari Figli dovete sapere che satana esiste . Egli si è presentato davanti al trono di Dio e ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo con l’intenzione di distruggerla. Dio ha permesso a satana di mettere la chiesa alla prova per un secolo , ma ha aggiunto :” non la distruggerai”. Questo secolo in cui vivete è sotto il potere di satana ( 1900) , ma quando saranno realizzati i Segreti che vi sono stati affidati -il suo potere verrà infranto. già ora comincia a perdere il suo potere perciò e diventato più aggressivo distrugge i matrimoni ,solleva discordie anche tra le anime consacrate , causa ossessioni, provoca omicidi . Proteggetevi dunque con la Preghiera e col Digiuno, soprattutto con la Preghiera Comunitaria ,portate addosso oggetti Benedetti e poneteli anche nelle vostre case . E riprendete l’uso dell’ acqua benedetta . Quando potrebbero concludersi i cento che satana ha disposizione per distruggere la Chiesa.  Una ulteriore conferma arriva da una visione avuta da Papa Leone Xlll  così descritta :
La mattina del 13 ottobre 1884, al termine della Santa Messa, papa Leone XIII rimase immobile davanti al Tabernacolo per circa 10 minuti. Quando si “riprese”, il suo volto era preoccupato e angosciato. Raccontò ai suoi collaboratori che aveva assistito ad un “colloquio” tra Nostro Signore e Satana. Quest’ultimo dichiarava con orgoglio che avrebbe potuto facilmente distruggere la Chiesa, se avesse avuto maggiore potere su coloro che si mettono al suo servizio, e più libertà per circa 100 anni. Il Signore rispose a Satana che gli avrebbe concesso sia più libertà che i cento anni necessari. Leone XIII rimase così sconvolto da questo “colloquio” che scrisse la famosa preghiera a San Michele Arcangelo per la protezione della Chiesa e volle che fosse recitata, in ginocchio, dopo ogni Santa Messa. Purtroppo, però, con la riforma liturgica post-conciliare, questo dono che Cristo ci fece tramite il suo Vicario, fu messo nel cassetto. La preghiera non è stata più recitata e la stragrande maggioranza dei fedeli nati dagli anni ’70 in poi del secolo scorso non ne conoscono neppure l’esistenza.
La Emmerick parla di circa 80 anni prima dell’anno 2000, dunque verso la fine degli anni ’10 e gli inizi degli anni ’20 del XX secolo. Leone XIII vide quell’insolito “dialogo” un 13 ottobre. Pensandoci   bene.  Satana Potrebbe essere stato liberato dalle catene il 13 ottobre del 1917, giorno dell’ultima apparizione mariana a Fatima, quando ci fu il “miracolo del sole”, e la Madonna promise che «il mio Cuore Immacolato trionferà».
Oltre a queste coincidenze di date, la conferma arriva da altri due elementi.
Benedetto XVI durante il suo viaggio apostolico a Fatima (11-14 maggio 2010) ricordò l’importanza del centenario delle apparizioni.                                              

Teresa Neumann (1898-1962), la “stigmatizzata bavarese”, la quale ebbe dal Cielo anche il dono delle profezie. In una delle ultime profezie prima della morte disse che il maggior periodo di dominio sul mondo da parte di Satana – potere che avrebbe usato per scagliare un attacco, secondo lui, mortale alla Chiesa, in particolare al papato – sarebbe durato circa 18 anni, dal 1999 al 2017.                   Concludendo i cento anni dovrebbero terminare con il centenario delle apparizioni di Fatima cioè il (2017 ) con molta probabilità nel frattempo  inizieranno a essere svelati i 10 segreti di medjugorje , il trionfo del cuore immacolato di Maria promesso a Fatima è paragonabile al tempo di pace e giustizia promesso a Medjugorje.

Fonte: http://www.lalucedimaria.it

La paura della morte

Per l'ego, la morte è sempre dietro l'angolo. In questo stato identificato con la mente, la paura della morte influenza ogni aspetto della vita.
Per esempio, anche una cosa apparentemente banale e «normale» come il bisogno compulsivo di avere ragione in un litigio e dimostrare che l'altra persona ha torto, è dovuta alla paura della morte.
Voi (come ego)non potete permettervi di aver torto. Avere torto significa morire. Su questo si sono combattute guerre e si sono rotti innumerevoli rapporti personali.
Una volta che avete rotto l'identificazione con la mente, il fatto di avere ragione o torto non fa alcuna differenza per il vostro senso del sé, per cui il bisogno fortemente compulsivo e profondamente inconsapevole di avere ragione, che è una forma di violenza, non esisterà più.
Il vostro senso del sé proverrà allora da un luogo più profondo e più vero dentro di voi, non dalla mente.

E. Tolle

domenica 5 giugno 2016

Muore di infarto ma resuscita dopo un ora

Un camionista romano, andato in arresto cardiaco per 45 minuti. 45 minuti sono un tempo lunghissimo per un infarto. Basti pensare che le linee guida ospedaliere prevedono che, in seguito ad un arresto cardiaco, si proceda ad una rianimazione per circa 20 minuti. Superati i 20 minuti si può dichiarare il decesso.

L’uomo, invece, è “resuscitato” dopo 45 minuti. Tutti i giorni faceva consegne spostandosi in tutta Italia. Quella mattina era appena giunto da Pescara, stava tornando presso la ditta per cui lavora, per posare il camion, nei dintorni di Piazza Bologna.

L’uomo, però, si è accorto di avere qualcosa che non andava e ha subito allertato i soccorsi: “Sono Tiziano, Vi scrivo da Via XXI Aprile. Sto morendo per arresto cardiaco”. Queste le parole che ha pronunciato al telefono.

Tiziano è stato rapidamente portato in ambulanza all’ospedale più vicino, ma i medici si son subito resi conto che era ormai troppo tardi, un’aritmia cardiaca rapidissima “aveva ucciso” l’uomo. “Non c’era battito, né pressione sanguigna, né polso” queste le parole dell’infermiera Michela Delle Rose, che ha vissuto la vicenda in prima persona.

Ma è in questo momento che la vicenda assume tratti incredibili. Tiziano ha raccontato di esser scivolato in un mondo celeste: “L’unica cosa che mi ricordo è che ho cominciato a vedere la luce e a camminare verso di essa”. Poi continua: “Era la cosa più bella che avessi mai visto e sembrava così felice. Mi ha preso il braccio e mi ha detto: «Non è ancora il tuo momento, tu non devi essere qui. Devi tornare indietro, ci sono cose che ancora devi fare»”.

E, incredibilmente, dopo 45 minuti il cuore del paziente è tornato a battere dal nulla. ” Il suo cervello è rimasto senza ossigeno per 45 minuti, è incredibile che possa continuare a camminare” ha riferito l’infermiera Delle Rose. “Siamo di fronte a un caso unico. Studieremo tutto al dettaglio. domani verranno a Roma i colleghi americani. Questa è resurrezione” ha detto il dottor Sabino Lasala. Intanto noi siamo contenti per Tiziano e gli auguriamo, al di là del miracolo, una pronta guarigione.

venerdì 20 maggio 2016

Cosa sono le maledizioni

— LE MALEDIZIONI Sono auguri di male, e l'origine del male sta NEL DEMONIO; quando sono fatte con vera perfidia, specie se c'è un legame di sangue tra il maldicente e il maledetto, possono avere effetti tremendi. I casi più frequenti e più gravi che mi sono capitati riguardavano genitori o nonni che hanno maledetto i figli o i nipoti. La maledizione si è dimostrata molto grave se si riferiva alla loro esistenza o se veniva fatta in particolari circostanze, per esempio nel giorno del matrimonio. I genitori hanno verso i figli un legame e un'autorità come nessun'altra persona. Ho seguito un giovane che era stato maledetto dal padre fin dalla nascita (evidentemente non lo voleva) e aveva continuato a subire tali maledizioni nell'infanzia e in tutto il periodo in cui è vissuto in casa. Questo povero giovane ha avuto traversie di tutti i tipi: mali di salute, incredibili difficoltà sul lavoro, sfortuna nel matrimonio, malattie nei figli... Le benedizioni gli hanno dato un giovamento spirituale, ma non mi è parso che abbiano ottenuto di più. Un secondo esempio. Una giovane voleva sposarsi con un bravo ragazzo da lei amato, ma i genitori erano contrari; visti inutili i loro sforzi, tali genitori si sono dimostrati rassegnati e hanno partecipato alle nozze. Lo stesso giorno del matrimonio il padre ha chiamato in disparte la figlia con una scusa; in realtà l'ha maledetta augurando i peggiori mali su lei, sul marito e sui figli. E cosi è stato nonostante le intense preghiere e benedizioni. ( P.Amorth)

martedì 10 maggio 2016

Preghiera al Santo Spirito

Spirito Santo, amore e soavità del Padre e del Figlio, fiore e profumo della santità di Dio, fuoco divino acceso in me, rendi tutto nuovo il mio cuore; togli ogni macchia e oscurità, brucia ogni impurità e rendimi conforme all'immagine del Figlio divino. Spirito di fuoco che Ti degni di abitare personalmente in me per santificarmi, accendi in me questo fuoco d'amore; penetra e investi con la tua fiamma tutta l'anima mia; scaccia ogni affetto disordinato; spingimi a conquiste apostoliche; donami la grazia di essere fiamma e di ardere di puro ed eterno amore.

venerdì 29 aprile 2016

Dal Vangelo secondo Luca (6,27-38)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. 
Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. 
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. 
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio”.

lunedì 25 aprile 2016

Esperienza Metafisica

“Almeno due volte al giorno ognuno di noi ha una esperienza metafisica: al momento del risveglio e quando si assopisce. L’esperienza metafisica è il momento di comunione col tutto, quando l’individuo dimentica la propria biografia, le illusioni della storia, della propria stessa identità, della propria decadenza e partecipa del respiro universale”

Elémire Zolla

domenica 17 aprile 2016

Vangelo di Tomaso 18-24

"Gesu' disse: passera' questo cielo e passera' cio' che e' sopra di esso, i morti non sono vivi e i vivi non morranno. nei giorni in cui mangiavate cio' che e' morto, voi lo rendevate vivo. Quando sarete nella luce che cosa farete? Nel giorno in cui eravate uno, siete diventati due. Ma allorche' siete diventati due, cosa farete?"

giovedì 14 aprile 2016

Rivelazioni Shock del demonio: La Madonna non sta in cielo

Il demonio è costretto a parlare della Madonna durante gli esorcismi

Il demonio parla della Madonna in un esorcismo di Padre Francesco Bamonte:

Voi pensate che sia lassù, ma Lei non sta lassù. Lei vi sta vicino; bastardi, bastardi, che avete fatto per averla così vicina, eh? E quando morite, Lei è là, Lei è là (lo ripete con rabbia) e aspetta un vostro pensiero, un vostro palpito del cuore per il bene, una vostra chiamata a Quello (a Gesù) e Lei è là, Lei è là che vi aspetta con il cuore aperto di madre! Tu sai che cos’è una madre, eh? Una madre guarda teneramente tutti i figli, insegna loro il bene, li richiama al bene e piange, e piange se il figlio, il figlio, il figlio non l’ascolta, perchè sa che io, io lo prenderò, se non l’ascolta io lo prenderò! (‘La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi’, Francesco Bamonte).
E in un esorcismo compiuto da padre Amorth afferma:

Padre Amorth: “Quali sono le virtù della Madonna che più ti fanno rabbia?

Demonio: “Mi fa rabbia perchè è la più umile di tutte le creature e io sono il più superbo; perchè è la più pura di tutte le creature e io non lo sono, perchè è la più ubbidiente a Dio di tutte le creature e io sono il ribelle!

Padre Amorth: “Dimmi la quarta qualità per cui hai tanta paura della Madonna che ti spaventi di più quando nomino la Madonna che quando nomino Gesù Cristo!”

Demonio: “Ho più paura quando nomini la Madonna perchè sono più umiliato ad essere vinto da una semplice creatura anzichè da Lui…”

Padre Amorth: “Dimmi la quarta qualità della Madonna che ti fa più rabbia!”

Demonio: “Perchè Mi vince sempre, perche’ non è mai stata sfiorata da alcuna colpa di peccato!”

«Durante un esorcismo, attraverso la persona posseduta, Satana mi ha detto: Ogni Ave Maria del Rosario, è per me una mazzata in testa; se i cristiani conoscessero la potenza del Rosario, per me sarebbe finita!» (Don Gabriele Amorth)

Fonte:lalucedimaria.it

sabato 9 aprile 2016

Se nel diavolo non si crede più, lui è contentissimo

Gabriele Amorth, 80 anni, è l’esorcista ufficiale più famoso del mondo. Il suo libro “Un esorcista racconta” è stato tradotto in quattordici lingue. Opera a Roma dal 1986, ogni giorno alle prese con Satana. “All’inizio pregai la Madonna: avvolgimi nel tuo manto protettivo. Mi ha esaudito. Dal demonio ho avuto tante minacce, ma mai nessun danno”.
D. – Padre Amorth, prima le tre ragazze di Chiavenna, poi Erica e Omar, e adesso la banda giovanile di Somma Lombardo. È Satana che agisce in loro?
R. – “Sicuramente sì, i due primi casi li ho studiati bene. Quei ragazzi erano dediti al demonio, leggevano libri satanici. E che ferocia inaudita nei loro atti! Quando una figlia dà novantasette coltellate alla propria madre non si può non vedere all’opera il principe delle tenebre”.
D. – Ci sono tempi in cui Satana è più attivo che in altri?
R. – “In via ordinaria Satana è sempre attivo. È tentatore fin dal principio. Fa di tutto perché l’uomo pecchi e ogni volta che viene compiuto del male c’è sempre lui dietro, fermo restando che è l’uomo a decidere liberamente i suoi atti. Ma poi c’è anche un’azione straordinaria del maligno: e questa è il possesso diabolico”.
D. – Sono frequenti i casi di possessione?
R. – “No, sono rari. Ma mi è impossibile dare cifre precise. I casi di vera possessione diabolica che ho in cura sono parecchi, ma è perché a me arrivano i casi più difficili, non risolti da altri esorcisti. Nei primi anni della mia attività, quando accoglievo tutti senza filtro, la stragrande maggioranza erano malati psichici, senza il demonio di mezzo”.
D. – Da che cosa capisce che uno è indemoniato?
R. – “Lo capisco durante la cura, non prima. Un sintomo inequivocabile è la violentissima, viscerale avversione a tutto ciò che è sacro. Ricordo un padre che temeva d’avere un figlio posseduto dal demonio e un giorno, mentre erano assieme a tavola, disse mentalmente per lui un’Ave Maria. Il ragazzo proruppe in un grido: ‘Papà, no, taci!’. Poi c’è il parlare in lingue sconosciute, c’è l’esplodere di una forza sovrumana, c’è la levitazione: tutte cose che avvengono durante gli esorcismi”.
D. – Tra una crisi e l’altra un indemoniato come vive?
R. – “In un modo normale. Va al lavoro e nessuno lo sa. Tiene ben nascosto il suo stato. Quando sente arrivare una crisi si allontana, si chiude in bagno, smania, e poi torna impassibile al suo posto. Questo vale a maggior ragione per gli indemoniati in cura, ai quali l’esorcismo dà la forza per tornare pienamente a una vita normale. Una cosa va sottolineata: la possessione diabolica non è ereditaria, né contagiosa”.
D. – Che cosa lega gli indemoniati ai satanisti?
R. – “Capita di frequente che un indemoniato diventi tale dopo esser entrato in una setta spiritica o satanista. Tra quelli che ho in cura ce ne sono pochi così, perché a chiedere l’esorcismo vengono solo i satanisti pentiti. Ma tra di loro penso che siano molti di più. Nelle sette sataniche è facile entrare ma è difficilissimo uscire. In certi casi si rischia la vita”.
D. – E i satanisti che legame hanno col demonio?
R. – “Ce ne sono di due tipi: quelli che adorano il demonio, celebrano messe sataniche, hanno loro sacerdoti e una gerarchia; e quelli che nell’esistenza personale di Satana non credono affatto, ma si danno ad azioni turpi e contro natura. Quest’altro satanismo è il più pericoloso”.
D. – Giovanni Paolo II ha pronunciato esorcismi su tre indemoniate. Sono guarite?
R. – “La terza no. L’ho in cura dal 1998 ed è un caso davvero doloroso”.
D. – A parte il papa, nella Chiesa com’è la credenza nel diavolo?
R. – “Molto in ribasso. E il demonio ne è contentissimo, perché così ha mano libera per fare il suo lavoro. La Chiesa è andata da un eccesso all’altro. Per rimediare alla pazzia della caccia alle streghe, che invece d’essere esorcizzate venivano bruciate, ha cancellato tutto, diavolo ed esorcismi. Il risultato è che intere regioni cattoliche non hanno più un solo esorcista: Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Svizzera. Io ammiro i vescovi italiani. Non ne capiscono niente, ma almeno li esorcisti li nominano. L’anno scorso noi italiani ci siamo riuniti: eravamo centosettanta”.
D. – Spieghi meglio, in che senso i vescovi non ne capiscono niente?
R. – “Perché anche loro, come tutti i preti, hanno studiato in seminario. E da tempo in seminario non si insegna più niente degli angeli e dei demoni, più niente degli esorcismi, più niente dei peccati contro il primo comandamento, ‘Non avrai altro Dio fuori che me’: magia, spiritismo e satanismo”.
D. – E la curia vaticana?
R. – “Stessa incompetenza. Ha dato il via libera a un nuovo rituale che per noi esorcisti è un disastro. Vieta di operare in caso di maleficio, quando il 90 per cento dei casi di possessione derivano proprio da lì. Vieta di operare se non c’è la certezza previa dell’azione diabolica, quando lo si può capire solo esercitando. Per fortuna continua a valere anche il vecchio rituale. Io uso quello, altrimenti dovrei chiudere”

Fonte:gloria.tv

Attenzione alla falsa medaglia Miracolosa divulgata dalla massoneria

Non bastano i rosari satanici e massonici diffusi in modo copioso , adesso la massoneria ha coniato pure una versione taroccata con strani simboli della medaglia Miracolosa fate attenzione a non mettervi addosso simboli demoniaci e massonici. se le medaglie che possedete hanno queste caratteristiche che il video mostra allora liberatevi immediatamente di queste medaglie fate una preghiera e gettatele in un fiume o in un torrente o consegnatele a un sacerdote che possa liberarsene lui.
Il 27 novembre ricorreva la memoria della Madonna Miracolosa, apparsa a S.Caterina Labourè che le disse di far coniare questa medaglietta e che chi la indossava con fede veniva protetto e elargito di molte grazie.
Purtroppo si sta diffondendo una falsa medaglia miracolosa divulgata dalla massoneria, molto divulgata e venduta anche nei negozi cattolici..
LA VERSIONE FALSA E SATANICA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA
DIFFUSA DALLA MASSONERIA (La fonte è un sacerdore di Alghero)
Oltre alle versioni, purtroppo molto diffuse, dei rosari, la massoneria ha organizzato la produzione e la diffusione di una versione falsa e satanica della Medaglia Miracolosa che la Vergine ci donò attraverso le apparizioni a Santa Caterina Labouré in Rue du Bac, Parigi, 1830.
Disgraziatamente, sono versioni false che non corrispondono alla originale approvata (quest’ultima è nel Santuario ufficiale di Parigi), esse sono molto diffuse e si trovano molto facilmente anche nei negozi dei vari santuari del mondo.
La versione alterata si differenzia dalla originale per vari elementi :
1) Le stelle non hanno 5 punte, ma 6 punte. Si possono trovare anche versioni false con stelle a 5 punte, ma la disposizione e la posizione sono differenti rispetto all’originale.
2) La M non ha una posizione dritta, ma inclinata.
3) La Croce e la M si incrociano in maniera totalmente opposta rispetto all’originale.
4) Sui Cuori appare in modo camuffato, come se fossero spine, il simbolo della massoneria, ossia, la squadra e il compasso.
5) La spada del Cuore di Maria non attraversa il medesimo Cuore, ma sta dietro.
6) La Croce ha una forma molto strana nei suoi bracci, che non sono diritti nelle parti finali, e molte volte appaiono punte nella parte terminale di ciascun lato della Croce. La versione falsa della Croce, può terminare con punte che sembrano corna o punte di forche, e che ricordano nella parte superiore (insieme alla stella che sta su di essa) ciò che ha sulla testa lucifero, così come rappresentato nell’iconografia satanica e massonica.
7) Nella versione falsa e massonica appare una stella con 6 punte sulla croce, che rappresenterebbe, secondo la simbologia massonica, la luce che porta lo stesso lucifero. Si possono trovare anche versioni con stelle a 5 punte invece di 6, ma sempre con una stella al di sopra della croce, posta in maniera perpendicolare, e molte volte questa stella è rovesciata.
Nell’originale non si trova nessuna stella sopra la Croce, in modo perpendicolare rispetto ad essa, ma ci sono due stelle ciascuna posta ai lati superiori della Croce. Lo stesso si nota nella parte inferiore della medaglia.
Pertanto, c’è da fare molta attenzione quando si va a comprare una Medaglia Miracolosa in questi tempi così funesti.
NB. Cosa fare con le medaglie false che si hanno? Una preghiera e si buttano nell’acqua corrente di un fiume o torrente o nel mare.
Fonte:lalucedimaria.it

mercoledì 6 aprile 2016

4 modi per sapere se un nostro caro defunto ci è vicino

Uno dei modi per capire se un tuo caro defunto è ancora vicino a te è sentirne il profumo. Il nostro olfatto è, infatti, collegato direttamente all’ippocampo, l’area del cervello dedicata ai ricordi. Se improvvisamente sentite l’odore, il profumo di un vostro caro vuol dire che lui è li con voi e vi sta proteggendo. Guardate fuori da una finestra e lasciate che vi abbracci.
Un altro modo abbastanza frequente con cui gli spiriti si collegano alla nostra anima e alla nostra quotidianità è attraverso i sogni. Sognare un parente defunto non avviene mai per caso. Si tratta di un modo molto chiaro per comunicare con le persone che si sono tanto amate anche dall’aldilà. Non abbiate paura e godetevi il vostro sogno.
Se improvvisamente non doveste trovare un oggetto, qualcosa a cui tenevate, doveste notare un oggetto in una posizione strana ed insolita sappiate che anche questo è un gesto che i nostri cari defunti utilizzano per comunicare con noi. Ovviamente non tutti hanno questa sensibilità per cogliere questi segni ma fateci caso e riuscire a superare il vostro dolore in modo meno traumatico.
Se avete difficoltà a pensare, se la vostra testa nonostante cerchiate di concentrarvi sia sempre da un’altra parte, sappiate che anche questa è una delle modalità con cui l’aldilà cerca le nostre attenzioni. E’ un modo davvero insolito ma efficace per indurre le persone a ricordarsi che anche loro sono ancora con noi a proteggerci e volerci bene.

Fonte:news.fidelityhouse.eu

martedì 5 aprile 2016

Come satana disturba il nostro pregare

Satana opera nelle nostre vite in maniera costante. La sua è un’attività che non conosce pause nè riposo: i suoi agguati sono continui, la sua capacità di suggerire il male è difficile da cogliere e difficilissima da estirpare, le sue doti mistificatorie rendono arduo il compito di riconoscerlo e combatterlo, soprattutto per quei cristiani con una fede solida, che rappresentano i suoi bersagli preferiti. Specialmente quando pregano.
A questo proposito vorremmo raccontarvi la storia di un ragazzo, nato sotto il segno di Satana (i suoi genitori erano satanisti), che al demonio ha consacrato la sua vita, prima di convertirsi al cristianesimo. La sua conversione sarebbe avvenuta ad opera di un’intera comunità che egli aveva intenzione di attaccare col supporto dei demoni di cui era stimato alleato, ma dalla quale venne sconfitto grazie a fede e digiuno collettivi.
In quanto profondo conoscitore delle forze oscure, il ragazzo rappresentava una inedita fonte di informazioni per chi il male vuole combatterlo e conosceva tutti i modi in cui Satana interrompeva le nostre preghiere. E per questa ragione John Mulinde, sacerdote nato ed operante in Uganda, ha voluto sentire cosa il ragazzo aveva da dire. Riguardo la credibilità di John Mulinde, basti citare il fatto che è stato sfigurato con l’acido da bande di estremisti islamici che avevano in odio il suo operato.Quanto ha appreso circa le forze del male è oggi di straordinaria importanza.
Secondo il ragazzo bisogna immaginare il mondo come rivestito di una roccia scura (il male). L’intensità delle preghiere varia a seconda della loro capacità di perforare questa coltre malefica, e di irradiarsi verso l’alto per raggiungere Dio. Distingue tre tipi di preghiere: quelle provenienti da chi prega occasionalmente; quelle di chi prega abbastanza spesso e consapevolmente, ma nei momenti liberi; quelle di chi prega continuativamente perchè ne sente l’esigenza.
Nel primo caso si solleva con le preghiere una sorta di fumo con poca consistenza, che si disperde nell’aria senza nemmeno riuscire a raggiungere la coltre nera. Nel secondo caso il fumo spirituale si solleva in aria, ma si disperde al contatto con la cortina scura. Nel terzo caso si tratta di persone estremamente,credenti, la cui preghiera è frequente, ed il cui fumo è in grado di perforare lo strato scuro, e proiettarsi verso l’alto, e verso Dio.
Satana sa bene che l’intensità della preghiera dipende dalla continuità con cui si dialoga con Dio, e tenta di recidere questo rapporto nel momento in cui il legame si fa più stretto, attraverso una serie di piccoli trucchi che spesso bastano per raggiungere l’obiettivo: distrarre. Fa squillare il telefono, procura un’improvvisa fame che spinge il cristiano ad interrompere la sua preghiera, oppure arreca dei piccoli disturbi o dolori fisici che deconcentrano ed inducono a rimandare la preghiera.
A quel punto lo scopo di Satana è raggiunto. Non lasciamoci quindi distrarre da nulla, quando siamo in preghiera. Continuiamo fino a sentire che la nostra preghiera è diventata lineare, piacevole, ed intensa. Continuiamo fino a rompere le barriere del male, perchè una volta perforata la coltre, non c’è modo per Satana di riportarci indietro!

Fonte: gloria.tv

lunedì 28 marzo 2016

Padre Leopoldo, amasti Dio (canto)

Padre Leopoldo, amasti Dio
sopra ogni cosa con fede viva,
ponesti in Lui la tua fiducia
e lo seguisti con fedeltà.

O San Leopoldo, vicino a Dio,
prega, prega per noi.

Nella celletta confessionale,
lieto accogliesti i peccatori
e del Signore manifestasti
la tenerezza e la bontà.
Rit.

Tutto te stesso a Dio donasti
perché la pace regni nel mondo
e nella Chiesa presto ritorni
un solo ovile, nell'unità.
Rit.

Umile servo della Madonna,
tu la chiamasti la dolce Madre
e tutti i giorni, con grande affetto,
a Lei portasti un fresco fior.
Rit.

O San Leopoldo, prega il Signore
che la sua luce splenda nel mondo
perché lo guidi nella sua via
e porti pace, serenità.

Frutti della preghiera

giovedì 24 marzo 2016

La verità di Padre Amorth sull’Isis


Dalla pagina Facebook di Padre Gabriele Amorth:
L’ISIS E’ SATANA. Le cose accadono prima nelle sfere spirituali, poi diventano concrete su questa terra. I regni spirituali sono solo due. Lo Spirito Santo e lo spirito demoniaco. C’entra perché il male mascherato in vari modi, politiche, religiose, culturali, ha un’unica fonte ispiratrice, il demonio. Da cristiano, combatto la bestia spiritualmente. Anche la politica mondiale che oggi pare priva di risposte di fronte al massacro dei cristiani dovrà combattere l’Isis e lo farà in modo differente. Se avanza come pare chiediamo cosa ha fatto l’Occidente nel corso degli ultimi decenni. Ha mandato Dio al diavolo. Via le benedizioni dalle scuole, via le croci, via tutto, largo allo squallore. Satana mi risponde solo quando lo interpello. Ripete che il mondo è in suo potere, e qui dice il vero. Biblicamente parlando, siamo negli ultimi tempi e la bestia è al lavoro freneticamente.

Fonte:lalucedimaria.it